Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

Scrivere un diario d'invenzone su una Elsa dei giorni nostri

Dopo aver visto "Frozen - Il regno di ghaccio", conosciuto i suoi personaggi, apprezzato la regina Elsa di Arendelle, scoperto l'articolo dedicato a lei ed essermene identificato, scoperto l'esistenza di una versione in carne ed ossa (tramite la serie tv Once Upon A Time), di cui ho letto la trama e visto gli spezzoni dei primi cinque episodi, avrei intenzione di dedicare alla mia eroina dai poteri di ghiaccio una trilogia letteraria: tre archi narrativi che raccontano di una giovane donna di origini norvegesi che, trasferitasi in una città italiana (immaginaria) con la famiglia, scrive su un diario i suoi penseri, le sue emozioni ed i suoi progetti per due anni (I arco, da 25/12/13 a 14/08/14; II arco, da 15/08/14 a 04/04/15; III arco da 05/04/15 a 24/12/15); la scelta delle date è spinta dal fatto che coincidano con tre delle feste principali dell'anno e di un intervallo di 8 mesi - 10 giorni in un singolo arco narrativo.
Vorrei una serie di consigli per poterlo realizzare e renderlo interessante ai più: 1) meglio una saga di tre libri o un'unica opera composta di tre tappe principali?; 2) meglio usare il personaggio Diseny di Elsa come protagonista oppure un personaggio ex novo ispirato alla giovane Regina di Arendelle (sia dal look che dal carattere)?; 3) vorrei scrivere quest'opera in collaborazione con qualcuno del forum che abbia un minimo di esperienza con la scrittura, ma anche sulla realtà sociale; 4) vorrei anche eseguire delle ricerche sulla Norvegia in collaborazione con altri membri del forum e scambiarci le informazioni tramite messaggio privato.
Cosa ne pensate?
veronica88

Commenti

  • SicilianterrySicilianterry Membro
    Pubblicazioni: 181
    Post Scriptum: invece di pubblicare l'opera in qualunque casa editrice (col rischio di bassa accessibilità e popolarità) ho intenzione mettere a disposizione di tutti gli utenti l'e-book del prodotto finito su questo forum per scaricarlo gratuitamente; sono disponibile peraccogliere eventuali suggerimenti da parte vostra per l'arricchimento della trama.
  • veronica88veronica88 Membro Pro
    Pubblicazioni: 398
    È una buona idea! :-)

    Leggi qui 
    In questo modo il pubblico potrebbe essere più ampio e raggiungere persone al di fuori del forum. È difficile, ma... chissà?

  • SicilianterrySicilianterry Membro
    modificato March 2016 Pubblicazioni: 181

    Gentili lettori, dato che ho dovuto lavorare da solo all'opera letteraria, vi annuncio che ho esaurito la vena creativa per poter continuare "Il diario segreto di Elsa" (questo è il titolo dell'opera in questione).

    Se siete curiosi di leggerlo, vi posto le prime pagine che raccontano i quattordici giorni iniziali della storia. Se volete una continuazione, suggeritemi le vostre idee!

    Grazie in anticipo a tutti voi!

    Post edited by Sicilianterry on
  • SicilianterrySicilianterry Membro
    Pubblicazioni: 181

    Mercoledì
    25 dicembre 2013





    Caro
    diario, visto che a partire da oggi inizierò a raccontarti ogni
    particolare della mia vita, mi presento: il mio nome è Else Dominga
    Ortega Romero e sono nata a Vardik, una cittadina della Norvegia, il
    13 ottobre del 1992. Nata seconda di tre figli da padre norvegese e
    madre spagnola, sono cresciuta a Vardik per i primi sei anni della
    mia vita, poi ad Albacante, in Spagna, luogo natale di mia madre e di
    mia sorella maggiore, dal 2006, a seguito degli screzi tra mia madre
    e mio nonno ci siamo trasferiti in Italia, a Macera, dove mia nonna
    materna era andata a convivere con un giornalista.

    Frequentai
    le scuole elementari e medie presso l'Istituto Comprensivo Re
    Riccardo I ad Albacante, per poi concludere gli studi presso il Liceo
    Polivalente Merlino di Macera; tengo a precisare che ho imparato la
    lingua italiana grazie al compagno di mia nonna e alla pazienza di
    Rachele, la mia migliore amica ed ex compagna di banco.

    Dopo
    essermi diplomata con la media di 82 su 100, avevo espresso il
    desiderio di proseguire gli studi presso la Facoltà di Lettere, ma i
    miei preferirono che rimanessi a casa ad aiutare mia madre per le
    faccende domestiche.

    Nonostante
    ciò, cercai un'occupazione presso la biblioteca comunale, riuscendo
    finora ad attendere un concorso pubblico; nel frattempo provai a
    frequentare un corso per estetista, da cui me ne andai dopo tre mesi,
    e a lavorare per qualche settimana in un call-center, in cui mi
    stressavo giorno dopo giorno.

    Adesso
    ti parlo di quello che ho fatto per Natale: benché festeggiamo sia
    il Natale protestante che quello cattolico, quest'ultimo è più
    sentito dalla nostra famiglia, forse per via dell'adattamento alla
    cultura neolatina; dunque dicevo, ieri sera abbiamo vegliato fino
    alla mezzanotte a casa di mio cognato con tutta la famiglia “al
    completo” e ci siamo scambiati gli auguri (anche se in alcune zone
    d'Italia si segue tale usanza solo per il capodanno); stamattina io e
    mio fratello aprimmo i nostri regali appena alzati e ci precipitammo
    a fare colazione con latte e panettone al cioccolato. Dopo esserci
    rifocillati, andammo a svegliare il babbo e la mamma, la quale aveva
    un terribile mal di testa. Per quasi tutta la giornata giocammo a
    carte, a tombola e alle parole crociate... Senza contare il pranzo a
    base di cipolle in pastella e patatine fritte, che ho gradito
    moltissimo per il giorno di natale!

    Per
    stasera concludo qui una pagina della mia vita: credo che andrò a
    farmi una bella dormita!

    Alla
    prossima!




    Giovedì
    26 dicembre 2013





    Caro
    diario, oggi mia sorella è venuta con la sua famiglia a trascorrere
    mezza giornata in nostra compagnia.

    Devi
    sapere che, malgrado la sua giovane età, Astrid si dimostra
    diligente col suo unico figlio. Nei miei ventun anni di vita non so
    se invidiarla oppure esserne fiera: quel che è certo, Astrid è la
    migliore sorella che mi fosse capitata!

    Nata
    tre anni prima della sottoscritta, durante la permanenza di mio padre
    in Spagna, Astrid Reina Larsen Ortega (l'usanza dei cognomi cambia a
    seconda della nazionalità di nascita) fu la primogenita, ma anche la
    bimba inaspettata: i miei genitori non si erano ancora sposati al
    momento della gravidanza e il nonno Bernardo fece pressione su mio
    padre affinché convolasse a nozze. Peccato che la data del
    matrimonio fu fissata per il 5 settembre, circa più di un mese dopo
    la nascita di mia sorella. Così, una volta che la coppia soggiornò
    in una dependance in attesa delle nozze, i miei si trasferirono con
    la bimba in Norvegia, dove i nonni materni li ospitarono al piano
    superiore della loro casa.

    Dopo
    la morte dei nonni, avvenuta per ipotermia, Astrid fu costretta a
    ripetere la terza elementare, sia a causa del lutto e del
    trasferimento in Spagna; io, invece, finì tranquillamente l'ultimo
    anno di scuola materna in un asilo nido di Albacante. Lì, mia
    sorella ebbe diverse amicizie, fino a quando decise di abbandonare
    gli studi, a seguito del nostro arrivo a Macera.

    Qui,
    Astrid prese la decisione di entrare nel mondo del lavoro, nonostante
    i suoi diciassette anni; conobbe Alfonso Basile, quello che sarebbe
    diventato il suo grande amore, in una paninoteca di periferia e, dopo
    pochi mesi di frequentazione, rimase incinta di lui. Successo
    “l'irreparabile” i due decisero di andare a vivere insieme nella
    villa che venne lasciata in eredità dai genitori di lui. Dopo che
    nacque Leandro, il loro unico bambino, Astrid smise di lavorare,
    contando unicamente sul sostentamento del marito e dei suoceri.

    Eh
    sì, io e lei eravamo due sorelle unite, fino a quando decise di
    “lasciare il nido”! Fortunatamente non rimasi sola: avevo ancora
    la vicinanza di mio fratello, Iago, che però con la crescita iniziò
    a trascurare la famiglia per dedicarsi al calcio, ai videogiochi e
    alla sua comitiva.

    Ma
    basta parlare della mia famiglia. Oggi ho telefonato a Rachele per
    gli auguri di compleanno e ho ricevuto l'invito per andare alla sua
    festa. Certo, avrei preferito un'occasione più intima, ma per la mia
    amica del cuore sarei disposta a tutto!

    Non
    vedo l'ora che sia dopodomani!

    Tua
    Else.




    Venerdì
    27 dicembre 2013





    Caro
    diario, ho pensato di assegnarti un nome, dato che anche la
    sfortunata ragazzina ebrea scelse un nome per il proprio diario, che
    avevo letto durante le scuole medie fino allo sfinimento. Stamattina,
    durante una ricerca su Internet, ho scoperto un insolito nome di
    un'autrice di romanzi fantasy e ne sono rimasta colpita. Quindi, da
    oggi ti chiamerai Egle!

    Dunque,
    i miei genitori hanno avuto un'accesa discussione durante il primo
    pomeriggio per una questione a dir poco ridicola: la mia
    disoccupazione. Mio padre sostiene che sono, a detta sua, “una
    buona a nulla” solo perché ho molte difficoltà ad inserirmi nel
    mondo del lavoro e a sapermene mantenere uno; mia madre, dal canto
    suo, prende puntualmente le mie difese, rischiando di spezzare quel
    briciolo di armonia rimasto nella coppia dopo ventiquattro anni di
    disaccordi coniugali e differenze culturali. A volte ho il
    presentimento che finiranno come i miei nonni materni.

    Un
    altro aneddoto che mi è accaduto oggi è che per la prima volta ho
    udito raccontare un maniaco che va in giro a rubare delle scarpe a
    delle povere ragazze in procinto di andare a divertirsi nei vari
    luoghi di ritrovo serali. In più questa persona tendeva anche a
    molestarle nel tentativo di farsi calpestare con i loro piedi freschi
    di pedicure.

    Certo
    che questo racconto mi ha un po' allibita e un po' divertita: quando
    ho sentito che il pervertito fu preso a calci anziché farsi
    calpestare, scoppiai in una fragorosa risata come mai in vita mia.

    Mi
    ritengo parecchio fortunata a non essermi imbattuta in loschi e
    molesti personaggi, dato che non usco da sola nemmeno per recarmi al
    panificio vicino casa. A volte desidero essere più autonoma, ma in
    un mondo in cui le giovani donne vengono prese di mira da qualsiasi
    cafone, sono costretta ad essere scortata dal familiare di turno per
    la mia incolumità. Oltretutto, in più di un'occasione mi sono
    mostrata emotivamente vulnerabile agli occhi della gente ed è per
    questo che preferisco rimanere in casa a fare le faccende e a
    dedicarmi alla lettura e all'ascolto di musica lounge. Tanto non
    credo che in giro ci siano cose davvero divertenti da fare!

    Tua
    Else.




    Sabato
    28 dicembre 2013





    Cara
    Egle, nonostante fossi andata per festeggiare Rachele, non sono
    riuscita a divertirmi: la musica house ad alto volume mi ha
    frastornata per tutto il tempo, al punto che la voglia di ballare
    scemava; tutti gli invitati mi puntavano continuamente gli occhi
    addosso, il che mi creava fastidio, che però mi sono trattenuta a
    confidare; come se non bastasse, la festeggiata era troppo occupata
    ad intrattenersi con gli altri che a stento scambiavamo qualche
    parola. L'unica cosa che mi convinse a restare fino alla fine della
    festa fu il raffinato servizio di catering con buona cucina
    mediterranea e stuzzichini.

    In
    questa occasione ho avuto l'opportunità di rivedere alcuni dei
    nostri compagni di scuola, tra cui Zoe Rossi, un'altra con cui avevo
    legato fino a quando non andò a studiare medicina, Telemaco Verga,
    il comico della classe, Cristina Giuliani, quella che prendeva in
    giro i meno popolari della classe fino a quando mise la testa a posto
    nel quinto anno di liceo, Placido Mancini, il corpulento che dormiva
    sul banco, Matteo Perna, il figlio di papà che ora studia
    giurisprudenza. Come non dimenticare la nostra professoressa di
    storia Candida Barone, che era l'unica insegnante presente alla
    festa! Grazie a lei mi sono appassionata alla sua materia, al punto
    da riuscire ad ottenere i più alti punteggi rispetto alla
    letteratura, la mia materia preferita.

    Mi
    soffermo ora sulla letteratura: a scuola mi limitavo a studiare gli
    autori italiani e le loro opere, ma nel tempo libero riuscivo ad
    approfondire la bibliografia di scrittori spagnoli e norvegesi.

    Spero
    che Rachele non si sia offesa, o perlomeno non ci sia rimasta per il
    mio comportamento da disadattata!

    Oh,
    Egle, se restassi senza amiche, cosa ne sarebbe di me?

    Tua
    Else.




    Domenica
    29 dicembre 2013





    Carissima
    Egle, siamo andati a trovare la nonna Mercedes, che ci ha accolti
    calorosamente. Anche il signor Nicodemo è stato con noi molto
    gentile. Da quando vive qui, la nonna è molto più serena di prima:
    la separazione deve averle fatto bene!

    Ricordo
    ancora le volte quando viveva ancora col nonno, che non mancava di
    trattarla come una schiava e di elargirle qualche sberla. L'incontro
    con quel giornalista italiano che si trovava ad Albacante per una
    conferenza sulla violenza domestica, cui parteciparono la mamma, la
    nonna e Astrid (io rimasi a casa ad occuparmi di Iago), segnò una
    svolta nelle nostre vite: la nonna rimase affascinata da quella
    figura di mezza età, che raccoglieva con perizia ogni dettagliata
    informazione. Dopo la conferenza, la nonna riuscii a parlare col
    giornalista, raccontandogli la sua storia. Quando il reporter finì
    di ascoltarla, le consigliò di prendere dei provvedimenti: in quel
    momento si sentì veramente compresa da uomo.

    Molti
    pettegoli della città criticano la sua scelta, ma non vedo nulla di
    strano in una sessantenne che decide di ricominciare la propria vita.

    Nicodemo
    e nonna Mercedes convivono ormai da otto anni, durante i quali lei ha
    ritrovato se stessa e l'armonia che aveva perso nel precedente
    matrimonio.

    Ogni
    volta che andiamo a trovare la nonna, mangiamo sempre delle
    prelibatezze, dato che la sua cucina non ha eguali con quella della
    mamma o di qualsiasi altro cuoco. Tra i piatti della nonna, il mio
    preferito è il salmone alla menta, che se fosse preparato da mia
    madre o da mia sorella risulterebbe di sapore e consistenza diversi.
    Quest'oggi, invece, ho gradito il suo croccante alle noci fatto in
    casa, che abbiamo mangiato per dessert. So che alla fine del pasto
    non è il massimo e che preferibilmente lo gusterei come spuntino, ma
    era comunque una bella sorpresa.

    Anche
    il mio nipotino si è divertito molto a casa della nonna, soprattutto
    grazie alla sensibilità di Nicodemo, che coi bambini ci sa davvero
    fare!

    Credo
    che adesso andrò a fare una bella dormita!

    Buona
    notte, Egle!

    Tua
    Else.




    Lunedì
    30 dicembre 2013





    Cara
    Egle, oggi ho ricevuto una telefonata da Astrid, la quale mi ha
    chiesto di scaricare un film d'animazione per suo figlio. Si tratta
    del lungometraggio che andai a vedere al cinema undici giorni fa, che
    sta incassando parecchio nelle sale cinematografiche di tutto il
    mondo. Ogni tanto provo canticchiare la colonna sonora, ma avendola
    sentita una sola non ne conosco il motivo per intero.

    Mentre
    effettuavo la ricerca, mi sono imbattuta in diverse immagini che
    ritraevano una giovane donna vestita di azzurro e coi capelli biondo
    platino: era la regina delle nevi, che però appariva senza corona.
    Ti sembrerà incredibile, ma ho avuto la sensazione che quel
    personaggio mi somigliasse: il carattere riservato, i grandi occhi
    cerulei, il naso piccolo, le labbra sottili e i capelli massicci
    raccolti in una laterale treccia alla francese erano identici! Come
    se non fosse abbastanza, già alcuni giorni prima chi mi incontrava
    osservava questa somiglianza con la coprotagonista della pellicola,
    che per ironia della sorte si chiama quasi come la sottoscritta. Però
    non tutti erano dei bravi fisionomisti e molte persone non ci
    facevano caso.

    Motivata
    dalla cosa, proseguii la ricerca ed oltre al film, sono riuscita a
    scaricare la colonna sonora e il testo: mentre la qualità del primo
    lasciava a desiderare, l'audio della canzone si è rivelata
    impeccabile. Non vedo l'ora di imparare a memoria il brano per
    poterlo cantare!

    Tua
    Else.


    Martedì
    31 dicembre 2013





    Cara
    Egle, oggi non ti scrivendo dopo l'ora di cena come di consueto,
    anche perché stasera verranno Astrid con la sua famiglia, nonna
    Mercedes col compagno e lo zio Rolf con la moglie Inger e il loro
    unico figlio Kenneth dalla Norvegia; per una volta che ho la
    possibilità di rivedere questi ultimi parenti non posso stare qui
    per i fatti miei.

    Stamattina
    sono andata con mio padre a fare la spesa, comprando frutta, verdura,
    legumi, uova, formaggi, carne, pesce, spezie, pane, affettati,
    dolcetti e bevande. In genere però compriamo solo il necessario, ma
    quando si tratta di invitare tre famiglie, tra cui un paio di
    individui allergici e uno che segue un particolare regime alimentare,
    il babbo non bada a spese; capisco che è sempre meglio abbondare, ma
    con le ristrettezze in cui ci troviamo per colpa di un sistema mal
    gestito mi pare si stia esagerando.

    Considerazioni
    a parte, quella di stamattina è stata una giornata piena di
    faccende: al ritorno dal supermercato, ho sistemato la casa con mio
    fratello e aiutato mia a preparare le pietanze per stasera.

    Tra
    poco devo andare a farmi una doccia, se no avrò poco tempo per
    vestirmi, pettinarmi e truccarmi.

    Tua
    Else.

  • SicilianterrySicilianterry Membro
    Pubblicazioni: 181

    Mercoledì
    01 gennaio 2014





    Carissima
    Egle, ieri sera ho trascorso un meraviglioso capodanno coi miei
    parenti. Durante il cenone ognuno dei commensali si è abbuffato come
    se digiunasse da settimane; io ho preferito attenermi alle normali
    quantità di cibo per mantenere la linea.

    Kenneth
    mi ha raccontato molti suoi aneddoti e comunicato molte notizie da
    Vardik: uno dei fatti che mi ha colpita di mio cugino è che ha
    deciso di rimanere single dopo aver saputo che due suoi amici si
    erano tolti la vita a seguito di una disastrata storia d'amore. Dalla
    mia città natale, invece, ho appreso che il tenore di vita degli
    anziani è molto migliorato e che i pagamenti in contanti sono
    scoraggiati dalle esose spese di commissione.

    Una
    parentesi sull'economia: da quando ci trasferimmo in Spagna, mi
    accorsi sin da subito dei bassi prezzi su qualunque bene e dello
    stato di “povertà”, a cui siamo abituati da anni, degli
    abitanti. Quest'ultima fu una delle motivazioni che convinse la
    nostra famiglia e non tornare in Norvegia.

    Al
    momento dei fuochi d'artificio, mi sono chiusa in camera mia per non
    udire i botti e ho ascoltato “All'alba sorgerò” a tutto volume.

    Fortunatamente,
    dopo qualche ora dalla mezzanotte, i fuochi artificiali finirono e
    tornai in soggiorno con gli altri. Dopodiché giocammo a tombola per
    gran parte della nottata.

    Il
    giorno seguente dormii fino a mezzogiorno; poco prima del pranzo
    siamo andati da nonna Mercedes, che aveva deciso di ospitare gli zii
    norvegesi per tutta la settimana di vacanza; siamo rimasti insieme
    fino alle dieci di sera, orario in cui solitamente vado a letto,
    quando il babbo annunciò di dover andare a lavorare l'indomani.

    Mi
    sono divertita un mondo, sia giocando col piccolo Leandro che
    discorrendo con Kenneth.

    Per
    stasera ti saluto!

    Tua
    Else.




    Giovedì
    02 gennaio 2014





    Cara
    Egle, oggi ho imparato a memoria la mia canzone preferita, dopo
    averla ascoltata una cinquantina di volte nel giro di tre giorni; nel
    frattempo lo ascoltata in lingua spagnola e poi in norvegese, anche
    se le performance canore lasciano a desiderare nel secondo caso.
    Comunque, la versione italiana, tra quelle ascoltate finora, forse
    perché ci sono affezionata, risulta la più coinvolgente.

    In
    questi giorni sento l'esigenza di uscire dalla mia routine, anche se
    purtroppo Rachele sta attraversando un periodo delicato con la
    famiglia.

    Tua
    Else.




    Venerdì
    03 gennaio 2014





    Ciao
    Egle, oggi sono stata a casa di Astrid per badare al piccolo Leandro
    durante il suo appuntamento con la parrucchiera. Per evitare di
    coinvolgere Rachele, anche se le avrebbe fatto bene un po' di
    distrazione, e di gestire da sola il mio nipotino, ho contattato Zoe
    per una collaborazione: inizialmente mi disse che doveva preparare le
    valigie per tornare all'università, poi accettò di buon grado.

    Per
    un arco di tempo di due ore e venti minuti abbiamo visto Frozen,
    fatto il bagno al piccolo, fatto merenda e giocato insieme coi suoi
    pupazzetti; il mio momento preferito è stato quando abbiamo cantato
    la canzone della regina Elsa, rischiando di farmi dileggiare dalla
    povera Zoe.

    Verso
    le sei e mezza del pomeriggio, Astrid rientrò rilassata dal salone e
    diede una banconota da venti euro a Zoe per il disturbo (capisco che
    uno scambio di denaro tra sorelle non sia d'obbligo, ma per me
    occuparmi di un bambino di cinque anni è un massacro).

    Comunque,
    Zoe è stata molto buona a dividere con me il compenso delle nostre
    fatiche; ci siamo congedati non appena mi ha riaccompagnato a casa
    col suo quadriciclo a trama di bandiera norvegese.

    Erano
    giorni che non mi sentivo così felice!

    Tua
    Else.




    Sabato
    04 gennaio 2014





    Simpaticissima
    Egle, sono appena tornata dalla stazione, in cui ho aspettato per
    circa due ore il treno di Zoe; io e Rachele abbiamo accompagnato la
    nostra amica per poterci godere la sua partenza, anche se nei nostri
    cuori volevamo restare con lei.

    Durante
    la permanenza, Zoe ha trascorso la maggior parte del tempo con i suoi
    familiari e col suo moroso, come tutte le volte che viene in vacanza.

    Penso
    in questo momento a Rachele, che da alcune settimane sta rinunciando
    a uscire il sabato sera per non lasciare sua madre da sola, caduta
    recentemente in depressione. Penso anche alla storia d'amore che ha
    sacrificato pur di restare con la sua genitrice.

    Sento
    che i pensieri si stanno affollando nella mia mente!

    Tua
    Else.




    Domenica
    05 gennaio 2014





    Carissima
    Egle, da quando gli zii sono arrivati qui, non ho pensato di
    trascorrere più tempo possibile in loro compagnia, specialmente con
    il mio unico cugino, il quale mi sta vedendo sempre più fredda e
    distaccata... Io manifesto la mia affettività in modo diverso da
    tutti gli altri: non ho l'abitudine di massacrare la gente di
    telefonate, di molestarla in chat, di chiedere ogni minimo fatto
    privato; per me è sufficiente che stiano bene e che ci sia
    l'opportunità di vederci.

    Ora
    che ci penso, da quando ci siamo trasferiti in questa casa, non ho
    più avuto notizie di nonno Bernardo. Possibile che sia... Glielo
    chiederò a mamma!

    In
    ogni caso, sono stata bene con i cari norvegesi, anche se mia sorella
    mi aveva fatto notare la freddezza che manifestavo nei loro
    confronti. Tuttavia i norvegesi non sono certo famosi per la loro
    calorosità!

    Oggi
    abbiamo pranzato tutti insieme da Astrid, godendoci il momento come
    se fosse l'ultimo della nostra vita.

    Tua
    Else.




    Lunedì
    06 gennaio 2014





    Cara
    Egle, stamattina presto gli zii e Kenneth sono partiti per Vardik; ad
    accompagnarli in aeroporto ci è andato papà, che ha preferito
    avvisare il suo datore di lavoro che sarebbe giunto in ufficio due
    ore in ritardo. Cosa non si fa per la famiglia!

    Tua
    Else.


    Martedì
    07 gennaio 2014






    Cara
    Egle, stanotte ho fatto uno strano sogno: mi trovavo in un regno
    circondato da un fiordo, di cui ero la regina; ogni cosa che toccavo
    si tramutava in ghiaccio, finendo per congelare tutti gli abitanti;
    qualche attimo prima di svegliarmi, mi trovo anziana e decido di
    congelarmi all'interno di un palazzo di ghiaccio.

    Non
    saprei dirti se si trattava di un incubo o di un segno
    provvidenziale.

    Tua
    Else.

Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Un pizzico di autismo? Ma quale? Aiutaci a scoprirlo con la ricerca online