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Guardare le persone in faccia.

Alex1919Alex1919 Membro
Ciao, vorrei sapere se riuscite a guardare le persone in faccia sforzandovi. Un anno fa mi sono accorto che non guardavo in faccia neanche gli attori durante i film. In pratica guardo i dettagli della scena. È da tempo che sto cercando di guardare gli attori in faccia, ed effettivamente i film hanno un altro aspetto. Mi riesce bene farlo con i film di Villaggio ed ultimamente Yojimbo. Tuttavia mi dà fastidio.

Purtroppo al momento non lavoro, quindi non posso fare troppa pratica. Per le poche volte che incontro qualcuno, in genere la cassiera dove faccio la spesa, cerco di guardarla in faccia. In un altra occasione sono stato a fissare la persona senza battere ciglio. Questa mi parlava ma non so che diceva.

Le uniche volte che lo facevo in maniera naturale, erano quando stavo in intimità col partner.

Il problema è che ogni volta che cerco di guardare qualcuno mi viene una sensazione strana e fortemente sgradevole che mi fa guardare da un altra parte.
Post edited by Alex1919 on
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Commenti

  • Marco75Marco75 Senatore
    Pubblicazioni: 2,097
    Io ho un contatto oculare abbastanza sfuggente, solo a intermittenza guardo l'altra persona, e raramente negli occhi. Mi viene più naturale guardare altrove.
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • rinco92rinco92 Membro
    Pubblicazioni: 49
    Anche io. Tendo a non guardare negli occhi perché mi dà una sensazione di sfida oppure la paura che quella persona pensi che mi piace.
    Comunque dipende dal contesto.
  • vera68vera68 Pilastro
    Pubblicazioni: 2,476
    @rinco92 c'e un episodio ne "la mia voce viene dalle stelle" di Hugo horiot in cui lui da bambino è affascinato dalla ragazza che gli taglia i capelli. É gentile e ha una voce dolce e suadente. Lui che ha paura di guardare negli occhi le persone non può resistere dal guardare negli occhi quella persona così dolce. Lotta con sé stesso non vuole guardarla negli occhi ha un misto di desiderio e paura ma poi non ce la fa.. E si scioglie in quello sguardo e in quel sorriso che gli rimarrà un ricordo dolcissimo della sua infanzia.

    Io da bambina non guardavo nessuno negli occhi. Testa bassa costante.
    Al liceo ho trovato un professore pressoché sadico. Io lo temevo ma a casa mia la parola "avere paura" era vietata. O meglio vietato subire la paura.
    Solo che non sempre la si vince e convincersi di averla vinta solo perché non la si sente più non è vittoria è follia autoingannevole.
    E qui mi fermo perché se no vado in o. t
    Ritorno all'argomento della discussione: mia madre si era accorta che questo prof non si sarebbe fermato finche io non avrei reagito e "venuta fuori", forgiata con il fuoco. Una di queste cose era che dovevo imparare a guardarlo negli occhi. Allora trovò uno stratagemma. Mi disse di guardarlo nell'attaccatura dei capelli, sopra gli occhi ma ancora nel viso. Mi disse di puntare un punto rosso immaginario nella parte alta della fronte. E di immaginarlo mentre si sforza a sul gabinetto a fare la cacca. Mi diceva "lui fa la cacca esattamente come te, immaginatelo con pantaloni e mutande calate al fondo delle caviglie con il viso deformato dallo sforzo. Questo gli toglierà ogni aurea di maestosità e grandezza"
    È stata grande, mia madre.
    Le urla di casa mi avevano fatto abbassare lo sguardo e fuggire lo sguardo altrui, le emozioni provate erano insostenibili, come lo sguardo e poi mia madre era capace di fare queste cose geniali.

    Con una mano mi tirava fuori dalla mia confusione disarmonica, con l'altra mi ci ricacciava dentro.

    Da allora ho cominciato a guardare le persone negli occhi, senza stratagemmi.

    Una volta in psicoterapia stavo elaborando una cosa che toccava il mio nucleo psicogeno. Ero emotivamente molto provata proprio da ciò che stavo dicendo.
    La mia terapeuta mi disse di sostenere il suo sguardo. Io tendevo a guardare da un'altra parte mentre parlavo, lei mi chiese espressamente di guardarla negli occhi per non deragliare, per tenere il pensiero ancorato.
    Ciò che mi ha detto mi ha fatto pensare. Perché?
    Allora mantenere lo sguardo con l'altro ha un valore che ci tiene ancorati, come la linea di vita che si mette sui tetti. Lo sguardo che ci tiene, lo sguardo-linea di vita deve essere di una persona che ci ascolta, non una persona che ci accusa, giudica ecc... Altrimenti...
    Blunotterinco92
  • Alex1919Alex1919 Membro
    modificato 12 August Pubblicazioni: 246

    Anche io da bambino avevo trovato uno stratagemma ma da solo. Avevo notato che le persone che non sentivano bene leggevano dalle labbra. Quindi guardavo nella parte inferiore degli occhi per poi spostare lo sguardo sulle labbra. Funziona ancora oggi. Ho scoperto che uno dei motivi per il quale andavo d'accordo per lo più con gli asiatici era proprio dovuto a questo. In pratica da loro non si sorride mai a 32 denti e non si guarda mai negli occhi perché è considerato male educazioni. Accennano il sorriso e sfiorano gli sguardi quando fanno conoscenza. Ridere o sorridere viene considerato nervosismo. Con gli stranieri si va sempre di più d'accordo perché gli stranieri sanno che non devono tenere pregiudizi a causa delle differenze culturali.

    Se io fisso una persona per più di 5 secondi iniziano a venirmi tutti pensieri strani. Guardare nei capelli viene usato quando si piacciono o qualcosa del genere. Per lo meno ho letto così. Guardare l'attaccatura dei capelli e le labbra in alternativa agli occhi sembra passare, guardare i lati delle guance o la parte superiore dell'addome è da evitare. Se non li guardi in nessuna di queste parti ti considerano ostile o male educato. L'ultimo colloquio che ho fatto ho notato che stavo quasi fissando il vuoto mentre parlavo. Ovviamente andato male nonostante avessi avuto più delle competenze necessarie.
    Blunotte
    Post edited by Alex1919 on
  • BlunotteBlunotte Veterano Pro
    Pubblicazioni: 494
    Anch'io mi sono resa che tendo a non guardare direttamente negli occhi le persone.

    Oltre che parenti/amici/conoscenti/commessi/baristj, per esercitarti, se ti va, potresti sfruttare incontri fortuiti con persone che portano a passeggio il cane: se capita l'occasione di una battuta semplice, mentre la dici puoi provare a guardare la persona negli occhi (ad es. se il cane si mette ad abbaiarti o annusarti puoi dire ad alta voce "ah, gli sto simpatico/antipatico").
    Gli animali domestici di solito sono un argomento non impegnativo che mette a loro agio le persone...


    ---- Per vari motivi, preferisco usare poco/per nulla la funzione messaggi privati. ----
  • aang91aang91 Membro
    Pubblicazioni: 58
    Molto spesso mi rendo conto che  guardo  nei occhi soltanto per qualche minuto le persone.
    Non riesco a farlo in maniera continua perché mi è capitato spesso che quando lo facevo mi concentravo principalmente a fissare le loro espressioni sulla mia mente.
    Mi impegno cosi attivamente in questo compito da dimenticarmi completamente di organizzare per bene i miei pensieri e di ascoltare attentamente quello che mi dicono.
    Invece quando sono ansioso e agitato non faccio una fatica pazzesca a guardare nei occhi, 
  • HazelWolfHazelWolf Membro Pro
    modificato 24 August Pubblicazioni: 99
    Io da piccola guardavo la bocca e spesso nei momenti di confusione intensa lo faccio ancora adesso, purtroppo però se non è una persona a me vicina il solo guardare negli occhi non mi fa capire NULLA di quello che viene detto proprio perché sono talmente concentrata sul mandare via la brutta sensazione di guardare dritta negli occhi la persona che la mia attenzione cola a picco.
    Quindi adesso sono abbastanza sfuggente. Sul lavoro guardo un attimo e poi mi trovo qualcosa da fare, che sia lavorare che sia preparare i caffé che sia controllare fogli (etc), nello svago fingo di essere interessata alla tv o al movimento dei camerieri o a un cane/gatto che attraversa la strada e così via.
    Secondo me nessuno dovrebbe essere obbligato a guardare negli occhi, fa calare l'attenzione e crea un sacco di malessere.
    E se lo senti come imposto è perché è una cosa che ti hanno inculcato, io nella mia vita essendo stata creasciuta in modo molto libero e armonioso non ho mai sentito nessuno (nemmeno professori o chiunque altro) obbligarmi a guardarli negli occhi, perché io ero sicura del mio non volerlo fare ed ero disinvolta nel mio guardare altro mentre si parlava.

    Trattati con più dolcezza.
    Alex1919
    Post edited by HazelWolf on
  • lizliz Membro Pro
    Pubblicazioni: 226
    Io non so come fare con mio figlio e nessun clinico ancora è riuscito ad "aiutarmi" o a suggerirmi modalità di intervento.
    mio figlio (6 anni) ha un contatto oculare scarso: spesso noto che per concentrarsi e capire quello che qualcuno gli sta dicendo, evita di guardare in faccia. e anche quando parla lui non guarda in faccia.
    ovviamente questo è un problema perchè spesso non si capisce con chi sta parlando e lui stesso non può capire (non guardando) se il suo interlocutore lo sta ascoltando o meno!

    Io ho deciso di farglielo notare e di chiedergli di guardare in faccia le persone quando ci parla, anche solo guardando la bocca o la punta del naso. altrimenti come può esser "funzionale" la comunicazione?

    faccio male secondo voi adulti? ho pensato che, se lo capisce da bambino sarà più facile attuarlo da adulto....
    vera68
  • vera68vera68 Pilastro
    modificato 24 August Pubblicazioni: 2,476
    Non so dirti @liz, con me ha funzionato. Avevo 14 anni quando mia madre me lo insegnò, ma io avevo un problema emotivo con un professore e in quell'occasione ho capito che mia madre mi stava aiutando. Tante altre volte in tante altre occasioni, anche su cose diverse non l'ho capito. Anche prima non guardavo negli occhi. Mi urlavano "guardami", "saluta" fino all'esasperazione non serviva e io non vedevo il problema.
    Io credo che non fossi sempre sicura di potermi fidare, infatti poi ho sviluppato una leggera forma paranoide.
    Quella volta io avevo un grosso problema esterno e ho percepito che mia madre mi stava aiutando a difendermi. L'ho sentita accanto e non come una "nemica" che volesse estirparmi qualcosa.
    Io ho sempre capito di avere un problema, di essere bloccata da un limite, solo che non potevo esprimerlo. Quella volta era ben individuabile e alla mia portata, poi avevo 14 anni, un'altra età

    liz
    Post edited by vera68 on
  • Alex1919Alex1919 Membro
    Pubblicazioni: 246
    Ciao @liz, parlo per esperienza personale, ovviamente, io non guardavo in faccia nessuno, ma questo non voleva dire che non ero in grado d'interagire o ascoltare le persone. A scuola per esempio capivo i professori che spiegavano ma non li guardavo mai in faccia, stessa cosa al lavoro. Al contrario, se li guardavo perdevo la concentrazione e non sapevo più cosa dicevano. Il non guardare in faccia non è necessariamente sinonimo del non capire cosa si sta dicendo, ma so, sempre per esperienza personale, che crea dei forti disaggi, spesso a discapito di chi non lo fa.

    Io non so, essendo stato diagnosticato in età adulta ed essendo sopravvissuto ad un contesto sociale estremamente ostile, se oggi esista un modo per ovviare al problema, in verità al "problema", ma osservando le persone sotto gli occhi per poi muovere lo sguardo verso la bocca a far finta di leggere dalle labbra sono riuscito a diminuire il disagio che si creava parlando con le persone.

    Ai tempi non sapevo si trattasse di un disaggio, maleducazione o altro, mi era semplicemente stato detto di guardare in faccia ma non ci riuscivo, non è per paura, ma è una sensazione fastidiosa.

    Mi auguro che riescano a fare qualcosa e mi auguro che quanto ti ho detto ti aiuti a capire che una soluzione per evitare un problema sociale bene o male la si trova. Io la trovai da solo da bambino osservando gli anziani che non sentivano bene.

    Se ci pensi bene, con gli occhi si guarda e con le orecchie si ascolta, ma purtroppo, nella cultura Europea, il non guardare in faccia quando si parla viene percepito come maleducazione, disinteresse o addirittura ostilità.
    liz
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