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Kubrick VS Pasolini

raul_7raul_7 Andato
Vorrei aprire un contest: chi preferite fra i due? Li vedo piuttosto simili, sotto alcuni aspetti.
Premetto che ho seguito in parte la filmografia sia di uno, che dell'altro. Mi sono ripromesso più volte di vedere tutti i film rimanenti ma, si sa, alla fine come vanno queste cose :/
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Commenti

  • fattore_afattore_a Colonna
    Pubblicazioni: 2,337
    Di Pasolini preferisco le poesie ai film.
  • FrancescoFrancesco Veterano Pro
    modificato November 2014 Pubblicazioni: 966
    Conosco poco Pasolini, molto Kubrick, sinceramente non ci vedo molti punti in comune, sicuramente molto originali ma non confrontabili.

    Post edited by Francesco on
    Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me. (G. Marx)
  • Lycium_bLycium_b Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,868
    Preferisco Pasolini, più poetico. E poi è "nostrano".
  • ShadowLineShadowLine Veterano
    Pubblicazioni: 372
    Alcune, brevi e personali, considerazioni:

    Kubrick evolve e influenza il cinema perché ne fa pienamente parte. Kubrick è Cinema e con questo influisce sul pensiero esprimendo il proprio.

    In Pasolini il cinema è prevalentemente un mezzo, un codice che lui usa per esprimere la sua poesia. È la poesia che usa il cinema. Pasolini non è regista, non fa cinema: Pasolini è un Poeta.

    Se Kubrick è tutt’uno col mezzo, vi aderisce, ci cresce dentro e gli imprime la sua personale e originale forma, Pasolini non è mai tutt’uno con niente ed erompe da ogni mezzo perché nessun mezzo è così complesso e profondo da poterlo contenere tutto.

    Ma poiché questo è un contest - contest che io ironicamente contesto, per i motivi suddetti - mi schiero e dico che: Pasolini lo preferisco quando esprime la sua Poesia con la scrittura e che la mia personale e poco affinata sensibilità mi fa preferire il cinema “propriamente detto” e quindi scelgo il cinema - cinematografico di Kubrick.

    ***
    Inoltre vorrei condividere, per il mio affetto e gratitudine verso Pasolini, una riflessione amara stimolata dalla “nostranità” citata da @Lycium_b (e chiedo scusa per l’OT):

    Sono profondamente convinta che se l’Italia è nelle sue attuali condizioni, è in gran parte dovuto al fatto che gli italiani, da molti anni ormai, sono cresciuti orfani del pensiero più onesto, intelligente, originale, brillante, acuto, complesso e libero, libero davvero, di uomini e donne come Pasolini - e molti, TROPPI, altri - che hanno avuto in comune con Pasolini, oltre alla straordinaria libertà e onestà di pensiero, anche la sua fine: sono tutti morti ammazzati, uccisi.

    Spessissimo negli anni mi sono chiesta, soprattutto davanti ad avvenimenti sociali/politici/antropologici difficilmente spiegabili per il loro alto grado d’inciviltà e - apparente - illogicità umana: “Chissà Pasolini - e tutti gli altri, ormai fantasmi - cosa avrebbe pensato/fatto/scritto di questo”. Non lo sapremo mai.

    Se tutti quegli omicidi non fossero stati commessi e quindi se tutti quegli uomini liberi avessero continuato a lavorare ed esprimere il proprio pensiero, oggi, l’Italia, e gli italiani, sarebbero migliori. (Tanto per ri-sottolineare, una volta ancora - che non è mai abbastanza - il ruolo fondamentale e fondante dell’educazione e dell’esempio).

    Ma è anche vero che se gli italiani fossero stati migliori, nessuno avrebbe commesso tutti quegli omicidi.

    Forse, e spero che non sia vero, gli Italiani, semplicemente, non si meritavano Pasolini (e tutti gli altri).
  • Lycium_bLycium_b Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,868
    Alcune, brevi e personali, considerazioni:

    Kubrick evolve e influenza il cinema perché ne fa pienamente parte. Kubrick è Cinema e con questo influisce sul pensiero esprimendo il proprio.

    In Pasolini il cinema è prevalentemente un mezzo, un codice che lui usa per esprimere la sua poesia. È la poesia che usa il cinema. Pasolini non è regista, non fa cinema: Pasolini è un Poeta.

    Se Kubrick è tutt’uno col mezzo, vi aderisce, ci cresce dentro e gli imprime la sua personale e originale forma, Pasolini non è mai tutt’uno con niente ed erompe da ogni mezzo perché nessun mezzo è così complesso e profondo da poterlo contenere tutto.

    Ma poiché questo è un contest - contest che io ironicamente contesto, per i motivi suddetti - mi schiero e dico che: Pasolini lo preferisco quando esprime la sua Poesia con la scrittura e che la mia personale e poco affinata sensibilità mi fa preferire il cinema “propriamente detto” e quindi scelgo il cinema - cinematografico di Kubrick.

    ***
    Inoltre vorrei condividere, per il mio affetto e gratitudine verso Pasolini, una riflessione amara stimolata dalla “nostranità” citata da @Lycium_b (e chiedo scusa per l’OT):

    Sono profondamente convinta che se l’Italia è nelle sue attuali condizioni, è in gran parte dovuto al fatto che gli italiani, da molti anni ormai, sono cresciuti orfani del pensiero più onesto, intelligente, originale, brillante, acuto, complesso e libero, libero davvero, di uomini e donne come Pasolini - e molti, TROPPI, altri - che hanno avuto in comune con Pasolini, oltre alla straordinaria libertà e onestà di pensiero, anche la sua fine: sono tutti morti ammazzati, uccisi.

    Spessissimo negli anni mi sono chiesta, soprattutto davanti ad avvenimenti sociali/politici/antropologici difficilmente spiegabili per il loro alto grado d’inciviltà e - apparente - illogicità umana: “Chissà Pasolini - e tutti gli altri, ormai fantasmi - cosa avrebbe pensato/fatto/scritto di questo”. Non lo sapremo mai.

    Se tutti quegli omicidi non fossero stati commessi e quindi se tutti quegli uomini liberi avessero continuato a lavorare ed esprimere il proprio pensiero, oggi, l’Italia, e gli italiani, sarebbero migliori. (Tanto per ri-sottolineare, una volta ancora - che non è mai abbastanza - il ruolo fondamentale e fondante dell’educazione e dell’esempio).

    Ma è anche vero che se gli italiani fossero stati migliori, nessuno avrebbe commesso tutti quegli omicidi.

    Forse, e spero che non sia vero, gli Italiani, semplicemente, non si meritavano Pasolini (e tutti gli altri).
    Bellissima analisi, sono d'accordo.
  • FrancescoFrancesco Veterano Pro
    Pubblicazioni: 966
    @shadowline, a parte la tua analisi che condivido in pieno, mi pare che il tuo discorso sia molto più ampio. Pensare di portare Pasolini al nostro tempo, ma anche tanti altri pensatori indipendenti ed impegnati,  non so cosa ne sortirebbe. Oggi l''intellettuale' è visto come figura negativa, così come il 'politico' di professione.
    La cultura non fa più opinione, anzi, la gente non legge più, non si documenta più, è l'omologazione verso il basso, il modo migliore per controllare le masse.
    Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me. (G. Marx)
  • luckyduckluckyduck Membro Pro
    Pubblicazioni: 512
    Di entrambi ho letto "il castoro" dedicato e ripubblicato dall'Unità. Quello su Kubrick era di Enrico Ghezzi e lo consiglio a chi non riesce a praticare alcuna forma di autoerotismo e cerca surrogati.

    Certo che su Kubrick si può fare una riflessione sul Cinema come "controllo". Ghezzi lo inquadra così, ma temo che sia possibile dirlo di molti cineasti perché, almeno secondo l'estetica di Eisenstein, il cinema è proprio l'arte del controllo della rappresentazione artistica. Qualcosa di onnivoro, industriale...

    D'altra parte Pasolini era una specie di profeta... il messaggio più tosto che posso ricordare (decifrato) è quello dell'inesistenza della Storia.

    Ma a parte questi riferimenti critici non posso dire altro. Soprattutto perché conosco poco Pasolini. Anche se ho avuto il privilegio di vedere "Il Vangelo secondo Matteo" proiettato in una chiesa.
  • luckyduckluckyduck Membro Pro
    modificato November 2014 Pubblicazioni: 512
    Poi avrei una domanda: ma perché gli italiani quando devon criticare il genere umano si riducono a criticare gli italiani?
    Vabbé, è OT, scusatemi. Come non detto.
    Post edited by luckyduck on
  • DomenicoDomenico Andato
    Pubblicazioni: 3,935
    @luckyduck

    Perchè sono invidiosi
    Piuttosto che maledire il buio è meglio accendere una candela - Lao Tze
  • Lycium_bLycium_b Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,868
    @shadowline, a parte la tua analisi che condivido in pieno, mi pare che il tuo discorso sia molto più ampio. Pensare di portare Pasolini al nostro tempo, ma anche tanti altri pensatori indipendenti ed impegnati,  non so cosa ne sortirebbe. Oggi l''intellettuale' è visto come figura negativa, così come il 'politico' di professione.
    La cultura non fa più opinione, anzi, la gente non legge più, non si documenta più, è l'omologazione verso il basso, il modo migliore per controllare le masse.
    Sono d'accordo anche su questo, purtroppo :(.
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