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Lo sguardo dell'altro... Uno sguardo integrato

Non sapevo come intitolare la discussione...
Volevo postare questo e altri video di Daniela Lucangeli Professore Ordinario in Psicologia dell'Educazione e dello Sviluppo presso l’Università di Padova.

Vi risparmio il lungo elenco di titoli e competenze, riporto solo questo perché è l'area della sua instancabile attività divulgativa

"Le sue principali aree di ricerca sono: i processi maturazionali del neurosviluppo con particolare attenzione al rapporto tra apprendimento ed emozioni. Gli ambiti di ricerca sperimentale in specifico riguardano i trend evolutivi (intelligenza numerica) e difficoltà di apprendimento."

Ho postato alcuni video suoi nella sezione del" bar" (video box), quindi non accessibile alla sezione pubblica, ma credo che il suo punto di vista possa aiutare molti genitori e molti adulti, perché tutti, ma proprio tutti siamo creature fragili.... anche chi ha dimenticato di esserlo

https://fb.watch/2gbjeCgVQc/

Voglio proporre questa discussione per postare video e commenti su questi temi che mirano a vedere la persona come un sistema integrato. Non siamo fatti di pezzi sconnessi

Linnalucy84rondinella61
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Commenti

  • vera68vera68 Pilastro
    Pubblicazioni: 2,767
    https://www.facebook.com/1288958597852423/posts/3535099553238305/

    Dedicato alle diversità che non disturbano.
    lucy84rondinella61
  • rondinella61rondinella61 Pilastro
    Pubblicazioni: 1,611
    Un altro intervento magistrale (da brivido) della dottoressa Lucangeli, al TED di Milano:

    vera68Linnariotmammarosannamammaconfusa80MononokeHime
  • vera68vera68 Pilastro
    Pubblicazioni: 2,767
    @rondinella61. Grazie
    "ora che mi hai tolto l'errore, mi togli che mi fa male?"
    Quando ho sentito questa frase mi è venuto in mente quando la mia terapeuta mi dice che faccio "pianti antichi" le lacrime impiangibili dei bambini.
    Le memorie del dolore... L'onda celebrale lunga e bassa, che come un ronzio sussurra a lungo!
    rondinella61lucy84
  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 6,259
    rondinella61 ha detto:

    Un altro intervento magistrale (da brivido) della dottoressa Lucangeli, al TED di Milano:



    mi è stato molto utile, grazie.
    rondinella61vera68Linna

  • vera68vera68 Pilastro
    modificato December 2020 Pubblicazioni: 2,767
    Certo è che se questa persona ha ragione.....
    Caspita! Fa pensare!

    DSA parte 1
    https://www.facebook.com/danielalucangeliofficial/videos/687694618761739/

    DSA parte2
    https://www.facebook.com/danielalucangeliofficial/videos/825753281294670/

    L'avevo già sentita parlare di "impotenza appresa" ma in modo più esteso.
    Dovremmo proprio ricordarci che siamo creature da maneggiare sempre con cura


    rondinella61
    Post edited by vera68 on
  • vera68vera68 Pilastro
    Pubblicazioni: 2,767
    Ho trovato il video in cui si parla più ampiamente di impotenza appresa

    rondinella61MononokeHime
  • luckyduckluckyduck Membro Pro
    modificato December 2020 Pubblicazioni: 512
    Ma il disturbo specifico dell'apprendimento nell'area del calcolo è una responsabilità aspecifica del corpo insegnanti di materie scientifiche, oppure una malattia che abbisogna di una ulteriore specializzazione del corpo insegnanti che non si può però trovare nella sede dove scaturisce il disturbo specifico?

    Ma in una situazione di pericolo l'unico istinto reattivo è la fuga? Non sarebbe possibile invece il confronto diretto?
    "Li hai già bastonati abbastanza che li fai fuggire a fare?" (soave)
    "Li faccio fuggire perché potrebbero riorganizzarsi e contare sulla maggioranza numerica oltre a delle valide motivazioni belliche" (sincero)

    Ma per favore, dite apertamente che la scuola fa danni e smettetela di pagarvi il mutuo della casa. I bravi insegnanti si arrangiano in affitto e così danno prova di amare quello che vogliono dare ai loro allievi.
    vera68
    Post edited by luckyduck on
  • vera68vera68 Pilastro
    modificato December 2020 Pubblicazioni: 2,767
    @luckyduck ti ringrazio del tuo commento. L'allarme è proprio questo. I falsi positivi dei disturbi di apprendimento.
    Infatti in uno dei video dice chiaramente che si può parlare di disturbi dell'apprendimento se è solo se, dopo un paio di cicli di potenziamento fatti bene non vi è recupero.
    Dusturbo non è difficoltà
    Poi vi è l'impotenza appresa... Tout court, o insieme a vere e proprie disturbi dell'apprendimento

    Sulla paura...
    Non sono sicura di avere ben capito il dialogo che hai postato... Anzi non l'ho proprio capito.
    Comunque, parliamo di bambini, non di adulti, il confronto sarebbe comunque impari
    Post edited by vera68 on
  • luckyduckluckyduck Membro Pro
    modificato December 2020 Pubblicazioni: 512
    Che si sovradiagnostichino i problemi non è nuovo. Semmai è proprio la problematizzazione che è fuori luogo.

    C'è stato un momento in cui contava molto generare una condizione sociale ben diversa dal passato attraverso l'istruzione universale, ma le cose sono precipitate in fretta ponendo la questione che non bastava e bisognava essere in grado di disporre di personale diversamente specializzato e di saperlo poi collocare adeguatamente. Questo è stato molto dispersivo, perché si sono sovrapposti i problemi per cui non tutta la popolazione reagiva bene alla prima esigenza e non tutti gli insegnanti erano adeguati alla seconda esigenza.

    Poi sono arrivati i benevoli specialisti dell'apprendimento che vogliono aiutare quella parte di popolazione che reagisce meno bene ai progetti di istruzione tout court ed è soggetta all'incapacità di insegnamento di coloro che dovrebbero occuparsi della specializzazione. Si dimentica che il disturbo è tipicamente subito da chi è mal collocato e l'impotenza è appresa dall'insegnante incapace.

    Alla fine si gioca a fare dell'oggetto della discussione un mistero perché non si è mai realizzato un intervento che valorizzasse le risorse migliori che il paese disponeva in ambito educativo. Si è proceduto per astrazioni successive basate sull'importazione di schemi e modelli dall'estero. Infine si è consolidata l'impressione che esista un sostanziale obbligo formativo che non offre alcuna garanzia di retribuzione futura perché tutto quel combinato disposto di cui ti parlavo si è realizzato in un paese che aveva prospettive di piena occupazione e non aveva alcuna etica liberale di massa per tutti gli interessati. Il risultato è un disastro, perché il paese ha una disoccupazione strutturale eterodiretta altissima, attraversa fasi di deindustrializzazione successiva e non ha nè un mercato del lavoro e nemmeno un etica sociale e lavorativa degna di un paese moderno.

    Gli specialisti dell'apprendimento non si rivolgono alle famiglie fornendogli le coordinate necessarie per scegliere una formazione per i figli nei limiti in cui si può fare una scelta e si prodigano a supportare le politiche di educazione fallimentari e rivoltanti di un paese di fantasia.
    Queste sono tutte tecniche becere per collocare i problemi dalla parte dei bambini e salvaguardare la propria posizione sociale e un baraccone scolastico da cui tutti traggono sostentamento a danno di chi è obbligato a subirlo.

    Quanto a quello su cui non sono stato chiaro, proverò a spiegarmi meglio. Il confronto non è impari perché esiste un contesto sociale e storico.

    In senso sociale non si possono maltrattare dei bambini affidati solo perché sono piccoli, lo si può fare perché esiste un obbligo penale di affidarteli che ti tutela. In tal senso le classi sociali che studiavano volevano una certa disciplina per i propri figli perché erano classi più o meno dominanti. Quando è iniziata la scolarizzazione di massa c'era molta disciplina perché vi erano tutti diversamente abituati (il cattolicesimo discipliava gli analfabeti assai bene) e perché era un piano assoluto di istruzione obbligatoria (e sanzionatoria) che però si basava sul negoziato che: 1. solo i maschi e per pochi anni 2. sapranno almeno leggere e scrivere e per un sottoinsieme di fortunati sarà un vantaggio 3. scordatevelo che sarà utile a tutti perché non siamo i Riformatori del XVI secolo.

    In senso storico i bambini intimoriti diventano adulti pieni di rivendicazioni. Ma a questo punto si alza l'asticella degli anni di studio dell'universalità ad ambo i generi e magari di una certa formazione professionale in ambiti non proprio raggiungibili dal comune apprendistato (cosa nemmeno sempre vera). Di conseguenza si finisce diritto a questioni tipo l'educazione universale dei bravi cittadini democratici, la questione umana e tutto ciò che serve a rabbonire di conseguenza alla violenta pianificazione iniziale che aveva tutt'altre ragioni. In questo senso si tratta di uno sviluppo eufemistico che tenta di rendere in cambio una formazione umana a vivere in una società moderna che però non esiste e a nessuno interessa avere fuori dal perimetro scolastico.

    E quindi sul piano dell'istruzione generale ci si ammorbidisce sostituendo la disciplina con il moralismo colpevolizzatore. Però esiste anche una educazione indirizzata a delle questioni concrete perché servono via via nuove figure professionali ma la popolazione non è libera di scegliere perché non ne esiste la possibilità. Si è assoggetati ad un piano che però è fallito. Il paese previsto non esiste. Inoltre le scuole private che potevano almeno fare innovazione vendendo formazione a chi se la poteva permettere erano innanzitutto scuole confessionali che drenavano soldi verso apparati ecclesiastici INEFFICIENTI dando in cambio una formazione umana alternativa ai sensi del conflitto di civiltà. Hanno edulcorato la cosa per motivi di mercato perché non eranno nemmeno concorrenziali ma difatti non hanno fatto niente di valido come alternativa perché avevanno un modello economico feudale e degli strumenti culturali del tutto privi di cognizioni tecniche. Poi sono giunti i diplomifici dove acquisti un pezzo di carta che per assurdo vale pure qualcosa (veramente assurdo...).

    Su questo diverso piano l'insegnante è una figura semibarbarica che si occupa di materie che hanno un rilievo professionale senza mai aver tratto altro frutto dalle sue conoscenze se non l'insegnamento. Quelli realmente bravi e motivati lavorano lontano dalla scuola e dunque la scuola non ha competenze e le competenze non fanno scuola. Oggi siamo arrivati a che queste figure semibarbariche sanno compilare meravigliosi curriculum che illudono le allodole e si fanno pagare direttamente dai loro allievi in scuole private dove, per darti un esempio. un matematico di bassa lega che non ha mai lavorato come programmatore insegna programmazione a degli ex liceali peggio che negli ITIS a chi aveva solo la licenza media e oramai solo sulla base del fatto che i liceali sono i più fessi e comprare un libro costa meno ma non ti serve a niente se non ti alzi la mattina e vai a ricevere una lezione frontale che mai farà di te un professionista come speri.

    Quindi in senso generale, se la scuola è obbligo formativo ambiguamente bi-valente è ovvio che la spinta brutale non è mai del tutto cessata. Primo perché le traformazioni eufemistiche conservano comunque un contenuto moralistico. Infatti non esiste cittadino italiano intelligente che sia come la scuola ha voluto che fosse se non nella cordialità dinanzi ad un aperitivo. Poi c'è l'impotenza educativa di coloro che dovrebbero occuparsi dei risvolti pratici che diventa disturbo dell'appredimento (solo loro gli impotenti e sono loro il disturbo). Infine c'è il mercato e i privati oramai possono tanto vendere a caro prezzo e tardi, senza inconvenienti per il ritardo, formazione specializzata o nagari solo un intrattenimento di qualità. Tanto va tutto bene visto che loro non sono i responsabili  della mancata allocazione delle risorse umane.

    Quindi è ovvio che nella scuola pubblica DEVONO fare un mare di danni e il discorso soave sul clima di paura non ha senso perché non tiene conto che esso è necessario anche solo per valorizzare delle materie di insegnamento fuori dal tempo stabilendo sulla base di esse una qualità dello studente e per evitare che una domanda aggragata e consapevole finisca per collocare sul patibolo l'insegnante che non solo è inutile ma è anche dannoso.

    La verità è che l'insegnamento di qualità persegue oramai fini prettamente ESTETICI, se ne frega della valutazione, se sbatte delle diagnosi che manco Scientology è più anti-specialisti-della-sofferenza, ed è capace di sfidare le prove IVALSI perché il gioco oramai è quello: sei capace sulla base della libertà di insegnamento (che ti dobbiamo concedere perché abbiamo fallito) di essere  STAY HUNGRY STAY FOOLISH e dare davvero qualcosa di buono che quelli che ha noi ci interessano superano le prove INVALSI e gli altri (che possono pure schiattare) magari pisciano sopra quelle prove che è INUTILE superare e allegramente vanno a lavorare con gioia per JUST EAT capaci di cavarsela come dei veri Americans?

    Ma a che serve soffrire tanto per l'aritmetica se nemmeno fai il cassiere e nemmeno il cassiere deve fare i conti a mente. Le persone che soffrono a ragione per queste cose sono quelli che dimostrano teoremi che non ci sono o fanno calcoli che sono necessari. Dire che il ragazzino è straordinanriamente intelligente perché sbaglia i prodotti ma ha un talento matematico nascosto è una presa per il culo. Perché solo i buoni matematici hanno il diritto di stabilire che i ragazzini che sbagliano prodotti in una determinata struttura algebrica in realtà sono dei geni che ne consideranno un'altra che può essere altrettanto ben definita. Sono i matematici che stabiliscono se i loro allievi sono bravi oppure no. Se poi i matematici che abbiamo a scuola fanno cagare diciamolo chiaramente e senza remore.
    Antares
    Post edited by luckyduck on
  • vera68vera68 Pilastro
    Pubblicazioni: 2,767
    Guarda @luckyduck fai dei discorsi troppo difficili per me che non mi vergogno a dire che non riesco a seguire e a vederci un nesso con l'intento della discussione che è sostanzialmente il forte legame che c'è tra apprendimento ed emozione.



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