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Einstein non ha parlato fino ai 4 anni...

wolfgangwolfgang SymbolModeratore
modificato March 2015 in Apprendimento e linguaggio
Il rifiuto dell´autismo - Einstein non ha parlato fino ai 4 anni
Il punto di vista di un padre

di Stuart Duncan

Tradotto da Elettra
Articolo originale: Autism Denial – Einstein Didn´t Talk Until He Was Four

Nella mia esperienza, la persona più portata tra i due genitori a negare che un figlio possa essere autistico è principalmente il padre. Comunque, nel caso della mia famiglia, mia moglie ed io non lo abbiamo negato neanche per un momento, cosa che invece hanno fatto tutti gli altri!.

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Post edited by yugen on
Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
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Commenti

  • dianora7dianora7 Membro
    Pubblicazioni: 18
    Anche mio figlio asperger e adolescente (uno dei migliori al liceo studiando pochissimo) non ha parlato fino a 3 anni. Ma quando ha cominciato a parlare sembrava un professore universitario, la npi disse che anche se non parlava dentro di sè incameravae andava avanti. Nella scuola solo verso i 9 anni ha cominciato ad emergere e da allora è sempre stato tra i migliori, con quel qualcosa in più che lo distingue.
    E' asperger in tutto e per tutto, ieri sono andata a prenderlo all'uscita della scuola e lui non era dove avevamo fissato ma ha cambiato strada. Io quando lo ho trovato mi sono arrabbiata moltissimo. Poi in seguito abbiamo parlato e tutti e due abbiamo riso di questo suo fare bizzaro tipico degli asperger.
  • corneliacornelia Senatore
    Pubblicazioni: 1,185
    Grazie Wolfgang di aver aperto questo post sulla negazione di uno dei due genitori (diciamo così per rispetto di quei pochi  padri che invece accettano subito la diagnosi).
    Io, in questo momento, sto vivendo proprio la negazione dell'autismo di mia figlia da parte di mio marito e della sua famiglia. Non sarebbe così grave, se non fosse che sono loro che devono pagare le varie terapie perchè io, non lavorando per stare con i miei figli (sono in aspettativa non retribuita fino a gennaio) non posso essere totalmente autonoma nelle mie decisioni e non posso e non voglio aspettare gennaio per poter pagare di tasca mia (cosa che farei con enorme piacere se mi fosse possibile farlo già da oggi). 
    Come posso far accettare la diagnosi? come posso convincerlo del vantaggio di iniziare terapie efficaci a due anni anzichè a due e mezzo? Ho già spiegato tutto quello che so sull'autismo fisiologico, sano, ecc. ma lui non ci sente. La sua famiglia quasi quasi mi giudica la causa di tutto perchè se mi fossi fatta gli affari miei la bimba non avrebbe la diagnosi e, secondo loro, senza diagnosi, niente autismo. Bah. I miei genitori hanno capito, ma anche loro alla loro maniera, mio padre addirittura vede nella diversità della nipotina un qualcosa in più e non in meno. Insomma, lui per accettare la cosa credo che ne veda solo il lato positivo. Lui vede mia figlia con un qualcosa in più. Credo che nella sua mente la veda come il figlio di Dianora e si sia innamorato di questa immagine. Vede una bambina intelligentissima e adorabilmente stravagante. Devo dire il vero, la vedo così anche io, è questo che mi fa avere tanta fiducia, ma sono cosciente al 100% che potrebbe essere anche altro. Dato che i miei non hanno soldi non possono aiutarmi nel cammino terapeutico che tanto approvano. 
    Insomma, la mia domanda è: come posso fare per far accettare a suo padre la diversità della bimba e l'assoluta necessità di iniziare una terapia efficace e rispettosa della sua particolarità (quindi non quella della ASL)?
  • Sophia38Sophia38 Neofita
    modificato October 2012 Pubblicazioni: 414
    Ma va? Einstein non ha parlato fino ai 4 anni e solo a 9 ha formulato la prima frase di senso compiuto?
    Mi pare esattamente che il suo comportamento rispecchi la teoria che ho esposto nella discussione "l'autismo non è una malattia".
    Vuoi vedere che quando non parlava stava cominciando a formulare le basi della teoria della relatività! :)
    >-)
    E la sua vita, il suo genio, il suo successo sarebbero esistiti se egli fosse stato forzatamente costretto a uscire dal suo stato per sottoporsi a 40 ore settimanali di terapia, durante le quali doveva ripetere meccanicamente frasi stereotipati dette dalla mamma o dal terapeuta che per lui non avevano senso?


    Post edited by Sophia38 on
    Non esistono talenti inutili, ma persone senza fantasia.
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,733
    @dianora7 mia figlia ha fatto uguale. Per la scuola bisogna attendere (fra poco fa 5 anni).
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • biancabianca Senatore
    Pubblicazioni: 1,380
    @dianora7: bellissima qs immagine di tuo figlio che si prende in giro da solo! A me un po' manca: prima della diagnosi le persone vicine mi prendevano in giro dalla mattina alla sera, era divertente. Ora mi sembrano più "politically correct", un atteggiamento che mi fa orrore.
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,733
    @Sophia38
    Secondo me si. E certo non pensava alla relatività, semplicemente Einstein dall'esame del cervello ha una fusione tra i centri matematici e visivi che riduce lo spazio del centro del linguaggio. Cosa che capita in un sottogruppo, non grandissimo, di bambini autistici. Se vuoi leggiti: The Einstein Syndrome: Bright Children Who Talk Late. Personalmente la trovo un'ottima descrizione di questi bambini che hanno tutta una serie di caratteristiche proprie (tra cui quella di avere tutti un QI superiore alla norma... cosa non da poco nel fare una prognosi), l'unica pecca del libro è che Thomas Sowell, l'autore, è anti autismo in maniera spinta, e a tratti ridicola. C'è da dire, spezzando una lancia in suo favore, che lui parlava di "autismo", in un momento in cui autismo = ritardo mentale, psicofarmaci, ABA di stampo Loovas (pessima), etc.. normale che difendesse quelle posizioni, così come Asperger difendeva la distinzione tra l'autismo e la sua sindrome (che per lui era, giustamente, un tratto della personalità, ma comunque che necessitava supporto), in un momento in cui, durante la seconda guerra mondiale, i bambini autistici veniva gassati.

    Per quanto riguarda la tua domanda, non è insensata. Devo dire che in passato ne ho discusso parecchio. In primo luogo l'ABA oggi, si fa al più 25 ore settimanali, non 40. Le 25 ore a rigor di logica andrebbero inserite in contesti scolastici o fatte su bambini piccoli che a scuola non ci vanno (un bambino passa mediamente 40 ore settimanali al nido, cosa che mi permetto di dire è necessaria ma non è detto sia meglio di 40 ore di ABA, o almeno, per mia figlia non lo sarebbe stato, infatti tra le due abbiamo preferito tenerla a casa e seguirla, cosa di cui è stata felice, piuttosto che andare al nido, cosa che non avrebbe fatto neanche sotto tortura).

    L'ABA Lovaas (pura) è pessima @Sophia38, non in quanto a risultati misurati (funziona e sono buoni), ma in quanto a tutto il resto. Se trovi oggi qualcuno che ancora usa quell'approccio (tra parentesi inventato da lovaaas, non da Skinner) significa che è rimasto molto, molto indietro. Ma ti ricordo anche che a quei tempi i ragazzini venivano bacchettati sulle mani a scuola... si usava l'elettroshock o venivano buttati in istituti. Quindi contestualizziamo (anche se non giustifichiamo, Lovaas ce l'ho sul libro nero accanto a Freud, due estremisti opposti, ma ugualmente folli a mio avviso...).

    Il fatto è che c'è scarsità di persone capaci che conoscono l'ABA, motivo per cui spesso i genitori si orientano verso altro, e al momento (spero che cambierà con le Linee Guida) non è passata dallo stato, quindi c'è anche il problema economico e di tempo.

    Tornando ad Einstein. Penso che dipenda. Se uno fa come consigliano alcuni psicologi, maestre, medici, genitori.. in modo trasversale su tutti gli orientamenti ed elimina gli interessi del bambino, probabilmente hai ragione. Ma quello è un problema pedagogico non tecnico. Io personalmente non ho mai levato a mia figlia i suoi interessi e ho sempre lavorato sulle sue abilità insieme ai suoi problemi. Problemi risolti, abilità mantenute.

    Attwood scrive:
    La compensazione rappresenta lo sviluppo del cervello, e la nascita di piante e arbusti nella radura rappresenta lo sviluppo delle diverse funzioni cerebrali. Nella radura, un alberello cresce molto rapidamente e crea un baldacchino sopra le altre piante e creando una struttura che limita l´accesso al sole e ai nutrienti, inibendo quindi la crescita delle piante concorrenti. L´arbusto dominante, che diventa ben presto un albero, rappresenta la parte del cervello dedicata al ragionamento sociale. Se l´alberello che rappresenta il ragionamento sociale, non si sviluppa rapidamente, diventano dominanti altri alberi, o abilità. Queste piante rappresentano le abilità di ragionamento meccanico, musica, arte, matematica e scienze, e la percezione delle esperienze sensoriali. La persona può quindi vedere la sindrome di Asperger come una spiegazione del proprio talento E delle proprie difficoltà.

    Quindi ipoteticamente si può pensare che se si sviluppa una cosa è a discapito dell'altra. Questo è vero se si mantiene lo stesso nutrimento per il terreno. Quando fai un'educazione specifica è proprio quello che non va fatto. Va fornito tanto concime, tanta luce. In modo che gli alberi che sarebbero cresciuti alti, crescano uguale, quelli che non sarebbero cresciuti, crescano ugualmente alti.

    [tra parentesi li si parla di Asperger e Asperger di talento, che spesso non fanno interventi intensivi come quelli che dici te, es. con mia figlia facevamo 4 ore con l'educatrice e una decina di ore noi, il tutto in ambiente naturalistico]

    Secondo. I bloomer esistono indipendentemente dalle terapie. Sono circa il 10% dei bambini nello spettro. E tutti gli altri?
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • Sophia38Sophia38 Neofita
    Pubblicazioni: 414
    Ma come posso io permettermi di stabilire che tutti gli alberi crescano della stessa altezza?
    E come posso io permettermi di stabilire che uno o due non possano essere più alti degli altri o più bassi?
    Dalla differente altezza degli alberi sta l'unicità di un bosco (alberi: abilità, bosco: persona). 
    Se sono io, o chi per me, a decidere quanto far crescere ogni albero creo una persona che rispecchia un mio progetto, non aiuto la persona che già esiste a venire alla luce!
    Non esistono talenti inutili, ma persone senza fantasia.
  • Andato34Andato34 SymbolAndato
    Pubblicazioni: 4,027
    Ma come posso io permettermi di stabilire che tutti gli alberi crescano della stessa altezza?
    E come posso io permettermi di stabilire che uno o due non possano essere più alti degli altri o più bassi?
    Dalla differente altezza degli alberi sta l'unicità di un bosco (alberi: abilità, bosco: persona). 
    Se sono io, o chi per me, a decidere quanto far crescere ogni albero creo una persona che rispecchia un mio progetto, non aiuto la persona che già esiste a venire alla luce!
    Concordo pienamente.
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,733
    Secondo me non esiste nessuna persona pre-esistente. Ed esistono abilità minime che tutti devono avere per vivere agevolmente e poter sfruttare le altre.
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • Sophia38Sophia38 Neofita
    Pubblicazioni: 414
    Allora wolf tu neghi l'esistenza della genetica?
    Non esistono talenti inutili, ma persone senza fantasia.
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