Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

Il dolore degli altri

enrichetta68enrichetta68 Membro Pro
modificato September 2016 in Esplorare i sentimenti
Ciao, vorrei rivolgere una domanda che riguarda il comportamento di mio figlio rispetto al dolore altrui. Nei giorni scorsi sono stata ricoverata in ospedale per un intervento al piede. Jac è andato da amici fuori Trieste. Quando l'ho chiamato la sera dopo l'operazione, non gli è passato neppure per l'anticamera del cervello di chiedermi "come stai?".
Anche altre volte, quando sono stata male (dall'influenza al braccio ingessato) non ha mai mostrato la minima preoccupazione o compassione per il fatto che potessi stare male.
Succede anche a voi?
amigdalaAlleliParalleli
Post edited by riot on
«1345

Commenti

  • whatsername84whatsername84 Veterano
    Pubblicazioni: 160
    Ciao, prendi con le pinze quello che ti dirò, perché come sto spiegando in altri post it, sono sotto diagnosi e se fossi asperger sarebbe proprio su un'immaginaria linea di confine.

    Detto questo, i miei familiari sono finiti spesso in ospedale quando ero più piccola ed ammetto che il mio atteggiamento non era di preoccupazione rispetto alla loro salute. Non per menefreghismo ma perché credo mi sia difficile mettermi nei panni altrui. 

     Questo non significa che non tenessi a loro, forse ho sempre pensato che comunque non sarebbe accaduto niente di male, anche se venivano ricoverati.

    Ancora adesso che sono adulta, quando mia mamma o mio fratello hanno qualche visita medica o esami del sangue vari, non mi viene neanche in mente di chiedere com'è andata o se è tutto a posto, ma ti assicuro che gli voglio bene, non rimanerci male.
    Simone85marco3882enrichetta68AlleliParalleliwolfgang
    "Siamo tutti in un fosso, ma alcuni di noi guardano le stelle" - Oscar Wilde -
  • Simone85Simone85 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 2,792
    Si, purtroppo a volte siamo un po' carenti in empatia. Col tempo impariamo l'importanza di alcune frasi squisitamente neurotipiche da dire in certi frangenti, quando ce ne ricordiamo, ma si tratta di un comportamento artificiale più che naturale. Un simulacro.
    Probabilmente era immerso nelle sue cose, segno che a Trieste si stava divertendo. Non lo avrà fatto apposta. ;)
    marco3882whatsername84AlleliParalleliValentamanu_asociale
  • enrichetta68enrichetta68 Membro Pro
    Pubblicazioni: 155
    @Simone85 lo so che non lo fa apposta, e ormai sono abituata, ma mi domando fin dove arrivi questa mancanza di empatia.
  • enrichetta68enrichetta68 Membro Pro
    Pubblicazioni: 155
    Mi sorprende che così pochi abbiamo partecipato alla discussione. In ogni caso Jac mi ha appena confermato che non prova nulla vedendomi con il piede ingessato.
  • friedenfrieden Andato
    Pubblicazioni: 1,387
    @enrichetta68 avevi cercato in altre discussioni? A me sembra un argomento trattato in diversi post. Forse è per quello che non c'è stata grande discussione
  • riotriot Moderatore
    modificato September 2016 Pubblicazioni: 5,638
    da più piccolo rispetto a tuo figlio (12 anni) ebbi mio padre ricoverato per un'ulcera. svenne a pranzo davanti a tutta la famiglia e venne ricoverato in ospedale.
    in quei due contesti io ricordo che osservavo il coinvolgimento emotivo di mia madre e delle mie sorelle, ma io no, non avevo nessuna emozione e pensiero al riguardo e quindi non sapevo proprio come comportarmi.
    questo comportava anche il non avere una tensione emotiva, perché la situazione era stata prontamente affrontata e poi volta al meglio.
    voglio dire che essendo del tutto impreparato rispetto al dolore e alla malattia, non avevo mezzi per capire esattamente cosa stava succedendo. però lui era lì sorridente che ci tranquillizzava e questo per me era sufficinente a non preoccuparmi del tutto.

    non so se questo racconto ti è utile. 
    enrichetta68Sophiawolfgang
    Post edited by riot on

  • FataMaronFataMaron Membro
    Pubblicazioni: 64
    E' da molto che non frequento il forum. 
    Sono mamma di un ragazzo Asperger che ora ha 16,5 anni. Lo scorso dicembre ho subito un intervento di mastectomia a causa di un tumore maligno. Un paio di mesi prima avevo subito un altro intervento in day hospital e poiché non si pensava fosse una neoplasia, ai mie figli non avevo detto nulla.  Ma con l'intervento successivo, che ha comportato un ricovero di circa 6 giorni, ho dovuto comunicargli (lo ha fatto il papà) tutto in maniera molto tecnica, nel timore che si spaventasse (aspettavo qualche consiglio sul come dirglielo dalla NP.. ma come spesso accade, non c'è stato il tempo di avere l'appuntamento e abbiamo scelto la modalità e le parole da soli).
     Invece nulla, la cosa apparentemente non lo ha toccato. Non mi ha mai chiesto come stavo e come sto. Ritornata a casa, dovevo costringerlo ad uscire per prendere il pane, a preparare la tavola o a sollevare pesi. I mesi successivi non sono stati facili per me, e non ho mai ricevuto nessun tipo di manifestazione d'affetto da parte sua (e in qualche misura anche da parte di mio marito, che dopo  1 mese mia ha detto "tu ora sei guarita" …. visto che fortunatamente non ho dovuto fare chemioterapia … ma questo è un altro discorso).
    Anzi, vuoi l'adolescenza o altro, ha alzato un vero e proprio muro (che a volte è un po' più basso)….  
    Sono piuttosto sconfortata, mai un abbraccio, una manifestazione d'affetto, ci sto piuttosto male.
    Chissà forse fra qualche anno….
    friedenmandragola77enrichetta68SophiaSirAlphaexarondinella61ValentawolfgangPhoebeElenaj
  • SophiaSophia SymbolSenatore
    Pubblicazioni: 5,902
    @enrichetta68 la questione è molto spinosa.
    La reazione che racconti nel thread è una di quelle reazioni molto in linea con lo spettro. Questo è l'autismo.

    La non "appartenenza" al gruppo familiare o in generale agli altri è un tratto caratteristico, conseguentemente lo è anche il non interessarsi o il non "sentire" l'altro nella maniera in cui un Nt si aspetta.

    Chiedere "come stai?", preoccuparsi di quel che sta accadendo ad un familiare o anche provare dei sentimenti relativi ad un accadimento, telefonare, frequentare, prendersi cura dell'altro non sono cose scontate per la neurodiversità. O meglio, spesso non lo sono nella maniera i cui ci si aspetterebbe.

    Non ne farei una questione di sentimenti, io ne farei più una questione neurotipica. Se partiamo dall'assunto che si deve chiedere come stai, ci si deve preoccupare dell'altro, ecc. allora la persona nello spettro apparirà probabilmente fredda, con scarso senso dell'altro e dell'altrui esperienza negativa, scostante, avente atteggiamenti di estraneità ai fatti o alle persone, ecc.;

    se provi invece a capovolgere il tavolo (come dice Pablo Neruda in una sua poesia) potrai scorgere i motivi strutturali che determinano un diverso tipo di funzionamento, che è appunto quello autistico, e riuscirai a capire che chi è nello spettro spesso fa fatica a riconoscere che sia accaduto qualcosa; che ha una modalità di interazione che non è condivisione; che possiede un' ipersensibilità sensoriale ed un sistema attentivo che lo attrae inevitabilmente verso il proprio centro, le cui connessioni gravitano intorno a se stesso e non intorno agli altri, poiché l'intersoggettività è soppressa.

    Questo non vuol dire necessariamente non provare emozioni, non vuol dire non avere sentimenti verso i propri genitori ma avere un funzionamento diverso ed essere dotati di un sistema che prevede effetti "altri" rispetto alla neurotipicità. Diciamo che l'accudimento è una forma di cura che parte dal presupposto che esista un "noi". 
    Nell'autismo siamo all'inverso.

    Spero di aver risposto in qualche modo ai tuoi dubbi. Non mi rimane facile trovare termini adatti.

    friedenAlleliParallelienrichetta68whatsername84SirAlphaexarondinella61wolfgangAmelieFenice2016
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • friedenfrieden Andato
    Pubblicazioni: 1,387
    con mia figlia siamo andate a trovare il nonno in ospedale a cui hanno appena diangosticato il tumore e lei si è messa le cuffiette per ascoltare la musica...non ti dico la faccia dei nonni...io mi sono sentita in dovere di spiegare che lei non ama gli ospedali
    Sophiaamigdalawhatsername84SirAlphaexariotrondinella61wolfgang
  • SophiaSophia SymbolSenatore
    modificato September 2016 Pubblicazioni: 5,902
    @frieden hai fatto benissimo a spiegare.
    C'è bisogno di comprensione..
    Post edited by Sophia on
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Un pizzico di autismo? Ma quale? Aiutaci a scoprirlo con la ricerca online