Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

I vostri genitori hanno represso le vostre stranezze? Da adulti riuscite a viverle in modo libero?

Durante la vostra infanzia e adolescenza qual è stato l'atteggiamento dei vostri genitori nei confronti dei vostri comportamenti "strani", di quei comportamenti che in molti potrebbero definire "da malati mentali"? Li hanno repressi e ve li hanno fatti pesare come nel mio caso, oppure li hanno tollerati senza giudicarli?

Mi interessa poi sapere da quelli che hanno avuto dei genitori molto tolleranti se questo ha avuto effetto nella formazione del vostro carattere e in particolare riguardo a come riuscite a vivere la vostra diversità davanti ad altre persone. Io ad esempio ho sempre sensazioni negative riguardo a come gli altri potrebbero giudicare il mio modo di essere o i comportamenti strani che potrei avere. Nel vostro caso? Riuscite a sentirvi liberi di essere strani quando siete con le altre persone?
La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
Taggata:
«1345

Commenti

  • TsukimiTsukimi Senatore
    Pubblicazioni: 3,827
    I miei erano orgogliosi fossi "intelligente" e mi punivano severamente per i comportamenti "da disturbata". Onestamente non so dire quanto e come mi abbia condizionata, tranne per il fatto che di fronte agli insuccessi ho paura spontanea di perdere anche gli affetti.
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • Andato_87Andato_87 Andato
    modificato June 2013 Pubblicazioni: 3,049
    Purtroppo sempre represso, ecco perché ho più volte desiderato di essere nato in un’altra famiglia, anche se non è bello dirlo. Il brutto è che neanche ricordo quali erano le mie stranezze da piccolo, o meglio quel poco che ricordo grazie a videocassette o flashback mentali, lo rinnego.
    Sono cresciuto quindi con la paura di essere giudicato e con la sensazione che devo sforzarmi a essere “come gli altri”. Tuttora mia madre non crede ad alcuni miei pensieri.
    Anche di me hanno sempre detto che sono “intelligente” ma non vedo nulla di intelligente nelle stranezze che avevo da piccolo, semmai mi vedo più “intelligente” oggi, e in ogni caso per me non significa nulla, e non potrà significare nulla finché non riuscirò scoprire le mie doti e sfruttarle in qualcosa di costruttivo.
    Vedo invece tanta ipocrisia in chi parla di intelligenza senza credere realmente a ciò che dice.
    Post edited by Andato_87 on
  • TsukimiTsukimi Senatore
    Pubblicazioni: 3,827
    Quanto ad essere strani con gli altri dipende, perché di fasi nella vita ne ho avute diverse, da quelle in cui avrei avuto essere una persona più comune possibile ad altre in cui facevo apposta a distinguermi.
    Attualmente la cosa non è così riassumibile nell'essere strani o normali. Mi interessa di come stanno gli altri per cui mi viene in qualche modo spontaneo (diciamo una seconda natura) cercare di essere diplomatica o ascoltare i loro problemi... Ok, entro certi limiti, ma diciamo che sono più empatica di una volta. Se invece si tratta di stranezze innocue almeno nei rapporti informali non mi faccio tanti problemi, però se è il caso spiego perché uno non se ne stia lì perplesso.
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • rosarosa Veterano
    modificato June 2013 Pubblicazioni: 452
    Mia madre è quella che ha sempre cercato di farmi 'cambiare' e farmi diventare come gli altri, vedeva certe mie diversità e stranezze come 'difetti', è così anche oggi che sono adulta.... se faccio cose che lei disapprova me le fa notare continuamente. Vede che sono diversa dagli altri ma non sa nemmeno cosa sono gli autistici, quindi anche a parlargliene è inutile, non mi crederebbe. Sono io che inizio a fregarmene e vivere la mia vita come meglio posso/riesco, ma so già di non dovermi aspettare accettazione dagli altri. 
    Post edited by rosa on
  • NurgleNurgle Neofita
    Pubblicazioni: 31

    I miei erano orgogliosi fossi "intelligente" e mi punivano severamente per i comportamenti "da disturbata". Onestamente non so dire quanto e come mi abbia condizionata, tranne per il fatto che di fronte agli insuccessi ho paura spontanea di perdere anche gli affetti.

     


    Idem! specialmente da parte dei fratelli che apostrofano tutt'ora che per loro sono "senza cervello"
  • corneliacornelia Senatore
    Pubblicazioni: 1,185
    Bello questo post! Per ora, parlo da genitore, le stranezze di mia figlia le tollero, ma ammetto che lei ha ancora un'età per cui anche le sue stranezze in giro sono tollerate da tutti, anzi, sono viste come un qualcosa di simpatico. Alcune cose vanno corrette. Lei è molto golosa e se vede qualcuno ad un tavolino che sta mangiando o bevendo qualcosa che a lei interessa, senza pensarci su due volte chiede di essere presa in braccio e si serve tranquillamente dai loro piatti. Io subentro non appena possibile e il bello è che le persone mi dicono: com'è fortunata signora ad avere una bimba così socievole e aperta. E' simpaticissima.
    Crescendo non so quanto sarà facile per me tollerare in pubblico comportamenti strani tipo stereotipie motorie delle mani (ora è così carina, sembra che balli) cercherò di valutare quanto queste cose sono "affari suoi" e quanto queste cose vanno a rompere le scatole alle persone. Nel secondo caso interverrò, più che altro per insegnare anche le buone maniere. ND o non ND un maleducato è sempre un maleducato.
    Mi viene in mente un racconto che una donna Asperger ha fatto riguardo ad una mamma di un bimbo Asperger. mamma e nimbo camminavano per strada, il bambino inizia a parlare da solo e sua mamma gli dice: non parlare da solo o penseranno che sei strano.
    E lui: ma io sono strano, mamma!
    Ecco questo è emblematico per far capire che se la stranezza non nuoce a nessuno e non da fastidio a nessuno, trovo che si debba far curare (come minimo imparare a farsi i fatti propri) chi guarda e giudica e non chi pone in essere la bizzaria che, sto iniziando a capire, fa un pò parte della personalità degli autistici, allora ben venga.
  • NurgleNurgle Neofita
    Pubblicazioni: 31
    Bello questo post! Per ora, parlo da genitore, le stranezze di mia figlia le tollero, ma ammetto che lei ha ancora un'età per cui anche le sue stranezze in giro sono tollerate da tutti, anzi, sono viste come un qualcosa di simpatico. Alcune cose vanno corrette. Lei è molto golosa e se vede qualcuno ad un tavolino che sta mangiando o bevendo qualcosa che a lei interessa, senza pensarci su due volte chiede di essere presa in braccio e si serve tranquillamente dai loro piatti. Io subentro non appena possibile e il bello è che le persone mi dicono: com'è fortunata signora ad avere una bimba così socievole e aperta. E' simpaticissima.
    Crescendo non so quanto sarà facile per me tollerare in pubblico comportamenti strani tipo stereotipie motorie delle mani (ora è così carina, sembra che balli) cercherò di valutare quanto queste cose sono "affari suoi" e quanto queste cose vanno a rompere le scatole alle persone. Nel secondo caso interverrò, più che altro per insegnare anche le buone maniere. ND o non ND un maleducato è sempre un maleducato.
    Mi viene in mente un racconto che una donna Asperger ha fatto riguardo ad una mamma di un bimbo Asperger. mamma e nimbo camminavano per strada, il bambino inizia a parlare da solo e sua mamma gli dice: non parlare da solo o penseranno che sei strano.
    E lui: ma io sono strano, mamma!
    Ecco questo è emblematico per far capire che se la stranezza non nuoce a nessuno e non da fastidio a nessuno, trovo che si debba far curare (come minimo imparare a farsi i fatti propri) chi guarda e giudica e non chi pone in essere la bizzaria che, sto iniziando a capire, fa un pò parte della personalità degli autistici, allora ben venga.



    Non so se siamo da curare, ma sinceramente io sono orgoglioso di essere quello che sono!

    non mi accetti? affari tuoi! ( quello che penso di ogni relazione sociale) alla fine non devo essere io a mascherarmi per sembrare neurotipico,

    ma voglio, devo e sono accettato per quello che sono!

  • Andato_87Andato_87 Andato
    modificato June 2013 Pubblicazioni: 3,049
    Cio che è da correggere bisogna correggerlo, questo vale per tutto in modo che non si facciano cose illegali o pericolose, ma per il resto dobbiamo essere liberi di essere noi stessi; la nostra “diversità” non fa male a nessuno se non alle convenzioni sociali.

    Leggendo il commento di Cornelia mi è tornato in mente un episodio di quando avevo 6 o 7 anni: rubai una calcolatrice (forse da un compagno di scuola), ma poi l’insegnante (non ricordo se quella dell’aula o quella di sostegno che avevo) riuscì in pochi minuti a convincermi a restituirla al proprietario.

    In un certo senso mia madre mi ha aiutato a “evolvermi” nel ragazzo civile che sono oggi. Quando parlo di “repressione” mi riferisco al fatto che, ad esempio, non trovo per niente incivile camminare per strada in modo un po’ strano ogni tanto. Quando usciamo insieme mi fa spesso notare che cammino con i piedi un po’ storti, ma non è colpa mia, mi viene naturale, non me ne accorgo nemmeno, e poi non mi sembrano così storti…

    Di solito parla così chi pensa troppo all’estetica anche a scapito della comodità.

    Per lo stesso motivo trovo normalissimo iniziare a uscire con le scarpe aperte da aprile o da maggio, senza dover aspettare il caldo afoso di metà giugno.
    Post edited by Andato_87 on
  • CoreuteCoreute Veterano
    modificato June 2013 Pubblicazioni: 403
    Ho esperienze simili a quelle di @A87 e di altri: i miei genitori a dire la verità sono stati molto tolleranti con me quando ero bambino, anzi, non si sono mai nemmeno accorti delle mie "stranezze"; io ero intimorito da mio padre che aveva un carattere molto forte e autoritario, molto diverso dal mio, e confrontandomi con lui mi sono sempre sentito inadeguato... mio padre è morto pochi giorni dopo che ho compiuto 21 anni, da allora, anche se sembra molto brutto dirlo, anche perché ero molto affezionato a mio padre e ne conservo tuttora, nonostante tutto, un gran bel ricordo e provo per lui tanta nostalgia, ad ogni modo dal momento della sua morte, dicevo, le cose per me sono migliorate, nel senso che mi son sentito meno impedito e ho capito che avevo bisogno di aiuto e che avrei dovuto cercarlo autonomamente...
    Post edited by Coreute on
  • Andato34Andato34 SymbolAndato
    Pubblicazioni: 4,027
    Crescendo non so quanto sarà facile per me tollerare in pubblico comportamenti strani tipo stereotipie motorie delle mani (ora è così carina, sembra che balli) cercherò di valutare quanto queste cose sono "affari suoi" e quanto queste cose vanno a rompere le scatole alle persone. Nel secondo caso interverrò, più che altro per insegnare anche le buone maniere.
    Un episodio, credo degli ultimi anni delle elementari, che mi è restato molto impresso è quando mia mamma mi sorprese mentre ero fermo in piedi davanti alla scrivania perso nelle mie fantasie e muovevo ripetutamente le mani in un modo che penso possa essere classificato come stereotipia motoria, dei gesti molto veloci delle dita uniti a delle torsioni sempre molto veloci delle mani. Mi disse con tono preoccupato "cos'è quella cosa che fai sempre con le mani?" facendomi capire che dietro a quel comportamento ci fosse un problema o un qualcosa di molto sbagliato. Era una cosa che a me piaceva molto (fantasticare e muovere le mani), ma da quel momento in poi ho dovuto cominciare a farla di nascosto e sentendomi in colpa ogni volta che la facevo. Credo di averla fatta per molto tempo prima di quell'episodio e che i miei lo sapessero da molto, ma probabilmente a un certo punto diventando grande si sono preoccupati e hanno deciso di indagare, fermandosi però solo ad una domanda (probabilmente anche perché da quel momento non mi hanno più visto farlo), infatti ricordo di essere stato sorpreso del fatto che loro non si fossero mai accorti di quel mio comportamento che per me era normalissimo e faceva parte di me.
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Un pizzico di autismo? Ma quale? Aiutaci a scoprirlo con la ricerca online