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Il paradosso di Zenone. C'è un modo per non sentire quel dolore lancinante?

Icaro89Icaro89 Colonna
modificato October 2014 in La piazza (discussioni generali)
Mi riferisco a quella tagliente, gelida, soffocante, micidiale sensazione di precipitare (anzi di RI-precipitare) in un baratro di "arretratezza" che ogni tanto mi colpisce nel momento in cui confronto le mie esperienze di vita con quelle dei neurotipici. L'orrendo accorgersi del fatto che continuo ad essere "indietro", continuo a non sapere, a non conoscere, a non aver sperimentato tutto quello che i neurotipici riescono quotidianamente a vivere, gestire e procurarsi in crescendo, con un automatismo ODIOSO e insopportabile, un maledettissimo automatismo che invidio ferocemente. E' la spaventosa, ansiogena sensazione di essere troppo indietro, di non poter mai raggiungere il gruppo dei gareggianti alla corsa che ormai si stacca sempre di più, e il distacco è irrecuperabile. Ogni volta che me ne accorgo è una pugnalata fra le scapole.

Sono momenti in cui mi accorgo che non ce la farò, perché non sono capace di colmare il gap, non ho le forze per farlo, e perfino quando le trovo e credo id aver fatto un balzo avanti verso il recupero, poi mi guardo bene in giro e mi rendo conto di quanto sono stato un idiota ad illudermi: mentre io credevo di fare passi da gigante nel recuperare il mio ritardo, gli atri proseguivano altrettanto velocemente verso i loro obiettivi. E' come il paradosso di Achille e la tartaruga, di Zenone: per quanto Achille possa correre, in un dato lasso di tempo percorrerà sempre una qualche frazione della distanza infinitesimale che lo separa dalla tartaruga, ma nell'identico lasso di tempo la tartaruga avrà continuato a camminare, spostandosi dal proprio punto di partenza (già vantaggioso) quindi per Achille sarà impossibile raggiungerla.

Vi prego aiutatemi a sciogliere questo nodo che mi uccide.

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Post edited by Icaro89 on
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Commenti

  • cameliacamelia Pilastro
    Pubblicazioni: 3,501
    Io non ho ancora imparato a superare questa terribile sensazione che, ha alla fine dei conti, è la vera ed unica fonte della mia quotidiana sofferenza...si accettano consigli da chi, magari, ha smesso di correre per godersi il panorama
  • Stefano98Stefano98 Veterano
    Pubblicazioni: 399
    Il paradosso di Zenone si risolve con le serie geometriche, ed in modo anche abbastanza semplice ;)
    Scusa, mi è scappata :D
    In ogni caso, il fastidio di non stare al passo con gli NT è fastidioso. Non dovremmo starci male più di tanto in realtà, i parametri di valutazione non sono così indicativi. Non siamo bravi a socializzare, ma siamo bravi in altro. Il fatto che abbiamo altre attitudini, non ci rende inferiori a loro.
  • ValentaValenta SymbolPilastro
    Pubblicazioni: 9,401
    A me a casa non fanno che accusarmi,
    ultimamente delle mie mancanze.

    E vivo ancora in casa, e in 2 anni e mezzo dalla laurea non ho trovato lavoro, e studio poco (poco per loro..), e esco poco..

    Un disastro.

    La mia psic dice che più di questo non posso fare, ho già forzato i miei limiti abbastanza.

    Niente, la mia vita è più lenta di quella dei tipici, ne ho parlato anche nella discussione "Accettare i propri limiti", ed è più lenta dei non bipolari.

    Mi sto distruggendo invece di godermi pure i passi avanti che, piccoli, ma ci sono.
  • ValentaValenta SymbolPilastro
    Pubblicazioni: 9,401
    2 anni e mezzo dalla laurea poi non è che sia chissàche :-/ , secondo me.
  • fattore_afattore_a Colonna
    modificato October 2014 Pubblicazioni: 2,184
    Eh, come si fa... Ormai non penso ad altro se non a quanto sia fuori binario, specie il sabato pomeriggio col brutto tempo.
    Post edited by fattore_a on
  • ValentaValenta SymbolPilastro
    Pubblicazioni: 9,401
    Eh, come si fa... Ormai non penso ad altro se non a quanto sia fuori binario, specie il sabato pomeriggio col brutto tempo.
    Ti capisco..meno male oggi da me c'è bel tempo e vado a camminare.
  • Icaro89Icaro89 Colonna
    Pubblicazioni: 1,223
    Il paradosso di Zenone si risolve con le serie geometriche, ed in modo anche abbastanza semplice ;)
    Scusa, mi è scappata :D
    Ti va di risolverlo qui? Mi interesserebbe, ne ho bisogno per motivi esistenziali, mi arrecherebbe sollievo.
  • ct87ct87 Colonna
    Pubblicazioni: 2,956
    @Icaro89 ho sempre amato la filosofia e il paradosso della tartaruga mi piace alquanto. 
    Anch'io provo quella sensazione angosciante di essere sempre l'ultima ad arrivare. sono sempre stata l'ultima e spesso so che non arriverò mai dove altri sono arrivati perchè il mio cervello concepisce in modo diverso. La cosa bella è che alla fine la cara tartaruga raggiunge Achille! 

    Sapere Aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza
  • FrancescoFrancesco Veterano Pro
    Pubblicazioni: 966
    Sono lontano dalla fisica da anni ma non è un gran problema, si tratta di due equazioni di moto rettilineo uniforme con diversa velocotà. Con due conti è possibile anche calcolare quando Achille raggiungerà la tartaruga e quanto spazio percorrerà date le velocità di Achille, la tartaruga, l'istante ed il punto di partenza di Achille e la tartaruga. Filosoficamente è affascinante ma in meccanica classica è una banalità.
    Se vogliamo ricorrere alla serie geometrica wikipedia è abbastanza chiaro.
    Penso che il concetto matematico che più si avvicina allo spirito del paradosso di Zenone sia l'asintoto, due curve che si avvicinano all'infinito ma non si toccano mai.

    Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me. (G. Marx)
  • fattore_afattore_a Colonna
    Pubblicazioni: 2,184
    A differenza di Achille e delle Tartaruga che non partono dalla stessa posizione, due persone delle stessa età sono inizialmente sullo stesso punto. I due, però, non raggiungeranno gli stessi traguardi negli stessi tempi e - a volte - neanche i traguardi che li aspettano saranno gli stessi.

    Qual è la cosa giusta: sforzarsi di seguire le tracce dell'altro e fare mille volte la sua fatica per non arrivare a niente o stare nella propria corsia?

    Il tempo non si recupera. Le forze per andare avanti si possono recuperare. Ecco, quelle forse al momento le ho perse.

    @Icaro89 non fare confronti con gli altri. Puoi notare che gli altri hanno delle cose in comune, ma in realtà la vita di ciascuno di noi è una storia unica. Guarda - aristotelicamente - ciò che potenzialmente saresti e ciò che attualmente sei: quella è la distanza da colmare.
    Ludo
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