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Una nuova (forse) forma di aiutare. Che ne pensate?

Ciao a tutti, come state? Mi chiamo Francesca, ho scritto diversi anni fa nel forum e ogni aiuto é stato prezioso, vi ringrazio tanto.
Ora ho un progetto in mente. E sono completamente persa. É difficile orientarmi fra tanta informazione.
Sono sociologa, specializzata in comunicazione, vivo da 5 anni all'estero (con tutto quello che comporta imparare), con conoscenze di técniche di vendita, coaching, neurotipica e in una felice relazione con un aspie da 5 anni.
Mi sto rendendo conto che molti aspie e le loro famiglie non hanno un supporto adeguato, per lo meno qui in Argentina. Premetto che il sistema sanitario é migliore di quello italiano, sotto vari aspetti. L'aiuto che le famiglie e gli aspie ricevono é per lo piú psicologico e neurologico. Ho avuto la fortuna di ascoltare direttamente alcune famiglie e ricevono indicazioni preconfezionate (sto esagerando un po' per non scrivere troppo) che non danno strumenti per tradurre in prática e nel vissuto quotidiano il nuovo mondo che gli si apre. 
Le domande quindi sono:
1) vi succede la stessa cosa?
2) pensate che una persona con formazione sociologica e in comunicazione (quindi piú attenta alle relazioni), con il mio vissuto (che vi racconteró meglio) in cui le mie esperienze personali mi hanno messo nella condizione di essere diversa sin da piccola e dover tradurre il mondo che mi circonda, vi possa aiutare? Magari non nella fase di diagnosi. Quello che vorrei é studiare come dare strumenti per capire di piú chi ha Asperger, per dar valore alle sue mille qualitá e soprattuto di farlo con gioia, portando pace dove vedo tanta tensione e disorientamento.
3) Ci sono giá studi simili? Ho trovato un piccolo articolo di un sociologo della Virginia (Stati Uniti). Gli ho scritto ma per ora non ho risposta. Continueró a cercare.

Grazie per il vostro tempo e risposte. Qualsiasi siano, sono ben accette. 

Vi abbraccio e spero che questi tempi didficili si convertano per tutti in una occasione (qualsiasi essa sia) e non portino con sé troppo dolore.

Francesca
riot
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