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La tecnologia provoca un "aumento dell'autismo"? (qualsiasi cosa significhi)

Ho letto per caso un articolo su un quotidiano che normalmente snobbo a piè pari e che non gode della mia stima.

http://www.huffingtonpost.it/cris-rowan/10-motivi-per-cui-i-dispositivi-portatili-dovrebbero-essere-vietati-ai-bambini-al-di-sotto-dei-12-anni_b_9124584.html?ref=fbpr#

Nel corpo del pezzo si afferma:

"L'uso eccessivo della tecnologia è uno dei fattori causali dell'aumento di depressione infantile, ansia, disturbi dell'attaccamento, deficit di attenzione, autismo, disturbo bipolare, psicosi e comportamento problematico (Bristol University 2010, Mentzoni 2011, Shin 2011, Liberatore 2011, Robinson 2008)."

Resta il dubbio se si tratti di un problema di traduzione, di interpretazione del lavoro originale o se invece sia proprio la pubblicazione originale a riportare questo concetto.

Come al solito mi pongo la domanda: "prima di parlare non potreste mettervi d'accordo?".
mandragola77AJDaisySoleMariAlbeririotKaliarondinella61
Ogni calcio nel culo ti fa fare un passo avanti
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Commenti

  • MarkovMarkov Pilastro
    Pubblicazioni: 10,738
    Probabilmente è escluso l'autismo vero e proprio, ma non i comportamenti simil-autistici. Ad esempio non ho mai capito se i nerd/geek sono tali perchè da piccoli hanno avuto troppi giochi tecnologici (e poca attenzione dai genitori), o erano proprio portati di natura a non essere troppo tipici.
  • Simone85Simone85 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 2,797
    Visto che rientro nel discorso e che mi riguarda di persona scrivo la mia
    Le stereotipie e tutte le "stranezze" (parliamo in termini neurotipici) si sviluppano (si sono sviluppate nel mio caso) proprio iniziando a giocare ai videogiochi o approcciandosi alla tecnologia: le luci intermittenti e l'ossessione per il gioco possono causare un'esperienza di tipo sinestetico artificiale.

    Non so però quanto tempo il bambino deve stare a contatto con la tecnologia e quanto il bambino deve essere predisposto geneticamente per sviluppare la sinestesia. Sinceramente non ho neanche compreso quali sono le vere differenze tra una sinestesia artificiale e una pura. Nel mio caso comunque le stereotipie sono iniziate all'età di tre anni e mezzo (quando ho messo mano ai videogiochi per la prima volta). Nel mio caso non si è trattato di un uso eccessivo, è bastata una sola volta.
    MarkovAJDaisyKaliaAlniyat
  • riotriot Moderatore
    modificato January 2017 Pubblicazioni: 6,266
    @Simone85 le sisestesie "naturali" sono dovute ad una mancata potatura delle connessioni neuroniche, esistenti nel neonato, tra le varie aree cerebrali deputate ai singoli sensi.
    per cui parte di queste connessioni rimangono per tutta la vita.

    quelle "artificiali" sono indotte da notevoli stimoli sensoriali. allora una parte delle sensazioni percepite come stimoli appaganti favoriscono la chiusura nell'attività ludica per esempio con i videogames.

    per me, la passione per l'informatica ha lo stesso identico valore di qualsiasi altra passione che sia stata il centro dell'interesse delle precedenti generazioni.
    è che non ne capiscono la portata: a parte quei pochi che vi si alienano (ma lo farebbero anche che so, forse con le droghe), le comunità giovanili che si agregano dalla passione per la tecnologia sono notevoli. basti pensare al mondo dei videogames multiplayer, e a tutto quello che ruota intorno al fantasy: cosplay, cartoon, eventi di massa notevoli che includono i contest quali il romics ecc.

    e quindi il problema è solo l'alienazione. ma questi sono casi a se stanti, che derivano da altro e non dalla tecnologia.
    se dividi il ragazzino dalla tecnologia, ne farai un'escluso sociale, perché il modo va in quella direzione.
    e da appassionato quale sono, direi che i nerd e i geek ci sono semplicemente portati.

    il problema per me nasce quando il genitore compra il dispositivo mobile al ragazzino giusto per tenerlo buono a cuccia mentre stanno al ristorante, per poi negarglielo al primo capriccio, facendone quindi un oggetto di attaccamanto anziché di crescita.

    SophiaSole
    Post edited by riot on

  • sara79sara79 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 445
    @Ullastro, penso che ovviamente non si riferisca all'autismo in senso stretto, non ho letto l'articolo, ti dico però della mia esperienza in merito.
    Da piccole, anni 80, i nostri genitori ci acquistarono un computer vecchissimo, aveva solo 2 giochi, da fare con tastiera e più si andava avanti con il gioco più bisognava essere veloci, mia sorella ci andò in fissa e dovemmo toglierlo, perché sviluppò un movimento stereotipato con le mani che dopo un po' gli facevano male o fastidio non so. Ancora oggi anche se impercettibile fa quel movimento con le mani.
    Ho notato inoltre che mio figlio durante le vacanze estive fa progressi giganteschi per quanto riguarda la socialità, noi lo portiamo in campeggio e togliamo quasi completamente TV e altro. Abbiamo notato che dopo i primi giorni di adattamento diventa un'altro bambino ed esplode anche il linguaggio visto che è bbligato al confronto.
    Quest'anno pertanto abbiamo deciso, tagliando spese qua e la, di aumentare il periodo di vacanze, staremo a vedere.
    Kaliarondinella61
  • sara79sara79 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 445
    Questa scusate però la devo dire, che la tecnologia provochi autismo mi sembra un po' troppo, bisognerebbe chiedere all'autore dell'articolo se ha la più pallida idea di che cosa significhi essere autistico.
  • NewtonNewton Pilastro
    Pubblicazioni: 5,325
    I pc, le console, i tablet, i cellulari, sono il nuovo televisore. Se i bambini vengono parcheggiati lì davanti è chiaro che avranno problemi. Da qui a dire che portano all'autismo ce ne passa, anche perché a quanto mi risulta siamo più verso la teoria della neurodiversità che sulla malattia acquisita.
    Che poi si pensi questo perché da quando ci sono i pc i casi di autismo sono aumentati... mi sembra lo stesso ragionamento dei vaccini. 
    SirAlphaexasara79Sophiafattore_aSole
  • Simone85Simone85 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 2,797
    sara79 ha detto:

    Da piccole, anni 80, i nostri genitori ci acquistarono un computer vecchissimo, aveva solo 2 giochi, da fare con tastiera e più si andava avanti con il gioco più bisognava essere veloci, mia sorella ci andò in fissa e dovemmo toglierlo, perché sviluppò un movimento stereotipato con le mani che dopo un po' gli facevano male o fastidio non so.

    Mi fa piacere leggere qualcuno che ha sviluppato un movimento stereotipato come me, per i videogiochi.
    Il movimento in se probabilmente è diverso, a me ad esempio non ha mai fatto male e anzi, poi è diventato anche la reazione allo stimolo di altre cose (non necessariamente videogiochi). Ogni volta che mi butto a fantasticare mi viene di farlo. E questo è accompagnato anche da una stereotipia vocale. Alcuni chiamano queste cose come tic, in realtà sono stereotipie perché i tic sono brevi e incontrollati.
    Per anni mi sono sempre chiesto la causa. Potrebbe essere una fra queste o anche un insieme di queste tre possibilità:

    - Un modo per scaricare l'impulso nel momento in cui non si sta giocando. Prendi ad esempio quando si sta tavola e il bambino in questione ha bisogno di fiondarsi a giocare ma è fisicamente impossibilitato. Oppure in quel momento il videogioco è nelle mani di un fratello. Ecco forse il tempo di attesa può essere un fattore che ha aiutato a scatenare il sorgere delle stereotipie. Se devo essere sincero io non sono neanche sicuro quando e come sono iniziate a svilupparsi le mie stereotipie. Io non ricordo con precisione, ricordo solo il momento ma non riesco a ricordare se è stato durante la mia prima partita o dopo un po' di tempo. Il fatto è che nessuno si ricorda con precisione e ognuno ha una sua versione dei fatti (chi sostiene che fossero sorte all'inizio e chi dopo un po').
    - Le stereotipie possono essersi sviluppate per via delle immagini del videogioco. Sessioni di gioco troppo lunghe sono sconsigliate per alcuni bambini;
    - Il videogioco è stato solo una coincidenza. Il bambino avrebbe comunque sviluppato una sua stereotipia.

    Dissento sul fatto che il problema è solo l'alienazione. Non stiamo parlando di una comune dipendenza da internet, la quale può colpire persone di qualunque fascia di età. Stiamo parlando della tecnologia e dei suoi effetti anche su soggetti neurodiversi, in particolare i bambini nei loro primi anni di vita.
    Il discorso sulle sinestesie è interessante ma ci sono alcune che mi sfuggono. Cosa intendi con potatura delle connessioni?
  • MarkovMarkov Pilastro
    modificato January 2017 Pubblicazioni: 10,738
    Scommetto che si riferisse comunque ad un autismo secondario. Quello dove hai solo difficoltà sociali. Perchè dai... se uno nasce NT non diventa ND a suon di videogiochi... manterrebbe una comprensione intuitiva delle emozioni. Manterrebbe una sensibilità normale in tutti e 5 i sensi. Manterebbe la parlata fluida e vivace di qualsiasi bambino nt.
    mandragola77giovannacamelia
    Post edited by Markov on
  • giovannagiovanna Colonna
    modificato January 2017 Pubblicazioni: 3,905
    No, dipende se uno quando lo chiami mentre sta giocando o come me scrivendo, sa staccare e mettere in pausa e ascoltare le richieste e capirle immediatamente.

    " mi vai un attimo a dar da mangiare al gatto?"

    Se non sa uscire subito, campanello d' allarme.

    Poi: per esempio, come un segno della degenerazione dell' anziano e' il ricondurre tutto al passato, simile e' il ricondurre tutto al videogame.

    Ci deve essere il presente, il tangibile, la realta' del qui e ora.

    Sono d' accordo che con i bambini ci vuole una limitazione del tempo di immersione cerebrale e piu' cresci meglio e'.

    Nel videogame tutto sommato l' imprevisto e il libero arbitrio vengono limitati, e' la minaccia al nucleo fondante dell' uomo.
    mandragola77Nemo
    Post edited by giovanna on
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • riotriot Moderatore
    modificato January 2017 Pubblicazioni: 6,266
    @Marcof l'articolo è confuso perché parla di "abuso" dei mezzi tecnologici e anche di "malattia mentale" quando si riferisce all'Autismo.(sic!)

    sull'abuso siamo nel campo educativo.ogni genitore sa che ai più piccoli deve dare un po' di TV, un po' d'Internet e soprattutto studio e riposo.
    ma se quelli gli mettono la SmartTV in cameretta per toglierseli dai piedi, poi si lamentano che i ragazzini ne abusano?
    quindi tornerei al discorso delle facili teorie (il divieto quando prima me l'hai concesso a go go) che vorrebbero mettere la pezza a famiglie che non sanno gestire i minori. "curate" prima stì genitori, casomai!

    Poi, ci sono teorie che riferiscono di comportamenti "simil-autisti" in bambini sottoposti a fattori ambientali abbrutenti, comportamenti che poi regrediscono una volta che il bambino viene immesso in un ambiente più favorevole. ma questo è un discorso pericoloso perché razzista e poi non c'entra nulla col vero Autismo.

    casomai, dico io, alcuni bambini hanno bisogno di integrazioni sociali, culturali e sportive e non di divieti, perché se gli togli la tecnologia solo per farlo "socializzare a forza", questo non lo favorisce ed avvantaggia rispetto alle sue predisposizioni, cioé potrebbe essere la sua naturale predisposizione verso la tecnologia e niente più.

    poi: c'è un problema di emissioni dannose? allora si parli di obblighi verso i produttori e del pericolo per tutti, mica solo per i più piccoli. si facciano test obbligatori prima di immettere il nuovo iGalaxyPhone25 in commercio. e se non li supera, lo vieti. se lo supera e poi si scopre che era una truffa (alla VolksWagen), dai in testa a quell'azienda con una class action da record. e così via. finché la tecnologia mobile non sarà evoluta al punto che puoi fare telefonate di un ora senza che ti venga un tumore al mignolo destro.

    ma dall'articolo che ne sappiamo di cosa effettivamente esperiscono i ragazzini? sappiamo solo dei comportamenti a campione. ma quanti e quali sono i campioni usati, cioè mancano tutti i contesti: sono bambini che vivono tutti nella stessa condizione familiare? sono solo nordamericani? sono solo quelli "studiati" dai pediatri? che grado d'integrazione sociale hanno? mica è dato sapere...

    siamo sempre allo stesso punto: proibire l'accesso ai media per proteggere i minori. a me sa tanto di bacchettoni di turno, perché siamo sicuri poi che le loro famiglie siano così perfette?
    Ah certo, poi viene pubblicizzato il libro specifico...

    @Simone85 tu proibiresti l'uso di tecnologia ai bambini ND? io questo non lo capisco, perché è il solito discorso dell'andiamo a casaccio "alla radice" dell'Autismo.
    a che serve? a dire che effetti negativi della tecnologia=Autismo? e quindi ci saranno decenni in cui i neuropsichiatri "cureranno" l'Autismo con questa idea, per arrivare poi a "scoprire" che non c'era nessun nesso...
    ma non sarebbe meglio osservare soprattutto cosa di positivo i ragazzini ND traggono dal loro uso della tecnologia?

    Poi, la questione della potatura neuronale è un fatto. il cervello interrompe nei primi mesi di vita molte interconnessioni tra le quali quelle tra le aree sensoriali. perché, ad esempio, uno stimolo ottico per essere precisamente processato, deve essere analizzato solo nelle aree della corteccia cerebrale deputate alla vista.
    le sinestesie, per quanto belle, in realtà confondono la percezione della realtà.
    tuttavia i più recenti neuroscienziati concordano sul fatto che i sensi anche nell'adulto rimangono tra di loro connessi anche se a livelli meno invasivi rispetto alle sinestesie vere e proprie, e spesso in maniera non accorta.
    succede ad esempio di capire espressioni figurate quali il "mangiare con gli occhi" (vedi colore e consistenza del cibo = sinestesie vista/gusto e vista/tatto).
    però con questo andiamo O.T. e se n'è parlato in un paio di thread in "Sensi, percezioni, attenzione".



    Post edited by riot on

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