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Le ragnatele neurotipiche

Voglio scrivere un topic su una fra le mie più grandi fobie. Ora che sono riuscito a focalizzarla, voglio parlarne. Credo che si tratti forse di uno dei miei più profondi problemi di interrelazione sociale. Le persone neurotipiche (un po' meno le persone neurodiverse) tendono a non compartimentare le reti sociali. Studio, lavoro, famiglia, amici, affetti, sesso sono un amalgama abbastanza unificato per loro. Il livello e la frequenza delle interazioni è elevatissimo rispetto alla media neurodiversa: le interazioni sono centinaia, migliaia, con altrettante dozzine e dozzine di persone se non di più.

Se prendo una persona neurotipica, essa avrà interagito con un certo numero (sicuramente molto elevato) di persone sia nel suo passato che nel suo presente. Si viene così a creare attorno ad ogni persona neurotipica una rete, che io ho voluto qui chiamare ragnatela neurotipica, nella quale fili invisibili connettono questa persona a una quantità enorme di altre persone. Ogni filo significa qualcosa. A parole: una esperienza di vita, un affetto, una forma di riconoscenza, una forma di stima. Di solito però questo primo range di "giustificazioni" dei fili, spesso molto esaltato ed incensato a parole, è talmente labile e sottile che io dò per scontato che sia falso. Le vere giustificazioni dei fili più resistenti e fondanti sono di un altro range: principalmente sesso, dipendenza economica, dipendenza affettiva. Questo è ciò che viene più facilmente nascosto e negato.

Ora. Le ragnatele dei neurotipici mi fanno, molto semplicemente: paura.

Non sono ancora riuscito a capire perché: forse perché le vedo come forme di sfruttamento, di suzione di energie dagli altri, di parassitismo accrescitivo, di collezionismo macabro, di accumulazione ossessiva. Lo so è molto stupido ma non riesco a non pensarci. Mi sembrano tentacoli psicologici che le persone neurotipiche espandono nella loro cerchia di conoscenze per nutrirsi e per competere con gli altri in una lotta a chi espande più velocemente e con maggiore solidità e successo la propria ragnatela.

Penserete io sia matto, forse è così. In fondo un substrato di relazioni umane è obbligatoriamente necessario a chiunque per vivere, e in fondo non si può astrarre una persona dal retroterra sociale di cui fa parte e dall'intreccio relazionale che ha vissuto, perché le persone come "monadi", come unicità, non esistono. Eppure quello che vedo negli altri è una forma di gestione competitiva, brutale, egoriferita, calcolatrice, delle persone che cadono in questa rete.

E' assurdo vero? Eppure non riesco a non osservare queste ragnatele neurotipiche come ad una pura e semplice forma di approfittamento del singolo nei confronti di altri singoli, nascosta e giustificata da parole ipocrite.

Come se in qualsiasi interazione ogni centro della rete rubasse un pezzo di chi vi cade in periferia, per appropriarsene ed accrescersi.

Questo mi fa paura. Mi fa paura venire a scoprire le interconnessioni che si nascondono fra le persone di un gruppo sociale: affettive, amicali, economiche, lavorative, sessuali. Mi fa altrettanto paura venire a scoprire le interconnessioni che stanno al di sotto di una persona che sto conoscendo.

Non lo so perché.

Che cosa ne pensate? Sono contento di aver parlato di questo, non lo avevo mai fatto prima. Voi come vivete/vedete le regnatele neurotipiche? Avete altri modi per identificarle, se ci avete mai pensato su?
Valentaalexander_popeAJDaisyBatteo
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