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Cosa pensate del femminicidio?

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Commenti

  • riotriot Moderatore
    modificato November 2020 Pubblicazioni: 6,259
    Alex1919 ha detto:


    Io, per quello che ho visto in tutta la mia vita, violenza sulle donne non ne sono mai stato testimone, anzi ho più che altro visto il contrario, ma non dico che non avvengono, avvengono eccome, ma si fa troppa esagerazione.

    Mi chiedo come se la passano invece quelli che vivono sotto le bombe e sotto il fosforo bianco mentre noi facciamo i finti perbenisti.
    Esagerazione? Perbenismo? Appena oggi a Pordenone un'altra donna è stata uccisa dal compagno a coltellate:
    ANSA

    dunque di quale "perbenismo" parli? il problema è quello la violenza all'interno delle relazioni e in questo topic si parla specificama
    ente di femminicidio, non di altro.


    Post edited by riot on

  • Alex1919Alex1919 Membro
    Pubblicazioni: 318
    @riot, lo so bene che si parla di femminicidio dato che l'ho iniziato io, ma il topic come spesso succede si dilaga su altri argomenti in un modo correlati, ed è corretto che sia così.

    Quello che sostanzialmente sto dicendo, è che si sta facendo troppo terrorismo mediatico. Hai letto il primo post? Ci sono state 133 donne uccise e 212 uomini uccisi.

    Chi è più vittima degli omicidi?

    Mi spieghi allora perché una violenza su di una donna faccia scalpore, ma uccidere un uomo è un qualcosa di normale? Credo un padre lo abbiamo avuto tutti, come una madre, perché quindi i padri in quanto uomini vengono valutati di meno? Si è tutti cittadini ed essere umani, quindi la vita di un senzatetto vale quanto la vita di un presidente.
  • GecoGeco Colonna
    Pubblicazioni: 1,563


    https://www.istat.it/it/archivio/239321
    Nel 2018, sono stati commessi 345 omicidi (erano 357 l’anno precedente), 212 hanno interessato gli uomini (22 in meno rispetto al 2017) e 133 le donne (10 in più). Gli uomini sono quindi più numerosi ma in calo, mentre aumenta la quota di donne assassinate sul totale che, dall’11% del 1990, raggiunge il 38,6% nel 2018.

    Per le donne il rischio è soprattutto nell’ambiente domestico: sono uccise soprattutto da partner o ex partner (54,9%) e da parenti (24,8%); per gli uomini lo spazio pubblico: il 37,7% è vittima di sconosciuti mentre il 33% non ha un autore identificato.

    Negli ultimi anni è diminuita la mortalità per omicidio volontario soprattutto per gli uomini, in particolare quella causata dalla criminalità organizzata di tipo mafioso.
    Nei primi anni Novanta, si contavano 5 vittime di sesso maschile per ogni donna uccisa . Nel 2018 si sono invece verificati 212 omicidi di uomini e 133 di donne (corrispondenti rispettivamente a un tasso di 0,72 e 0,43 omicidi per 100mila abitanti dello stesso sesso). Sono quindi assassinati più gli uomini delle donne, ma il rapporto è sceso a 1,6.

    Nel triennio 2016-2018 la quota di stranieri tra le vittime di omicidio è del 21,1%; distinguendo per genere il 20,2% è composto da maschi e il 23,1% da femmine.

    Tra il 1983 e il 2018 sono stati rilevati 6.681 omicidi attribuibili a organizzazioni criminali di tipo mafioso. Nelle regioni Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, territori di radicamento storico di camorra, cosa nostra, ndrangheta e sacra corona unita, si concentra nell’intero periodo il 95,6% degli omicidi mafiosi. Il periodo più cruento è sicuramente il quinquennio a cavallo del 1990, in cui la quota di omicidi mafiosi arriva a costituire un terzo dei circa 8mila omicidi avvenuti tra il 1988 e il 1992.

    A partire dai primi anni Novanta, l’Italia ha visto diminuire il tasso di omicidi, inizialmente in modo repentino, e successivamente in modo più regolare. Nel 2018, a un tasso nazionale di 0,57 omicidi per 100mila abitanti, corrispondono valori pari a 0,43 per il Centro-nord e a 0,83 per il Mezzogiorno. Malgrado vi sia ancora un divario notevole tra il Mezzogiorno, storicamente caratterizzato da incidenze più elevate di omicidi di criminalità organizzata, e il resto del Paese, il forte decremento che ha caratterizzato alcune regioni meridionali porta a un riavvicinamento delle aree geografiche.

    Per completezza d'informazione e dei dati citati.
    Ciao.
  • Alex1919Alex1919 Membro
    Pubblicazioni: 318
    @Geco, questo è il punto, perché non ti poni la seguente domanda, ovvero perché c'è questa tendenza? Gli uomini continuano ad essere le vittime maggiori degli omicidi, senza contare i soldati che nell maggior parte sono uomini e non parliamo di centinaia, ma di migliaia.

    Perché negli ultimi decenni gli omicidi verso gli uomini stanno diminuendo? Si può supporre che un terrorismo mediatico basato su bigottismo e odio abbia avuto un contraccolpo? Siamo tutti impazziti o siamo stati vittime di un controllo mediatico malato? Senza contare l'educazione che abbiamo avuto. Uomini e donne devono collaborare, e non farsi la guerra. Altro motivo sono i divorzi, che sono aumentanti drasticamente. Invece che promuovere odio tra i sessi dovrebbero promuovere una collaborazione basata sul reciproco rispetto, trattandosi secondo me di un contraccolpo avvenuto a causa di decenni di finti vittimismi, ingiustizie e aggressività verso il genere maschile, cresciuto con l'idea della donna platonica, ed ora accortisi che non è così, stanno cambiando atteggiamento.

    Mi spiace che forse do l'impressione di un misogino che odia le donne quando non è vero, ma l'ipocrisia mi fa salire gli acidi solforici dal mio stomaco.

    Se leggete bene quello che sto dicendo, sto dicendo che uomini e donne, o meglio maschi in femmine, fin dalla tenera età dovrebbero essere educati a rispettarsi affinché da adulti possano creare una famiglia sana.

    L'esatto contrario di quello che è avvenuto negli ultimi 50 anni che hanno visto un declino delle famiglie in tutto l'Occidente.

    I nostri Nonni arrivavano a 40 anni di matrimonio, noi se raggiungiamo 10 anni di matrimonio abbiamo fatto un record nazionale. Evidentemente qualcosa è cambiato in peggio.

    Ricordati che anche i criminali, in quanto criminali, lo fanno per mantenere una famiglia, specialmente nel sud dove le aspirazioni al lavoro ed ad una vita sana erano scarse. Nel mio ufficio dove lavoravo a Milano erano tutti migranti del sud che mi hanno spiegato come funziona il lavoro dalle loro parti.

    La povertà è la madre di tutti i crimini. Lo disse un Imperatore 2000 anni fa.
  • DreamLoopDreamLoop Veterano
    Pubblicazioni: 171
    Ai tempi dei nostri nonni non esisteva nemmeno il divorzio, nella cattolicissima Italia. I matrimoni duravano anche perché per una donna separarsi dal marito era praticamente impossibile senza l'approvazione di quest'ultimo, senza contare che a livello sociale era un modo di fare malvisto e ovviamente la pressione sociale gioca un ruolo fondamentale nelle scelte dei singoli. Stai facendo dei paragoni che non aiutano il tuo ragionamento anzi lo confondono e lo rendono sballato.    

    Se vuoi mantenere una posizione progressista non puoi mettere sul tavolo un argomento vecchio e ammuffito come  quello che riguarda la durata dei matrimoni dei nostri nonni e il declino dei matrimoni in occidente.                                 
    vera68ValentariotGecoLupa
  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 6,259
    Alex1919 ci sono mogli che, picchiate dai mariti, decidono di separarsene, spesso aiutate dai parenti, ed altre che non avendo risorse di nessun tipo perché semplici casalinghe, ne subiscono le vessazioni per decenni anche per via dell'onta sociale che seguirebbe il loro allontanamento, come giustamante ha scritto @DreamLoop .

    Poi queste ultime quando chiedi perchè non si sono separate, spesso ti rispondono che l'hanno fatto per i figli. Ma la realtà è che non avevano sbocchi di nessun tipo, economici e di supporto familiare.
    Significa che la lunghezza dei matrimoni può dipendere da fattori che nulla hano a che vedere con l'amore.

    Aggiungo che le famiglie nel tempo si sono rivelate per essere quello che sono veramente: nuclei composti da persone di vario rapporto tra loro, e non solo di parentela: madri singol con figli a carico, madri e figli abbandonati dai mariti, nonni che convivono con i propri figli e nipoti, e persone dello stesso sesso.
    Cioè il matrimonio non può più essere l'unica concezione di famiglia.

    Nei fatti poi, quante volte hai letto che un uomo ha ucciso la propria "compagna"? Pensi che se fossero stati sposati l'omicidio non avrebbe avuto luogo?
    Voglio dire che la violenza contro le donne prescinde dallo status matrimoniale.

    Poi, le statistiche di uomini che vengono uccisi da altri uomini non c'entrano nulla col femminicidio se non in due casi:
    - quando tra di loro c'era un raporto affettivo
    - quando vengono uccisi per gelosia nei riguardi di una donna
    credo che il numero sia molto basso.

    ValentaAntaresLupaDreamLoop

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