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  • Asperger+borderline: è possibile amare ed essere amati?
    Buongiorno Sono stato diagnosticato con disturbo borderline. I mie problemi sono il controllo della rabbia, l’attaccamento morboso, le crisi abbandoniche, autolesionismo, rottura di oggetti, urla, pianto isterico, manie suicide, abuso di sostanze. Seppure mi consideri una persona buona leale e altruista ho avuto esplosioni di violenza. Mio nonno con cui ho vissuto in casa in assenza del mio vero padre si è impiccato e l’ho trovato io quando avevo 12 anni, questo non aiuta la questione delle manie suicidarie. Da poco ho fatto il test raads-r e ho ottenuto un punteggio di 130. Il mio Q.I. è invece di circa 140. Sono inserito socialmente e seppure abbia avuto problemi ho raggiunto una posizione e sono stimato, ma non posso avere cali o obbedire a nessun ordine che non condivida in pieno, perciò lavoro da solo o comunque non sotto qualcuno che mi dica cosa devo fare, anche se mi piace imparare da chi sa e vuole insegnare. Ho una vita comunque abbastanza equilibrata con alcuni cari amici e molte conoscenze anche se amo stare da solo quando sono giù, tutto potrebbe sembrare regolare al di fuori delle esplosioni emotive che più che altro riguardano la mia vita sentimentale. Da piccolo ho avuto disturbi credo Aspie. Passavo ore a emettere suoni gutturali. Contavo le sillabe sulle dita delle mani allo sfinimento, non tolleravo ascoltare cose non interessanti, non tolleravo stare seduto, non tolleravo alcune canzoni, alcuni presentatori, alcuni comici, dovevo chiudere le orecchie e gli occhi, ancora oggi non sopporto la pelle della pesca, ne i motori delle Harley Davidson e non bevo acqua naturale se non da tubi di ferro in alta montagna. Da piccolo picchiavo chi mi prendeva in giro, picchiavo chi faceva male agli animali e soffrivo le ingiustizie, soffrivo anche per il mio bambolotto che profumava in modo tale da farmi addirittura piangere di tenerezza. Camminavo sulle punte dei piedi, ripetevo nella mente frasi per lungo tempo e non calpestavo le righe. Oggi non sono più così ossessivo ma ho sempre crisi di rabbia, ad esempio non tollero non essere creduto, soprattutto dalla persona che amo e ho esplosioni di rabbia, di conseguenza spavento e allontano chi mi ama, con mia enorme sofferenza. Sto uscendo da una relazione con una donna problematica, forse anche lei con personalita’ ND, ha attacchi di gelosia assurdi, incontrollati, mancanza di fiducia e paura di essere fregata gigantesca, a volte non capisce quando scherzo, mentre io sono molto leale e fedele. Mi ha tradito in passato e adesso sta con un altro eppure io non riesco a lasciarla andare anche se mi fa molto del male. Va e viene ogni due tre mesi, e io ogni volta la perdono e la accolgo. Ciò che ci tiene uniti è una forte sensualità e simpatia e affetto, ma la nostra comunicazione è pessima e quando mi lascia mi deve distruggere facendo crollare la mia autostima, diventa fredda e distaccata e io un suo nemico. Però le voglio bene per le sue fragilità e mi sento votato a doverla salvare perché credo che non ami il fidanzato ma ci stia insieme perché le da stabilità, anche economica, comunque è una persona molto tormentata. Ho detto tutto questo per dare un quadro completo della situazione. La mia domanda è: possibile che io possa essere sia Aspie che borderline? A volte ho creduto che essendo noi due persone problematiche avremmo potuto aiutarci a vicenda ma lei fugge sempre e diventa distruttiva e si giudica, c’è qualche speranza o coppie così sono destinate alla coazione a ripetere? Non riesco a contemplare il lasciarla andare... quando ci provo e non la cerco per uno due mesi poi lei torna e io la accolgo malgrado abbia un altro. Cosa posso fare? Non riesco a decidere cosa sia la cosa giusta, mi tormento e soffro di non saprei scegliere cosa fare e sento che la mia vita è fortemente segnata da tutto ciò. Sento un forte bisogno di capire, come se non riuscissi a interpretare cosa mi succede malgrado la grande sofferenza, so che chiunque al posto mio si sarebbe già sottratto, forse è anche questo parte dei miei disturbi? Scusate la lunghezza, grazie per chi saprà darmi un consiglio.
  • Sono arrabbiato.
    Trovata l'anomalia. Persone disoneste. Era una macchina regalata 10 anni fa ad un vicino di casa da mio fratello, il vicino ci disse di aver fatto il passaggio di proprietà ma non lo fece. Nel 2016 gli hanno sequestrato la macchina che era intestata ancora a mio fratello, ed il comune si è rivalso su di me dato che lui è all'estero

    Ora stiamo valutando di lasciarla al comune perché la macchina vale meno di 1.500€ avendo 15 anni e non la guida più nessuno. @vera68, vedi che vicini del cavolo che ho? Altro che sorridere e farmi avvertire, io metto un AK-47 fuori dal cancello a croce con i teschi nel mezzo se si avvicinano. Scherzo ovviamente. :)
  • opinione
    Si può provare tutto e io comunque non ho titoli per dire se un disturbo è presente e a che livello. Però la mia esperienza è che, se uno ha il sospetto di essere nello spettro è bene che si rivolga a uno specialista in materia, con la competenza specifica per una diagnosi a riguardo. Se la diagnosi da esito negativo si provano altre strade ma se, con questo dubbio, si percorrono altre strade si rischia di perdersi in vari approcci e il dubbio che permane. 
    Per quanto riguarda il disturbo "lieve" mi viene in mente una citazione non mia che ho letto tempo fa:

    "La differenza tra alto e basso funzionamento è questa: alto funzionamento significa che le tue difficoltà vengono ignorate, basso funzionamento che i tuoi punti di forza vengono ignorati"

    hai ragione, già anni fa avevo cercato uno specialista qui a Trieste ma si occupavano tutti di bambini ed erano più "tarati" sui maschi. Ho fatto un'altra ricerca in questi giorni, ho trovato un'altra psicologa che si occupa di asperger, valuterò se contattarla chiedendo se si occupa di diagnosi in pazienti adulti e di sesso femminile.


    Se posso permettermi, ti suggerirei prima di riflettere bene sulle motivazioni per cui chiedere la diagnosi: io l'ho fatta dopo una lunga riflessione e varie esperienze perchè volevo dare un nome alla mia condizione e mi permetteva di acquisire un nuovo senso di identità. Molti però preferiscono non farsi diagnosticare perchè non ne avvertono la necessità o addirittura temono la botta di un esito scritto nero su bianco. Il mio personale consiglio è quindi che tu ti senta ben convinta se decidi di avviare il percorso diagnostico e in grado di accettarne serenamente l'esito.

    Riguardo la socialità, la mia terapeuta mi ha spiegato che per gli AS è più faticosa che per i NT, in quanto i primi devono applicare volontariamente meccanismi che per i secondi sono automatici. Così ho scelto di tarare la mia socialità in base alle mie esigenze, senza più cercare di portarmi alla pari con i NT e seguendo la teoria di Fabrizio Acanfora di puntare sugli interessi speciali.

    PS
    Quindi io friulano e tu triestina? Ti conviene prendere con le pinze quello che ti scrivo! Scherzo ovviamente, in passato sono stato spesso a TS per ragioni di lavoro e apprezzato la vostra simpatia, inoltre a Trieste ho legato un bellissimo ricordo: la visita della Portaerei Garibaldi 
    :)

    Ciao corregionale allora :)

    Le mie motivazioni sono le stesse tue ma mi ha sempre frenato l'impossibilità di trovare qualcuno specializzato a Trieste e già andare fuori città mi sarebbe complicato ma gestibile, fuori Regione entremamente complicato, per cui mi ero un po' rassegnata a non avere una risposta certa.
  • opinione
    Si può provare tutto e io comunque non ho titoli per dire se un disturbo è presente e a che livello. Però la mia esperienza è che, se uno ha il sospetto di essere nello spettro è bene che si rivolga a uno specialista in materia, con la competenza specifica per una diagnosi a riguardo. Se la diagnosi da esito negativo si provano altre strade ma se, con questo dubbio, si percorrono altre strade si rischia di perdersi in vari approcci e il dubbio che permane. 
    Per quanto riguarda il disturbo "lieve" mi viene in mente una citazione non mia che ho letto tempo fa:

    "La differenza tra alto e basso funzionamento è questa: alto funzionamento significa che le tue difficoltà vengono ignorate, basso funzionamento che i tuoi punti di forza vengono ignorati"

    hai ragione, già anni fa avevo cercato uno specialista qui a Trieste ma si occupavano tutti di bambini ed erano più "tarati" sui maschi. Ho fatto un'altra ricerca in questi giorni, ho trovato un'altra psicologa che si occupa di asperger, valuterò se contattarla chiedendo se si occupa di diagnosi in pazienti adulti e di sesso femminile.

    Se posso permettermi, ti suggerirei prima di riflettere bene sulle motivazioni per cui chiedere la diagnosi: io l'ho fatta dopo una lunga riflessione e varie esperienze perchè volevo dare un nome alla mia condizione e mi permetteva di acquisire un nuovo senso di identità. Molti però preferiscono non farsi diagnosticare perchè non ne avvertono la necessità o addirittura temono la botta di un esito scritto nero su bianco. Il mio personale consiglio è quindi che tu ti senta ben convinta se decidi di avviare il percorso diagnostico e in grado di accettarne serenamente l'esito.

    Riguardo la socialità, la mia terapeuta mi ha spiegato che per gli AS è più faticosa che per i NT, in quanto i primi devono applicare volontariamente meccanismi che per i secondi sono automatici. Così ho scelto di tarare la mia socialità in base alle mie esigenze, senza più cercare di portarmi alla pari con i NT e seguendo la teoria di Fabrizio Acanfora di puntare sugli interessi speciali.

    PS
    Quindi io friulano e tu triestina? Ti conviene prendere con le pinze quello che ti scrivo! Scherzo ovviamente, in passato sono stato spesso a TS per ragioni di lavoro e apprezzato la vostra simpatia, inoltre a Trieste ho legato un bellissimo ricordo: la visita della Portaerei Garibaldi 
    :)
  • Le litigate dell'infanzia, il politically correct, la delicatezza e i romani.
    Quando si deve dire qualcosa di sgradevole a qualcun'altro ci sono anche altri sistemi per far passare il messaggio e non andare allo scontro.
    Il più diffuso è l'ironia, lo scherzo. Non un sarcasmo odioso, ma far accettare all'altro la critica facendo contemporaneamente notare il lato buffo della cosa, facendolo ridere.
    Hai ragionissimo! @mare
    È vero.
    Devi saperlo fare. Devi saper ridere con l'altro.
    Se sai ridere di te stesso sei a metà strada.
    Ci sono persone che non lo sanno fare, non è che non possono o che hanno qualche handicap neurologico che glielo impedisce, non hanno avuto la fortuna di stare in un ambiente dove si sa ridere. Non hanno mai incontrato nessuno talmente "fratello, amico" con cui poter ridere anche di sé e dell'altro come di un altro se stesso. Altrimenti c'è sempre quella punta di odioso sarcasmo.
    Alla base di tutto questo c'è una terribile e imbrigliante malattia che si chiama narcisismo.
    Dopo tanti anni di terapia, comincio anche a fare qualche battuta, a volte riesco anche a far sorridere. Io sono melodrammatica dentro, vedo sempre il lato positivo ma non quello umoristico.
  • Le litigate dell'infanzia, il politically correct, la delicatezza e i romani.
    E adesso la voglio finire, anche perché non so nemmeno se c'è ancora qualcuno che sta seguendo.
    Quando si deve dire qualcosa di sgradevole a qualcun'altro ci sono anche altri sistemi per far passare il messaggio e non andare allo scontro.
    Il più diffuso è l'ironia, lo scherzo. Non un sarcasmo odioso, ma far accettare all'altro la critica facendo contemporaneamente notare il lato buffo della cosa, facendolo ridere.
    Io con mio figlio lo faccio tutte le volte che riesco ed è il sistema che più funziona in assoluto. Curioso che nessun libro di pedagogia che ho letto, e ne ho letti tanti, ne abbia mai parlato...
    L'ironia ha una potenza comunicativa impressionante. Si potrebbe parlarne ore...
    Poi c'è un altro modo, vicino all'ironia ma un po' più cattivello. Ma che, nel suo enfatizzare anche l'opposizione, l'aggressività, il contrasto, pur all'interno di una cornice di sfottò, permette una incisività ancora maggiore e anche un po' di sfogo liberatorio di chi lo usa. Chi lo riceve ci resta un po' male, ma mai troppo male.
    Mi riferisco a certe espressioni gergali e a un certo modo di esprimersi tipici dei dialetti, ma che raggiungono la loro massima potenza ed efficacia a Roma.
    Non so se si chiamino espressioni tipiche del romanesco o in quale altro modo, ma le trovo meravigliose.
    Confesso, da nordica, che le prime volte che le ho sentite mi hanno dato molto fastidio, ma poi le ho capite e sappiate, voi romani, che ve le invidio moltissimo.
    Ci sono situazioni in cui sono insostituibili.
    Faccio un esempio: notte in campeggio, nella tenda a fianco dei ragazzi non smettono di chiacchierare. Non urlano affatto, ma nel silenzio si sentono solo loro e non ti lasciano dormire. Che fare?
    Urlare un "shhhhh" è antipatico, dopotutto non si rendono conto di dar fastidio, di giorno sono simpatici e gentili e poi ste cose le ho fatte pure io anni prima...andare alla tenda a parlarci è imbarazzante e potrebbe anche darsi che dopo riprendano perché troppo blando, idem per il shhht...
    ..ecco allora che una stupenda espressione gergale in romanesco, detta con quel tono un po' arrabbiato, un po' canzonatorio, che sí, ti fa restare un po' male, ma la cui ironia sottintende che certe cavolate le facciamo un po' tutti e quindi non è sta gran offesa e va bene chiudrela lì, fa si che facilmente la critica o la richiesta sia accettata senza che degeneri in una lite o in una vera umiliazione.
    E dopo una frase così, urlata anonima nel silenzio della notte, si sentirebbro risate di approvazione da tutte le altre tende, e i distrurbatori chiuderebbero la bocca, sapendo di essere in torto. O magari riderebbero pure loro.
    E tutto questo per dire che va bene la gentilezza e il rispetto, sono importantissimi, ma il mio è un appello per non espellere la passione, l'impudenza, lo scherzo, la provocazione e l'errore, la chiarezza e l'incisivitá dalla comunicazione.
    C'è bisogno pure di loro, anche per impedire una omologazione tirannica dell'espressione, che trasforma la delicatezza in vuota retorica, che toglie il diritto di parola a chi non si conforma e nega quell'altra grande forza che unisce le persone: l'accettazione dell'imperfezione, propria e altrui.
    FINE.
  • Ragazza NT
    Grazie dei commenti!
    È un vero mistero tutto ció :D
    Io una cosa che io amo sono le donne che, pur avendo quel guizzo di vitalità, di carattere, di scherzo e brillantezza intellettuale, sono riservate e dolci in una maniera bellissima, come un fiore che abbassa la corolla ma non si piega con il vento. Sognatrici ma coi piedi per terra. Che sanno stare nel gruppo ma senza il bisogno o la tendenza a voler emergere, che sono felici delle cose semplici e si emozionano per la natura.
    Credo che parecchie siano così o per una qualche ragione vorrebbero sentirsi così, io qui ci vedo molta bellezza.
    Forse é quello che tu dici non così timide..
  • Rimbambimento da gatti (scherzo)
    Ci vorrebbe il dottor Nowzaradan qui.. Scherzo :x
  • Una buona politica è importante per vivere bene in un paese?
    Forse è vero per definizione, se attribuiamo alla politica un potere taumaturgico che si ostina a non voler utilizzare.
    Penso che vivere bene in un paese sia una buona politica. Non scherzo.
  • La mia difficoltà relazionale da un punto di vista umano..
    Grazie vera di questo bellissimo video, il potere dare è un ottima forma di amore per me, però cado molte volte nell'amore per il pesce, quello si, però quello che capita è che quando cerco di dare una cosa cerco di dare il 100x1000% ma non a tutti, nella proloco mi occupo del sito e della fotografia e della organizzazione delle feste di paese, però alle loro assemble anche se sono presente spesso mi perdo e non sono presente, mi attivo rare volte, loro mi considerano simpatico e con loro ci scherzo, alcuni nelle mie cose mi considerano geniale e qualcuno mi chiede dei consigli, però c'è una cosa che mi permette di accettare i rapporti superficiali e non intimi, la spiegherò nel prossimo post che scriverò nel mio blog, l'attenzione che riesco dare e la mia capacità di problem solving è sempre piuttosto limitata, per cui alcune cose non sono in grado di darle, per questo la gente non sempre ha bisogno di me e si verifica il contrario ma in una modalità per soddisfare i bisogni dell'animo e dell'amore, so che questi sono bisogni, però da questi mi attivo e dopo so che forse esisto per qualcuno o per qualcuna, cosa che vorrei tanto, e non sono bisogni erotici.. quelli ci sono ma vengono dopo...!!!
  • Persone con gli Attributi
    Noto spesso che vengo trattato come una persona le cui opinioni/richieste possono essere ignorate, l'impressione è che molti lo facciano apposta un po' alla volta per vedere fino a che punto possono spingersi.
    Lo schema manipolatorio è sempre lo stesso: dapprima mi lusingano di complimenti, poi mi fanno parlare di cosa mi fa stare male, segue una prova di forza (tipicamente un 'cazzotto-scherzo') poi un appiccicarsi a me e voler sapere sempre cosa faccio, poi chiamate e messaggi sempre più insistenti ed infine un atteggiamento come ad addestrare un animale (complimenti quando si fa qualcosa che piace all'altro, insulti altrimenti).
    Il tutto parte da mia madre che mi ha sempre cresciuto con l'idea dello stare insieme a tutti i costi, anche se non mi sentivo di uscire o di dover fare ciò che piace agli altri pur di stare in compagnia, mi sono completamente annullato per fare ciò e spesso mi pesa il fatto di non riuscire a fare quello che vorrei o che dovrei.
  • Incontri neurodiversi (?) a Roma (e storia personale)
    Ciao a tutti, ricordo che anni fa sono stati organizzati incontri di gruppo tra persone diagnosticate e non, una sorta di 'alcolisti anonimi' per neurodiversi (ovviamente scherzo, passatemi la similitudine). Si fa ancora? C'è qualcosa a cui posso partecipare?

    La mia storia è un po' strana: anni fa mi iscrissi in questo forum per avere risposte sui miei sospetti. Finì che consultai una psicologa specializzata in autismo che fondamentalmente mi disse 'non ti consiglio di fare un percorso di diagnosi nello spettro autistico, sei grande (23 anni all'epoca) e la tue problematiche non sembrano essere dovute un'eventuale autismo, se vuoi ti consiglio uno psicologo, che lavora con bimbi autistici, per gestire intanto le problematiche più importanti'. E così feci.
    Con questa seconda psicologa ho avviato un percorso durato più di un anno che mi ha portato a fare enormi passi avanti in pochissimo tempo, insegnandomi ad affrontare e gestire tutta una serie di gravi problemi, senza nessuna diagnosi. Mi disse 'mi sono fatta un'idea per un'eventuale diagnosi, ma preferirei che tu non la conosca, in modo da concentrarci su questioni più importanti'. Non credo che questa 'diagnosi' riguardasse l'autismo. In ogni caso, per quanto assurdo possa sembrare, credo che non avere un'etichetta o un nome per riassumere le mie difficoltà sia stato uno dei motivi principali per cui sono cresciuto così tanto. Ma il dubbio è rimasto. Sento come che una grossa parte di come sono cresciuto (e che amo), causa di tante scelte e tanti problemi, non faccia parte della mia attuale identità. E quando raramente viene fuori, non trova collocazione nella mia vita. Ci sono un paio di persone che sanno dei miei dubbi ma non credo che capiscano, e comunque sono lontani. Sento la necessità di vivere alla luce del sole questo aspetto, seppur diventato marginale, di me. Mi sono fatto una mia idea della mia collocazione nello spettro, non ho bisogno di una vera e propria conferma.. vorrei solo parlarne con qualcuno che possa condividere quello che provo, e dare spazio a questi pensieri senza voce.


  • Anche voi avete difficoltà a ricordare nomi e/o volti?
    Ancora non ricordo i nomi di molti colleghi che vedo, non dico quotidianamente ma almeno due volte la settimana da un paio d'anni. Ci scherzo su davanti agli altri ma mi scoccia molto. Mi consola tuttavia che alcuni mi chiamino per errore Elena (chissá poi perché sempre Elena?), significa che non sono l'unica a sbagliarsi.
    Tuttavia nella mia testa ogni personaggio che frequento e di cui fatico a ricordare il nome ha un soprannome. Ovviamente esso resta solo in me, non lo divulgo, spesso non é un soprannome carino >:)
  • Amore Asperger : strategie per farlo funzionare?
    Si’ MononoHeKeime, ti sei immedesimato bene. Lui dice che è stato tutto troppo, difatti inizialmente mi aveva chiesto del tempo in più prima di trasferirmi, fino poi a regredire. Mi ha detto che vuole provare a stare un po’ solo in questa casa. Ho anche chiesto se c’è l’idea di tornare con lei e di dirmelo senza sentirsi giudicato, e lui mi ha detto che sarebbe stato più facile per lui in tal caso perché avrebbe espressamente detto di non volermi più, ma dice che sa di non amarla, e che non vuole tornare con lei, che anche senza di me la storia sarebbe finita perché era ormai spenta, ma questo momento di grandi cambiamenti lo ha sconvolto. Io sto continuando a sentirlo, usando tatto e gentilezza, e sebbene sia frustrante, anche annullando i miei bisogni ora. Mi sembra di vivere in un incubo, mi sembra tutto uno scherzo.
  • Soppruso a lavoro
    Ciao, sono qui per denunciare l’ennesimo e ancor più grave soppruso che abbia mai ricevuto in questi due anni di lavoro.

    Partiamo dal fatto che i miei colleghi non hanno mai accettato la mia diversità, e non ho mai potuto dichiarare di essere Asperger, dal momento che sennò non potrei far carriera. Lavoro da due anni su un progetto, e il mese scorso è andato via il mio team leader. Siamo in tre sul team: io (25 anni, con una laurea triennale e con due anni di esperienza su quel progetto), un ragazzo di 22 e uno di 23, che sta facendo la magistrale, che fa part time ed è da 15 giorni sul progetto.

    Hanno deciso di promuovere team leader quello che è da 15 giorni sul progetto... Ora datemi una ragione per non andare dal mio capo a spaccargli la faccia con la mazza da golf di mio padre. Sono una persona pacata, che ha fatto qualche casino in passato solo perché mi continuavano a prendermi in giro e non hanno mai accettato la mia goffaggine. Arriva un fighetto che se la tira e combina più casini di me ed è team leader. Io non scherzo quando dico che sto valutando di sparargli, ma ovviamente non potrei farlo, perché mi metterei al suo livello di inutilità in questo mondo.

    Quindi, con tutta la calma di questo pianeta, li mando a quel paese e mi licenzio oppure parlo con calma con il mio capo e gli spiego magari che con questa mi ha davvero rotto ed è un insulto alla mia persona?

    Grazie per gli eventuali commenti.
  • Ma ornitorinco come fá ad essere mammifero, se fá le uova.
    "Mammifero" cosi' come "uccello" o "rettile" e' una categoria creata dall'uomo per classificare le cose per gruppi, per semplicita'.

    Ma in realta' non esistono compartimenti stagni in natura, molti gruppi di animali e piante "sfumano" l'uno nell'altro con forme intermedie.

    L'Ornitorinco in effetti sembra un po' mammifero, un po' uccello, un po' rettile, ma siccome ha piu' caratteristiche dei mammiferi (ha peli anziche' squame o penne e possiede ghiandole mammarie) viene fatto rientrare "a forza" in quella categoria perche' e' in un certo senso "la piu' plausibile".

    Infatti i primi ornitorinchi impagliati portati dagli esploratori di ritorno dal continente australiano vennero scambiati in Europa per mostri fabbricati per scherzo unendo insieme parti di vari animali.
    In realtà gli studi sul genoma dei monotremi dimostra che questo ordine è parte della classe dei mammiferi. mentre quella dei rettili e degli uccelli si separa circa 350 milioni di anni fa (sono tutti amnioti). 
  • Ma ornitorinco come fá ad essere mammifero, se fá le uova.
    "Mammifero" cosi' come "uccello" o "rettile" e' una categoria creata dall'uomo per classificare le cose per gruppi, per semplicita'.

    Ma in realta' non esistono compartimenti stagni in natura, molti gruppi di animali e piante "sfumano" l'uno nell'altro con forme intermedie.

    L'Ornitorinco in effetti sembra un po' mammifero, un po' uccello, un po' rettile, ma siccome ha piu' caratteristiche dei mammiferi (ha peli anziche' squame o penne e possiede ghiandole mammarie) viene fatto rientrare "a forza" in quella categoria perche' e' in un certo senso "la piu' plausibile".

    Infatti i primi ornitorinchi impagliati portati dagli esploratori di ritorno dal continente australiano vennero scambiati in Europa per mostri fabbricati per scherzo unendo insieme parti di vari animali.
    Penso un po' anche alle piante carnivore.
  • Ma ornitorinco come fá ad essere mammifero, se fá le uova.
    "Mammifero" cosi' come "uccello" o "rettile" e' una categoria creata dall'uomo per classificare le cose per gruppi, per semplicita'.

    Ma in realta' non esistono compartimenti stagni in natura, molti gruppi di animali e piante "sfumano" l'uno nell'altro con forme intermedie.

    L'Ornitorinco in effetti sembra un po' mammifero, un po' uccello, un po' rettile, ma siccome ha piu' caratteristiche dei mammiferi (ha peli anziche' squame o penne e possiede ghiandole mammarie) viene fatto rientrare "a forza" in quella categoria perche' e' in un certo senso "la piu' plausibile".

    Infatti i primi ornitorinchi impagliati portati dagli esploratori di ritorno dal continente australiano vennero scambiati in Europa per mostri fabbricati per scherzo unendo insieme parti di vari animali.
  • Mi difendo bene con donne subdole?
    Ciao,
    ma sei sicuro che ti stiano prendendo in giro con cattiveria? A volte si tratta di battute dette con simpatia, non con cattiveria. Per esempio a un mio amico sono nate tutte figlie femmine e scherzando di se stesso dice "sono rovinato" perché è l'unico maschio in famiglia, ma non pensa davvero di essere rovinato, anzi, adora le sue figlie. Così come in famiglia prendevamo in giro mia nonna perché di solito faceva bocconi piccoli piccoli, ma quando c'erano i dolci di cui era golosissima i bocconi diventavano improvvisamente grandi. Era un modo per scherzare su questa caratteristica ma era detto con affetto, nessuno l'ha mai detto con mancanza di rispetto o per sminuirla.
    Mi sembra di sì perché non prendono in giro mia moglie.
    Un problema che hanno spesso le persone nello spettro è capire il senso dello scherzo. Si rischia di prendersela anche solo per delle battute amichevoli. Si può diventare così permalosi da soffrirne. Io ti consiglierei di pensare che queste amiche di tua moglie sono anche tue amiche e proprio in quanto tali, per rispetto anzitutto di lei, non ti tratterebbero mai davvero male. Se poi tu non hai piacere nello stare con loro, allora faresti meglio ad evitare di incontrarle, magari uscendo quando tua moglie le ha invitate a casa. E quando proprio non puoi evitarlo, sopportale come hai fatto finora, ma senza risentirne internamente, perché non ce n’è ragione.
    C'è un modo per capire il senso dello scherzo?
    Tua moglie cosa fa, cosa dice in merito? Perché visto che non scrivi niente circa sue reazioni di fastidio o difesa, o hai omesso le sue reazioni o lei non ne ha e quindi opterei per battute senza cattiveria come altri hanno scritto sopra.
    Ciao.
    Quando è presente mia moglie, non dice niente e poi le amiche non la prendono in giro.
  • Mi difendo bene con donne subdole?
    Anche a me alcuni amici prendono sempre in giro, ma ho capito che non lo fanno con cattiveria, è un modo che hanno le persone per abbattere alcune barriere con il gioco che diversamente non si saprebbe come penetrare, perché sarebbe imbarazzante.
    Un mio conoscente fa sempre battute anche molto pesanti, però continua a parlarmi. Se gli dessi così tanto fastidio mi eviterebbe no?
    Alcuni lo fanno anche per provarci, è un modo per avvicinarsi alle persone prendendole bonariamente sullo scherzo. So che è difficile da capire, però è un meccanismo molto diffuso.Il mio partner inizialmente prima di dichiararsi mi prendeva sempre in giro bonariamente.
    Inizialmente mi accusarono di essere permalosissima (ai tempi delle scuole), siccome mi dava fastidio che tutti mi dicessero che ero permalosa sono diventata tutto l'opposto: ora le battute su di me mi fanno ridere, mi insegnano quello che le persone notano di me e mi aiutano a crescere.
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