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Siete capaci di parlare di voi stessi?

Buffo. MI rendo finalmente conto di una imbarazzante mancanza che mi crea tante difficoltà durante le interazioni con gli altri. Man mano che approfondisco le relazioni con gli altri noto come sia essenziale e basilare un particolare aspetto contenutistico dell'interazione: il saper parlare di se stessi. Potrei chiamarla "aneddotica", o comunque quella capacità di saper riferire di sè, di comunicare al tuo interlocutore le vicende che ti sono accadute in giornata, i fatti più salienti e le informazioni maggiormente interessanti che hai vissuto o appreso nel corso del periodo di tempo in cui non vi siete visti, e gli stati emotivi che hai vissuto. In parole povere il saper raccontare il tuo "passato recentissimo" per sommissimi capi, per brevissimi spezzoni condensati in grado di suscitare interesse, accompagnati dalla descrizione e comunicazione della sensazione/emozione che ti hanno suscitato e dalle riflessioni che hai fatto nel ripercorrere l'evento.

Arabo puro per me.

Mi sono esercitato come un matto ma ancora mi è dannatamente difficile riuscire a raccontare un aneddoto di una cosa che mi è capitata. Molto semplicemente non mi ricordo le cose che mi capitano. E se me le ricordo magari sbaglio completamente tempistiche nella conversazione quindi non ha senso che le dica.

Guardo affascinato e basito amici, conoscenti, parenti, partners, mentre pontificano su come si sentivano stamattina quando si sono svegliati, su come era buffa la conversazione con la signora della segreteria universitaria l'altro ieri, su come era noiosa la conferenza di mercoledì, su quali sensazioni ha suscitato mangiare una particolare fetta di torta al cioccolato.

E' fantastico, li vedo che parlano di loro, sono affascinato, è una cadenza di interventi, ognuno parla di sè, è una specie di musica in cui ognuno mette una nota. Io non ne sono capace, loro USANO SE STESSI COME ARGOMENTO DI CONVERSAZIONE. E' qualcosa di straordinario e incredibile, io ci provo spesso ma mi è difficilissimo. Provo per esempio a prepararmi anzitempo su cosa dire. Oppure mi forzo di tenere a mente un qualche fatto che tengo a raccontare.

Ma niente, scivola tutto via inesorabilmente.

I risultati sono infatti incerti e traballanti, perchè "funziono bene" solo in riferimento a quei particolari aneddoti che sono riuscito a cristallizzare in maniera decente nella mai memoria, mentre per tutto il resto è un farfugliamento confuso, pedante, riflessivo e lacunoso che nemmeno io sono interessato ad ascoltare.

Il mio problema si vede nel parlato, quando interagisco con gli altri dal vivo. Per iscritto invece è molto diverso, riesco a dare un'impressione meno stramboide perchè ho il vantaggio meraviglioso del poter riflettere su quello che voglio comunicare, del prendere io l'iniziativa senza rispettare tempistiche o rispondere a proposte, del poterci ripensare cancellando e modificando qua e là il messaggio prima di inviarlo all'interlocutore.

E voi come siete messi?
amigdalarondinella61maxwax67giovannaBlindKrigerinneZenzeroCharade

Commenti

  • GecoGeco Colonna
    modificato January 2016 Pubblicazioni: 1,406
    Considerati quotato praticamente in maniera integrale.
    Osservazione classica del mio ex o della mia amica:
    - Ma tu non racconti mai nulla
    - Si vede che ho niente da raccontare
    - Dai, non è possibile, deve esserti successo per forza qualcosa nell'ultima settimana/mese/giornata
    - [ci penso un attimo] No, guarda, è successo veramente nulla.
    L'ho detto anche quando ho avuto un piccolo incidente, pronto soccorso e poi mesi di medicazioni per "complicanze", ma proprio non mi è venuto in mente che potesse essere interessante da raccontare.

    Mi sono fatta l'idea che nel mio caso sia questione (anche?) di autostima: io sono convinta di fare nulla di interessante e quindi  non ho mai nulla da dire e/o condividere, già non tedio gli altri con i fatti più rilevanti perché non li ritengo interessanti o per non avere scocciature (solo con i miei, in questo caso), figuriamoci poi con le piccole cose quotidiane.

    Ciao.
    rondinella61amigdalaBlind
    Post edited by Geco on
  • amigdalaamigdala SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 6,152
    @Geco da quello che hai raccontato potrei essere io :)
    Non ho mai riflettuto se potesse essere questione di autostima o meno. Non saprei, credo davvero che non ci sia niente di importante in quello che faccio.

    C'è stato un periodo in cui avevo pensato: quando le persone parlano tra di loro raccontano di sé --> per avere relazioni sociali devo parlare di me
    Il problema è che ho detto cose di me che non avrei dovuto dire. Non conoscendo "le regole del gioco" e nemmeno le mezze misure, mi sono messa a parlare senza filtri, cosa da NON fare!! L'ho imparato a mie spese, ahimè.
    MalinalliAmeliegiovanna
  • GecoGeco Colonna
    modificato January 2016 Pubblicazioni: 1,406
    @amigdala ho ipotizzato autostima perché non riesco ancora a capacitarmi che non imparo pur
    avendo studiato cosa dicono gli altri, per questo ipotizzo un legame con qualcosa di più profondo.

    Avendo imparato a gestire decentemente situazioni simili, ma standardizzate (il classico esempio è cosa dire di me dopo le feste/ferie), non riesco a capire perché non ci sia verso di trovare una soluzione decente, ma solo che appena passabile, per il parlare di me senza pretesto evidente.
    Per me è un mistero.

    Ciao.
    amigdala
    Post edited by Geco on
  • AmelieAmelie Pilastro
    modificato January 2016 Pubblicazioni: 5,348
    amigdala ha detto:

    @Geco da quello che hai raccontato potrei essere io :)
    Non ho mai riflettuto se potesse essere questione di autostima o meno. Non saprei, credo davvero che non ci sia niente di importante in quello che faccio.

    C'è stato un periodo in cui avevo pensato: quando le persone parlano tra di loro raccontano di sé --> per avere relazioni sociali devo parlare di me
    Il problema è che ho detto cose di me che non avrei dovuto dire. Non conoscendo "le regole del gioco" e nemmeno le mezze misure, mi sono messa a parlare senza filtri, cosa da NON fare!! L'ho imparato a mie spese, ahimè.

    @amigdala ha centrato quello che è il mio problema. Che non è parlare di me (anzi, sono troppo egocentrica), ma farlo senza filtri e non capire quando e SE è opportuno farlo e, soprattutto, CON CHI.

    Soprattutto, è difficoltoso per me capire cosa fare se una persona mi fa domande personali: pensavo che rispondere la verità andasse bene, ma spesso mi sono trovata in situazioni spiacevoli senza capire come le avessi provocate.

    Anche io pensavo (l'ho creduto fino a tempi molto recenti) che per avere relazioni sociali bisognasse parlare di sé, ma ora penso che vada bene se si sa cosa dire, quando dirlo, come dirlo, differenziandolo a seconda dell'interlocutore; se si sa di non saperlo fare, e si creano solo casini senza capire come o perché, con relativa ansia, penso sia meglio l'opposto.
    amigdalagiovannaMalinalliAJDaisySheldon
    Post edited by Amelie on
  • giovannagiovanna Colonna
    Pubblicazioni: 3,900
    L' aneddoto viene da un aggancio se ci casca la conversazione, non e' una cosa necessaria.

    Decidere prima delle cose di cui non vuoi parlare perche' ti creano una situazione di disagio., un cambiamento d' umore.

    Il parlare di se' viene quando gli altri te lo chiedono, e questi chiedono se anche te sei interessato oltre la mera cortesia, sei curioso.

    Anche a me se non interessa non chiedo, l' altro non chiede e la conversazione e' semplicemente penosa, langue, meglio l' interrogatorio di polizia, ahah:)

    A non rivedersi, il saluto:)
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • SheldonSheldon Veterano Pro
    Pubblicazioni: 617
    Io tendo fin troppo a parlare di me e di ciò che mi interessa. Invece, parlo molto meno volentieri di ciò che faccio.
    AJDaisyrondinella61
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