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Vita su Marte.

Di recente sono tornato a pensare alle mie passioni, stimolato anche dal recente arrivo su Marte delle tre nuove sonde spaziali di tre paesi diversi.
Mi colpì, poco tempo fa, la dichiarazione di uno scienziato della NASA secondo il quale il mondo "non è pronto" a conoscere la presenza di vita su altri mondi. Così come mi colpì la dichiarazione di Levin secondo cui la vita su Marte era già stata scoperta dalle sonde Viking nel 1976, quasi mezzo secolo fa. Lui era un ideatore di quegli esperimenti. In effetti, tutti e 3 gli esperimenti biologici dei Viking risultarono positivi per la presenza di vita. Ma furono invalidati dall' assenza di composti organici, non rivelati dai gascromatografi. I composti organici sono poi stati trovati su Marte nel 2015, mentre i gascromatografi si sono rivelati erronei; la loro azione distruggeva i composti organici prima di poterli rilevare!
 
Mi chiedo perchè in tutte le missioni successive non si sia mai voluto ripetere gli esperimenti biologici. Dopo 45 anni siamo ancora allo stesso punto. E' un segno di deficienza dell' umanità?
ValentaKalia

Commenti

  • Terra_di_MezzoTerra_di_Mezzo Veterano
    modificato 17 March Pubblicazioni: 208
    Può essere tutto, difficoltà tecniche etc... Non saprei dire.
    Anche sulla comunicazione al popolo ci sta di tutto, persino che l'uomo in realtà non abbia mai messo piede sulla luna (io che per lavoro mi occupo di questo settore qualche dubbio ce l'ho)
    Post edited by Terra_di_Mezzo on
  • SwiftSwift Veterano Pro
    Pubblicazioni: 954
    Terra_di_Mezzo ha detto:

    Può essere tutto, difficoltà tecniche etc... Non saprei dire.
    Anche sulla comunicazione al popolo ci sta di tutto, persino che l'uomo in realtà non abbia mai messo piede sulla luna (io che per lavoro mi occupo di questo settore qualche dubbio ce l'ho)

    A mio avviso, visto il clima politico dell' epoca (guerra fredda USA-URSS) e le migliaia di persone impegnate nel progetto, nonchè i risultati scientifici che ne sono seguiti, i dubbi sullo sbarco lunare del 1969 non sono giustificati. I sovietici se ne sarebbero accorti e lo avrebbero detto. Capisco che l'interruzione, mai più ripresa in mezzo secolo, di quelle missioni possa aver alimentato questo dubbio.
  • Terra_di_MezzoTerra_di_Mezzo Veterano
    modificato 18 March Pubblicazioni: 208
    Semplicemente non vi erano le tecnologie necessarie.
    Ho il dubbio perchè progetto e costruisco questi apparati oggi nel 2021, non parlo a caso da complottista.
    Comunque sia andata, ormai è passata :D
    Post edited by Terra_di_Mezzo on
  • DreamLoopDreamLoop Veterano
    Pubblicazioni: 177
    Da quello che so io il primo essere vivente a lasciare il pianeta (era una missione satellitare intorno al pianeta) fu una cagnetta russa che in occidente divenne nota con il nome di Laika, quindi coloro che mettono in discussione la missione lunare americana dovrebbero mettere in discussione prima di tutto la capacità di staccarsi dal suolo e poi salire fino a superare l'attrazione gravitazionale e così uscire dall'atmosfera: una volta superata quella condizione iniziale muoversi nello spazio a gravità zero "non è così difficile" dato che in assenza di gravità un corpo in movimento trova una resistenza praticamente nulla rispetto a quella che si incontra all'interno dell'atmosfera e della relativa attrazione gravitazionale.
    Quando decolla uno shuttle gran parte della potenza e del carburante vengono sfruttanti per sollevarsi e poi continuare a salire per vincere l'attrazione gravitazionale. Una volta superata quella fase critica la parte più ingombrante, ovvero i propulsori e il serbatoio esterni, si staccano e vengono abbandonati perché hanno esaurito il loro scopo.

    Se viene ritenuta plausibile l'ipotesi che a quel tempo non si disponesse della tecnologia necessaria a raggiungere la luna allora si dovrebbe mettere in discussione anche tutta la tecnologia relativa ai propulsori militari (vedi i missili balistici che furono sviluppati per la prima volta nel decennio precedente la seconda guerra mondiale) che poi hanno giocato un ruolo FONDAMENTALE (con i missili intercontinentali a testata atomica) negli equilibri della Guerra Fredda.

    Avete mai visto un film girato negli anni della missione lunare?
    Intendo film di fantascienza e affini. Parlano da soli.
    A quel tempo gli effetti speciali erano così palesemente "finti" che ritengo meno plausibile l'ipotesi che abbiano potuto creare una finzione cinematografica credibile per il mondo intero rispetto all'ipotesi che effettivamente l'uomo sia riuscito a raggiungere la luna. 
    Vedetevi la ripresa del decollo di uno shuttle fatta a quei tempi e poi paragonatela agli effetti speciali che il cinema aveva a disposizione. 

    Degli shuttle si sono sollevati dal suolo? Sì, poi che uno di questi sia riuscito a uscire dall'atmosfera e raggiungere la luna non ci sono prove altrettanto evidenti, ma per quanto mi riguarda lo scetticismo che si può riservare a questo evento è lo stesso che potremmo riservare ad altri fenomeni: la maggior parte delle notizie quotidianamente fornite dagli organi di stampa, da istituzioni governative e via dicendo, che accettiamo come veritiere (siano notizie interne o provenienti dall'estero) non sono comunque passibili di verifica diretta e di conseguenza, se uno vuole alimentare dubbi, possono essere altrettanto opinabili. 
    In determinate condizioni, ovvero quando non sei un testimone oculare coinvolto in una vicenda in prima persona, credere o non credere è più simile ad un atto di fede che non ad una analisi razionale che dispone di tutti gli elementi necessari per procedere ad una verifica che non lasci spazio a ulteriori dubbi e successive interpretazioni del tutto personali.

  • Terra_di_MezzoTerra_di_Mezzo Veterano
    modificato 19 March Pubblicazioni: 208
    Tecnologia non per staccarsi dalla Terra (quello è ovvio), ma per staccarsi dalla Terra, atterrare sulla luna, ripartire dalla luna (!) e ritornare sulla Terra sani e salvi. Implica una serie di cose (non solo propulsione ma anche sensori, attuatori, potenza di calcolo...) al contorno che...
    Post edited by Terra_di_Mezzo on
  • DreamLoopDreamLoop Veterano
    Pubblicazioni: 177
    Concordo con te, i tuoi dubbi sono legittimi, però teniamo conto anche di questo:

    non era una missione improvvisata (ovvio, ma non tralasciamo nulla) era stato fatto tanto lavoro prima e si erano accumulati molti dati, erano stati messi in orbita satelliti, Gagarin volò nello spazio per primo e tornò sulla terra quindi il rientro era un problema superabile. Il problema maggiore, e il dubbio maggiore per me, rimane l'atterraggio in generale e in particolare un atterraggio in condizioni che non esistevano sul pianeta Terra. Però consideriamo anche le caratteristiche della Luna rispetto a quelle della Terra: la scarsa forza gravitazionale e l'assenza di un'atmosfera, e a quel punto se riesci ad atterrare, decollare è uno "scherzo".

    Eh, vedi alla fine il problema non è la caduta, ma l'atterraggio  (gran film l'Odio, lo so non c'entra nulla ma la citazione me l'ha riportato alla mente :) )
  • SwiftSwift Veterano Pro
    Pubblicazioni: 954
    Ma, per me è come dire che gli antichi Egizi non erano in grado di costruire le Piramidi e le hanno fatte gli extraterrestri. Gli antichi erano ntelligenti esattamente come noi. Erano "Homo sapiens" come noi. La loro tecnologia era arretrata; ma la loro intelligenza no. Intelligenza e motivazione sono gli ingredienti essenziali per realizzare qualsiasi opera. E negli anni Sessanta c'erano sia l'una che l'altra: la motivazione era quella di battere i Sovietici (i quali tentarono anche loro di arrivare sulla Luna prima degli americani; non ci riuscirono perchè non furono in grado di costruire il grande razzo equivalente al Saturno 5 americano). Dopo, con la sconfitta e la caduta dell'URSS, la motivazione è venuta meno e l'industria spaziale fu sostanzialmente smantellata. Per questo si è creata una frattura, una interruzione tra ciò che allora fu realizzato e quello che c'è oggi (molto meno, in campo spaziale, di quello che avrebbe dovuto esserci se lo sviluppo fosse continuato in modo coerente). 
    Da qui il fatto che le nuove generazioni, dopo mezzo secolo, abbiano difficoltà a comprendere la tecnologia di quell'epoca rispetto a quella di oggi. 

  • DreamLoopDreamLoop Veterano
    Pubblicazioni: 177

    Swift, ho pensato la stessa cosa mentre rispondevo all'altro utente: senza contare che nel 2021 non possiamo certo avere la certezza su quali tecnologie possedesse la NASA all'epoca, contando che nel clima da guerra fredda non andavano certo in giro a fare pubblicità.

    Comunque la migliore tecnologia posseduta dall'uomo ora come 3000 anni fa è l'intelligenza su questo non ci piove.

    Mettendo da parte il discorso sono andati non sono andati sulla Luna, che mi interessa fino a un  certo punto, io non vedo l'ora che vengano confermate forme di vita differenti da quelle che conosciamo sul pianeta Terra, e così finalmente verrebbe data una bella ridimensionata all'arroganza che nel corso del tempo ha avuto la tendenza considerarci il centro dell'universo, complice anche la visione diffusa dal cristianesimo che indica l'uomo come l'essere prediletto di Dio, creato a sua immagine e somiglianza.
    Swift
  • SwiftSwift Veterano Pro
    Pubblicazioni: 954
    A proposito, sono venuto a conoscenza di un libro, scritto da un italiano, che spiega "perchè" siamo andati sulla luna; lo linko:

    Luna rossa. La conquista sovietica dello spazio

    Copertina anteriore
    Carocci, 2019 - 239 pagine
    Frenati dalla paura dell'olocausto nucleare, durante la Guerra fredda USA e URSS trasformarono il rischioso confronto militare in un'insolita competizione per la scalata del cielo: una corsa a tappe con un convenzionale traguardo segnato dallo sbarco umano sulla Luna. Furono gli americani a tagliare per primi il filo di lana, il 20 luglio 1969. Ma quanti ricordano che al via i sovietici avevano guadagnato a sorpresa la prima posizione mantenendola, nello sgomento e nell'ammirazione del mondo, sin quasi alla fine della gara? Prendendo le mosse dai pionieristici studi sul volo spaziale di Konstantin Ciolkovskij, Massimo Capaccioli ripercorre in modo vivace e coinvolgente tutte le tappe della corsa allo spazio con il riflettore puntato sull'ultss. Un'avventura che, sotto la costante supervisione di Sergej Korolév, il misterioso "progettista capo", trovò nello Sputnik i, nella cagnetta Laika e in coraggiosi cosmonauti come Jurij Gagarin, Valentina Tereskova e Aleksej Leonov i propri emblemi e i propri campioni. Una storia fatta non solo di enormi macchine o di sofisticati congegni, ma anche di ambizioni, abnegazione, patriottismo, colpi bassi, gelosie, errori e capricci della sorte.
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