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  • Il libro "La bolla dell'autismo"
    @CeccoNacci scuole montessori sono un conto ed hanno un albo loro, di ispirazione montessoriano un altro.
    È vero che L’Italia non è omogenea in nulla purtroppo per tutti noi: sanità e istruzione, cambiano da nord a sud... quindi dalle tue parti non è una realtà più tangibile forse, non so che dire.
    Non vorrei entrare nel merito della Montesdori per il semplice fatto che si uscirebbe troppo dal discorso...
    Seppur ancora attuale alcune lacune nel suo metodo sono emerse eccone nel corso del secolo, perché non dimentichiamolo mai che tutto va rapportato anche con le conoscenze del tempo...
    Per il resto ho detto che ho trovato sconcertante quello che ho letto, e non ho trovato la conclusione su quella pagina, che hai detto poi, ossia che è la storia di un bambino vero, ma ciò non toglie che non si può generalizzare come esempio di categoria e quello emergeva (da qui il mio storcere il naso).
    Perché ti potrei dire che vedendo documentari sui psicopatici e serial killer, molti hanno iniziato proprio così!
    Quindi sono tutti potenziali assassini? Non credo!
    Con tutti funziona lo stesso approccio?
    Non credo. Sono tutti autistici che hanno paure, ritardi mentali, geniali o goffi?
    Mi sembra come se stiamo scindendo in due grandi filoni: dalla “parte diagnostica” si parla del calderone spettro perché ha tantissime sfumature (patologie, sindromi, disturbi) dove però non vengono mica esclusi i fattori ambientali o familiari;
    dalla “parte sommersa” nel senso di non diagnosticato, tutti quegli aspetti psicologici, causati o influenzati da contesti familiari e ambientali appunto, non riconoscendo però che potrebbero essere ‘solo’ autismi o parte di quelli.
    Io sto qui ribatto perché cerco di capire, non per portare ragioni per quanto possa essere in grado di farlo.
    Apprezzo le testimonianze a cuore aperto come @Vera68, che mi portano a riflettere sui loro punti di vista e di vissuto.
    Quando dico: se dovessi lasciare mio figlio fare quello che fa, sarebbe un problema... è perché l’ho potuto constatare e non immaginare basta.
    Magari quel ragazzo (degli anni 80..) dell’esempio era un ossessivo compulsivo, e doveva terminare la seguenza (e se non lo faceva si frustrava) ben diverso da chi per rabbia deve infilzare o colpire fino a che lo ritiene giusto... non lo so!
    continuo a non capire quale fosse la sua diagnosi e per questo non voglio generalizzare.
    Ma neanche ho necessità di comprare il libro per scoprirlo, se devo partire da quel link... è solo il mio punto di vista.
    Quello che capisco io è che più andiamo avanti e più escono variabili e possibili scenari. Ognuno di noi è diverso. La nostra natura non è comprensibile mai fino in fondo sa nessuno e per nessuno. Posso solo pensare a non precludere ogni possibilità..
    Infine vorrei scusarmi con chi si possa essere risentito dalle mie parole, potrei esprimermi male e non lo faccio con intenzionalità...
  • Solitudine, "blocco" nella socialità
    Mi sto dedicando a un corso di inglese, offerto dal lavoro durante la quarantena, saltuariamente perchè ho già superato l'obiettivo di 6 mesi nelle prime tre settimane, lo trovo carino ma un po' banale/grossolano, ho la sensazione di non stare imparando nulla
  • Il libro "La bolla dell'autismo"
    Non credo che le difficoltà di socializzazione non vadano superate, dico che funzionano meglio i metodi della nonna, cioè ad esempio cercare il bimbo giusto tra le cerchia di amicizie e lavorare dietro le quinte perchè diventino amici, piuttosto che fare attività utili come teatro (ma non teatro come terapia, un corso normale!), metterlo nell'ambiente migliore, dare qualche piccolo suggerimento .... certo quando si va ad una festa magari bisogna un tantino indirizzarlo all'inizio (ma di contro magari è uno che fa i compiti da solo.... per dire che non è più impegnativo da crescere .... solo impegnativo negli ambiti più fragili .... come è normale che sia e com'è per tutti i bimbi). Rarissimo che le difficoltà di socializzazioni sia supportate sul serio dal sostegno, possono invece essere supportate dai docenti curricolari - che sono nella "posizione" migliore per riuscirci (certo sarebbe stato meglio in classi non pollaio .... quella è stata un pessima scelta per la scuola ..... e tutto sto miglioramento non lo vedo affatto). Io ripeto non ho avuto amici fino a 7 anni e non volevo andare all'asilo, ma se mi avessero costretto oltre ad andare dove non volevo pure a partecipare di più "trascinata" da un'insegnante li apposta per farmi socializzare sarebbe stato peggio .... ho avuto bisogno dei miei tempi e piano piano ho imparato .... sono molto contenta di come i miei genitori hanno affrontato la mia "timidezza" .... di cui anche loro erano preoccupati .... ma ad un livello decisamente MOLTO inferiore ad un genitore con una diagnosi di spettro.

    Non dico che non bisogna adoperarsi per superare le difficoltà, dico però che "ingigantirle" - come fa una diagnosi così connotata - non aiuta!

    Però l'autore del libro sa che dei genitori in ansia non servono e fanno danni, quindi tranquillizzarli è la prima cosa che dovrebbe fare qualsiasi specialista - se sono genitori che si sono recati da uno specialista non sono genitori con la testa nella sabbia - poi è vero che le terapie copia incolla non hanno senso e che la differenza la fa la capacità del terapista e che se il bimbo va volentieri è una cosa "utile". Comunque i genitori tornano anche dopo anni e sono sempre contenti dei suoi giudizi a prescindere dall'esito: in alcuni casi favorevole, in altri no, questo perchè gli consiglia di dare fiducia ai bimbi - cosa positiva - e poi dice una cosa molto vera nei disturbi dello sviluppo ... ossia che quella che conta è la prognosi e che una diagnosi di spettro non da nessuna capacità di prevedere la prognosi .... 
  • Il libro "La bolla dell'autismo"
    Mi scuso tanto per intrusione, ma non si può assolutamente paragonare tutti perché anche in spettro possono essere tutti diversi. Io di sicuro non lo farei.
    Per concludere, a proposito delle stampelle, i miei genitori per insegnarmi a nuotare mi buttavank in mezzo al fiume. Io non ho imparato a nuotare finora. Solo a reggermi sull'acqua, a non affogare. Forse sarebbe stato meglio un corso di nuoto?
  • La scuola
    Elementari abbastanza tranquille, ma già i compagni non mi davano la mano o altro. Poi dalle medie è iniziato il bullismo fino al diploma, tranne che negli ultimi 3 anni. Gli insegnanti erano di 3 generi, tolti quelli del mezzo, restavano i "cattivi" che se gli dicevi una cosa ti mandavano fuori per averli contraddetti o qualcosa del genere, e i "buoni" che al contrario ti premiavano e ti facevano sentire apprezzato anche per aver detto quello che sfuggiva. Era importante perché non avevo nessun senso di appartenenza, anzi erano solo ostilità.

    Il "cattivo" mi succedeva per esempio con un insegnante di matematica che mi metteva sempre 2 a prescindere, dicendo non fossi portato per l'informatica. Questo impiegò una mattinata a farci fare un format a: ed era laureato in fisica, era ancora fermo a MS-DOS e di informatica non ne sapeva niente, suppongo abbia fatto un corso di aggiornamento veloce, quindi mi prese proprio ad odio. Ma che ci posso fare se era impreparato per la materia? Ci metteva un ora per scrive win.exe perché ai tempi nella scuola era ancora installato windows 95 che in alcune versioni partiva da MS-DOS. Il "buono" era con un insegnante di storia, scoprivo subito le incoerenze nei racconti di storia, quindi nei capitoli delle guerre di religione trovavo sempre il motivo più "realistico", ovvero risorse naturali o soldi, evito di entrare nei dettagli qui oppure non finisco più, che nel libro non venivano indicati. Lei mi premiava per questo ed infatti con lei avevo tutti voti alti. Il risultato fu che in estate mi scaricai di tutto da internet e senza rendermene conto mi studiai in pratica il capitolo successivo. Quindi mi ritrovai nell'anno successivo che sapevo già in anticipo quello che ci stava per spiegare. Lei fu 100% ottima insegnante. Poi era abbastanza severa quindi schiamazzi non avvenivano. So che aveva capito che ero estremamente tecnico, penso che abbia avuto qualche sospetto. Purtroppo ne ho solo incontrate solo due di quelle buone. Ai miei tempi nel mio contesto, era a ridosso del nuovo millennio, ritengo che la scuola non fosse ancora preparata, ma che qualche insegnante sapesse cosa fare e cosa non fare e come eventualmente gestirmi per aumentare i risultati. Le mi pagelle erano quindi o voti troppo bassi o voti troppo alti con una media a fine anno in genere del 7/5 che variava da un 7 o un 8. Negli ultimi 3 anni, finito il bullismo, erano diventati tutti 8 quasi 9.

    Per l'Università purtroppo non so dire, il lato sociale mi ha proprio invalidato. Non riuscivo a frequentare, diedi gli esami di inglese123 con 30 30 28 senza avere mai studiato, e analisi matematica 26. Non ho retto più il peso sociale ed ho dovuto abbandonare gli studi. L'Università in verità era un ambiente molto migliore ma ero troppo stressato.

    Se potessi tornare indietro farei scuola privata per evitare l'ambiente, un ambiente più protetto, o in alternativa ci vorrebbe una scuola con un ambiente meno ostile, bullando escludi il ragazzino dalla vita sociale, non so cosa questi adulti credevano stesse succedendo. A volte poteva anche essere un insegnante a prenderti in giro, poi lessi su di uno studio del bullismo di alcuni insegnanti che da piccoli erano stati bullati ed ora da adulti fanno i bulli sui ragazzini. A me la vita sociale piaceva, solo che piaceva anche stare da solo. O per lo meno non ho mai avuto problemi prima della scuola. Fu brutto ritrovarsi dentro una gabbia con sconosciuti quando il giorno prima me ne stavo tranquillo a studiare, vivevo in collina quindi avevo accesso anche alle risorse naturali, animali compresi. Molti animali mi sono stati amici, gatti selvatici o cani randagi spesso. Avevo delle amiche con cui giocavo, quindi durante l'infanzia ho potuto interfacciarmi anche con le persone. Poi mi hanno forzato con la scuola e da lì il disastro.
    Penso che la scuola sia ben strutturata, elementari, medie dove separi gli adolescenti, superiori che si dividono in 3 categorie a seconda di cosa sai fare meglio, professionale-tecnico-liceo, poi università. Tuttavia necessita di insegnanti che siano più aperti mentalmente. Posso capire ora che un comportamento tale potesse scocciare un adulto per quanto possa, l'adulto, essere stato in torto tecnicamente, ma ai tempi avevo pur sempre 13 anni, cosa ne sapevo che alcuni fossero così permalosi, si trattava di affermazioni sulle funzionalità tecniche non di pareri personali e c'era poco da discutere. Non è possibile che un adulto se la prenda a morte con un ragazzino. A me hanno diagnosticato in età adulta.

    Mi resta l'amaro in bocca perché se non fosse stato per le ostilità sociali avrei potuto fare davvero molto di più, è come se mi avessero interrotto dall'usare il mio potenziale per fare o dire delle cose insensate. Mi auguro che oggi sia cambiato in meglio.
  • Esame di marketing e curiosità
    @Nemo vero, anche io ho imparato i trucchi (sempre al corso) di come disporre la merce sugli scaffali, però quella è una cosa che a logica posso anche capire diciamo, come per esempio disporre i giochi che vuoi vendere di più ad altezza bambino nel carrello :P
    Ci sono però una serie di altre cose che proprio mi sfuggono, tipo appunto gli stimoli visivi per creare percorsi o jingle assassini che ti ossessionano inconsciamente il cervello! :P
    Si dice che McDonalds sia uno di questi esempi.
    Io ho fatto 10 anni senza McDonalds, rincominciato solo per giocare col totem per ordinare e per necessità quando lavoravo molto ed avevo mia figlia piccola (ottimizzazione pranzo-spesa attaccati) e ri-smesso ancora.
    Ergo: sono sempre pieni quindi credo sia un buon marketing (in realtà a livello organizzativo non solo il marketing è ben studiato), ma con me non funziona molto.
  • Il libro "La bolla dell'autismo"
    il sostegno si vede sempre ma da I segnate posso dire che piano piano le cose a scuola stanno cambiando. Ci sono sempre più insegnanti di sostegno e molti insegnanti curriculari iniziano a capire che lo studente che ha il sostegno è parte della classe e non studente a parte. Purtroppo ancora si sentono discorsi tremendi di insegnanti che si lamentano della troppa presenza di ragazzi con 104 nelle loro scuole tanto che ci sono alcune scuole in cui di fatto non si iscrive nessun ragazzo con 104. A me questi fa veramente incavolare da sempre. E mi fa più rabbia di altro. Parlo della scuola superiore. Perché al liceo scientifico di varie città non si iscrivono ragazzi con 104 è veramente una vergogna. Un anno poi ad un corso di aggiornamento sulla resilienza una collega di un liceo scientifico mi dice che a scuola sua tutto ciò di cui si stava parlando era davvero inutile perché nessuna famiglia dalle quali provenivano i ragazzi aveva necessità legate allo sviluppo della resilienza. Ecco questa è una visione della scuola anni '90, classista e veramente ignorante. La scuola deve essere il luogo di inclusione per eccellenza, un posto in cui anche chi fuori viene maleducato, ha almeno un' occasione di sentire parlare e di avere un esempio corretto. E la maleducazione non consiste solo nel giudicare chi è diverso ma anche semplicemente ignorarlo, escluderlo e fare finta che non ci sia. E qui con diversità includo ogni sua declinazione: dall'autismo più grave al più lieve, da patologie di salute fisica a qualsiasi particolare che ci distingue dagli altri. Non dovrebbero esistere scuole che accettano tutti loro malgrado e ad altre che si fregiano di non avere neanche un insegnante di sostegno né un ragazzo dislessico. Non li hanno perché non li vogliono e li invitano a iscriversi altrove. Prima o poi questa realtà finirà. E a scuola i nostri figli andranno seguiti così come necessitano. Se noi nascondiamo la diversità ai piccoli o ai ragazzi, questa resterà sempre un marchio, al contrario sarà occasione per tirare fuori il meglio da tutti.
  • Esame di marketing e curiosità
    @Nemo vero, anche io ho imparato i trucchi (sempre al corso) di come disporre la merce sugli scaffali, però quella è una cosa che a logica posso anche capire diciamo, come per esempio disporre i giochi che vuoi vendere di più ad altezza bambino nel carrello :P
    Ci sono però una serie di altre cose che proprio mi sfuggono, tipo appunto gli stimoli visivi per creare percorsi o jingle assassini che ti ossessionano inconsciamente il cervello! :P
  • Esame di marketing e curiosità
    Se posso, mi stupisco un po' che al corso non sia stata espressa almeno una volta e palesemente, quella che al liceo era consiederata la base della comunicazione visiva (poi magari in ... tanti, troppi, anni fa ... è cambiata l'impostazione), cioè che le varie teorie percettive sono tendenze di percezione molto diffuse, non sempre trasversali alle culture, sulle quali far leva e giocare (anche rompere se/quando si è bravi) per far passare i propri messaggi.
    Detto una volta, basta, si danno per "vere ed assodate" sottintendendo il limite di cui sopra, che non si ripete tutte le volte, sarebbe pedante.
    Quindi si, se uno ha percezioni particolari non viene accalappiato da questi giochetti e per questo all'epoca, passatemi la battuta, qualcuno si sarà pure incavolato di grosso a veder bistrattare San Nicola, poveretto!
    Divagazione tra il serio e il faceto.
    Ampliando un po' il discorso, se uno ha un modo di percepire differente, anche i vari o alcuni, dei mostri sacri dell'arte (i classici Michelangelo e co.) possono dire ben poco se non nulla, perché le regole che hanno applicato non "agganciano", viceversa hanno un successo stabile nei secoli perché ... belin, ci han preso alla grande! Quei dritti hanno applicato le regolette per bene, per far dire nei secoli a più persone possibile "che figata!" e assicurarsi successo duraturo.
    Al di là delle battute, se uno prendesse le varie regolette di cui sopra (teorizzate negli ultimissimi secoli) e le applicasse ai Michelangelo e co, scoprirebbe che le applicavano/rompevano/sfruttavano alla bisogna e questo porterebbe a ulteriori divagazioni off topic su "uovo-gallina" (che in parte si riallaccia al discorso iniziale), "due pesi e due misure".
    Fine divagazione.
    Ciao.
  • Le scoperte meravigliose che si scoprono con lo studio delle lingue straniere
    Volevo che questo topic fosse un modo per segnalarci le cose sorprendenti  che si scoprono  con lo studio delle lingue straniere.Per iniziare vi racconto le cose straordinarie scoperte da quando sto studiando la lingua spagnola.
    Da un paio di settimane mi sto dedicando allo studio della lingua spagnola.Nel corso di queste settimane mi sono reso conto di quante differenze a livello grammaticale vi siano fra lo spagnolo e l'italiano e francese.Per farvelo capire vi devo citare questa scoperta che ho fatto:
    Nella lingua spagnola per formare i tempi composti come il passato prossimo si usa in tutti casi l'ausiliare avere;cosa che vale anche per i verbi di movimento come andare.Cosa che nel italiano e nel francese non è ammessa in virtù del fatto che in quei casi  si usa il verbo essere.
    Per formare la frase Ieri sono andato al cinema in francese la diremmo:
    "Je suis allé au cinema hier".
    Invece nello spagnolo si fa esattamente cosi:
    "Ayer yo he ido al cine"

    Raccontatemi le cose meravigliose che avete scoperto nello studio delle lingue straniere.





  • La scuola
    Ah, non ho pensato all'università. Per me l'inizio è stato difficile (sia a livello di organizzazione dello studio sia a livello "umano"), ma poi sono arrivata fino in fondo (attraversando però qualche periodo buietto).

    Trovare un amico (o più di uno) tra i compagni di classe/di corso conta tantissimo nel farci stare bene. E purtroppo sotto tale aspetto vale soprattutto il fattore-fortuna (per non usare termini meno eleganti).
  • Richiesta consiglio su farmaco Risperidone
    hanno perso una causa milionaria perché ad un bambino col tempo gli sono scesciute le tette e non lo avevano scritto sul bugiardino. altre cause sono in corso (all'estero).
  • asessualità e dipendenza sessuale
    Oltre che sospetta Asperger sono anche asessuale. Mi fa piacere leggere molti commenti di persone correttamente informate su questo orientamento sessuale ancora molto sconosciuto.
    L'asessualità, come già detto da altri prima di me, è un orientamento che si contraddistingue per la mancanza di attrazione/desiderio sessuale.
    Non esiste il termine "parzialmente asessuale", ma capisco che si vuole intendere "demisessuale". Sono persone che sviluppano attrazione sessuale raramente e solo dopo aver instaurato un intenso legame emotivo con una persona.
    In genere un asessuale che lo è sempre stato dalla nascita non diventa improvvisamente dipendente dal sesso. Come un omosessuale che lo è sempre stato non diventa improvvisamente etero.
    Esistono persone con libido altalenante e ho sentito parlare di fluidità sessuale. Esistono persone che durante il corso della loro vita si sentono attratte più da persone dello stesso sesso e in altri periodi più attratte da persone del sesso opposto. Suppongo possano esistere anche asessuali più o meno fluidi (ma considerato che gli asessuali di per sé sono all'incirca 3% della popolazione, gli asex fluidi immagino siano casi rarissimi). Non so se la rottura con il partner possa accentuare queste casistiche.

  • dopo la diagnosi, tutto fermo
    adesso mi sento davvero impotente. dopo la diagnosi, a 4 anni e mezzo, di asperger (benchè il bimbo non si esprima ancora bene, ma dica tante parole) da parte di una voce molto  autorevole delle neuropsichiatria siciliana, porto, come suggeritomi il bimbo alla asp locale, la stessa asp che a 1 anno e mezzo, mentre il bimbo dimostrava di giocare con grande capacità nei giochi dell'Ipad, mi aveva detto che non non avesse nulla. a questo punto la asp mi fa avere due certificati, una diagnosi per la scuola e una diagnosi funzionale e mi invita a chiedere la 104. nei due certificati il bimbo è di grado grave. mi spiegano che forse è l'unico modo per ottenere un sostegno terapeutico. da questo, niente altro. non un'ora di terapia, niente aba, niente di niente. ho solo certificati in mano, di cui avrei fatto volentieri a meno. il bimbo dopo la tenerezza e i progressi  del lockdown, dovute alla mia presenza costante, ha ripreso atteggiamenti oppositivi (è tutto no, in modo consapevole) : non vuole uscire, non vuole vestirsi, resta nudo in casa (lui non ha problemi con i tessili) non vuole andare a cavalcare (che lui adorava), non vuole andare alle giostre, se andiamo non vuole tornare. non si vuole lavare, non quando sono io a proporglielo. all'asp mi è stato detto che avrà al massimo due ore settimane di terapia, poi forse fra qualche anno :D se ne aggiungeranno altre della terapia territoriale. pare che se io voglia agire adesso, alla soglia dei 5 anni, abbia solo da metter mano al portafoglio. all'asp mi dicono solo quanto potrà essere risolutivo un insegnante di sostegno a settembre..... (io so bene come spesso vengono reclutati gli insegnanti di sostegno.... no comment) . invece io credevo che il bimbo dovesse iniziare una terapia affinchè da solo poi potesse capire 'lo stare insieme', l'obbedire alle regole, la socialità. ma nulla. sono nella provincia di SR. avete indirizzi? ho deciso che studierò io Aba, che sarò io la sua insegnante. farò un corso, con un supervisore. non ho altro da fare. ma io lavoro moltissimo, e in questa avventura d'amore e di fatica, sono completamente sola, coadiuvata da due anziani, stanchi genitori. a chi rivolgermi? come posso ottenere adesso una terapia? prima che il tempo scavi fosse non più colmabili? non posso sostenere economicamente una terapia importante da sola. Grazie ragazzi. scusate lo sfogo. oggi, ieri, sono allo stremo, non esco più, non frequento gli amici, non riesco a trovare tempo per fare sport, ho solo il lavoro e il lavoro con mio figlio. passo dall'uno all'altro senza pausa. dimentica di me stessa. 
  • My Mad Dreams - Un progetto di "vita neurodiversa".
    Six fanarts challenge (in corso, me ne mancano due)

    1 - Bonnie di Pokemon XY

    bonnie___pokemon_xy_by_shiki91_ddv7pd0-fullview
    mi piace molto la soluzione per il riempimento dello sfondo!
    lo stesso effetto potresti ottenerlo usando delle tue fotografie poi digitalizzate, di oggetti ripresi in macro e con forte sfocatura. ad esempio dei fiori o un altro oggetto contestualizzato.
    .
  • Storia seria per una donna autistica
    Ciao a tutti. Non posto molte domande pur essendo iscritta da anni (leggo tutto però) ma uno sfizio volevo togliermelo. Sono autistica (condizione mista) e "adattata" anche se mi costa grande fatica stare in mezzo a tante persone e dall'esterno non si direbbe mai perchè apparentemente socievole e ben curata (ho fatto un corso di make-up). Ho un grande vuoto dentro di me che è quello di una relazione seria e di una convivenza. Anni addietro ho tentato una convivenza con un NT ma è andata malissimo. Io a casa mi devo rilassare e buttare giù la maschera, non posso fingere h24. Vorrei conoscere uomo Asperger. Io ho 35 anni e abito in Abruzzo. Vorrei sentirmi con qualcuno e la mia mail è questa: aspergercondizionemista@gmail.com. Se non dovesse scattare nulla non fa niente. E' comunque un modo per conoscere e confrontarci su questo tema. Magari nasceranno "solo" belle amicizie. Ormai la prendo con filosofia. Spero che non mi banniate altrimenti è stato bello conoscervi anche solo virtualmente. 
    Un abbraccio forte.
  • Napoli è aperta al mondo LGBT?
    @Miticalex
    E' come chiedere se Marte sia aperto a Venere...
    Se ti metti coi piedi per terra nella tua città ti accorgerai che esistono cose molto diverse. Perché è una città ragionevolmente grande.
    Ovviamente se vuoi un grande happening culturale dovrai aspettare un po'. C'è una epidemia in corso.
    Se poi vuoi trovare persone omosessuali che si riuniscono per fare del sesso, allora ci sono dei locali che non ti saprei indicare.
    Anche queste attività sono impedite da una epidemia in corso.
    Piú chè fare sesso con gli omosessuali, vorrei avere la libertà di fidanzarmi con una transessuale, ho girare liberamente vestito da donna.
  • Napoli è aperta al mondo LGBT?
    @Miticalex
    E' come chiedere se Marte sia aperto a Venere...
    Se ti metti coi piedi per terra nella tua città ti accorgerai che esistono cose molto diverse. Perché è una città ragionevolmente grande.
    Ovviamente se vuoi un grande happening culturale dovrai aspettare un po'. C'è una epidemia in corso.
    Se poi vuoi trovare persone omosessuali che si riuniscono per fare del sesso, allora ci sono dei locali che non ti saprei indicare.
    Anche queste attività sono impedite da una epidemia in corso.
  • My Mad Dreams - Un progetto di "vita neurodiversa".
    Six fanarts challenge (in corso, me ne mancano due)

    1 - Bonnie di Pokemon XY

    bonnie___pokemon_xy_by_shiki91_ddv7pd0-fullview

    2 - Emma - The Promised Neverland

    emma___the_promised_neverland_by_shiki91_ddvc1o8-fullview

    3 - Ray - The Promised Neverland

    ray___the_promised_neverland_by_shiki91_ddvt6r1-fullview

    4 - Asuka - Neon Genesis Evangelion

    asuka___neon_genesis_evangelion_by_shiki91_ddvuwbm-fullview
  • Cancellare i ricordi su facebook
    @lucy84 prova a leggere anche a riguardo del narcisismo patologico.
    Ne ho parlato con delle persone, senza menzionare la questione del narcisismo patologico, ma viene fuori molto spesso... autonomamente, da molte persone. Detto questo effettivamente ora è venuto fuori che all'amicizia ci credevo solo io, ed è uscito in maniera abbastanza brutale, ora penso di poter riuscire ad andare avanti. Sono riuscita a darmi un programma giornaliero, cerco lavoro (chissà...), mi sono iscritta a un corso professionalizzante, insomma vado avanti. Il pensiero è spesso ancora lì, ma ci va tempo. 
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