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La nostra contraddizione : Distanza e bisogno d'affetto

somedaysomeday Veterano
modificato March 2015 in Esplorare i sentimenti
Ma noi in fondo non siamo una contraddizione assoluta?
Siamo distanti, solitari, ma nello stesso tempo abbiamo un profondo bisogno di un vero, dolce, affetto, sorrisi e abbracci (da parte di chi scegliamo noi...)
Quindi la nostra vita e' un continuo saltare da un bisogno di scappare, che di solito soddisfiamo bene, a un bisogno di affetto, che pero' rimane inadempiuto perche' abbiamo ormai allontanato tutti da noi e nessuno suonera' ormai piu' alla porta se non qualche antipatico stalker che non siamo riusciti ancora a eludere...
Che tristezza. Qualche soluzione?
Einsteinmanu_asocialefriedenamigdala
Post edited by yugen on
Siamo un rimasuglio di una vecchia razza, o l'inizio di una nuova? Sinceramente non me ne frega niente. Ma di sicuro non diventero' mai NT
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Commenti

  • corneliacornelia Senatore
    Pubblicazioni: 1,185
    Imparare dai propri sbagli e cercare, la prossima volta di essere più paziente e alle prime avvisaglie di voglia di scappare, fare una giornata in completa solitudine, godere di questa giornata senza dimenticare di quanto si soffre quando si è soli senza volerlo, in modo tale da essere più comprensivi e riuscire a sorvolare ogni tanto su cose fastidiose. Te lo dico anche se non sono ND perchè sul piano delle relazioni (non amicizie in cui sono campionessa, ma sentimentali in cui sono sempre stata una frana) penso di comprendervi come nessun altro NT al mondo. Io fuggivo e facevo fuggire. Ero rigida, me la prendevo per delle scemate, pretese a dir poco assurde, insomma ero un pò "strana", diversa dalle altre ragazze a cui veniva spontaneo vivere con tranquillità le relazioni. Poi ho incontrato una persona per la quale, secondo me, valeva la pena cercare di moderare alcune mie paure e ho deciso di darmi una possibilità. Si dare a me la possibilità di fidarmi e di combattere contro me stessa (alla tenera età di 35 anni!). Non è stato facile per niente, ci sono stati momenti in cui, se fossi stata al suo posto me ne sarei andata correndo, ma lui è rimasto, io sono rimasta e ora sono arrivati anche i miei due angioletti di cui forse una ND (magari almeno su questo campo potrò esserle d'aiuto, di sicuro la comprenderò facilmente). Per me è stata un'impresa faticosissima, un percorso anche doloroso con me stessa. Ho dovuto ricredermi su convinzioni mie (sulle relazioni sentimentali) che avevo coltivato maniacalmente per 35 anni. Lo sforzo è stato ripagato, ne è valsa la pena. Non nascondo però che ogni tanto mi assale la nostalgia dei miei tempi da single incallita. Poi mi guardo e sono felice.
  • Pubblicazioni: 14
    soluzioni? vorrei saperle anche io perchè a me capita molto spesso purtroppo questa alternanza di bisogni.... 
  • anankeananke Senatore
    Pubblicazioni: 1,585
    Ho come la sensazione che non si tratti solo di un problema ND ma di una questione che tocca l'esistenza di ogni singolo essere umano e che trova la propria origine nella struttura del mondo contemporaneo. La solitudine, l'incomprensione, l'impossibilità di comunicare. Non credo che Antonioni si riferisse solo agli Asperger:)

    Antonius_BlockEowyn
  • AndatoJAndatoJ Veterano
    modificato September 2012 Pubblicazioni: 147
    @oskene

    ho fatto spesso la tua stessa riflessione; l'ho visto nelle vite di amici e conoscenti; ricordo in particolare un'amica molto legata al suo compagno, che però sentiva il bisogno di fare delle cose da sola, del tipo andare al mare per un giorno, estraniarsi per un po' quando erano insieme...e lui percepiva questo suo essere sfuggente con inquietudine.
    La mia amica non ha problemi a relazione con gli altri, anzi; il musone della coppia è lui (per esempio, lei vorrebbe uscire con gli amici, andare in discoteca, lui preferisce evitare i luoghi affollati, il caos), però poi ha questi momenti in cui deve "ricaricarsi" da sola.
    In qualche maniera, credo anche io che sia collegato alla dimensione storica contemporanea, che pretende da noi un impegno costante, continuo e a volte multitasking, privandoci di quello spazio tutto per noi che forse, nelle epoche e nei lavori passati, quando non esistevano il pc e i telefoni, era ritagliato con più facilità dalle persone. E la mancanza di questo spazio per noi ci rende difficile equilibrare il rapporto con noi stessi e quello con gli altri.

    Rimane il fatto che per noi aspie la questione è ancora più complessa e profonda. Per me le relazioni interpersonali sono sempre state difficilissime seppure ambitissime. Quelle sentimentali ancora peggio; praticamente impossibili.


    Post edited by AndatoJ on
  • anankeananke Senatore
    modificato September 2012 Pubblicazioni: 1,585
    @Jessie è un pò il discorso che si faceva qualche post fa riguardo alla differenza fra mondo contemporaneo investito dal capitalismo nella sua fase terminale (noi) e paesi che pur essendo sviluppati non lo sono al livello da complicare i rapporti umani fino al punto di creare distanze ulteriori fra gli esseri moltiplicando i passaggi necessari ai fini della comunicazione (verbale e non verbale) e del rapporto con sè stessi. Ciò a noi ovviamente crea confusione aggiuntiva. Soluzione?Trasferiamoci tutti quanti. Destinazione Turchia, Slovenia, Messico, Sud America ecc
    :)
    Post edited by ananke on
  • Andata2Andata2 Membro
    Pubblicazioni: 935
    Qualche soluzione?
    Avvertire la persona che non ci è proprio molesta che ogni tanto abbiamo bisogno dei nostri spazi, si eviterebbero un sacco di incomprensioni.
  • Semir78Semir78 Andato
    modificato September 2012 Pubblicazioni: 1,101
    Ho come la sensazione che non si tratti solo di un problema ND ma di una questione che tocca l'esistenza di ogni singolo essere umano

    Però la caratteristica principale di chi ha la sindrome di Asperger è proprio la difficolta a relazionarsi con gli altri. E' al primo posto tra i sintomi del DSM IV, ancor prima dell'essere bravissimo in alcune materie o avere il Q.I. superiore alla media.
    Nella mia firma in basso, all'inizio, avevo messo una frase dal film Crazy in Love: "Chi ha la sindrome di Asperger vuole avere rapporti con gli altri, solo che non ne è capace." E' la nostra natura.

    Proprio ieri pensando a voi mi chi stavo domandando se avete degli amici, amici veri; degli amici con cui uscite regolarmente, con cui vi sentite al telefono ogni giorno, insomma... come fanno gli altri. Sono vari mesi che sono qui e pochi di voi hanno parlato di avere amici, quelli veri, o delle compagnie con cui uscire la sera, al pub, in discoteca o una semplice serata in casa a guardare tutti assieme un DVD.
    Oskene ha fatto un viaggio in Turchia da sola. Io passo le ferie a casa. Esclusi quelli che hanno figli, gli altri che hanno fatto d'estate? Vacanze in compagnia?

    Io non ho mai avuto amici. Compagni di classe e colleghi si, ma amici non ne ho mai avuti e so che non ne avrò mai.
    Someday: "abbiamo ormai allontanato tutti da noi e nessuno suonera' ormai piu' alla porta". E' proprio ciò che ho fatto io e che sto facendo ancora.



    @Someday domanda giustamente cosa si può fare. Io, per dieci anni, dal 20 settembre 2000, pensando fosse fobia sociale (ricordo ancora a tutti che non ho una diagnosi ufficiale di AS), ho provato parecchi farmaci, pscioterapie, psicanalisi, ma niente da fare: sono sempre allo stesso punto.
    Forse ci vorrebbe qualcosa che ci sconvolga la vita. Qualcosa di bello, di positivo, che risvegli (o faccia nascere) in noi la voglia di stare con la gente.
    Il fatto è questo: se non è nella nostra natura stare con la gente, allora meglio rassegnarsi. Almeno per me non c'è stato un consiglio, una terapia o un farmaco che abbia funzionato.

    La settimana scorsa avevo aperto un thread su Facebook, pensando che finalmente iscrivendo avrei dato una scossa alla mia vita. Sono passati solo 5 giorni, so che è troppo presto, ma non credo che cambierà la mia vita. Mi sto solo illudendo, è un appiglio per tirare avanti, come ho sempre fatto. Le mie routine quotidiane mi servono proprio per questo: per tirare avanti. Le giornate scorrono uguali e così la mia mente non pensa ai veri problemi, come appunto avere degli amici o una fidanzata.

    @Someday: si, mi manca avere qualcuno con cui sorridere, provare affetto, qualcuna da abbracciare! Ma non arriverò mai a un punto di dover costruire una macchina per gli abbracci come fece Temple Gradin. Lo giuro: non arriverò mai a quel punto. Se un giorno arriverò a quella follia sarà anche l'ultimo giorno della mia vita.

    ------------------------------------------------------

    Se qualcuno ha un buon consiglio su come relazionarsi con gli altri e cambiare la mia vita sociale stamperò il suo post e cercherò di seguirlo alla lettera!

    ----------------------------------------------------------
    "Che ci sto a fare qui con voi?"
    "Per non sentirsi soli"
    "Visto come siamo, cosa c'è di fantastico in tutto questo?"

    Da Crazy in Love
    Antonius_Block
    Post edited by Semir78 on
  • marielmariel Senatore
    modificato September 2012 Pubblicazioni: 1,551

     

    Jessie  
     
      Per me le relazioni interpersonali sono sempre state difficilissime seppure ambitissime. Quelle sentimentali ancora peggio; praticamente impossibili. 
     
     
    PERCHE'?
    Basterebbe dire che alle volte si vuole star soli.
    Post edited by wolfgang on
  • biancabianca Senatore
    Pubblicazioni: 1,380
    Alla fine io penso che la soluzione l'abbia data @Patty. Ahi!!!! Ma è una soluzione NT!! No, è una soluzione che tiene conto di entrambi i punti di vista. È assolutamente normale fare l'equazione: non hai voglia di vedermi = non ti interesso, non provi niente per me. Noi sappiamo che non è così, ma non si può pretendere che gli altri lo sappiano! Così ci saranno cmq persone che non accetteranno di vivere una relazione senza stare 24h/gg appiccicati (e che palle!), ma non sono TUTTE! Le regole del gioco si possono cambiare, ma bisogna prima spiegarle.
    @Semir78. Sì, ho amici che vedo abitualmente. Quando c'è scuola solo nel we, perché mi spiace lasciare mio figlio da solo, mentre nei tre mesi estivi, quando lui vive in campagna, anche le sere durante la settimana. Telefono molto poco, perché non amo qs mezzo di comunicazione. Loro lo sanno e quando hanno bisogno di parlarmi, mi mandano un sms "Posso chiamarti?". Con un preavviso è molto più gestibile. A volte vado in vacanza con loro, ma devo avere il mio apt., il mio bungalow, o la mia stanza d'albergo. Non potrei MAI vivere senza i miei amici, per me contano più della famiglia. Preferisco vederli uno per volta, ma ci sono casi in cui mi invitano a una cena, anche con persone che non conosco, e ci vado cmq volentieri.
    Tornando a te, non ho abbastanza elementi per darti un consiglio. Da una parte infatti sembrerebbe che tu voglia relazionarti, senza però riuscirci. Dall'altra invece dici che ci vorrebbe qualcosa che ti facesse venir voglia di stare con la gente. Ma tu hai voglia, o no? Perché non è obbligatorio!
    @someday, la mia idea è che sia possibile avere un punto di contatto. Molte persone hanno bisogno di spazi per sé, il mio ex marito era così. Andavamo in giro per il mondo e ogni tanto ci si salutava al mattino e ci si ritrovava la sera per cenare insieme. Non credo l'abbia mai vissuta come una mancanza d'amore da parte mia. Non convivevamo nemmeno full-time, pur essendo sposati e ognuno è sempre uscito con il suo giro di amici. L'importante è mantenere un comportamento affidabile, perché se dici a una ragazza che l'ami perdutamente e poi scompari per 15 giorni, è normale che pensi che tu sia uno squilibrato ;-)
  • ablonerabloner Veterano
    Pubblicazioni: 296
    Il dramma è che la situazione si aggrava col tempo e con gli anni. La separatezza rende più lucidi e intransigenti. Le “tecniche” per costruire uno small talk si logorano. Vedi l’altro in profondità e non sei più disposto a scambiare il tuo mondo col suo. Le opinioni si cristallizzano, i dissensi si induriscono.
    Io non voglio abitare il mondo umano
    sotto mentite spoglie.
    Janet Frame
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