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Bambini: spettro autistico e pianto cianotico ("spasmi affettivi")

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Commenti

  • mandragola77mandragola77 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 2,262
    Mi hai letto nel pensiero. Hai scritto quello che io penso tutti i giorni e tutte le notti.
    Anche il mio bambino avrebbe avuto bisogno di una mia maggior presenza invece non c'ero. Ero sempre a lavoro. Con le lacrime agli occhi e il cuore spezzato ma a lavoro.
    So che è del tutto irrazionale ma a volte penso che questo sia il castigo per tutte le mie assenze. In realtà lavoravo per la famiglia. Per avere un po di serenità in più, invece..
    Scusate la geremiade..
  • Lycium_bLycium_b Veterano Pro
    modificato May 2014 Pubblicazioni: 1,868
    Come ha raccontato @Eunice, anche io piangevo spesso da bambina. In particolare alternavo con estrema facilità e velocità il riso al pianto e viceversa. In dialetto mia nonna mi diceva sempre "E po' la piansiva e po' la ridiva" (prima piangeva e poi se la rideva).
    Piangevo forte, non diventavo cianotica, ma comunque erano grossi pianti. Nessuno dava mai importanza ai miei pianti e anche se avvenivano per motivi seri (stimoli sensoriali forti, mancanze di rispetto nei miei confronti da parte degli altri, spaventi, dolori o disagi fisici, ecc..) tutti li ritenevano meri capricci. In realtà non lo erano affatto, solo la gente non mi capiva, ne aveva volontà di capire. Nessuno mi rispettava e questo costituì uno dei primi prodromi della sofferenza che ho provato in questa vita.
    Ad una certa età (circa 7 anni), ho iniziato a capire che alla gente non gliene fregava niente di me e di come stavo per cui quando spesso mi veniva da piangere mi chiudevo in una stanza senza essere vista e piangevo, anche per ore. Ho pianto così tanto che a 9 anni già soffrivo di ipertrofia ai turbinati e di sinusite.
    Poi verso l'adolescenza iniziai a piangere di meno (cominciavo a capire che fisicamente mi faceva male) e ho iniziato a chiudermi in me stessa, per periodi molto lunghi, durante i quali non rivolgevo quasi la parola a nessuno, vivevo isolata da me stessa e dal mondo, come se io fossi un altra persona e la mia vita fosse un film. Si trattava dei primi "shutdown" a cui seguivano (quando la frustrazione e l'esasperazione diventavano troppo forti) violenti "meltdown", esplosioni di rabbia molto forti. La gente (famigliari soprattutto) iniziò ovviamente a pigliarmi per matta.
    Io credo che tu non debba farti una colpa per ciò che ha vissuto il tuo bimbo nel periodo iniziale della sua infanzia @MammaAnna, tu stai facendo di tutto per rendergli la vita a sua misura vivibile e affrontabile per lui, perché ti metti nell'ottica di comprenderlo e gli vuoi bene. Se sono stati fatti errori questi non hanno niente a che fare con gli errori (veri) che purtroppo sono stati fatti nei miei confronti e sicuramente nei confronti di altri come me. In quel caso non c'era nessunissima volontà di capire e di aiutare. Si trattava di contesti molto negativi ed anaffettivi purtroppo.
    amigdala
    Post edited by Lycium_b on
  • MammaAnnaMammaAnna Andato
    Pubblicazioni: 373
    Ciao @Tenzin, grazie di avermi raccontato questa tua esperienza, mi dispiace tanto per le sofferenze che hai dovuto attraversare; sai, io ho letto anche della tua storia sul forum, l'ho seguita in silenzio, senza commenti, non volevo essere inopportuna o banale nelle mie affermazioni ed ho preferito lasciare le risposte ad altre persone sicuramente più adeguate..., tutti questi spunti, questi pezzi di vita vissuta aiutano molto i genitori a comprendere e quindi ad aiutare i figli nel modo corretto, io ti ringrazio tanto di ciò.
    Penso che quando avrò più tranquillità mi farò valutare anch'io, anche la mia infanzia e adolescenza non sono state priva di difficoltà e di sofferenza e mi piacerebbe capire di più... grazie @Tenzin.
  • damydamy Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,191
    Ciao MammaAnna.
    Mio figlio ha avuto da piccolissimo episodi di pianto incontrollabile con vomito, diventava rossissimo ma senza perdere i sensi. Ora capita raramente, perché comunica meglio i suoi desideri e gli eventuali problemi che ha.

    Sul discorso senso di colpa è un nostro male comune. Tu e mandragola dovevate lavorare per la famiglia, non per voi stesse, io invece ero a casa e non mi occupavo di lui. Ero profondamente depressa. Il suo autismo però ha sconfitto la mia depressione. Il tempo perso purtroppo non si può più recuperare. Ora dobbiamo solo guardare avanti e fare del nostro meglio per il loro futuro. Io come te non riesco a perdonare me stessa, ma mi sforzo per dare a lui il meglio...una mamma equilibrata che si ama e lo ama.
    Grazie che ci siete care mamme.
  • MammaAnnaMammaAnna Andato
    modificato May 2014 Pubblicazioni: 373
    Care mamme @mandragola77 e @damy, io ho pensato tanto stanotte. Vi faccio lo stesso discorso che mio marito (che si definisce orgogliosamente "razionalista convinto") mi fa quasi tutti i giorni.
    Il senso di colpa che noi abbiamo è dovuto ad un "nesso di falsa causalità" che noi attribuiamo a specifici episodi della nostra vita...
    Siccome nostro figlio ha dei problemi allora dev'essere dovuto a quell'episodio, a quel periodo particolarmente sfortunato ecc... dovremmo ricordarci, io prima di tutti, che nello spettro autistico si nasce, è una differenza biologica, non dovuta all'ambiente... poi è vero che per crescere bene serve un ambiente adeguato, fatto su misura, un'educazione specifica e quello che può essere ottimo per i bambini neurotipici non lo è per i nostri.
    Dovremmo cercare di non cadere nello stesso abbaglio che ebbe Bettelheim 50 anni fa. Fra parentesi, quando ancora non avevo letto nulla sull'autismo e volevo documentarmi, cercai "autismo" nel computer di una libreria vicino a casa, e l'unico libro disponibile era "La fortezza vuota" di Bruno Bettelheim: nella prefazione non c'era scritto che si trattava di un libro sorpassato, pubblicato per pura ragione storica, una vera vergogna al giorno d'oggi! Il caro Bettelheim, fra l'altro era una persona alquanto brutale, non sarebbe stato minimamente in grado di crescere in maniera sana un bimbo autistico!
    Nel mio caso un asilo nido pieno di stimoli e con tanti giochi sparsi sul pavimento, come era quello in cui andava mio figlio, non era il massimo. Questo perchè quell'asilo era pensato per bambini neurotipici. A volte arrivavo a prenderlo, a mezzogiorno, che c'erano tre o quattro bambini che piangevano col nasino pieno di muco e una maestra che doveva badare a tutti, mentre l'altra si occupava di consegnare altri bimbi alle mamme. Tutto quel caos dava fastidio a me, immagino a mio figlio... quando arrivava a casa dormiva due o tre ore per recuperare la sua stanchezza... e quando si svegliava io avevo paura di lui per le sue reazioni spropositate alle frustrazioni e nessuno capiva quello che io vivevo in casa, io (per gli altri) ero semplicemente incapace di gestire quel bambino troppo capriccioso. So che non era colpa mia, ma ciò non toglie che io abbia ancora dei sensi di colpa, forse ne avrò meno col tempo, ma c'è in me una parte non razionale che rimugina in continuazione.

    Nel tuo caso @damy, pensi che altre mamme di bambini neurotipici non abbiano mai avuto giornate in cui si sentivano depresse? Probabilmente sì... poi però non hanno avuto i problemi che hai avuto tu col tuo bimbo ed ecco che non pensano più a quegli episodi.
    Tu stai lavorando da molto tempo, con amore, con tuo figlio. Tuo figlio è disprassico, e questo non è certamente dovuto a te. Anche mio figlio è disprassico, ha molti problemi di motricità fine e inoltre ha dei problemi sensoriali ed a volte è troppo sovraccarico e poi fa molta fatica a gestire le emozioni.
    Noi stiamo aiutando i nostri figli a lavorare sui loro punti deboli e valorizziamo i loro punti di forza, e facciamo questo cercando di comprendere come loro si sentono. E' per questo che siamo su questo forum. Grazie anche a voi.
    Post edited by MammaAnna on
  • mandragola77mandragola77 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 2,262
    Interessante quello che hai scritto, il nesso di falsa causalità me lo dovrò stampare bene in testa.
    Forse siamo davvero ancora vittime delle false teorie sull' autismo, perché sebbene smentite hanno lasciato un retaggio nell' immaginario collettivo o forse una mamma é sempre e comunque facile vittima dei sensi di colpa.
    Oltretutto é la patologia in se che colpevolizza particolarmente i genitori e che li porta a farsi mille domande. Se mio figlio per esempio fosse stato sordo non mi sarebbe mai venuto in mente di essere la causa della sua sordità. E con questo non voglio dire che esser sordi sia meglio o peggio dell' essere autistici.
    Come avrete capito questo argomento per me é un nervo scoperto. Non so se rivolgermi a uno specialista che mi aiuti a superare il disagio o lasciar fare al tempo.
  • ninanina Neofita
    modificato May 2014 Pubblicazioni: 43
    Care mamme ho davvero il massimo rispetto per il vostro impegno e la vostra dedizione. 
    Purtroppo i sensi di colpa e di inadeguatezza sono difficili da estirpare, credo sia una caratteristica naturale delle mamme. Se penso alla mia bimba che ha qualche ritardo non ancora diagnosticato, penso con rammarico ad alcuni momenti della gravidanza che potrebbero aver influito, tipo la necessità di curare all'inizio dell'ottavo mese una brutta reazione allergica (buona colpa dei medici) con l'anti-istaminico, notoriamente depressore del SCN. Oppure al fatto che ho dovuto sempre lavorare e che forse non mangiavo abbastanza a causa del mio continuo mal di stomaco...etc etc. 
    Credo che purtroppo ognuno se li porterà dentro per un po' (o un bel po') e poco si ci potrà fare. Ma rimuginare porta a nulla, razionalmente parlando, e quindi, sempre razionalmente parlando, si deve solo lavorare e fare il possibile e l'impossibile. In bocca al lupo a tutte
    Post edited by nina on
  • mandragola77mandragola77 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 2,262
    @nina é vero, noi mamme riusciamo a sentirci in colpa anche per cose che in nessun modo dipendono dalla nostra volontà. Forse è proprio in questo precario equilibrio che si gioca la vita di una madre.
    Tutte noi mamme del forum siamo accomunate dal fatto che stiamo affrontando una difficoltà dei nostri figli e ognuna di noi la sta in qualche modo riversando su se stessa. Tu pensi di aver sbagliato qualcosa durante la gravidanza, @Damy ritiene che la depressione possa aver influenzato negativamente il suo piccolo, io e @MammaAnna rimpiangiamo le lunghe assenze a causa del lavoro.
    Insomma tutte ci sentiamo un po responsabili dell' accaduto.
    Forse tutto questo è semplicemente amore.
  • Andato_SimAndato_Sim Andato
    Pubblicazioni: 2,046
    Forse tutto questo è semplicemente amore.
    Sì. Lo è.
    Ciao. Grazie a tutte voi. Siete una forte ispirazione per me. Se io avrò mai figli mi ricorderò di voi. Simone
    Tutto ciò IO penso (e scrivo).
  • damydamy Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,191
    O forse abbiamo bisogno di "controllare" qualcosa che non possiamo controllare. Forse è più semplice pensare che abbiamo sbagliato noi piuttosto che riconoscere che la progressione dell' autismo è da noi incontrollabile. Almeno questo è ciò che vedo analizzandomi in profondità.
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