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Gli Asperger hanno difficoltà a piangere o a ridere?

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Commenti

  • HjoralHjoral Neofita
    Pubblicazioni: 119
    Io sto piangendo adesso. Perché ho trovato questo forum. Perché finalmente non dovrò più ripetermi che sono troppo intelligente per essere felice. Ci sono altri come me. Ci sono altri come me. Ci sono altri come me. E io ci sto parlando. Sto parlando a voi. Insieme a voi. Non sono sola. Non m'importa della morte della gente. Preferisco uccidere che venire uccisa. Preferisco uccidere che vedere un animale ucciso. Non amo i mammiferi di razza umana. Mi piace quando tutto torna. Nei libri, nei film: Inception. V per Vendetta. Romanzi come Battle Royale mi fanno sentire bene. Mi fa sentire bene leggere Stephen King e mi fa benissimo leggere Walter Tevis, Ray Bradbury, Philip K. Dick. Mi fa bene leggere Mostri di Koontz, che razza di traduzione. "Outsider". Quello sì è un gran titolo. Colui che sta sempre fuori. Credo che sia la definizione perfetta. Ci sono mondi interi che ruotano nella mia testa. E nelle vostre, anche. Sono così felice. Così felice. Grazie.
    "Per me i matti erano loro, per loro il matto ero io; ma loro - maledetti - erano molti di più."
  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    Io amo piangere.

    Ciò che mi fa piangere è l'eroismo, l'altruismo, il sacrificio per gli altri.

    Ciò che mi fa piangere è chi è generoso, chi dona tutto se stesso, chi ha altissime virtù morali.

    §

    Mi fa ridere il non-sense.

    Mi fa ridere chi gioca ad essere bambino...

    §

    Non piango mai davanti ad eventi tristi o la sofferenza degli altri.

    Se qualcuno sta male, so che devo impegnarmi, mi faccio s e r i o.

    Non rido mai davanti all'ironia o alla satira. Se una persona ne imita un'altra... posso tutt'al più sorridere. Ma mai ridere.


  • TheMittyTheMitty Membro
    Pubblicazioni: 75
    Da un po' di anni trovo molta difficoltà nel piangere. Mi trovo spesso sul "punto di" ma non sbrocco (quasi) mai, ed è una cosa orribile. Sì, mi scende qualche lacrima se mi commuovo o cose simili, spesso per film, libri, manga che mi colpiscono, ma mai di più. Nell'infanzia e nell'adolescenza piangevo moltissimo, tanto che credo di aver "esaurito le lacrime" (lo so che è fisicamente impossibile). Rido, di gusto o fino a stare male, molto più spesso, in modo esagerato e innaturale.

    Non credo si tratti di difficoltà nelle espressioni emozionali, quanto proprio di blocco psicologico, se ho associato il pianto a qualcosa di negativo (e non lo è necessariamente) automaticamente mi costringo a non farlo. Però mi viene da ridere nelle situazioni tragiche: funerali, terremoti, un incidente avuto anni fa, o quando un amico è in situazioni difficili. Mi sento un essere orribile per questo.
    Always look on the bright side of life.
  • HjoralHjoral Neofita
    modificato March 2013 Pubblicazioni: 119
    TheMitty

    Probabilmente il fatto che tu rida in occasione di eventi tragici non è altro che un modo per scaricare lo stress e la tensione. Nei neurotipici è così. In noi... beh, è difficile conoscere tutte le costellazioni che fluttuano dentro noi Aspie. Io non piango mai quando muore qualcuno, a meno che non sia una delle Tre Persone che non devono andarsene mai. Mamma, papà, la mia migliore amica. E i miei animali. Per loro piango sempre fino allo sfinimento, quando se ne vanno. Ma la morte di altri di solito mi riempie di adrenalina - il funerale, i rinfreschi... - ci sono tante cose da preparare e io devo essere perfettamente in sincronia con tutte le mie parti per riuscire a portare a termine il compito nel migliore dei modi. Mi viene da sorridere quando muore qualcuno, ma non ridere, perché per me la morte è un traguardo duramente conquistato e sono quindi lieta nell'apprendere che quella persona finalmente sia giunta alla Nuova Tappa del Viaggio. Per me è un evento sereno. Certo, mi dispiace vedere i miei cari piangere, anche se non ne capisco il motivo e spesso mi devo trattenere graffiandomi le mani per non iniziare a dissertare con loro sull'argomento. Non capirebbero. 
    Post edited by Hjoral on
    "Per me i matti erano loro, per loro il matto ero io; ma loro - maledetti - erano molti di più."
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,756
    Io amo piangere.

    Ciò che mi fa piangere è l'eroismo, l'altruismo, il sacrificio per gli altri.

    Ciò che mi fa piangere è chi è generoso, chi dona tutto se stesso, chi ha altissime virtù morali.

    §

    Mi fa ridere il non-sense.

    Mi fa ridere chi gioca ad essere bambino...

    §

    Non piango mai davanti ad eventi tristi o la sofferenza degli altri.

    Se qualcuno sta male, so che devo impegnarmi, mi faccio s e r i o.

    Non rido mai davanti all'ironia o alla satira. Se una persona ne imita un'altra... posso tutt'al più sorridere. Ma mai ridere.


    Su questo siamo uguali.
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • BlindBlind Colonna
    Pubblicazioni: 2,549
    Io non piango mai quando muore qualcuno, a meno che non sia una delle Tre Persone che non devono andarsene mai. Mamma, papà, la mia migliore amica. E i miei animali. Per loro piango sempre fino allo sfinimento, quando se ne vanno. Ma la morte di altri di solito mi riempie di adrenalina - il funerale, i rinfreschi... - ci sono tante cose da preparare e io devo essere perfettamente in sincronia con tutte le mie parti per riuscire a portare a termine il compito nel migliore dei modi.
    Quando mio padre è venuto a mancare non ho pianto. Mi dispiaceva, gli ero molto legato ma non mi è venuto, non mi sono sforzato, né mi sono chiesto perché. Era così e basta. E non avevo tempo per ragionarci, c'erano cose da fare, da organizzare, serviva qualcuno presente a se stesso per rispondere al telefono, spiegare, rassicurare, indicare...
    L'ho fatto solo qualche mese dopo, ed erano anni che non mi succedeva ("ero cambiato", mi dissi, sapendo che sarebbe dovuto accadere).

    Dopo di allora sono stato ad altri funerali: non mi ha fatto "impressione" (come si preoccupavano tutti) né ho più pianto - ma quel momento alla fine della commemorazione, nel quale bisogna andare a fare le condoglianze ai parenti più stretti del defunto mi crea seri problemi: non so mai che espressione ho in volto né, soprattutto, quale gli altri si aspettano di vedere...

  • HjoralHjoral Neofita
    modificato March 2013 Pubblicazioni: 119
    Ti capisco. Io credo che semplicemente mi spegnerei, se morisse mio padre. Lui non deve morire. Nemmeno mamma deve morire. E nemmeno la mia migliore amica. Gli altri, me compresa, possono fare ciò che vogliono. La morte è un cambiamento come un altro. Un atto naturale e liberatorio, perché dopo ci saranno molte nuove cose da scoprire avidamente.
    Mi viene in mente adesso che non ho difficoltà, per esempio, a realizzare video in cui rido e scherzo tranquillamente. Quando mi guardo ho l'impressione però che l'abbia fatto un'altra persona. Non sono io. Il modo per preservare la mia vera identità l'ho sviluppato così, credo... creando una scorza di gomma quasi normale. Ha anche una voce diversa. A parte che non ho una voce, ne ho almeno quattro o cinque. Tutte completamente diverse e opposte fra loro. Purtroppo in me ci sono più disturbi, a quanto sembra. O per fortuna. Quel che è certo è che non sono neurotipica e questo mi porta a grandi vantaggi nel campo della creatività.
    Post edited by Hjoral on
    "Per me i matti erano loro, per loro il matto ero io; ma loro - maledetti - erano molti di più."
  • AleenaAleena Colonna
    Pubblicazioni: 1,050
    a proposito di pianto, cosa prova un ragazzo aspie quando vede piangere una ragazza? in genere i ragazzi NT sembrano non sopportare di veder piangere una ragazza, è una cosa che li turba molto... per gli aspie è la stessa cosa o è differente?
    I exist as I am, that is enough,
    If no other in the world be aware I sit content,
    And if each and all be aware I sit content.

    ---Walt Whitman
  • HjoralHjoral Neofita
    modificato March 2013 Pubblicazioni: 119
    Io non sono un ragazzo Aspie, ma sono una ragazza Aspie e fra Aspie il sesso è scientificamente rilevante, ma non emotivamente rilevante. Perlomeno non per me. Se vedo qualcun altro piangere, mi sento infastidita. O al massimo completamente disinteressata. Mi sento in dovere dalle norme sociali di reciprocità fra individui di andare vicino a quella persona e cercare di capire cos'ha, ma non cerco di consolarla né di abbracciarla perché non m'interessa. Provo un leggero disgusto dovuto al disprezzo per la debolezza umana. A meno che non si tratti di un pianto generato dai pochi motivi che fanno piangere anche me. Essendo più nobili rispetto a quelli dei neurotipici standard, la situazione per me cambia di molto. In ogni caso, se vedo piangere un maschio, per esempio, automaticamente mi viene da escluderlo da eventuali possibili partner adatti per la riproduzione. Diversamente potrei anche commuovermi. Non importano la persona né il contesto, a me importano solo i motivi. Se i motivi sono validi, posso fare e accettare qualsiasi cosa.
    Post edited by Hjoral on
    "Per me i matti erano loro, per loro il matto ero io; ma loro - maledetti - erano molti di più."
  • AleenaAleena Colonna
    Pubblicazioni: 1,050
    caspita, sembri molto rigida e molto dura... posso chiedere quali sono i motivi che fanno piangere anche te?
    I exist as I am, that is enough,
    If no other in the world be aware I sit content,
    And if each and all be aware I sit content.

    ---Walt Whitman
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