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Dubbio sull'interazione sociale di mio figlio

Buongiorno a tutti,

Ho un piccolo dubbio. Come ho avuto già modo di raccontare, ho un bambino di sei anni che, come me, è nello spettro. Ancora non gli hanno dato una diagnosi più specifica, anche se io ( a parte il ritardo nel linguaggio) ci vedo tanti tratti Aspie. Sostanzialmente è uguale a me quando ero piccola, a parte un grande particolare: l'interazione. Io da piccola ( e non solo), se qualcuno mi rivolgeva la parola, specialmente un adulto, scappavo, mi nascondevo. Lui, al contrario, quando siamo in giro per commissioni, attacca chiacchiera con tutti. Bambini, adulti, anziani, animali. Questo da quando ha iniziato a parlare meglio e sa che tutti riescono a capirlo.  Magari usa argomentazioni "esuberanti" ( ad esempio oggi, all'impiegata della posta, ha chiesto se le piaceva il suricato che aveva sulla spalla), ma appena incontra una persona subito si presenta e inizia a parlare a mitraglia. Questa cosa a dir poco mi spiazza. A voi nell'infanzia o alle mamme degli altri bambini nello spettro è capitato di avere/ vedere questi atteggiamenti? 

mammaconfusa80neoneroJazzGuitaristmarco3882

Commenti

  • JazzGuitaristJazzGuitarist Membro
    modificato March 2019 Pubblicazioni: 32
    Ciao, mio figlio ha iniziato a parlare progressivamente e ancora tutt'oggi ha un approccio sociale alla conversazione molto focalizzato sui suoi personali interessi e sui suoi pensieri del momento.
    Sta risultando molto utile fare un po' di allenamento sui saluti, complimenti e piccole conversazioni, dando prima schemi standard con immagini e poche didascalie, e poi anche con videomodelling (con un semplice smartphone si mima una breve essenziale conversazione tipo - poche parole e pause ben sottolineate) e poi si aiuta lui a riprodurre. Potrebbe funzionare
    Ultima cosa da genitore a genitore ... la mia esperienza è che i paragoni con me stesso o con sua madre alla fine sono sempre risultati fuorvianti. Mi ha aiutato molto nel farli crescere invece il guardarli (sin da piccolissimi) come persone "altre" rispetto me: gusti diversi, comportamenti diversi, prospettive diverse ... tutte da scoprire. Ma naturalmente questa è solo la mia esperienza.
    Giadaniel
    Post edited by JazzGuitarist on
  • GiadanielGiadaniel Veterano Pro
    Pubblicazioni: 382
    @JazzGuitarist Grazie per la tua esperienza. È solo che non capisco molto in merito a questo fatto dell'interazione. Forse comunque hai ragione. Lui si sente di esternare quelli che sono i suoi pensieri e le cose che gli piacciono, più che cercare interazione...non devo cercare parallelismi solo perché abbiamo una neurodiversita in comune...
  • JazzGuitaristJazzGuitarist Membro
    modificato March 2019 Pubblicazioni: 32
    Giadaniel ha detto:

    Lui si sente di esternare quelli che sono i suoi pensieri e le cose che gli piacciono, più che cercare interazione...

    ... piuttosto entrambe le cose coesistono (verbalizzazione dei pensieri e desiderio di interagire con gli altri) ma quel che prevale all'apparenza è l'inadeguatezza sociale:
    * il non saper "contenersi" nel suo voler comunicare ciò che più gli piace o ciò che prova sul momento
    * la relativa "cecità" sociale nel non saper valutare che l'altro può non essere affatto interessato a ciò che invece è il suo interesse o desiderio del momento.
    Mio figlio di 21 anni dava e dà ancora per scontato che, per esempio, anche il ragazzo che porta le pizze che bussa alla porta sia interessato ai lupi, ai fumetti e in generale a ciò che lui sta facendo in quel momento. Questa sua "inadeguatezza" sociale è dovuta soprattutto alla sua scarsa valutazione dell'altro e dei suoi pensieri: su questo per migliorare si sta allenando per
    1) acquisire uno schema comportamentale adeguato alla situazione sociale
    2) riconoscere di volta in volta la situazione tipo adatta per applicare lo schema appreso
    3) col tempo e l'allenamento ... comprendere e discriminare in maniera sempre più raffinata "l'altro" con le sue diverse variabili possibili e modificare lo schema base adattandolo caso per caso.
    Insomma ... 'na faticaccia! : ) ... ma ne vale la pena.
    Fermo restando il fatto che tuo figlio invece è un bambino di sei anni, età per la quale (per quel che vedo nei figli degli altri) mi sembra più che normale un certo "egocentrismo" anche entusiasta nel rivolgersi agli altri!!
    Giadaniel
    Post edited by JazzGuitarist on
  • GiadanielGiadaniel Veterano Pro
    Pubblicazioni: 382
    @JazzGuitarist Grazie per la tua esperienza! Ti posso chiedere se, oltre al non indifferente lavoro che fate in casa, tuo figlio sta facendo altre terapie, come ad esempio la comportamentale? Grazie in anticipo
  • JazzGuitaristJazzGuitarist Membro
    modificato March 2019 Pubblicazioni: 32
    A tre anni ha iniziato classicamente con psicomotricità (ottima terapista) e logopedia (niente di che) in un centro di terapia accreditato ASL.
    Poi dagli 11 anni (su consiglio della psicomotricista) per molti anni, gruppo psicoeducativo (intervento cognitivo-comportamentale in gruppo di pari presso un classico centro di terapia convenzionato col SSN). Utile fino ai 16-17 anni, poi si sono adagiati su un disegno minimal senza aspirazioni nè progetti adeguati al crescere dell'età di mio figlio e degli altri ... per cui, li ho mollato (esperienza dolorosissima perché lasciare una strada già consolidata e che aveva dato ottimi risultati per l'ignoto ha richiesto un costo altissimo! ... col senno di poi, ampiamente ripagato!!).
    Attualmente da un anno circa (col passaggio "amministrativo" della maggiore età dal comparto neuropsichiatria infantile al comparto socio-sanitario che obbliga a lasciare ogni forma di riabilitazione per una mera terapia occupazionale) abbiamo invece attivato un intervento comportamentale ABA molto personalizzato sulle autonomie domestiche e di relazione erogato da una cooperativa che abbiamo scelto noi: il programma riabilitativo (P.T.R.I.) è cofinanziato con i fondi detti budget di salute ASL, ambito comunale e (eventualmente, dipende dall'ISEE) famiglia. All'interno di questo programma abbiamo concordato (su ns proposta e attivandoci noi per trovare il giusto referente) anche un laboratorio di ceramica con un maestro ceramista assistito da uno dei tutor della Coop per l'abilitazione di base ai prerequisiti lavorativi.
    Separatamente poi da un paio d'anni 2 volte a settimana fa piscina con la TMA ma per lui adulto, è utile soprattutto in chiave di relax e decompressione con piccoli traguardi sul comportamento sociale in acqua e di relazione con gli istruttori.
    Come però hai già sottolineato il "nocciolo duro" riabilitativo di tutti questi anni è stato il lavoro della famiglia. Il segreto è stato: identificare, prendere sul serio e coltivare i suoi interessi "iperfocalizzati", guidarli e fare in modo che fossero il più possibile spendibili socialmente. Ma sono stati soprattutto l'alimentare la sua autostima, la sua curiosità per il mondo e il sostenere la sua motivazione, che hanno fatto la differenza.
    gioiaclaluiamanitaGiadanielmandragola77
    Post edited by JazzGuitarist on
  • JazzGuitaristJazzGuitarist Membro
    Pubblicazioni: 32
    @-) forse ho un tantino esagerato nel prolungarmi nella risposta. Scusa : )
    Giadaniel
  • amanitaamanita Veterano
    Pubblicazioni: 204
    @JazzGuitarist
    Complimenti per tutto il percorso che hai fatto con tuo figlio.
    Sei da stimare tantissimo e il tuo ragazzo è davvero fortunato.
    Anche io credo che la curiosità verso il mondo e la motivazione siano cose fondamentali ed è molto bello leggere le tue testimonianze perché si vede, da come parli di tuo figlio e dall'attenzione che traspare, quanto amore ci hai messo per aiutare tuo figlio nel suo percorso.
    Davvero qualcosa di non comune.
    Ti abbraccio
    JazzGuitarist
  • GiadanielGiadaniel Veterano Pro
    Pubblicazioni: 382
    Grazie, sei un grande papà. Sei stato om grado di fargli fare tante cose e soprattutto di capire fino a quando potevano essergli utili. Spero di avere un terzo delle vostre energie!
    JazzGuitarist
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