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madre anaffettiva?

Sto continuando a fare terapia e l'ultima teoria è che, effettivamente, i miei problemi siano dovuti a un cattivo rapporto con la mamma già nei primi giorni di vita. Non siamo mai state in sintonia, io l'ho sempre percepita come fredda e non c'è alcun dubbio che questo abbia influito pesantemente. La mamma, però, nega. Dice di avere fatto tutto quello che doveva fare per farmi sentire amata.

Quello che mi ha colpita è stato il fatto che, appunto, abbia detto "di aver fatto il suo dovere" e "farmi sentire" amata, non di volermi bene. Per me l'ipotesi della madre anaffettiva è più che plausibile. Dagli altri, la mamma è percepita come una persona solare e disponibile, ma è probabile che con gli amici si comporti in modo diverso, non per niente sono amici!

Attualmente razionalizzo i sentimenti, per cui posso dire che sì, anche se non lo sento, so che mi vuole bene. Quello che però non riesco a decidere è se questa è una conseguenza del fatto che non sono stata amata "come si deve" o è la ragione per cui non mi sono sentita amata. O io o la mamma abbiamo un problema di fondo, avete qualche idea su come potrei fare a capire chi, senza doverla portare da uno specialista? Non mi va di peggiorare la relazione con lei dicendole "guarda, credo che tu abbia un problema nel modo in cui mi esprimi il tuo affetto, vieni da uno psicologo che verifichiamo" :°P
giovannaSophia
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Commenti

  • NewtonNewton Pilastro
    Pubblicazioni: 5,182
    A me sembra che qui il punto sia come tu ti sia sentita, non la verità di tua madre. Sei tu in terapia, non lei. Sapere i suoi reali intenti (ti amava e non sapeva dimostrarlo? non ti amava?), non cambierà la tua situazione. 
    Prova a pensare a questo: se tu scoprissi che effettivamente tua madre non ha saputo, quando eri bambina, farti sentire il suo affetto per suo limite, cosa cambierebbe nel tuo passato? Se il tuo scopo è migliorare il rapporto con tua madre, allora ha senso coinvolgerla, ma lei stessa dovrebbe volerlo. Se invece il tuo scopo è stare meglio, lavorare su te stessa, allora hai già la tua risposta: l'hai recepita come fredda nei tuoi confronti, e questo ha inciso sulla tua vita, al di là di come lei sia davvero. Allora la grande domanda diventa: come fare la pace con questa mancata percezione di amore?
    EireneNemoFenice2016SolefriedenAndato_ 53giovanna
  • EireneEirene SymbolVeterano Pro
    Pubblicazioni: 500
    @Newton mi interessa capire più che altro per le implicazioni che ha nel mio rapporto con gli altri. Se io ho un problema nel recepire l'affetto delle altre persone ne prendo atto. Se invece sono bloccata nel farlo, ma ho la ragionevole certezza che le mie percezioni siano corrette, credo potrei riuscire, circoscrivendo la causa, a sbloccare il problema.
  • Nik_onNik_on Membro
    Pubblicazioni: 49
    @Eirene sei figlia unica? Oppure prima di N fratelli?
    Io sono sia l'uno che l'altro, in quanto mia sorella è più giovane di me di ben 12 anni.
    Prima di parlarle dei miei problemi, con mia mamma avevo un rapporto molto simile a quello che descrivi tu. A sostegno di quello che segue, anche a me la psy ha fatto riflettere sulla mia infanzia.
    Probabilmente è vero che nostra madre non ci abbia amati, o meglio, non abbia saputo come amare quella creatura che si è ritrovata in mano a 22 anni di età, che dipende totalmente da lei e che le ha stravolto la sua esistenza ancora non troppo matura.
    Ma come biasimarla? Ha fatto tutto il possibile per farmi sentire amato, come se fosse (e magari lo è diventato) un dovere.
    Il risultato, magari, non è dei migliori, ma non sono in galera, non ho denunce, non vivo per strada...

    Se questo può aiutarti a circoscrivere la causa, perdonala.
    Fenice2016rondinella61EireneDrMoody
    "Perché starci assieme è difficile. Ma starci senza è impossibile."
  • Andato_ 53Andato_ 53 Andato
    Pubblicazioni: 575
    Io ho avuto un esperienza simile con mio padre, quindi mi scuso se rischio di essere off topic ma mi sembra utile portare questo contributo.


    Mio padre mi ha sempre dimostrato affetto in una maniera strana e ai miei occhi indecifrabile; il suo modo di dirmi "ti voglio bene" (mai detto per esteso) era ed è tuttora usare battute (verso me o verso altri) e interagire con me tramite input scherzosi o appellativi ai suoi occhi divertenti.


    Inutile dire che negli anni a me non è arrivato nulla o quasi di questi suoi tentativi di esprimere sentimenti usando l'umorismo; anzi, mi è stato esplicitato quale fosse il suo fine da mia mamma, la quale mi disse che per lui è difficile essere affettivo.

    C'è da dire che è cresciuto con un padre violento e deplorevole per cui, ora che sono adulto non posso fare altro che apprezzare il suo sforzo "grottesco".


    Quanto ha influito questa carenza di affetto ?  Penso abbastanza, poiché oltre a non dimostrare il sentimento mio padre è stata una persona enormemente ansiosa, negativa e pessimista che mi ha infarcito di una diffidenza generale verso il mondo.


    Come dice giustamente Newton, però, è inutile starsi a domandare il perché e il percome questo sia successo, ma far pace con la mancata percezione di amore.

    Io, ad oggi sono arrivato solo al punto di comprendere quanto è successo ma questo non mi ha giovato, il passo successivo non lo conosco ancora .....
    friedenrondinella61SophiaEireneSole
  • friedenfrieden Andato
    Pubblicazioni: 1,387
    Mia madre è stata totalmente anaffettiva (se si intende mai esternato suoi sentimenti verso di me con parole o carezze o abbracci o baci). Ne ho sofferto tantissimo. L'ho giustificata perché è nata nel 1929 e i suoi genitori non sono stati esattamente delle dolcezze con lei. Così lo era mio padre con l'aggravante che svalutava tutto quello che facevo. Anche lui l'ho giustificato per gli stessi motivi indicati per mia madre. Dentro mi fa ancora male, più che altro ci sono dei momenti che ne avrei bisogno di aver ricevuto quella carica e fiducia genitoriale da cui attingere quando sono tanto giù. Il problema è stato che stavo riportando quel modo distaccato nel rapporto con mia figlia. Il problema sorge solo quando si diventa genitori e rischi di ripetere quei modelli sbagliati nel rapporto con i tuoi figli. La consapevolezza dovrebbe aiutare a non ripetere quegli errori. 
    rondinella61Andato_ 53SophiaEirenemandragola77Solesara79giovanna
  • EireneEirene SymbolVeterano Pro
    Pubblicazioni: 500
    Aggiornamento: non riuscendo a venire a capo della questione "chi è delle due che ha un problema?" ho deciso di spiegare la situazione alla diretta interessata. Oggi eravamo in giro insieme per fare shopping prenatalizio e dopo avermi vista interagire con una commessa le è venuto spontaneo chiedermi, in tono ironico: "e tu avresti problemi nelle interazioni sociali?!"

    Devo ammettere che mi ha fatta riflettere. E se fosse lo psicologo che, nel voler identificare qualcosa che non va, mi ha convinta di avere problemi che non ho? :°Z

    Se il problema non esiste, è logico dedurre che la presunta causa non può essere tale. Secondo voi è un ragionamento completamente folle?
  • pokepoke Andato
    Pubblicazioni: 1,721
    E se fosse lo psicologo che, nel voler identificare qualcosa che non va, mi ha convinta di avere problemi che non ho? :°Z


    Eh.... io qualche dubbio ce l'avrei....
    Anche perché. .. analizzando te, come può dedurre com'è effettivamente tua madre?
    Al massimo può dedurre la tua percezione di lei.
    Mah... sarà che dubito molto, ma scaricare i problemi sempre sulla madre è un classico che va' sempre di moda.

    Eirenegiovannamandragola77
  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    Per un genitore, i figli non hanno mai problemi.

    E ciò che noto è questo: tua madre ti ha detto una cosa e tu le hai creduto ciecamente.

    Chiediti: "Mia madre è laureata in psicologia? Ha conoscenze approfondite di neurologia e psichiatria?".

    Nei fatti: se vai da una Terapeuta molto probabilmente senti di avere dei problemi. Ma li percepisci quando sei "lontana" da tua madre.

    Posso assicurarti che succede sempre così. Esattamente: quando sei accanto ad un genitore, questi ti "inoculano" un veleno che ti desinsibilizza, che ti fa apparire tutto normale, che ti fa credere che i problemi non esistano.

    Questo perché i genitori tendono a "proteggere" i figli dal dolore del mondo.

    §

    Ma i problemi ci sono.

    Sono li.

    E fanno male.

    No: ti fanno male.

    E tu, quel dolore, dovresti educarti - come TUTTI - a vederlo e a sentirlo, credimi.

    §

    Mio padre mi ha tenuto in scacco per 36 anni, facendomi credere che andasse tutto bene.

    Ha voluto proteggermi dalla mia malattia mentale e dal dolore del mondo.

    Creando problemi enormi.

    §

    Meglio sentire il dolore mentale.

    Meglio educarsi a non averne paura e ad affrontarlo.

    Ma soprattutto: è meglio capire che quando tuo padre o tua madre ti sono vicini, non si può ragionare in modo libero e oggettivo.

    Perché l'amore, diventa un "occhiale di smeraldo" (vedi Mago di Oz) che ti illude che il mondo non abbia problemi.

    §

    Non è così.

    Quindi: fatti la stessa domanda quando sei lontana da tua madre.


    Eirenegiovanna
  • EireneEirene SymbolVeterano Pro
    Pubblicazioni: 500
    Non aiuta molto, ma è interessante vedere che entrambe le teorie sono abbastanza plausibili da trovare sostenitori. :°)
  • giovannagiovanna Colonna
    Pubblicazioni: 3,900
    poke ha detto:

    E se fosse lo psicologo che, nel voler identificare qualcosa che non va, mi ha convinta di avere problemi che non ho? :°Z


    Eh.... io qualche dubbio ce l'avrei....
    Anche perché. .. analizzando te, come può dedurre com'è effettivamente tua madre?
    Al massimo può dedurre la tua percezione di lei.
    Mah... sarà che dubito molto, ma scaricare i problemi sempre sulla madre è un classico che va' sempre di moda.




    Oh, la rogna di andare dallo psicologo e' che ti fa venire le paranoie, lo fa apposta perche' per gli psicologi chi non impara a mettersi in dubbio e' un malatone mentale:)
    Bisogna vivere il dolore perche' si diventa dei saggioni, dopo.

    Sopportalo, puo' darsi abbia ragione:)

    Pero' per quanto riguarda la mamma, sono sicura che lo scopo e' quello non di darle la colpa, ma di fartela vedere come essere umano tenero e fallibile, simile a te per cui alla fine la perdonerai perche' perdonerai te stessa e accoglierai in te tutta la fallibilita' come cosa meravigliosa e bla bla:)

    Ci vol pazienza:) Sono tutti matti:)
    Eirene
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
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