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Teoria sulla mia 'dipendenza' da horror, grottesco, disturbante e via dicendo

Non so se ho centrato la categoria, fustigatemi nel caso :P

Fin da quando ero piccola ho avuto la mania degli horror, al punto che la mia migliore amica delle elementari ed io ci invitavamo a casa in media due volte al mese per guardare the Ring a ripetizione; più qualcosa era scioccante più mi piaceva, anche se ho sempre prediletto l'aspetto psicologico al sangue.
Anche se non credo quasi a nulla ho un interesse morboso per il paranormale, il macabro, l'inspiegabile e l'inquietante in tutte le sue forme, da audio, foto e video disturbanti a storie di esperienze ai confini con la morte o con alieni.
Dando per scontato che tutti da piccini si è attratti da cose che ci fanno sentire più grandi, mi ritrovo tuttavia ultraventenne ad essere una delle poche persone fra quelle che conosco a conservare questa passione senza essere un soggetto psicotico (non so se ho reso l'idea), e tenendo in considerazione come spesso usi mettere film dell'orrore o documentari sui fantasmi in sottofondo quando studio o addirittura per addormentarmi, ho trovato una possibile spiegazione di queste mie fisse.

In fondo la mia non è che una sorta di auto-iperstimolazione, poiché la continua sollecitazione di emozioni forti che gli altri in genere cercano di evitare produce una sorta di effetto calmante su di me, un po' come avviene con l'autolesionismo (non me ne vogliate per il paragone azzardato, è solo per spiegarmi), dato che invece quando assisto dal vivo a pianti, urla, emotività varia devo fuggire a gambe levate e rintanarmi nel mio guscio perché non ho un magico pulsante per spegnere l'estroversione delle persone.
Voi che dite? In prospettiva di una festa il locale con luci forti e gente allegra, non vi attira più l'idea di guardare il mistero della Strega di Blair a notte fonda in casa da soli? :D
NewtonAntonius_BlockSaturninefriedenAlleliParalleliDoorSperanza9

Commenti

  • NewtonNewton Pilastro
    Pubblicazioni: 5,168
    Condividiamo una passione, allora!
    Penso possa dipendere anche dal fatto che i film dell'orrore e annessi sono una paura, un'inquietudine controllata.
  • Simone85Simone85 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 2,792
    Pure a me piacciono molto, è il genere di film che vedo quando ho bisogno di guardare un film non impegnativo.
    Riusciamo a guardarli senza problemi forse per è uno dei pochi generi in cui riusciamo ad essere empatici. 

  • SophiaSophia SymbolSenatore
    Pubblicazioni: 5,902
    Invece per me ė il genere di film che spaventa da morire. Non posso assolutamente vederli, come anche quelli violenti o con troppa suspense.

    Rischio di caricarsi a molla e poi di stare a 3000 per due giorni.

    X_X
    Eowyn
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • Antonius_BlockAntonius_Block Pilastro
    Pubblicazioni: 3,524
    Io ne guardo in continuazione. Tassativamente a notte fonda, da solo, con le cuffie oer immergermi al massimo.
    La paura è probabilmente l'emozione con la priorità più alta quindi quando la provo ogni altra sensazione (compresa la tristezza dovuta alla depressione) passa in secondo piano.
    Newtonmandragola77rondinella61
  • Blue_SoulBlue_Soul Veterano Pro
    Pubblicazioni: 518
    Simone85 ha detto:

    Pure a me piacciono molto, è il genere di film che vedo quando ho bisogno di guardare un film non impegnativo.

    Riusciamo a guardarli senza problemi forse per è uno dei pochi generi in cui riusciamo ad essere empatici. 

    A questa faccenda dell'empatia non ci avevo pensato, in effetti nei film horror la gente prova continuamente agitazione, che è praticamente la mia sensazione predominante
    rondinella61
  • PavelyPavely Andato
    modificato September 2016 Pubblicazioni: 3,350
    Non appena ho letto il tuo post, @Blue_Soul ho pensato a quanta carica erotica traspaia nelle tue parole.

    Mi hai richiamato alla mente una cosa riguardante un argomento di Sessuologia.
    E premetto che io ho studiato sessuologia - è stato il mio interesse penetrante - per oltre vent'anni.
    (Intendo dire: ho studiato la cosa per mio conto. Ho letto oltre 1.000 libri sul punto).

    Nelle AltSex ci sono - per lo più - uomini che amano la sottomissione sessuale: cioè  sono masochisti e  amano  pratiche in cui una 'Signora' (Mistress), 'Dea' e così via grida contro di loro, li terrorizza, li minaccia, li frusta. Queste pratiche avvengono in un luogo - il Donjon (francese) o il Dungeon (inglese) - che, specialmente in Inghilterra o in Spagna - ha connotazioni medievali. Realizzano nella vita reale, una SCENEGGIATURA HORROR.

    Torniamo al Donjon: tecnicamente, sembra di entrare in una "camera delle torture" medievale.

    In Sessuologia, da quasi cento anni, si tenta di capire perché accada tutto questo. Le spiegazioni che ho letto non mi hanno assolutamente convinto, né hanno risposto alle mie domande.

    E non arrivando ad alcuna risposta, alla fine - quando avevo 30 anni - ho detto: "Basta". "Smetto".

    §

    Il problema è questo: cosa distingue un uomo che paga una donna per fargli paura e fargli del male da un uomo che vede film dell'horror in cui ci sono squartamenti, uccisioni, amputazioni e, Dio mi salvi, chi più ne ha, più ne metta?

    Mi accade spesso di leggere della passione dell'horror.

    Ora: io ci vedo dell'Erotismo in tutto questo. E dato che io ci vedo dell'erotismo... va da sé che la risposta non è la stimolazione. Non potrebbe esserlo.

    §

    Vorrei così dirti la mia teoria.

    E' una questione di genere sessuale: cioè capire chi è donna e chi è uomo.

    Nei film horror, i protagonisti hanno davvero un genere sessuale? E questo ha un suo valore strutturale ai fini della sceneggiatura?

    Secondo la mia opinione, il Killer è un "attore" asessuato. Può essere donna o uomo. Può essere un travestito. Sicuramente, non ha piena coscienza del proprio genere.

    Ad esempio: pensa a Psycho.

    O all'innumerevoli pellicole Gore e così via.

    Uomo e Donna perdono in sé di significato. Fantasmi, Mostri, Assassini possono essere perfettamente dell'uno e dell'altro sesso e la domanda di genere non è soddisfatta.

    §

    Per capire la cosa, tento di riferirmi al genere che è l'esatto opposto dei film Horror: la commedia romantica.

    La commedia romantica ha un plot narrativo semplice: lui/lei. O Lui/lui o lei/lei. Fine. Non c'è altro da dire, in breve.

    §

    Sto tentando di comunicare questo messaggio: affermare il proprio genere è fonte di angoscia. Fa paura. Mette a disagio (l'adolescente che non riesca  vivere a pieno il proprio corpo, che è a disagio nel mutare della forma).

    Per ovviare a questa paura, alcuni si ancora alla forma "infantile" del proprio corpo, distruggendo l'evoluzione corporea verso la forma adulta: è ciò che è accaduto, ad esempio, durante il nazismo. Età in cui tutto ciò che era opposto ad un ideale infantile era odiato (elogio dei capelli biondi).

    L'Horror permette di acquietare la paura angosciante connaturata alla domanda di genere: a quel percorso che ci permette di scoprire a quale genere sessuale apparteniamo.

    §

    E' una risposta necessaria.

    (Ragion per cui, spesso, gli horror sono alla base delle fiabe che si raccontano ai bambini che vedono il proprio corpo cambiare...).

    §

    E mentre seguo questa linea di pensiero.. ripenso alla fine di "La bella addormentata nel bosco" nella versione originale.

    Violentissima...

    Vai a sapere perché penso a questo, toh.
    friedenAlleliParalleliSirAlphaexaSimone85Antonius_Block
    Post edited by Pavely on
  • AlleliParalleliAlleliParalleli Veterano
    modificato September 2016 Pubblicazioni: 199
    Io nella mia adolescenza ero affascinato dai serial killers.  Nei giorni in cui la rabbia dovuta agli insensibili ed innumerevoli atti di bullismo superava il limite critico, mi rinchiudevo nella mia stanza e cominciavo a leggere (o rileggere tantissime volte) le biografie di serial killers di ogni nazione, molto spesso con alle cuffie della musica heavy metal.   Era uno strano modo di scaricare la rabbia, ed osservavo quasi come uno scienziato il fatto che tutte queste persone avessero fatto del male a dei propri simili per motivi futili e che la maggior parte dei loro atti era dovuta a, sostanzialmente: malformazioni genetiche e inabilità dei loro genitori a saper trasmettere un educazione giusta e fondata sul rispetto ed amore.  Ero estremamente affascinato dall'aspetto psicologico che queste persone possedevano (non dalle loro azioni, assolutamente)  e ciò mi calmava più come ogni altra cosa all'ora.   Comunque io sono tutt'ora un amante del gore e delle cose strambe, malate e fuori dall'ordinario ma l' horror cinematografico non mi ha mai preso sebbene prediligo quello letterario, Stephen King per esempio è stato uno dei miei scrittori preferiti e adesso sto varando sulle connotazioni dell'orrore cosmico con le opere di H.P. Lovercraft che mi inquietano più di ogni altra cosa su questo pianeta.   E adoro questo fatto.   Poi recentemente sto anche guardando i film di David Lynch, uno dei più grandi registi del surreale nella storia del cinema e un essere umano che adoro platonicamente, ed il fatto che i suoi film siano contornati da una viscerale sensazione di orrore, disperazione, decadenza morale e fisica e la siderale connotazione di ciò che è sconosciuto.   Eraserhead, del 1977, credo sia una delle poche opere che riesca a definire esattamente questi concetti citati poc'anzi e non vedo l'ora di avere il coraggio di guardarlo!
    DoorNewton
    Post edited by AlleliParalleli on

    ''Non perdere mai la Via. '' (Myamoto Musashi,  ''Dokkodo'' )



  • Blue_SoulBlue_Soul Veterano Pro
    Pubblicazioni: 518
    @Pavely da patita di psicoanalisi quale sono trovo la tua teoria molto interessante e parzialmente adatta per quello che riguarda me.
    Infatti pur avendo un rapporto amichevole (e consolatorio) quotidiano con le donne, sono idealmente tamtp critica verso il genere femminile quanto veneratrice e amante di quello maschile (ho anche un complesso di Elettra che non ti dico e ne sono consapevole sin da ragazzina :D ).
    Quindi probabilmente pur essendo contentissima di essere me stessa ho qualche problema con l'identità femminile;
    inoltre anche il fatto che pur avendo esperienza sessuale quasi a zero non mi scandalizzi mai nulla sul piano del pudore, dalla nudità nelle pubblicità alle pratiche erotiche più strambe e ridicole, mi lascia supporre che in realtà la mia percezione ipersessualizzata della realtà ne nasconda una completamente desessualizzata.
    Sono idee che mi sto costruendo pian piano

    Antonius_Block
  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    @Blue_Soul non so la tua età, però, accidenti, complimenti.

    Hai capito un ragionamento, in verità, molto complesso in pochissimo tempo.

    Soprattutto: riesci a vedere perfettamente ciò che, ai miei occhi, (ognuno di noi è portatore di un punto di vista), costituisce il problema.

    Non solo: mi parli del Complesso di Elettra. Il che - premesso che la Psicoanalisi è parte della cultura tedesca - è assolutamente giusto. In verità, la funzione sociale si sovrappone alla domanda di genere.

    (Hai la mia ammirazione).

    Io ci ho impiegato vent'anni a capire il punto.

    Tu un giorno.

    AlleliParalleliBlue_Soul
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