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Imprigionata nel pattern thinking

KrigerinneKrigerinne SymbolSenatore
modificato March 2015 in Advocacy e Neurodiversità
Domanda rivolta soprattutto agli altri pattern thinking. Perché io mi impiccio e credo di essere vittima di un modo disfunzionale di ragionare e vorrei sapere come fate (se ce la fate) voi altri a mettervi dei limiti e a direzionare il vostro pensiero.
Spiego meglio: se rifletto su una cosa penso ad uno schema. Lo schema è estremamente astratto. Vivo bene se mi fermo. Il problema è che poi ci sono mille dettagli e uno schema in realtà è sempre la versione più imprecisa e generale di uno schema più specifico. Se devo porre l'attenzione su una questione il mio schema deve essere ingrandito, ne diviene che per elaborare uno schema più specifico ci vuole tantissima intelligenza e io credo di essere assolutamente nella norma sotto questo aspetto, e i miei nuovi schemi più pratici e specifici sono pieni di falle perché i collegamenti troppo complessi e la porzione che riesco a vedere dello schema è piccola, perché ho un campo visivo troppo piccolo per il nuovo schema che essendo più specifico è anche più grande. Come fermarsi? Come arrendersi a un risultato non soddisfacente? Mi accorgo proprio che come penso è da tormento interiore e anche sociale, perché non posso essere scollegata dal mio modo di ragionare ed è difficile capire come gli altri reagiranno al tuo parere. Soprattutto perché nel momento in cui gli do voce si perde il simbolo e mi scontro con la realtà più tangibile. Ci sono tante variabili ma come le posso considerare nel mio schema? Di solito le tengo fuori, ma non riesco a integrare tutto in un modo di pensare non ossessivo. :C Se ce le metto dentro devo scendere a un livello più profondo di schema mentale. E' questo. Ma nella vita capita costantemente di dover pensare a situazioni tangibili difficilmente riconducibili a uno schema e io quelle cose non so come affrontarle :C Non so mai se sto andando nella direzione giusta, se sono troppo soggettiva, perché nello schema le cose più importanti non sono in grassetto, stanno lì e io considero le prime che mi capitano sotto gli occhi, allora gli devo dare una dimensione... sì dovrei provare così, a dare più un progetto ai miei pensieri e una leggenda, o vado allo sbando, mi sembra solo di vedere quello che ho davanti agli occhi... e sono impulsiva... uffffff. Non so se è chiaro il mio tormento... Vorrei tanto sapere gli altri pattern thinking che sistema usano, come fanno ad essere organizzati, se lo sono, e come fanno, se ci riescono, ad avere uno schema di dettagli gerarchico e abbastanza preciso (se io considero un dettaglio è come se vedessi una parte ben delimitata ingrandita dello schema e non potessi vedere tutto il resto, quindi faccio gravi errori di senso pratico o roba del genere. Poi mi sposto sullo schema in una direzione, tipo verso nord est, e quello che stava un millimetro a ovest non l'ho visto, come l'rna polimerasi quando inizia la lettura del dna partendo da un primer, è il paragone azzeccatissimo perché per vedere le altre basi azotate la polimerasi deve costruirsi un altro primer e andare nella stessa direzione di prima, e non può mai tornare indietro, può solo ricostruire un altro primer e ricominciare. E questo è un esempio pratico di come mi perdo in robe che però pongono altri problemi) e come convertono i pensieri in parole. Boooh, sto incasinata.
OrsoX2
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Commenti

  • KrigerinneKrigerinne SymbolSenatore
    Pubblicazioni: 3,163
    Sto parlando su fb con due amici molto verbali e una dei due mi ha accompagnata a un'epifania per cui ora penso che chi pensa per parole dà un "simbolo" forte a queste mentre io le capisco in maniera letterale, al contrario chi pensa per parole interpreta in maniera letterale uno schema lì dove io vedo un forte simbolo.
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  • Andato34Andato34 SymbolAndato
    Pubblicazioni: 4,027
    Forse dovresti fare degli esempi per chiarire quello che ti capita, io non sono riuscito a capire bene il tuo post..
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • andato21andato21 Membro
    modificato October 2013 Pubblicazioni: 1,191
    Non so se può aiutarti, ma io ho un modo di pensare "descrittivo".

    I simboli:
    -nella loro forma, dimensione e disposizione vogliono, a torto o a ragione, essere correlati all'oggettività;
    -nei loro colore (intensità, sfumature, ecc..) e nella loro definizione (possono essere vibranti, rarefatti, statici..) rappresentano l'aspetto soggettivo.

    Inoltre c'è un presupposto che è alla base di tutto il mio modo di pensare: tutto quello che visualizzo è un frammento più o meno esteso che non può essere non concatenato a tutto il resto fino all'infinito, che ovviamente non posso visualizzare (non dico che debba essere giusto così per tutti, eh!).
    Non è un'aspetto volontario, difatti si è molto definito man mano che il cervello si è fatto più monotasking, crescendo. 
    Mi aiuta a mantenere flessibilità nel controllo dell'attenzione tra quadro generale e dettagli (ma tendenzialmente preferisco sempre il generale).

    EDIT (dimenticavo): i simboli sono al 90% correlati tra loro seguendo logiche sintattiche di natura molto simile a quelle dell'informatica, non ho difficoltà a "tradurre" in pensiero verbale, ma a volte capita.. in genere quando sono troppo preso dal pensiero oppure quando sono stanco o vado di fretta.

    Quando ho difficoltà a formalizzare bene un sistema di simboli li metto per iscritto, mi distraggo aspettando che di metabolizzare i patterns (questo è il metodo che uso di più), ricorro a qualche tecnica di concentrazione (questo quasi esclusivamente quanto la difficoltà parte a livello emotivo).

    Non sempre è possibile, lo so, spesso serve rapidità decisionale (soprattutto nel sociale) e questo è il principale motivo per cui sono sempre molto organizzato in più o meno tutto quello che faccio.

    So che l'effetto sorpresa è un brutto cliente per tutti e per me a maggior ragione, quindi cerco di essere sempre consapevole in maniera tale da mantenere un buon rapporto con la prontezza.
    L'esperienza, farne tesoro, fa tanto, perché praticamente in tutte le situazioni ci sono degli schemi fondamentali che, se riconosciuti (e per un pattern thinker non è molto difficile, se ci si mette), aiutano a trovare un modo rapido ed efficace per far fronte all'imprevisto. 
    Certo.. avere il dono dell'improvvisazione sarebbe molto meglio, ma così ci si difende, magari non alla perfezione, ma decentemente in genere.

    Un altro dei motivi per cui ho bisogno di organizzarmi è che lo trovo (avendone anche riscontri empirici) ottimizzante per il mio tipo di pensiero quando c'è da dargli una funzione pratica: i pregi si affinano naturalmente ed i difetti (la lentezza esecutiva, ad es.) è possibile ridurli.







    Post edited by andato21 on
  • FrancescoFrancesco Veterano Pro
    Pubblicazioni: 966
    Io sono informatico dentro e fuori, il mio modo di pensare segue schemi logici abbastanza precisi, questo approccio è perfetto per il mio lavoro, per aggiustare qualcosa, per organizzare la giornata, per trovare soluzioni in genere, in questo caso il modello si sostituisce alla realtà e mi permette di arrivare a conclusioni inusuali. Purtroppo è decisamente fallimentare nelle relazioni umane. Riconosco di avere un caratteraccio, devo intervenire continuamente con la mia parte razionale per evitare incidenti diplomatici, ma non ho una ricetta per questo.
    :(
    Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me. (G. Marx)
  • modificato October 2013 Pubblicazioni: 121
    Io penso per simboli se devo pensare a un concetto ad esempio se penso al mio ciclo scolastico mi viene in mente una lunga catena in cui ogni anello è un anno oppure il concetto di teoria per me è il nostro sistema solare in quanto la teoria eliocentrica è la prima teoria di cui ho sentito parlare.Spesso associo le cose a suoni,rumori,odori e colori,ad esempio per me la rabbia è un grande sfondo rosso.Uso schemi e diagrammi solo quando penso a problemi di matematica e fisica in quel caso nel mio cervello appare un grande foglio bianco con sopra un disegno e sotto due diagrammi uno è composto da rettangoli uno sopra l'altro tutti vuoti l'altro da un rettangolo vuoto al centro che è circondato dai dati quando risolvo il problema quelli uno sopra l'altro si hriempiono con le varie equazioni quello al centro con la soluzione.Uno dei miei hobby è anche quello di risolvere i casi delle serie tv prima del detective per farlo mi raffiguro una lavagna con i dati e al centro c'è la soluzione.Diciamo che questo mi ha annullato la ToM.E mi da problemi con le materie più verbali le devo imparare a memoria perché a parole mie sono incapace e mi da problemi a fisica perché se allo scritto prendo 10 all'orale 7 1/2.Il problema con i dettagli ce l'ho anch'io cioé anch'io mi focalizzo su una piccolissima parte del problema e perdo di vista l'obiettivo finale.Però non ho problemi a creare schemi complessi anche se poi mi ci perdo.Invece anche io ho problemi con cose che non possono essere schematizzate e spesso non le so proprio esprimere.
    Post edited by TheDeductionist2405 on
    Eliminated the impossible whatever remains,no matter how mad it might seem,must be the truth.
  • andato21andato21 Membro
    modificato October 2013 Pubblicazioni: 1,191
    Ma in che senso ci sono cose che non riesci a schematizzare?
    Lo so che per molti è così, m'interesserebbe capire meglio questa cosa.. :)

    Per me tutto è riconducibile a patterns; tra un algoritmo e un romanzo non fa la minima differenza.
    Post edited by andato21 on
  • Pubblicazioni: 121
    Hai fatto l'esempio perfetto perlomeno per me cioé un romanzo mentre lo riesco a schematizzare in in diagramma difficilmente riesco a ridurre le azioni o i personaggi a un simbolo.Il che vuol dire perlomeno per me che non ho un'idea chiara di quello che succede.
    Eliminated the impossible whatever remains,no matter how mad it might seem,must be the truth.
  • andato21andato21 Membro
    modificato October 2013 Pubblicazioni: 1,191
    Nel senso che hai difficoltà a ridurre un sistema di simboli in un altro simbolo (e viceversa) o nell'astrattizzare se non in maniera molto rigida?
    Post edited by andato21 on
  • KrigerinneKrigerinne SymbolSenatore
    Pubblicazioni: 3,163
    Inoltre c'è un presupposto che è alla base di tutto il mio modo di pensare: tutto quello che visualizzo è un frammento più o meno esteso che non può essere non concatenato a tutto il resto fino all'infinito, che ovviamente non posso visualizzare (non dico che debba essere giusto così per tutti, eh!).
    Non è un'aspetto volontario, difatti si è molto definito man mano che il cervello si è fatto più monotasking, crescendo. 
    Mi aiuta a mantenere flessibilità nel controllo dell'attenzione tra quadro generale e dettagli (ma tendenzialmente preferisco sempre il generale).
    E' proprio così...

    Posto anche qui un messaggio che ho scritto a zisc premettendo che nel post uno schema corrisponde a uno strato di cipolla, e che lo strato sotto è una versione più dettagliata di quello sopra.

    Il problema sta nella comunicazione. Se una persona assolutamente verbale e che dà grande valore alla gerarchizzazione degli elementi (solitamente molto soggettiva) mi parla di un elemento SPECIFICO io per mettermi al suo livello devo scendere al centro della cipolla, dove lo schema è uno complesso. Per l'altra persona è facile isolare un elemento, io non posso considerarlo, a meno di considerarlo come parte di un sistema complicatissimo. Il risultato è che io faccio fatica a capire perché una persona sta dicendo quello che sta dicendo (è difficile capirlo perché per me sarebbe molto meglio discutere sullo strato più esterno della cipolla, andare così in profondità in maniera asimmetrica non ha senso. Tanta specificità è scusata solo se al momento si sta facendo un discorso estremamente analitico.) e quando cerco di spiegare il mio punto di vista questo risulta di difficile comprensione per gli altri. E' un continuo essere fraintesi. Se dico una cosa le persone fanno fatica ad accettarla così come è detta, devono convertire il mio sistema nella loro forma mentis a piramide, inventando cose che non ho detto (inventando una gerarchia o una linearità che io non ho dato). Stessa cosa di contro, il parere di un'altra persona devo convertirlo nella mia forma mentis a sistema, il problema è che questo sistema risultante sarà fallace o a volte addirittura di impossibile costruzione, e mi fa bloccare. Ma ho l'impressione che questo sia un problema insormontabile.
    MononokeHime
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  • andato21andato21 Membro
    Pubblicazioni: 1,191
    A me aiuta tanto invece, perché i vari strati rappresentano "meta-simboli" e sono uno proposizione dell'altro: hanno un filo logico ramificantesi tendenzialmente, ma che mantiene una linearità di fondo forte (è quella che genera il continuum tra gli strati).





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