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Asperger e Mondo del Lavoro

AleenaAleena Colonna
modificato November 2011 in Studio e lavoro

Di cosa vi occupate? In che settore lavorate? La sindrome di Asperger vi crea dei problemi sul lavoro?

Io sto cercando lavoro e ogni volta che leggo sugli annunci "ottime doti relazionali e comunicative" mi deprimo e scarto l'annuncio...

alexander_pope
Post edited by wolfgang on
I exist as I am, that is enough,
If no other in the world be aware I sit content,
And if each and all be aware I sit content.

---Walt Whitman
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Commenti

  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,732
    Io mi occupo della creazione di modelli ed analisi di dati. Per fortuna riesco a stare abbastanza isolato anche se a volte qualcuno si lamenta. Penso che comunque bisogna distinguere tra la capacità di relazionarsi e comunicare in ambito strettamente lavorativo (fare un progetto comune, fare da relatore per una presentazione, etc..) e la socializzazione che gli gira intorno (cene con colleghi, etc..) a mio avviso nettamente più stressante.

    Poi ci sono lavori che non farei mai, ho lavorato un mese in un settore vendite per un'assicurazione e sono fuggito a gambe levate!
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • TsukimiTsukimi Senatore
    Pubblicazioni: 3,827
    Faccio la praticante legale da due settimane; per il momento mi trovo bene (nel campo in cui sono, e in generale nel nostro ordinamento, un avvocato passa molto più tempo a spulciare fascicoli e scrivere atti che non a fare il trombone alla Perry Mason), ma sono spesso preoccupata 1. di comportarmi in modo disturbante senza accorgermene 2. che mi vengano chieste nell'attività futura più abilità sociali di quelle che sono in grado di apprendere.

    Comunque al colloquio mi hanno chiesto solo su cosa mi fossi laureata e come, se sapessi le lingue etc. Per fortuna ho saltato la parte su "descriviti in tre parole" o "parlami del tuo fantastico rapporto con gli altri".
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • AleenaAleena Colonna
    Pubblicazioni: 1,050

    E sul posto di lavoro sanno che siete ND?

    Il mio ultimo contratto era a progetto e prevedeva che lavorassi da casa, sembra una soluzione comoda e ideale, ma essendo già poco socevole lavorare da casa ha significato un isolamento ancora maggiore, poco salutare. Per questo voglio che il mio prossimo lavoro sia fuori casa, con orari fissi, qualche collega intorno ma senza contatto con il pubblico... un giusto equilibrio.

    I exist as I am, that is enough,
    If no other in the world be aware I sit content,
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    ---Walt Whitman
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,732

    E sul posto di lavoro sanno che siete ND?

    No, almeno, non del tutto.
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • TsukimiTsukimi Senatore
    Pubblicazioni: 3,827
    No, non lo sanno e non lo vado a dire. Un po' perché ho paura di passare per inadeguata, un po' perché anche se lo volessi dire, che me ne uscirei es. in fila davanti alla cancelleria: "A proposito, lo sa che sono Aspie?" - "E perché me lo vieni a raccontare?".

    Semmai se serve spiego cose specifiche. Es. che no, non serve accendermi la luce forte, vedo meglio con quella bassa (la segretaria continuava a entrare nella stanza dove mi trovavo per accendermi le lampade; apparentemente uno che legge nella penombra attira di queste attenzioni ^^).
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • TsukimiTsukimi Senatore
    Pubblicazioni: 3,827
    Sulle "ottime doti relazionali e comunicative". A meno che non si stia assumendo un PR o un venditore mi sembra una boiata/americanata divenuta frase standard per un misto di efficientismo e di "volemose ben" fasullo. Certo, per lavorare con gli altri qualche tipo di abilità sociale serve, ma - a voler essere seri - si tratta di più di (1. essere un minimo civilizzati) 2. saper collaborare in modo costruttivo, che non di essere estroversi brillanti e carismatici. Se lavoriamo a un progetto assieme mi importa assai che mi racconti delle storielle formidabili e organizzi delle gran bevute - è molto più importante che es. se c'è un problema tu sappia fare una critica costruttiva invece di tirarmi una crisi isterica impedendo a entrambi di lavorare; o che non boicotti deliberatamente l'intero progetto solo perché un collega ti sta sulle palle; sono cose 1. più facilmente imparabili razionalmente 2. abbastanza ortogonali rispetto all'essere dei simpaticoni, ma anche 3. più difficili da valutare in un colloquio in cui ti chiedono se sei una people person solo perché l'hanno letto su Management for Dummies. 
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • danilodanilo Veterano
    Pubblicazioni: 100
    nonostante sia abbastanza asociale nel complesso il mio lavoro si riassume così: fare finta che mi importi oltremodo di che fine fanno gli ordini fatti alla mia azienda e fare il possibile perchè vengano consegnati quanto prima -lavoro per il miglior servizio clienti in europa-. significa prendere decine di telefonate al giorno, all inizio mi spaventava molto la cosa ma poi dopo un po usando dei trucchi (convincersi di stare parlando sempre con la stessa persona) sono riuscito a diventare anche abbastanza bravo. 
  • Pubblicazioni: 1

    Quello che è drammatico non è solo come relazionarsi al lavoro ma quanto quello di Trovare lavoro....

     

  • TsukimiTsukimi Senatore
    Pubblicazioni: 3,827

    E sul posto di lavoro sanno che siete ND?

    Ci manca solo quella. Già così "ho la personalità sbagliata", a quanto pare.
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • Andato_87Andato_87 Andato
    modificato April 2012 Pubblicazioni: 3,049

    Quello che è drammatico non è solo come relazionarsi al lavoro ma quanto quello di Trovare lavoro....



    Di questi tempi siamo tutti sulla stessa barca…
    Io alla mia età non ho ancora avuto alcuna esperienza lavorativa, nemmeno qualche “occasione” per fare qualche lavoretto. Forse ho ancora una teoria sbagliata sul modo di approcciarmi sul lavoro; di sicuro il “far vedere quanto valgo” non porterebbe buone prospettive. Avrei molte cose da dire su questo, anche se ormai la mia voglia di lavorare e quindi fare una vita normale è aumentata di molto in questi ultimi anni. Penso di averlo già scritto in altri post di sentirmi pronto a provare a fare qualcosa, che la mia condizione non sia un impedimento per soddisfare la mia voglia di realizzazione personale. Ok, sto idealizzando un po’ troppo… la maggior parte delle persone trova il lavoro un inferno, e gli do pienamente ragione. Forse ciò che immagino è ben lontano dalla realtà; e ci credo, non so ancora cosa si prova esattamente a lavorare! E ho anche un po’ paura… paura di non farcela, paura di scocciarmi e di non potermi licenziare perché nel frattempo avrò fatto tanto per cercarmi una benedetta occupazione, paura di non avere le energie sufficienti fisiche o mentale per il compito che mi è stato assegnato… e se mi toccasse un turno di notte? o a un orario in cui non sono disponibile? o altre indisposizioni personali? So che tutto questo è stupido; sai a quanta gente “normale” ogni tanto viene voglia di mandare tutto al diavolo perché logorata da una routine che inizia a starci stretta… Eppure io sono un tipo molto abitudinario, di solito mangio allo stesso orario, sono molto incline alla puntualità, dote che hanno in pochi e che nel mondo del lavoro, per quel poco che so io, è fondamentale! Ricordo che quando andavo a scuola non pensavo altro che a studiare e avere il tempo libero per fare “le mie cose”… e quando mi si parlava di lavoro (e avevo già 17-18 anni) storcevo il naso. Oggi mi pento di aver avuto quei pensieri, in un’età in cui non riuscivo ancora a pensare con la mia testa come oggi. Sono passati sei anni, e ne sembrano passati venti da come mi sento cresciuto interiormente. Ma quanto sarò cresciuto in realtà? Ecco, il lavoro per me potrebbe essere un bel banco di prova! Mi piacerebbe non vergognarmi davanti a mia madre e ai miei familiari, eppure nello stesso tempo penso sarebbero contenti. Forse ho paura di deluderli? Forse ho ancora in mente il fantasma di mio padre che mi diceva che “se non hai buoni voti a scuola, vai in punizione”? Pensieri confusi i miei, se non mi capite fa niente, tanto non mi capisco neanch’io a volte…
    Post edited by Andato_87 on
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