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Come resistete al bombardamento psicologico tipico del contagio emotivo neurotipico?

Icaro89Icaro89 Colonna
modificato November 2015 in Blog e Social Network
In questo periodo mi è facile fare un esempio di quello che intendo: il bombardamento di informazioni, notizie, stati d'animo, impressioni, opinioni, pareri, mala fede, buona fede, falsità, verità, violentissimo attorno agli attentati parigini è stato ed è tuttora massiccio, un'alluvione che devasta il cervello e ti impedisce di respirare.

Un turbine di polemiche, alcune vere, altre pilotate, una frana di stati emotivi preconfezionati, l'intessere morboso di dettagli insignificanti sulla medesima vicenda, l'esplodere di interconnessioni argomentative con qualsiasi genere di altro tema di discussione che abbia anche un microscopico filo di attinenza.

La mitragliata di impressioni, sensazioni, posizioni, intuizioni, deduzioni, manipolazioni, distorsioni che sibila davanti agli occhi facendoti vibrare le tempie, la voragine di accuse, litigi, attacchi, contrattacchi in cui chiunque si lascia trascinare con furia isterica, chi è ansioso di rissa verbale, chi freme per modificare la realtà al fine di leggervi ciò che più lo appagherebbe, chi ritrova una ragione di vita nell'accumulare pezzi di puzzle alla disperata ricerca di un quadro generale che non esiste e mai esisterà.

E poi ti rendi conto che quelle che ti vengono sbattute in faccia come bistecche surgelate non sono informazioni: non c'è quasi nulla di descrittivo, il fatto è otturato, annebbiato, strizzato e annegato in un profondo barattolo stracolmo di nauseante gelatina melmosa di sensazionalismo, induzione allo stupore, frenesia scandalistica, urla disperate di scritte che non ti dicono che è successo qualcosa se non con il ricatto di obbligarti a sentirti in un certo modo prima ancora di capire cosa diavolo sia successo, sempre se è successo.

La vita di un italiano medio nel 2015, con l'elevato contenuto tecnologico che la caratterizza, lo rende inevitabilmente UNIVERSALMENTE REPERIBILE 24h su 24 senza nemmeno un secondo di pausa, a questo flusso di poltiglia amorfa. I media bussano al tuo cervello ed esigono che tu apra subito, pena l'esclusione sociale, il ritiro spirituale, l'analfabetismo informativo.

Come fa un aspie a sopravvivere a tutto questo senza esplodere?

Che stratagemmi usate?
ValentachocolatEstherDonnellyangelikaAJDaisymandragola77NemoRobKSperanza9
Post edited by yugen on
«1

Commenti

  • ValentaValenta SymbolPilastro
    Pubblicazioni: 9,414
    Sto cercando di disconnettermi di più da Internet e i social, a volte la domenica stacco il telefono.
    Non ci sono su Facebook Twitter e simili.
  • giovannagiovanna Colonna
    Pubblicazioni: 3,900
    L' unica cosa su cui non sono d' accordo e' di definirlo neurotipico.
    Chissa' quanti neurodiversi ci sono sul web.
    silvia78aspirina
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • rondinella61rondinella61 Colonna
    Pubblicazioni: 1,489
    Da 5 anni non ho più la TV, per mia scelta.
     
    Ho saputo solo ieri, da un collega di lavoro, che a fine ottobre era stato abbattuto un aereo russo per mano dell'Isis.
    E la notizia della strage di Parigi l'ho saputa tramite una telefonata di mia madre, sono andata poi sul sito dell'ANSA e ho letto un articolo, mi è bastato.

    Ebbene sì, il mio esempio entra nel "analfabetismo informatico", però ho notato che nessuno mi giudica per questo, anzi mi invidiano (e non scherzo!  Mi dicono che vorrebbero anche loro avere il mio "coraggio" di rinunciare alla TV, ma non ci riescono).
     E io ho guadagnato in serenità, che non è poco.
  • angelikaangelika Veterano
    Pubblicazioni: 143
    Sono l'unica scema che ha seguito la vicenda?
    L'ho saputo subito, mia cugina minore abita a Parigi e mi sono sforzata di non andare nel panico ma è stato difficile perché all'inizio non mi rispondeva al cellulare. Fortunatamente era da tutt'altra parte, ma è stato un weekend molto agitato.
    Ora come ora quando vado su fb e posto qualcosa di carino mi sento sempre in colpa nei confronti di quella gente che è morta. Lo so, è un pensiero stupido, ma mi accade così, che devo fare...
    Non guardo la tv perché mi annoio, dopo qualche minuto devo fare qualcosa, solo Law & Order e Criminal Minds m'interessano.
    Odio tutto del casino che stan facendo su facebook, non li sopporto, è più forte di me. Per fortuna ho amici che pubblicano cose diverse e mi limito a quelli. Tento di non rispondere agli altri, anche se ne avrei di cose da dire...
    Fondamentalmente al di là di Parigi mi rode alquanto che con facebook - maledetto - internet si sia imbastardito parecchio, ma veramente tanto.
    Comunque una cosa utile facebook ce l'ha: puoi bloccare i post degli amici ^^
    I want out--to live my life alone
    I want out--leave me be 
    I want out--to do things on my own 
    I want out--to live my life and to be free
  • amigdalaamigdala SymbolModeratore
    modificato November 2015 Pubblicazioni: 6,154
    Siamo noi (inteso come uomini) che ci rendiamo disponibili 24h su 24. È una nostra libera scelta perché ci rende parte di qualcosa. Una delle sensazioni peggiori è l'esclusione, non essere connesso esclude.
    Il punto è non farsi sopraffare dai mezzi di comunicazione, usare tutto ma con moderazione. Perché il rischio è che diventi una dipendenza (e per alcuni lo è, si sentono mancare l'aria senza smartphone).
    Nel caso delle ultime vicende, credo sia opportuno cercare di capire i fatti anche sentendo campane diverse, ma è importante capire cosa sta succedendo là fuori. Bisogna ovviamente evitare di farsi influenzare dai servizi alla "studio aperto" dove c'è un'eccessiva morbosità per l'aspetto più cruento e pietoso.
    Un occhio sul mondo credo sia sempre utile, perché magari non oggi ma magari domani quello che succede potrebbe influenzare quello che dovrò vivere.
    yugenAmeliealexander_popeEowynSolesilvia78WBorg_Andato
    Post edited by amigdala on
  • AJDaisyAJDaisy Pilastro
    Pubblicazioni: 10,491
    Non accendo la TV, non ho Facebook e stavolta nel 99% dei casi, evito di discutere o parlare degli avvenimenti parigini, o addirittura fuggo (cosa per me inusuale in argomenti del genere). Ho imparato che non vale la pena partecipare a delle non-discussioni, quando degli avvenimenti diventano tormentoni e tutti continuano a ripetere le stesse cose che i media ed i social dicono, facendo a gara di quante non-informazioni e contro-non-informazioni si conoscono. Stavolta l'effetto in questo senso è terrificante e nonostante le contromisure adottate, mi sto sfasciando i co*lioni.

    In ogni caso hai assolutamente ragione e stavolta è impossibile fuggire (non tanto dai media, ma dall'argomento, infatti ora ne stiamo parlando anche noi...)
    mandragola77alexander_popePhoebe
  • yugenyugen Mastro Libraio
    modificato November 2015 Pubblicazioni: 1,888
    E' vero in questi giorni siamo bombardati di notizie, difficile sfuggire!
    Detesto gli opinionisti, perché mescolano informazioni non certe a opinioni, appunto, personali, e non sempre le due cose sono poste in modo distinto e chiaro.
    Comunque la mia reazione e' stata che una settimana leggo tutto quello che mi sembra valido.
    Non positivo perché così come tutte le emergenze e le crisi vengono poi anche usate per distrarre l'opinione pubblica da altro, anche nella mia sfera personale questa vicenda mi ha completamente distratto da tutto il resto.
    Però positivo perché l'impatto emotivo mi ha permesso di interessarmi ed aprire la mente alla comprensione di fenomeni che rifiutavo.
    E anche di pormi domande importanti per me, sul valore di una ideologia e degli atti di eroismo, ad esempio.
    Quando una cosa non mi interessa scatta una sorta di blocco mentale, non sono motivata a sapere quindi non capisco.
    Ho sperimentato quanto una motivazione modifichi e faciliti il mio approccio cognitivo. Senza quella sono pigrissima nei confronto di molti aspetti del mondo.
    Mikiamigdalasilvia78
    Post edited by yugen on
  • Speranza9Speranza9 Veterano
    modificato February 2016 Pubblicazioni: 579
    Icaro89 ha detto:

    In questo periodo mi è facile fare un esempio di quello che intendo: il bombardamento di informazioni, notizie, stati d'animo, impressioni, opinioni, pareri, mala fede, buona fede, falsità, verità, violentissimo attorno agli attentati parigini è stato ed è tuttora massiccio, un'alluvione che devasta il cervello e ti impedisce di respirare.

    Un turbine di polemiche, alcune vere, altre pilotate, una frana di stati emotivi preconfezionati, l'intessere morboso di dettagli insignificanti sulla medesima vicenda, l'esplodere di interconnessioni argomentative con qualsiasi genere di altro tema di discussione che abbia anche un microscopico filo di attinenza.

    La mitragliata di impressioni, sensazioni, posizioni, intuizioni, deduzioni, manipolazioni, distorsioni che sibila davanti agli occhi facendoti vibrare le tempie, la voragine di accuse, litigi, attacchi, contrattacchi in cui chiunque si lascia trascinare con furia isterica, chi è ansioso di rissa verbale, chi freme per modificare la realtà al fine di leggervi ciò che più lo appagherebbe, chi ritrova una ragione di vita nell'accumulare pezzi di puzzle alla disperata ricerca di un quadro generale che non esiste e mai esisterà.

    E poi ti rendi conto che quelle che ti vengono sbattute in faccia come bistecche surgelate non sono informazioni: non c'è quasi nulla di descrittivo, il fatto è otturato, annebbiato, strizzato e annegato in un profondo barattolo stracolmo di nauseante gelatina melmosa di sensazionalismo, induzione allo stupore, frenesia scandalistica, urla disperate di scritte che non ti dicono che è successo qualcosa se non con il ricatto di obbligarti a sentirti in un certo modo prima ancora di capire cosa diavolo sia successo, sempre se è successo.

    La vita di un italiano medio nel 2015, con l'elevato contenuto tecnologico che la caratterizza, lo rende inevitabilmente UNIVERSALMENTE REPERIBILE 24h su 24 senza nemmeno un secondo di pausa, a questo flusso di poltiglia amorfa. I media bussano al tuo cervello ed esigono che tu apra subito, pena l'esclusione sociale, il ritiro spirituale, l'analfabetismo informativo.

    Come fa un aspie a sopravvivere a tutto questo senza esplodere?

    Che stratagemmi usate?

    Consigli pratici:
    1)Cercare un luogo silenzioso, dove la gente si faccia gli affari suoi,  non affollato, anzi, sarebbe meglio che non ci fosse dentro nessun' altro, (per esempio la propria camera)
    2)Cercare di capire quale è il momento migliore per entrare in questa zona senza essere disturbati (per esempio a un'ora in cui i genitori non sono in casa...)
    3)Trascorrere la maggior parte del proprio tempo nel suddetto luogo, se è possibile in compagnia dei propri interessi speciali.
    4)Impostare il telefono in modalità aereo e non aprire Facebook/Twitter o qualunque altro socialnetwork. Se poi ti dicono qualcosa, rispondi dicendo che non esiste solo internet nella vita e che ogni tanto fa bene staccare un po'.
    5)Quando tutto sembra troppo e non ce la si fa proprio più, mettersi a letto nella posizione che si preferisce, respirare profondamente e cercare di dormire
    Valenta
    Post edited by Speranza9 on
  • DingoDingo Veterano
    Pubblicazioni: 530
    Icaro89 ha detto:

    In questo periodo mi è facile fare un esempio di quello che intendo: il bombardamento di informazioni, notizie, stati d'animo, impressioni, opinioni, pareri, mala fede, buona fede, falsità, verità, violentissimo attorno agli attentati parigini è stato ed è tuttora massiccio, un'alluvione che devasta il cervello e ti impedisce di respirare.

    Un turbine di polemiche, alcune vere, altre pilotate, una frana di stati emotivi preconfezionati, l'intessere morboso di dettagli insignificanti sulla medesima vicenda, l'esplodere di interconnessioni argomentative con qualsiasi genere di altro tema di discussione che abbia anche un microscopico filo di attinenza.

    La mitragliata di impressioni, sensazioni, posizioni, intuizioni, deduzioni, manipolazioni, distorsioni che sibila davanti agli occhi facendoti vibrare le tempie, la voragine di accuse, litigi, attacchi, contrattacchi in cui chiunque si lascia trascinare con furia isterica, chi è ansioso di rissa verbale, chi freme per modificare la realtà al fine di leggervi ciò che più lo appagherebbe, chi ritrova una ragione di vita nell'accumulare pezzi di puzzle alla disperata ricerca di un quadro generale che non esiste e mai esisterà.

    E poi ti rendi conto che quelle che ti vengono sbattute in faccia come bistecche surgelate non sono informazioni: non c'è quasi nulla di descrittivo, il fatto è otturato, annebbiato, strizzato e annegato in un profondo barattolo stracolmo di nauseante gelatina melmosa di sensazionalismo, induzione allo stupore, frenesia scandalistica, urla disperate di scritte che non ti dicono che è successo qualcosa se non con il ricatto di obbligarti a sentirti in un certo modo prima ancora di capire cosa diavolo sia successo, sempre se è successo.

    La vita di un italiano medio nel 2015, con l'elevato contenuto tecnologico che la caratterizza, lo rende inevitabilmente UNIVERSALMENTE REPERIBILE 24h su 24 senza nemmeno un secondo di pausa, a questo flusso di poltiglia amorfa. I media bussano al tuo cervello ed esigono che tu apra subito, pena l'esclusione sociale, il ritiro spirituale, l'analfabetismo informativo.

    Come fa un aspie a sopravvivere a tutto questo senza esplodere?

    Che stratagemmi usate?

    Dipende tutto dalla tua età ed occupazione. Mi pare di intuire dal "89" che tu sia della mia stessa annata. Se è così e studi o lavori, allora il meglio che puoi fare è non incorrere in persone e o nelle loro discussioni, suggerendo loro spunti o alimentando i loro discorsi di attualità., specialmente dopo una giornata in cui sei stato impegnato con lavoro fisico e\o mentale. Piuttosto chiuditi in camera e dedicati ai tuoi hobby. Se essi comprendono i social, chat o quant'altro e le discussioni su realtà tristi quotidiane, politica, religione ecc sono in agguato semplicemente evita o aspetta a che le acque si calmino. Anzi, che tu lavori o studi penso non faccia differenza. In conclusione;

    - Tv e chi vi si siede vicino a sentire TG, programmi televisivi vari che distruggono il tuo QI.
    - Mantieni le distanze da fanatici religiosi, del calcio e\o della politica.
    - Non partecipare a chiacchere da salotto che tendono verso gli argomenti inseriti prima, ma suggeriscine di nuovi e mantienili.
    - Resta in camera tua se lo reputi necessario e dedica il tempo ad ascoltare della buona musica, o seguire le tue passioni oppure riposati.
    - Esci a fare una passeggiata in solitudine al parco o fatti accompagnare da qualcuno che la pensa come te circa i discorsi che non digerisci.
  • EowynEowyn Veterano Pro
    Pubblicazioni: 284
    Se ne hai la possibilità, un modo socialmente ineccepibile di prendersi un po ' di tempo per sé stessi è praticare uno sport 'in solitaria', tipo andare a camminare, correre, bicicletta o piscina...cellulare staccato e al massimo le cuffiette e oltretutto...ti fa bene anche all'umore. Scherzi a parte l'attività fisica aiuta davvero a scaricare la tensione e generalmente non scatena reazioni avverse dal prossimo...
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