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  • Kubrick VS Pasolini
    Alcune, brevi e personali, considerazioni:
    Kubrick evolve e influenza il cinema perché ne fa pienamente parte. Kubrick è Cinema e con questo influisce sul pensiero esprimendo il proprio.
    In Pasolini il cinema è prevalentemente un mezzo, un codice che lui usa per esprimere la sua poesia. È la poesia che usa il cinema. Pasolini non è regista, non fa cinema: Pasolini è un Poeta.
    Se Kubrick è tutt’uno col mezzo, vi aderisce, ci cresce dentro e gli imprime la sua personale e originale forma, Pasolini non è mai tutt’uno con niente ed erompe da ogni mezzo perché nessun mezzo è così complesso e profondo da poterlo contenere tutto.
    Ma poiché questo è un contest - contest che io ironicamente contesto, per i motivi suddetti - mi schiero e dico che: Pasolini lo preferisco quando esprime la sua Poesia con la scrittura e che la mia personale e poco affinata sensibilità mi fa preferire il cinema “propriamente detto” e quindi scelgo il cinema - cinematografico di Kubrick.
    ***
    Inoltre vorrei condividere, per il mio affetto e gratitudine verso Pasolini, una riflessione amara stimolata dalla “nostranità” citata da @Lycium_b (e chiedo scusa per l’OT):
    Sono profondamente convinta che se l’Italia è nelle sue attuali condizioni, è in gran parte dovuto al fatto che gli italiani, da molti anni ormai, sono cresciuti orfani del pensiero più onesto, intelligente, originale, brillante, acuto, complesso e libero, libero davvero, di uomini e donne come Pasolini - e molti, TROPPI, altri - che hanno avuto in comune con Pasolini, oltre alla straordinaria libertà e onestà di pensiero, anche la sua fine: sono tutti morti ammazzati, uccisi.
    Spessissimo negli anni mi sono chiesta, soprattutto davanti ad avvenimenti sociali/politici/antropologici difficilmente spiegabili per il loro alto grado d’inciviltà e - apparente - illogicità umana: “Chissà Pasolini - e tutti gli altri, ormai fantasmi - cosa avrebbe pensato/fatto/scritto di questo”. Non lo sapremo mai.
    Se tutti quegli omicidi non fossero stati commessi e quindi se tutti quegli uomini liberi avessero continuato a lavorare ed esprimere il proprio pensiero, oggi, l’Italia, e gli italiani, sarebbero migliori. (Tanto per ri-sottolineare, una volta ancora - che non è mai abbastanza - il ruolo fondamentale e fondante dell’educazione e dell’esempio).
    Ma è anche vero che se gli italiani fossero stati migliori, nessuno avrebbe commesso tutti quegli omicidi.
    Forse, e spero che non sia vero, gli Italiani, semplicemente, non si meritavano Pasolini (e tutti gli altri).
    Bellissima analisi, sono d'accordo.
  • Kubrick VS Pasolini
    Alcune, brevi e personali, considerazioni:
    Kubrick evolve e influenza il cinema perché ne fa pienamente parte. Kubrick è Cinema e con questo influisce sul pensiero esprimendo il proprio.
    In Pasolini il cinema è prevalentemente un mezzo, un codice che lui usa per esprimere la sua poesia. È la poesia che usa il cinema. Pasolini non è regista, non fa cinema: Pasolini è un Poeta.
    Se Kubrick è tutt’uno col mezzo, vi aderisce, ci cresce dentro e gli imprime la sua personale e originale forma, Pasolini non è mai tutt’uno con niente ed erompe da ogni mezzo perché nessun mezzo è così complesso e profondo da poterlo contenere tutto.
    Ma poiché questo è un contest - contest che io ironicamente contesto, per i motivi suddetti - mi schiero e dico che: Pasolini lo preferisco quando esprime la sua Poesia con la scrittura e che la mia personale e poco affinata sensibilità mi fa preferire il cinema “propriamente detto” e quindi scelgo il cinema - cinematografico di Kubrick.
    ***
    Inoltre vorrei condividere, per il mio affetto e gratitudine verso Pasolini, una riflessione amara stimolata dalla “nostranità” citata da @Lycium_b (e chiedo scusa per l’OT):
    Sono profondamente convinta che se l’Italia è nelle sue attuali condizioni, è in gran parte dovuto al fatto che gli italiani, da molti anni ormai, sono cresciuti orfani del pensiero più onesto, intelligente, originale, brillante, acuto, complesso e libero, libero davvero, di uomini e donne come Pasolini - e molti, TROPPI, altri - che hanno avuto in comune con Pasolini, oltre alla straordinaria libertà e onestà di pensiero, anche la sua fine: sono tutti morti ammazzati, uccisi.
    Spessissimo negli anni mi sono chiesta, soprattutto davanti ad avvenimenti sociali/politici/antropologici difficilmente spiegabili per il loro alto grado d’inciviltà e - apparente - illogicità umana: “Chissà Pasolini - e tutti gli altri, ormai fantasmi - cosa avrebbe pensato/fatto/scritto di questo”. Non lo sapremo mai.
    Se tutti quegli omicidi non fossero stati commessi e quindi se tutti quegli uomini liberi avessero continuato a lavorare ed esprimere il proprio pensiero, oggi, l’Italia, e gli italiani, sarebbero migliori. (Tanto per ri-sottolineare, una volta ancora - che non è mai abbastanza - il ruolo fondamentale e fondante dell’educazione e dell’esempio).
    Ma è anche vero che se gli italiani fossero stati migliori, nessuno avrebbe commesso tutti quegli omicidi.
    Forse, e spero che non sia vero, gli Italiani, semplicemente, non si meritavano Pasolini (e tutti gli altri).
  • Kubrick VS Pasolini
    Vorrei aprire un contest: chi preferite fra i due? Li vedo piuttosto simili, sotto alcuni aspetti.
    Premetto che ho seguito in parte la filmografia sia di uno, che dell'altro. Mi sono ripromesso più volte di vedere tutti i film rimanenti ma, si sa, alla fine come vanno queste cose :/
  • Un racconto quasi horror: La vita cinquemila anni fra By Aspirina
    @aspirina tu che te ne intendi, perché non organizzi qualche contest simile su questo forum? Sarebbe bello :)
  • Frustrazione sulla non-diagnosi


    La psicoanalisi non è l'orientamento giusto per l'asperger ma è l'orientamento giusto per spingere una persona nello spettro all'esasperazione.

    (Te lo dice una che nonostante tutto ama l'approccio psicoanalitico, ma per l'asperger è quasi come andare dal callista)


    @aspirina
    qsa tua osservazione tocca un mio cruccio : 
    praticamente io ho capito di essere AS proprio in virtù di un processo  di individuazione, spontaneo nel crescere, durato anni  (senza "professionisti" , "psicanalisti" coinvolti , e li mortacci... ). 
    detto chiaro: se non mi fossi stufata di recitar la parte dell'adattamento efficace (cmq un falso sè), e non avessi preteso un diritto a esser me stessa  non andavo in nuova crisi da:
    "ma come, tutti  dicono che dovevo essere me stessa e mo' me vogliono epurare?" (ho letto qualche donna in qualche discussione che ha avuto un iter di qs tipo), 
    e dunque non mi, e non vi, trovavo,  e poi mi mancavate... :\">

    ma ora resto con il domandone: a cosa dovrei adattarmi? o vado dallo psicoterapeuta come da un educatore socio-cultrurale  per essere "contenuta" in un progetto di vita? 
    ...dopo che sono sopravvissuta da sola per quasi 40 anni senza fare grosse storie? con anche in mente le esperienze espressivo-educative e vari yoga col trademark (mindfullness) di cui ho letto ti sei data (io pure), 
    la terapia mi  toglie l'amarezza che cose che avrei voluto fare, davvero non posso più farle? 

    e sul piano psicoanalitico: signori, mi dispiace io non acquisirò mai il principio di realtà come ce l'ha un NT, come peraltro anche quello di piacere.
    altro che "paziente"
    (cmq la parola usata dagli piscologi mi ha sempre tanto fatto "pissing contest" con gli psichiatri..., più che relazione con "cliente", tié)

    non c'è polemica nella mia posizione, ma genuino non saper che pesci pigliare, e ti ringrazio per la descrizione della cognitivo-comportamentale, più, come dire , pratica , che però forse sbaglio, messa così assomiglia a un'educativa personalizzata , più che una psicoterapia (pensando alla parola "funzionamento")
     e ho anche credo paura a investire le misere, miserissime mie risorse pecuniarie  (vista la sotto- quando non dis- occupazione intermittente, se non forse ormai perenne). 
    ... non so più...  aiuto!

    cerco di focalizzare: secondo voi tutti gli AS devono passare per la cognitivo-comportamentale ? 
  • voi e gli eventi sportivi "di massa"..come li vivete?
    Vedere le partite da soli, o con un'altra persona disinteressata, è molto meglio.
    Anzi è molto più rilassante. Lontano dall'obbligo di tifare per una squadra, fosse pure la Nazionale.
    Questo almeno per chi ama vedere le partite dell'Italia e vede il calcio come uno spettacolo qualunque, o come l'Eurovision Song Contest.
  • Big Five
    Qui sembro una cazzona micidiale.

    Loose

    You feel that a clean, orderly desk is the sign of a person who doesn't have enough to do. Schedules and "to do" lists feel stifling; you thrive on a sense that anything goes, and know that the world won't end if you don't clean up after finishing a job.

    You don't need to know that everything is in its place; it is not empowering to you to feel that the world around you is neat and organized. Mowing down every item on your "to do" list, every day, does not bring you joy.


    Cooperative

    You enjoy teamwork, play well with others, and prefer getting along to winning.

    You're not compelled to win every contest nor to be right all the time.


    Intellectual

    You are thoughtful, rational, and comfortable in the world of ideas. People find you interesting to talk to. You're the living embodiment of the saying "You learn something new every day." In general, those with a high score on the "intellectual" trait are employed in such fields as teaching and research, and are enthusiastic about reading, foreign films, and classical music.

    You do not avoid abstract conversation, experimenting with new ideas, or studying new things. It bores you to stick to the straight and narrow of what you already know.


    Arbitrary

    You believe life can be fairly random, and trying to impose a tight little grid on it is a waste of time - your conclusion: relax. Things will work out (or not). No need to get ultra-logical about everything.

    You do not believe that everything has a logical explanation or that every problem has a logical solution.


    Carefree

    You do what you need to do, without demanding that you be perfect. The world isn't flawless and you don't feel the need to pretend that you can make it flawless in your own little way. Therefore, you don't examine everything with a microscope and are comfortable cutting yourself and others a lot of slack.

    You don't need for everything you touch to turn out perfectly. You don't go looking for errors, omissions, shoddy work, or bad taste.


    Assertive

    You behave in a confident and forceful manner, take charge of the situation, raise your hand in class, stand up for what you think is right, and lead others. Among those who have a high score on the "assertive" trait, many have jobs in which they are valued for their organizational skills as well as their talent for supervising others.

    You are not interested in fading into the woodwork, leaving everything to fate, taking more time than necessary to accomplish a task, or avoiding confrontation.


    Inefficient

    You like to live your life without plans, and when you do have a plan you're happy to ignore it. While you're not necessarily opposed to getting work done, you're very good at finding other ways to spend your time.

    You are not anal, or even particularly well organized. You don't enjoy sticking to your plans, and don't mind when you don't finish on time.


    Impassioned

    You have strong opinions and high standards. When others let you down, you're not opposed to giving them a piece of your mind, even if it sometimes mean hurting their feelings.

    You are not necessarily a "live and let live" kind of person. You don't always make allowances for others' incompetence or allow annoyances to wash over you. You don't feel it's your job to make everyone feel relaxed and comfortable regardless of whether they've earned it.


    Innovative

    You come up with a lot of ideas; if one doesn't work out, there's always another waiting in the wings. You often have interesting solutions to difficult problems. You're practically a one-person brainstorming session.

    You are less interested changing the world than in dealing with things as they are. Unlike those who spend all their time trying to solve problems, you prefer to zero in on things that work and stick with them.


    Irritable

    You have your own problems to deal with, and little patience for those who need help to get through the rough spots. Going out of your way to lend a hand not only takes time away from your own pursuits, it ultimately harms those you're "helping" by insulating them from the harsh realities of life.

    You don't need to help others to feel better about yourself. It's not your ambition to be known as a major bleeding heart.

  • Big Five
    Discover the top 10 traits out of 90 that uniquely describe you
    Passionate

    You are in touch with your emotions, and sometimes you react before you think. The good news: you don't tamp down your feelings. The bad news: you sometimes say or do things that you later wish you could take back.

    You do not live your life on an even keel; you do not go for long periods without experiencing some mood swings.

    Aesthetic

    You appreciate art, beauty, and design; you know that they are not superficial but absolutely crucial to living the good life. You have good taste, and you're proud of it. Those with a high score on the "aesthetic" trait are often employed in literary or artistic professions, enjoy domestic activities — doing things around the house — and are enthusiastic about the arts, reading, and travel.

    You don't think it's pretentious to be moved by art and beauty. You're not one of those who believe it doesn't matter what something looks like as long as it does its job.

    Curious

    You like to get to the bottom of things. You're not content knowing what someone did; you want to know why they did it.

    You don't simply take things as they are and move on; you're not content skimming along on the surface; you don't feel you're wasting time by digging for the meaning of things.

    Solitary

    You are a private person, not very comfortable in a big group, and view excessive socializing as a waste of time.

    You not prefer hanging out with others to spending time alone; you do not tend to feel at home in a crowded room, club, stadium, or auditorium.

    Tender

    You are gentle with others, both physically and emotionally. You are careful not to upset people and go out of your way to find the nicest way to say something. You naturally focus on the fact that the world is full of wonderful people, places, and things. More often than not, people with a high score on the "tender" trait enjoy spending time with children, love romantic movies, and are enthusiastic about making the world a better place.

    You don't think of yourself as tough-minded or gruff, nor do you need to be seen as some kind of objective source of truth and rationality.

    Emotional

    You let it all hang out, and those around you always know what you're going through.

    You are not isolated from your emotions; no one would call you "cold-blooded," or even "cool as a cucumber."

    Volatile

    You go with the flow when it comes to your emotions. Whether you're happy or sad, you show it, and when something upsets you, or you're feeling stressed out, those around you will know it right away.

    You are not necessarily the one person in any group who can be depended on to stay calm, cool, and collected in a crisis; you aren't known for keeping your emotions under wraps.

    Sympathetic

    You have a knack for knowing what's going on in the hearts and minds of those around you, without their having to tell you explicitly. People tend to turn to you with their problems because they know you care, and that you will likely offer good advice and a helping hand.

    You do not feel that people with sad stories are just looking for attention, or have brought their problems upon themselves.

    Original

    You are constantly coming up with new ideas. For you, the world as it exists is just a jumping-off place; what's going on inside your mind is often more interesting than what's going on outside.

    You don't feel that the road to success is to be a realist and stick to the program; you never stop yourself from coming up with new ideas or telling the world what you're thinking about.

    Cooperative

    You enjoy teamwork, play well with others, and prefer getting along to winning.

    You're not compelled to win every contest nor to be right all the time.

    Your Connections

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    How do you compare to the people around you?
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