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Il mio compagno

NightsLabNightsLab Neofita
modificato 25 February in Domande e risposte tra AS e NT
Salve a tutti. Io sono neurotipica e sono qui per cercare informazioni sulla neurodiversità poiché il mio compagno probabilmente è nello spettro, seppur in forma lieve. Non ha una diagnosi ufficiale ma più di uno psicologo che ha visto (in età adulta, anche se i sintomi c'erano già da bambino, e anzi più evidenti rispetto a ora) ha paventato questa ipotesi.
Sottolineo che a me lui piace così com'è, non voglio assolutamente che cambi e sono qui solo perché vorrei comprenderlo ancora meglio e che ho il suo consenso (non vuole parlarne lui stesso con nessuno ma gli va benissimo che io faccia ricerche). Preciso anche che io sono molto ignorante in proposito. 

Ringraziandovi in anticipo per le eventuali risposte, vorrei sapere intanto se, dalle informazioni che sto per darvi, anche secondo voi si tratta veramente di lieve sindrome di Asperger oppure no - anche perché agli psicologi non ha detto tutto quello che ha detto a me - e poi se qualcun altro di voi ha le stesse esperienze e in caso se ha trovato delle soluzioni per vivere meglio quelle negative. 


Fin da bambino ha avuto una passione molto intensa per la costruzione, il montare e lo smontare oggetti; ora principalmente computer e componentistica informatica. Lo fa anche per lavoro (ma non fa solo questo) ed è molto, molto capace nonostante sia praticamente autodidatta. Si può dire che ne sia "ossessionato".

Mi ha sempre detto che non riesce a capire la maggior parte dei comportamenti e delle cose che fa la gente, che soprattutto da piccolo non trovava una logica nelle loro reazioni e dinamiche e che nel tempo ha dovuto imparare a "fingere". Io per esempio noto che a volte dice delle cose "inappropriate", anche proprio spiacevoli, ma io capisco che il suo intento non è di ferire l'interlocutore, anche perché succede che lo faccia a proprio svantaggio. È come se non si rendesse conto che certe cose "non si dicono", o comunque non in quei modi e così schiettamente. Non so se mi spiego.

Quando va in posti nuovi non riesce a fare a meno di concentrarsi su qualunque dettaglio, anche il più insignificante, e la cosa a lungo andare lo sfinisce e gli provoca nausea e giramenti di testa. La situazione peggiora se deve camminare a piedi per strada, soprattutto se è buio e in città ci sono luci di negozi, lampioni, etc. 
Nel periodo adolescenziale ha cominciato a fare uso di droghe e alcol proprio per "intorpidirsi il cervello" e sopportare questa situazione che altrimenti gli avrebbe reso impossibile uscire e avere una vita sociale. Era molto depresso anche se, "grazie" al suo essersi allenato a fingere, nessuno lo capiva. Ora ha smesso completamente con le sostanze e sta molto meglio di prima, ma rimane una sofferenza per lui uscire la sera.
Lui sostiene che, a causa delle droghe consumate nel tempo, ora è diminuita la sua intelligenza e di sentirsi più lento di prima nel risolvere problemi logici. Verso i vent'anni (ora ne ha 33) fece all'università un test QI e il risultato fu di 145.


Scusate il papiro. Vorrei tanto sapere soprattutto se qualcuno ha la sua stessa reazione quando esce la sera e se è riuscito a trovare qualcosa che allevi il malessere. Grazie mille a chi risponderà.
Post edited by riot on

Commenti

  • NightsLabNightsLab Neofita
    Pubblicazioni: 5
    Mi sto rendendo conto che forse ho sbagliato sezione, avrei dovuto postare in "domande tra nt e as"? Se è così scusate!
  • MononokeHimeMononokeHime Moderatore
    Pubblicazioni: 2,329
    Ciao, benvenuta! :)

    Dalle cose che scrivi di lui potrebbe rientrare nello spettro, come potrebbe essere altro. I tratti “caratteristici” dello spettro si presentano anche nelle persone cosiddette NT, tutto dipende dalla quantità e qualità di questi tratti/caratteristiche.
    Se il test del QI è valido (ma bisogna vedere che test è stato fatto, perché così è molto vago, e a seconda del test cambiano anche i parametri) potrebbe anche essere APC, e se rientra pure nello spettro si parla di 2e, ovvero doppia eccezionalità, e questo può averlo aiutato a “mitigare” i suoi tratti, a “mimetizzarsi”, a cavarsela anche senza supporto (ma non per questo senza sofferenza), o portare anche altre caratteristiche/difficoltà.
    Però solo uno specialista può fare una diagnosi.

    Quella che descrivi sembrerebbe una particolare sensibilità sensoriale.
    Chi è sensibile si suoni può usare delle cuffie particolari; se sensibili alla luce si possono usare occhiali da sole o lenti colorate.
    (scusa se sono vaga ma al momento non riesco ad essere più “centrata”, mi auguro che altri intervengano in maniera più precisa)
    riot
    Che io abbia il corraggio di accettare le cose che non posso cambiare, la forza di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per poterle distinguere. (versione personale)
  • Tachipirina89Tachipirina89 Membro
    Pubblicazioni: 54
    Benvenuta NightsLab,
    ho letto con interesse la tua richiesta d'informazioni (e mi è piaciuta moltissimo la parola "paventato", non la conoscevo ed il suono mi piace molto, se posso dirlo). :)
    Il tuo ragazzo sembra mostrare qualche tratto in comune con i ND ma sinceramente nessuno di noi qui è uno psichiatra (credo).
    Fareste meglio a rivolgervi ad uno specialista, mi sembra l'unico consiglio sensato che posso darti (prova a convincerlo). :)
    Per rispondere alla tua ultima domanda: è molto raro che io esca la sera perchè odio fare tardi (non capisco proprio perchè ci si deve massacrare a restare svegli se uno è stanco e vuole andare a letto quando comunque in poche ore si è divertito, non so se mi spiego). Al massimo (e dev'essere un evento rarissimo) torno verso mezzanotte ed esco (ovviamente) solo con una persona alla volta (riesco a rapportarmi meglio senza troppi problemi). Personalmente non lo vivo come problema... io sono così e basta. Quando invece mi sento sovraccarica ed il cervello mi sta per scoppiare, mi isolo mentalmente, faccio un respiro profondo, saluto e scappo a casa, nel silenzio. :)


  • riotriot Moderatore
    modificato 25 February Pubblicazioni: 6,247
    Benvenuta!
    Mi piace la tua posizione nell'accettarlo per come è.

    prima di tutto, dal momento che dici di voler conoscere meglio l'Asperger e lo Spettro Autistico, ti dico che è meglio usare termini quali "tratti caratteristici" anziché "sintomi", perché l'Autismo non è una malattia ma una condizione.
    detto questo, le cose in cui io stesso mi riconosco:
    - lo smontare e rimontare fin da piccolissimo gli oggetti per capirne il funzionamento
    - l'aver imparato la stragrande quantità delle mie attuali conoscenze come autodidatta
    - la difficoltà nel comprendere le interazioni e le regole sociali
    - i problemi sensoriali con la luce

    Personalmente mi crerano problemi quella solare e l'abbaglio delle luci notturne se troppo intense. Di giorno posso usare occhiali da sole, ma di notte posso solo evitare le zone troppo illuminate.

    Per approfondire inizialmente, puoi scaricare il nostro libro gratuito che trovi a questo indirizzo (puoi anche scaricarlo e stamparlo):
    http://www.spazioasperger.it/rispostesemplici/lo_spettro_autistico_risposte_semplici.pdf

    L'importante però e avere un approccio positivo: le difficoltà si possono affrontare, ma soprattuto è importante che lui valorizzi i suoi punti di forza.


    Post edited by riot on

  • NightsLabNightsLab Neofita
    Pubblicazioni: 5
    Grazie a tutti per avermi risposto.

    Sensibilità sensoriale, a cui un po' tutti avete pensato leggendomi, sembra proprio il termine preciso. Farò ulteriori ricerche al riguardo e leggerò il libro indicatomi.

    Quello che proprio lui non sopporta in maniera particolare sono le luci notturne della città. La luce artificiale fissa al chiuso o il sole non danno fastidio a lui (ma paradossalmente ne danno immensamente a me).
    Ne consegue che anche gli eventi sociali sono uno strazio per lui (ma per fortuna lo sono anche per me, anche se per altre ragioni). Tempo fa siamo stati ad un matrimonio che si è tenuto la sera, con molti invitati, ed è finita che si è sentito così male da non riuscire a mangiare niente. Non è l'unico episodio ma è il primo che mi viene in mente. A tutti disse di avere un'intossicazione; solo a me confessò che era dovuto al sovraccarico sensoriale (è il termine giusto?).
    Per sopportarlo dovrebbe ubriacarsi, cosa che fortunatamente non vuole più fare.

    Una diagnosi credo che non la avrà mai perché da uno specialista non è interessato ad andare. Ormai ha imparato a funzionare in questa società e non ha voglia di aprirsi. Io sono onorata del fatto che gli piaccia farlo con me e che mi permetta di approfondire certi aspetti del suo carattere. A lui fondamentalmente non interessa sapere di essere o meno nello spettro.
    Quando da ragazzo andò dallo psicologo fu di nascosto da tutti e solo per avere delucidazioni su questo suo non poter evitare di memorizzare ogni dettaglio, solo perché effettivamente invalidante, che a parte me e alcuni terapeuti non ha mai confessato a nessuno.
    Detesta piangersi addosso ed è abituato a risolvere i propri problemi da solo e a non chiedere mai aiuto. Mi dice che però parlare con me lo aiuta.

    Ad ogni modo, a parte le caratteristiche che ho illustrato nel primo post, dalle mie ricerche personali (superficiali e da profana, sia chiaro) emerge che ci sono altri tratti in lui che almeno apparentemente sembrano tipici di questa condizione. Comunque è chiaro che qui stiamo solo parlando perché solo un terapeuta può diagnosticare e che questi tratti possono benissimo essere presenti anche nei neurotipici.
    Ho letto, per esempio, che alcuni soggetti neurodiversi fanno fatica a rendersi conto quando, nel mezzo di una conversazione da loro condotta, l'interlocutore è stufo dell'argomento e vorrebbe interrompere la discussione. A lui succede spesso, non solo con me, ma quasi solo quando la tematica del discorso (che spesso diventa un suo monologo) interessa uno degli argomenti a lui cari. Parla parla parla anche quando sa che dall'altra parte non ci sono neanche le competenze o la cultura di base per comprendere ciò che sta argomentando. Ho sempre pensato che fosse bello il suo essere così tanto appassionato a certe tematiche pur trovando strano questo comportamento; poi ho letto che è una caratteristica della neurodiversità.
    Non me ne sto lamentando, anzi io e lui ci scherziamo su.
    riot
  • may13may13 Membro
    Pubblicazioni: 36
    Ciao @NightsLab, grazie per la tua condivisione. Sono iscritta a questo Forum da meno di un giorno e ho già trovato una persona con un'esperienza affine alla mia. Anche il mio fidanzato ha caratteristiche dello spettro autistico, ma lui fa molta fatica a parlarne con me. Da un lato credevo che il fatto che volesse tenersi la cosa per sé fosse normale, ma allo stesso tempo mi faceva un po' soffrire. Leggendo il tuo contributo ho capito che una maggiore condivisione è possibile, ma devo comprendere fino a che punto mi posso spingere. Provo ammirazione per come tu e il tuo fidanzato gestite questo aspetto della vostra vita.

    P.S. Mi scuso se ho violato qualche regola di etichetta ma, come dicevo, mi sono appena iscritta e non sono sicura di niente.
    riot
    Pain reminds you the joy you felt was real. More joy, then.
  • NightsLabNightsLab Neofita
    modificato 25 February Pubblicazioni: 5
    @may13 Ciao!

    Ti sembrerà strano ma se non ricordo male fui io a tirare fuori per prima questo argomento. Lui non mi aveva ancora detto degli psicologi e del fatto che lo avevano informato di una sua probabile presenza all'interno dello spettro autistico.
    Io però per i fatti miei, poiché mi interessa leggere di psicologia (per hobby personale e senza alcuna qualifica ma anche perché io stessa, per vari motivi, di sedute da psichiatri e terapeuti ne ho affrontate da quando ero minorenne), sono venuta a conoscenza di questa condizione e a poco a poco ho fatto due più due. Gliene ho parlato con delicatezza e alla fine mi ha raccontato diverse sue esperienze.

    Naturalmente è possibile una maggiore condivisione ma i tempi per attuarla sono personali e se lui ti dimostra amore e rispetto nel resto, penso non ci sia ragione di prenderla a male. Pensa che non è qualcosa di personale verso di te.
    Io stessa ho impiegato tre anni per confessare a lui la mia particolare condizione psicologica (volevo scrivere "disturbo mentale" ma mi è sembrato troppo tragico...) perché me ne vergogno parecchio, non perché non mi fidi di lui.
    Post edited by NightsLab on
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