Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

pensate che per un adolescente aspie sia piu' difficile staccarsi dai genitori ? desatellizzarsi ?

 E'piu' difficile per un adolescente aspie staccarsi dalle figure dei genitori? desatellizzarsi ? per individualizzarsi e trovare una propria identita'
questo motivo, puo' aumentare l'ansia in adolescenza ?
damyAmelie

Miglior Risposta

  • unicornunicorn Andato
    Pubblicazioni: 323 Risposta ✓
    Tanta comprensione, valorizzare i suoi pregi reali, nessuna pressione sui voti ma discorsi frequenti sull’importanza del lavoro e su come il lavoro in futuro potrebbe dargli la stabilità che cerca, infondergli tanta fiducia nella vita e garantirgli il sostegno di uno specialista (ma io eviterei i farmaci fin dove possibile).
«1

Risposte

  • volpinabluvolpinablu Membro Pro
    Pubblicazioni: 123
    Non saprei, forse sì.
  • unicornunicorn Andato
    modificato November 2019 Pubblicazioni: 323
    Per me era difficile separarmi dalla mia routine, non dai miei genitori. A loro ero legato come ogni figlio lo sarebbe, non di più. Non riuscire facilmente a staccarsi dalla propria routine porta a mancare certe tappe evolutive.
    Mi sono sviluppato mentalmente molto lentamente, nonostante fossi per alcuni versi molto "adulto", ma nella misura in cui lo ero sin da piccolissimo e quindi non legata ad uno sviluppo d'età.
    MononokeHimerondinella61
    Post edited by Sniper_Ops on
  • Lo1979Lo1979 Veterano
    Pubblicazioni: 220
    Dipende, in generale si, soprattutto se si e molto attaccati alle routine. Ma secondo me molto dipende da come si e venuti su, da come si e stati condizionati a pensare, se un ragazzo ha avuto da sempre la consapevolezza e convinzione di "non riuscire da solo" allora l'ansia del distacco sarà per forza ulteriormente maggiore. 
    ciao
    Lo
    FelipeMononokeHimegiuseppevolpinablurondinella61
  • ribellinaribellina Membro
    modificato December 2019 Pubblicazioni: 25
    Grazie delle vostre risposte.
    Mio figlio 17enne ha un carattere molto controllante, sembra soffrire molto di angoscia di distacco, anche se non fisico ma sopratutto psicogico dalle figure dei genitori.
    Da piccolo non sembrava avere troppa ansia da distacco, cioè normale, ma ora in adolescenza è come se percepisse fortissima e dolorosa
    la consapevolezza che lui diventerà grande e si distaccherà, e questo gli provoca molta ansia/ angoscia e pensieri ossessivi riguardo
    al suo futuro.
    A me sembra una ansia da distacco in adolescenza, che provoca pensieri e rimuginazioni continue su ciò che deve scegliere in futuro (Es. Studio)

    In quale modo si può aiutare da parte di noi genitori? Va già dallo psicologo.

    È capitato anche a qualcuno di voi? Se sì, come è stata questa esperienza? Con la crescita un po' passa da sola?

    Grazie.
    Post edited by Sniper_Ops on
  • FelipeFelipe Membro Pro
    Pubblicazioni: 161
    Forse è paura del cambiamento e di una routine. Tranquillizzatelo dicendogli che ci sarete sempre per lui e aiutandolo ad aprirsi onestamente riguardo le proprie paure.
    Le scelte  hanno sempre causato grande ansia anche a me, di certo è collegato al basso funzionamento esecutivo, un problema che hanno molte persone nello spettro. Se è questo il caso, aiutatelo a scegliere, non lasciategli troppa libertà, non è quello che vuole.
    Fate liste, proponete opzioni adatte a lui, parlatene anche con lo psicologo.

    Fammi sapere, ma con una buona comunicazione tutto andrà per il verso giusto:)
    rondinella61
  • MononokeHimeMononokeHime Moderatore
    Pubblicazioni: 2,248
    Personalmente, penso che paura del distacco non è la paura di allontanarsi da voi, ma la paura di saltare nel vuoto. La paura di volare e la paura di cadere. La paura dell’ignoto.
    Il futuro non si può prevedere, e si può controllare in maniera limitata.
    Il bisogno del controllo è dettato dalla paura e dall’ansia che ne deriva. Cerchi di controllare il resto per cercare di controllare l’ansia.
    Dategli fiducia. Rassicuratelo sul fatto che qualunque strada sceglierà, voi lo supporterete, e che in qualunque modo andrà (“E se non è la strada giusta? E se poi non ce la faccio?”) voi gli starete vicino, fategli sapere (diteglielo) che non è solo e che avete fiducia in lui, che sapete che può farcela.
    Con la psicoterapeuta sarebbe utile parlare da un lato delle sue paure, per individuarle, comprenderle, accettarle, accoglierle, e dall’altro capire cosa vuole, cosa gli piace, le sue aspettative.
    È un po’ come aver paura di andare in bicicletta per paura di cadere e farsi male. La paura passa quando provandoci cadi, e vedi che non ti sei rotto niente. La prima caduta andrà a rinforzare le tue paure (“Ecco, lo sapevo che sarei caduto, che non avrei dovuto neanche salirci!”), ma se si rialzerà e ci riproverà, ogni caduta successiva sarà meno “pesante”, e quando imparerà ad andarci, gli darà la fiducia e il coraggio di provare anche altro.
    Sono le nostre esperienze positive e negative che ci modellano. Quindi più che con la crescita, sono state le varie esperienze che mi hanno permesso di prendere fiducia.
    Per me l’ansia è presente tutt’ora, e nei periodi difficili sento maggiore bisogno di controllo. Ho imparato a gestirla meglio l’ansia, ma non so se è qualcosa di cui mi libererò mai del tutto.

    rondinella61smarti
    Che io abbia il corraggio di accettare le cose che non posso cambiare, la forza di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per poterle distinguere. (versione personale)
  • ribellinaribellina Membro
    modificato December 2019 Pubblicazioni: 25
    Grazie.
    Il problema è che è così tanto ansioso e preoccupato che non riesce più a stare attento in classe e non riesce più con le verifiche.
    A noi genitori non importa tanto ed abbiamo già parlato con i prof che sono disponibili.
    Ma lui che era un super studioso si sente in difficoltà, sente di non riuscire più come prima, non funziona più come prima.

    MononokeHimerondinella61
    Post edited by Sniper_Ops on
  • MononokeHimeMononokeHime Moderatore
    modificato December 2019 Pubblicazioni: 2,248
    Penso di riuscire a capire come si sente. Ci sono passata anch’io.
    L’unica cosa che posso dirvi in base alla mia esperienza, è che ha bisogno di allentare la pressione.
    Com’è il rapporto con la terapeuta? Sente che gli è utile, di sollievo, di aiuto, andarci?
    Ha bisogno di fiducia e di essere rassicurato sul fatto che lui non ha niente che non va, che sta male ma lui non è “sbagliato” (separare ciò che gli succede/è successo dalla persona).
    Post edited by MononokeHime on
    Che io abbia il corraggio di accettare le cose che non posso cambiare, la forza di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per poterle distinguere. (versione personale)
  • ribellinaribellina Membro
    modificato December 2019 Pubblicazioni: 25
    Sì, con lo psicologo va bene, però lo psicologo dice che il problema fondamentale è allentare il controllo ossessivo che ha sempre avuto,
    nato da ansia ed insicurezza, sul controllo sul mondo, sulla vita e sulle emozioni.
    L'adolescenza sarebbe il momento giusto per allentare il controllo visto che molte emozioni vengono fuori molto più forti e incontrollabili.
    La pressione se l'è creata da solo quando era più piccolo con le sue troppo alte aspettative, che noi abbiamo sempre cercato di ridimensionare senza riuscirci troppo, visto che molte aspettative erano nella sua mente e noi non le conoscevamo neanche.
    Sarebbe il momento di vivere l'adolescenza in modo più leggero, se fosse possibile, cioè lasciando parlare anche emozioni e sentimenti,
    dando spazio un po' a queste esperienze fondamentali che aiutano a mediare e abbassare il controllo e la razionalizzazione eccessiva.
    Ma facile da dire...
    rondinella61MononokeHime
    Post edited by Sniper_Ops on
  • unicornunicorn Andato
    Pubblicazioni: 323
    Se la tendenza è controllante, le scosse dell'adolescenza la rafforzeranno, col rischio che sviluppi delle ossessioni e compulsioni. Per i bambini ansiosi e controllanti che rifiutano le emozioni forti e i cambiamenti, il più delle volte l'adolescenza è un periodo ancora peggiore, dove il loro peggior incubo diventa realtà. Potrebbe invece migliorare dopo i 20 anni, a sviluppo finito, ma a patto che studi e lavori, altrimenti poi subentra il calo dell'autostima e arrivederci ragazzi
    Charade
Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Un pizzico di autismo? Ma quale? Aiutaci a scoprirlo con la ricerca online