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“I Mitchell contro le macchine”, una famiglia asperger

MononokeHimeMononokeHime Moderatore
Ho visto “I Mitchell contro le macchine” e trovo che sia un bellissimo film, assurdo e divertentissimo (non ricordo l’ultima volta che ho riso tanto!), ma anche commuovente, con protagonista una famiglia inequivocabilmente (per me) nello spettro.
È una famiglia imperfetta, come lo sono quasi tutte le famiglie, che, sullo sfondo di un’apocalisse robotica, si ritrova a dover affrontare un viaggio per cercare di salvare rapporti conflittuali e l’umanità intera.
Non mi soffermo sulla parte visiva e tecnica (spettacolare e innovativa), ma sui componenti della famiglia, su quelle che sono le caratteristiche dei protagonisti che mi hanno subito fatto pensare “ma questi sono asperger!”.
Una famiglia dove le passioni assorbenti di ognuno si scontrano con la difficoltà di mettersi nei panni dell’altro creando divergenze apparentemente insanabili.
Partiamo dal padre Rick, antitecnologico, con la passione per i lavori manuali e la natura, che regala alla moglie e ai figli, nelle ricorrenze più significative, un cacciavite a testa quadra con la punta numero 3 personalizzato.
Poi c’è Katie la figlia maggiore, outsider appassionata da sempre di cinema, che fin da bambina si esprime facendo film che nessuno riesce a capire e apprezzare, perennemente spettinata e senza amici, fino a quando viene accettata al college dove trova finalmente “quelli come lei”.
Il fratellino Aaron, quello forse più facilmente riconoscibile come asperger, con la sua passione assorbente per i dinosauri (e la sua idiosincrasia per le rappresentazioni non corrette), con difficoltà nel gestire e accettare le emozioni inaspettate. Significativa è la scena in cui in maniera sistematica chiama ogni numero dell’elenco telefonico alla ricerca di qualcuno con cui poter parlare della sua passione.
Poi c’è la madre Linda, anche lei stramba e insicura, ossessionata dalla famiglia ideale (e la foto perfetta), che si sente perennemente inadeguata in confronto ai vicini apparentemente perfetti (ma che se deve difendere i suoi figli “fa paura”). Il suo motto è “prova a capire il suo punto di vista”, con cui (insieme ad un’incrollabile fiducia e ai dolci fatti in casa dal risultato discutibile) cerca di tenere insieme questa famiglia, che si ama, ma dove le divergenze caratteriali, i diversi punti di vista, le proprie ossessioni e rispettive idiosincrasie impediscono di vedere e comprendere l’altro.
Ma è proprio nella loro imperfezione che sta la loro forza (persino i difetti del loro carlino strabico ed obeso Monchi saranno i suoi punti di forza, e lo saranno in maniera esilarante contro i robot di prima generazione). E il messaggio è proprio questo, essere fieri della propria diversità (“...non diventare normale mentre non ci sono”), e fare delle proprie stranezze e debolezze i propri punti di forza, e dove alla fine la forte individualità di ognuno non impedirà di vedere e accettare chi è diverso da noi, superando i conflitti (anche generazionali) IMPARANDO a capire il punto di vista dell’altro.

Faccio fatica ad aprire thread, e non penso di essere brava a recensire film, ma questo mi ha davvero colpita e ne volevo parlare.
Se vi va di vederlo e di dirmi la vostra mi farebbe molto piacere.
Tima_AndroidValentariot
Post edited by MononokeHime on
Che io abbia il corraggio di accettare le cose che non posso cambiare, la forza di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per poterle distinguere. (versione personale)

Commenti

  • ValentaValenta SymbolPilastro
    Pubblicazioni: 10,638
    Ciao, sembra interessante :) Dove si può trovare?
    Pronomi maschili (egli\lui\gli)- mi piace ricevere feedback ai miei interventi :)
  • MononokeHimeMononokeHime Moderatore
    Pubblicazioni: 2,421
    Valenta ha detto:

    Ciao, sembra interessante :) Dove si può trovare?

    Lo si trova su Netflix
    Valenta
    Che io abbia il corraggio di accettare le cose che non posso cambiare, la forza di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per poterle distinguere. (versione personale)
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