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Empatia, cecità mentale e teoria della mente

wolfgangwolfgang SymbolModeratore
modificato October 2012 in Esplorare i sentimenti
Empatia, cecità mentale e teoria della mente
Davvero le persone autistiche sono prive di empatia?

Autore: Lynne Soraya


Tradotto da Elettra


Quando penso alla Teoria della Mente, penso ad una divertente, ma davvero poco accurata credenza, che avevo da bambina. Quando facevo giochi come nascondino, di solito pensavo “Se io non posso vedere loro, loro non possono vedere me”. Ovviamente, ho imparato velocemente che non era vero.

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In una rivista di ricerca del 2001, Simon Baron-Cohen descrive la Teoria della Mente come “l´essere capaci di dedurre la gamma competa degli stati mentali (credenze, desideri, intenzioni, immaginazione, emozioni, etc) che causano le azioni. In breve, avere la teoria della mente consiste nell´essere capaci di riflettere sul contenuto della propria mente e su quello degli altri.”



Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
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Commenti

  • martinomartino Neofita
    Pubblicazioni: 8
    Da persona con la sindrome di Asperger, mi sento di poter confermare quanto scritto in questo articolo. Non è che l'empatia non ci sia, anzi, ho ben presente l'imbarazzo di fronte a scene di film imbarazzanti e così anche l'istinto di rapportarsi a persona che sta male, per tentare di esprimere l'empatia, nel mio caso talora quasi dolorosa come intensità,ma come compressa. Queste incomprensioni sono, come dice l'articolo, spesso anche tra NT, è "normale",,e non solo tra Aspie e NT, dato che ciascuna persona è ovviamente diversa. Da piccolo, quando non sapevo di Asperger una della cose più bizzarre che notavo della storia della creazione degli uomini da parte di Dio era il fatto che quest'ultimo li avesse "dotati" di tutte queste difficoltà di comprensione l'uno con l'altro :) perchè era la cosa che mi "affaticava" di più di tutte!Tutti siamo , sia NT sia Aspie e altro, un pò "ciechi": io dirrei pure un pò bendati: gli Aspie hanno "solo" secondo me (almeno da quando sento io) una benda un pò più spessa e più rompiscatole da togliere, motivo per cui talora lo scoraggiamento arriva; ma lo scoraggiamento non è il traguardo finale, non lo deve essere, perchè semplicemente non è giusto, anche se ricadere sugli stessi errori sembra sempre la strada più semplice e frequente e quando succede e senti di fare anche casini nei rapporti con le persone care che ti stanno attorno, davvero stai davvero male...ma questo non deve ne può essere l'arrivo, anche a passi microscopici e faticosi, e sbagliando spesso, si può crescere.. Un caro saluto a tutti quelli alla "ricerca", siano essi Aspie o no.
    Eowyn
  • Francy75Francy75 Membro Pro
    Pubblicazioni: 405

    Confermo che nel mio caso ho molte difficoltà con l'empatia, a differenza di Martino non ho la capacità di rapportarmi con persone che stanno male, fino a non molto tempo fa rischiavo di ridergli in faccia o sbuffare (ora mi controllo e faccio la faccia triste).

    Durante un qualsiasi colloquio se non conosco la battuta o se la persona che ho di fronte non mette i soggetti nelle frasi non capisco o prendo sempre alla lettera, insomma faccio dei casini.

  • eresetereset SymbolAndato
    Pubblicazioni: 345
    In questi giorni abbiamo discusso in modo costruttivo, nel regno ot, di empatia.
    Che personalmente è un concetto che ho più difficoltà ad accettare, come non appartenente a me.
    In questo articolo, trovo espressi, una parte dei miei pensieri
    Intendo, probabilmente leggere alcuni segnali del corpo non mi veniva naturale, ma con l'esperienza personale, li ho acquisiti. Un esempio è il sorriso, non come espressione di gioia, ma sorriso per esprimere vicinanza all'altro. Ora in modo naturale, mi viene spontaneo sorridere quando incontro una persona. E questo ha cambiato l'approccio che gli altri hanno con me.
    È però probabile che il sorriso sociale, con un asperger non abbia lo stesso risultato. In passato, se una persona sorrideva, per me era solo felice, non mi stava comunicando il desiderio di includermi.
    Avete esperienze da condividere, in cui con esempi, si può creare il canale di comunicazione positivo?
    frieden
  • manu_asocialemanu_asociale Veterano Pro
    Pubblicazioni: 777
    l'empatia è anche dare all'altro quello che "senti" lui abbia bisogno.... nell'articolo, leggo quello che è un po' (tanto) il mio pensiero:

    <“Fai agli altri quello che vorresti che gli altri facessero a te”. Mi si impresse dentro. Sin dalla giovane età, ho incorporato quell´assioma nella mia struttura di convinzioni. Ma qua arriva il problema – ciò che io avrei voluto “che venisse fatto a me” era completamente differente da quello che un altro avrebbe voluto.>

    Io non riesco a percepire i bisogni e gli stati d'animo altrui.... spesso do agli altri quello che vorrei ricevere io in quella determinata situazione, ma non ci azzecco mai.... In più anche capendo la situazione, ho difficoltà fare proprio delle azioni... ad esempio se un mio amico/conoscente sta male ed ad un certo punto comincia a piangere.... mi innervosisco, e spero smetta in fretta. Non so quali parole dire ed azioni fare per consolarlo, e sinceramente mi sento a disagio e penso solo a come togliermi da quella situazione.

    I sorrisi, per me sono sorrisi, devo ancora imparare a distinguere quelli fatti per gioia e per facciata.....

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