Vota Spazio Asperger ONLUS per supportare i nostri progetti
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

Il dolore degli altri

245

Commenti

  • friedenfrieden Andato
    Pubblicazioni: 1,387
    @lollina, mia figlia mi ha detto molto tempo dopo che, oltre al fatto che non ama gli ospedali, ha fatto così spontaneamente senza troppo pensarci, semplicemente perché si sentiva a disagio e non capiva cosa dovesse dire o fare. 
    SophiaamigdalaLudoriotSirAlphaexawolfgangPhoebe
  • enrichetta68enrichetta68 Membro Pro
    Pubblicazioni: 155
    @lollina grazie per il tuo intervento, molto chiaro e utile per capire meglio i comportamenti che già conosco. Sai, ormai sono abituata a queste reazioni da parte di Japi ma ancora, a volte, ci rimango male. Soprattutto perché io, al contrario, sono iper emotiva ed empatica. E lui è il centro del mio universo.
    SophiaSirAlphaexa
  • enrichetta68enrichetta68 Membro Pro
    Pubblicazioni: 155
    @FataMaron prima di tutto ti auguro ogni bene e, se hai bisogno di una parola amica o di un confronto puoi scrivermi in privato. Il comportamento dei nostri figli (il mio ha 14,5) sono assolutamente sovrapponibili. Hai tutto il mio appoggio.
  • enrichetta68enrichetta68 Membro Pro
    Pubblicazioni: 155
    @riot grazie avevo esattamente bisogno di questo tipo di testimonianze.
    riot
  • enrichetta68enrichetta68 Membro Pro
    Pubblicazioni: 155
    lollina ha detto:

    Nell'autismo siamo all'inverso.


    @lollina ma quando ci si innamora le cose cambiano?
  • SirAlphaexaSirAlphaexa SymbolPilastro
    modificato September 2016 Pubblicazioni: 3,377
    Vedo che molti che hanno risposto sono genitori o vecchi ricordi, e vorrei dire la mia in prospettiva diretta:
    Quasi tre anni fa anche mio padre si ammalò di tumore, e da quel momento fino al suo funerale (dopo 1 mese circa) non ho mai visitato in ospedale, ne dato il suo ultimo saluto e sono stato costretto ad andare al funerale. E come se da quando ho ricevuto la notizia, sapevo gia che la cosa non sarebbe andata al meglio e che il dolore sia stato pian pian rimosso in pochissimo tempo. 
    C'è però da dire che non avevo buoni rapporti con lui, e che questo probabilmente abbia in qualche modo influito con la mia difficoltà d'empatia gia presente.

    Sempre in tempi recenti, é venuto a mancare mio nonno e la cosa é andata anche peggio: ero l'unico della famiglia che non piangeva; avevo abbracciato forte mio cugino, lui quasi disperato e io che ancora oggi non riesco a capire come sono riuscito a dire qualche frase per confortarlo.
    Ho aggiunto anche questo evento tragico perchè alla fine io e mio nonno andavamo d'accordo, anzi, ha sempre creduto in me. 
    E nei giorni successivi ero sempre lì, con i parenti che parlavano del piu e del meno e ancora shoccati per il lutto, e vedevano in me una mancanza di partecipazione, tanto che alla fine sono stato pure rimproverato! Potrei andare all'infinito, visto che mancano i parenti piu lontani che non hanno fatto altro che pensare che io c'è l'avessi con loro (????)
    Mia madre e i miei zii in risposta sanno solo dire che "é fatto così, non c'è la con nessuno, é molto calmo e pacato".

    Devo essere molto vicino a quella persona per provare un sentimento di dolore simile. Se in questo momento mi morisse una persona davvero CARA a me, togliendo in questo caso qualsiasi legame parentale, potrei stare male, ma visto che non é ancora successo non so se succederà o meno.

    NB. Ho quasi 17 anni.
    friedenSophiaamigdalawhatsername84AlleliParalleliNewtonValentawolfgang
    Post edited by SirAlphaexa on
    "Chiedo rispetto dalle masse, sono un anticonformista nel comformismo"

  • SophiaSophia SymbolSenatore
    Pubblicazioni: 5,904
    @Enrichetta posso dirti per mia esperienza che la cosa non cambia di molto,

    poi dipende dagli eventi e dal funzionamento che si presenta diverso in ognuno.

    Sicuramente ci sono grandi compromessi da entrambe le parti e qualcuno forse ci rimette qualcosa.

    Ma basta essere disponibili e saperlo entrambi. Indubbiamente chi riesce a stare con un aspie,

    o ė molto simile oppure ama davvero in maniera incondizionata.

    Stare insieme ad un aspie può voler dire frustrazione se non si conosce la cosa.

    Molti aspie infatti sono soli, oppure faticano molto a stare in relaziobe.

    Stare con un aspie puo voler dire stare con una persona che non vuole essere abbracciata, che ė sempre molto assorta nei suoi interessi,

    che dimostra diversamente l'affetto, e che vive costantemente in forse tra il bisogno di andare via e il bisogno di rimanere.

    Spesso si prova fastidio per alcuni odori o suoni del partner o di alcuni contesti che ti fanno automaticamente allontanare (quindi evitare feste, compleanni, cene,...).

    Ricordo che da bambina non abbracciavo mia madre per questo. E quando stava male il disagio aumentava.

    Chi sta con un aspie può provare un gran senso di solitudine e sconforto, credo, perché l' "altrui considerazione" ė qualcosa che sfugge all'intendimento.

    Ė come se si vivesse costantentemente dietro il muro di cui parlava una mamma nel precedente thread.

    @SirAlphaexa @riot e tutti è stato prezioso il vostro contributo.

    riotSirAlphaexawhatsername84Newtonrondinella61Amelie
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • FataMaronFataMaron Membro
    Pubblicazioni: 64
    Grazie mille @enrichetta68 !!!
    Le considerzioni di @SirAlphaexa mi disorientano non poco non ho capito se hai provato dolore per la perdita del nonno.
    @lollina potresti indicarmi il titolo della poesia di Neruda? . speriamo mi illumini e mi apra verso una nuova comprensione
    del modo delle vite che mi circondano!
  • SirAlphaexaSirAlphaexa SymbolPilastro
    modificato September 2016 Pubblicazioni: 3,377
    @FataMaron
    E successa la stessa sensazione che ho provato con mio padre: 
    consapevolezza che ci sarà un lutto o situazioni che diventeranno sempre piu stressanti ----> stato di ansia/depressione che nell'arco di qualche ora é scomparsa. Sapevo gia che questo significasse subire una perdita.
    In poche parole una reazione molto logica e razionale.


    rondinella61
    Post edited by SirAlphaexa on
    "Chiedo rispetto dalle masse, sono un anticonformista nel comformismo"

  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    Secondo me, il principio è abbastanza semplice.

    Per spiegarlo, faccio un esempio.

    Accade che la mia compagna ed io guardiamo il telegiornale.

    E nel telegiornale, spesso, danno notizie 'drammatiche'. La mia compagna arriva a piangere. Io dico (e spesso) commenti fuori luogo.

    Effettivamente: se vedo qualcuno stare male, se entro in un ospedale, se una persona mi racconta un suo dramma, provo emozioni drammatiche? Piango?

    Non è mai successo.

    Attenzione: se so che una persona ha bisogno di qualcosa perché sta male, mi attivo per darle un aiuto concreto. Penso che agire, sia necessario.

    Ma piangere e basta, provare tristezza, emozionarmi davanti alla sofferenza: non ci riesco. Tento così: se una persona sta male, provo semplicemente ansia.

    Rifletto su questo: provo ansia non perché la persona che mi è accanto sta male. Provo ansia perché STO FERMO SENZA FARE NULLA. Perché sento il bisogno di dare un aiuto concreto.

    L'immagine di persone che piangono e basta senza agire, mi provoca uno stress enorme. E se mi fermo su questa parte del mio pensiero, capisco che piango vedendo i Vigili del fuoco agire. Piango, vedendo all'azione gli infermieri del 118 sull'autoambulanza. Piango, vedendo gli atti di eroismo.

    Cosa accade: accade che tu, @enrichetta68 non hai coinvolto tuo figlio nel darti un aiuto concreto. E' giovane, ha quasi 15 anni, e ti sei dispiaciuta che lui non abbia dimostrato calore verso di te. Ma in verità: poteva essere un "eroe" verso di te? No. Essendo Asperger, molto probabilmente, non vi fidate di lui, non gli date responsabilità, non gli affidate l'azione.

    E' una cosa che osservavo in una precedente discussione: ai ragazzi Asperger vengono affidate semplici 'routine' domestiche: tipo innaffiare i fiori, apparecchiare, sparecchiare, portare a spasso il cane e basta.

    Di più, per molti Nt, non sarebbe saggio.

    §

    Nei fatti: io sono ASSOLUTAMENTE CERTO che l'Asperger sia una "Sindrome dell'amministratore o dell'eroe".

    Cioè: un Asperger è una persona a cui affidare - per definizione - qualsiasi responsabilità. SE RISCHIASSI LA VITA E DOVESSI SCEGLIERE TRA UN NT E UN ASPERGER IO SCEGLIEREI SEMPRE L'ASPERGER.

    Ciò che rende 'disfunzionale' l'autismo è, appunto, il legame responsabilità-stress-crisi. Una triade a cui tutti gli autistici tendono in modo disperato e che nessun Nt rispetta. Agli autistici viene affidato poco o nulla.

    §

    Tu, all'Ospedale, non hai affidato la tua vita in mano di tuo figlio.

    Lui, non provando l'emozione dell'eroismo, è 'freddo'.

    Ripetiamo il punto: se una persona è in difficoltà, c'è bisogno di persone autistiche 'funzionali'.

    Un autistico, ad esempio, può essere uno STRAORDINARIO CHIRURGO.

    Un chirurgo cosa fa? Piange se un paziente muore? Se entra in un reparto e vede tante persone stare male... prova angoscia? Di per sé, no. C'è, nella Chirurgia, un qualcosa di autistico.

    §

    Ciò che sto tentando di dirti è questo: tuo figlio ti ama.

    Pure: gli autistici dimostrano l'amore nell'azione.

    Ad esempio: un autistico dimostra l'amore cucinando per la persona amata.
    Lo dimostra dando sempre un aiuto concreto.
    Lo dimostra sacrificandosi.

    A patto che ciò che chiediamo ad un autistico non sia una stupida 'routine domestica' ma un vero e proprio atto di affidamento.

    §

    Questo non significa, però, che i neurotipici possano rinunciare alla loro natura. I neurotipici hanno bisogno di coccole, di affetto, di presenza, di calore.

    Di ORE passate a non fare niente, a parlare solo.

    Di abbracci. Di gesti pieni d'affetto. Di essere solo presenti, stare seduti a tavola. Senza fare nulla, spesso solo parlando.

    Il massimo della neurotipicità si rivela nell'ascolto. Spesso, i neurotipici si 'sfogano' e vogliono solo essere ascoltati e vogliono che l'altra persona non dica nulla, non faccia nulla, ma stia li. In silenzio. Senza fare un accidente di nulla.

    Per un autistico, questa richiesta è come ricevere un colpo di spranga in testa, tale da spaccare le ossa e far uscire il sangue.

    Difficilmente, però, un Nt comprende a pieno la cosa.

    §

    Ascolto.

    Chi è un autistico adulto (cioè ha passato i 30 anni) ci riesce.

    Ma da un autistico adolescente, davvero, non mi aspetto che passi ore a stare fermo ad ascoltare gli sfoghi di una persona senza agire.

    Non è naturale.

    §

    Riassumendo: secondo il mio punto di vista, ciò che ti fa soffrire è che tuo figlio non ti ascolti.

    Pure, sento, dentro di me, sia il suo amore, sia il tuo.


    mandragola77SirAlphaexawhatsername84AlleliParallelifriedenValentarondinella61LudowolfgangAntonius_BlockPhoebe
Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Un pizzico di autismo? Ma quale? Aiutaci a scoprirlo con la ricerca online