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Vivere la vita degli altri

Ho questa domanda che mi ronza in testa da parecchio ma non sono mai riuscita a trovare il nocciolo della questione

Ho conosciuto una persona tempo fa, e col passare del tempo ho iniziato a pensare che non fosse esattamente reale, nel senso che la narrazione della sua vita passata, antecedente al nostro incontro o comunque precedente la situazione contingente, fosse falsata, come se stesse raccontando un romanzo.

Ci siamo frequentate per poco tempo, ma questa sensazione di déjà vu si è riaffacciata ancora e ancora.
Mi sono accorta, al termine della nostra frequentazione, che questa persona usasse frasi di altri, personaggi famosi e importanti (tipo la Segre) modificandole per adattarle alla sua vita, rendendola quasi la descrizione di un personaggio di un romanzo... io ho avuto l’impressione di frequentare una persona che amasse raccontarsi, attingendo fattti e aneddoti da “altrove” piuttosto che vivere

Avete mai incontrato persone così? Io lo trovo angosciante
Blunotte
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Commenti

  • BlunotteBlunotte Veterano Pro
    Pubblicazioni: 634
    Non ho capito: ma di fatto raccontava le cose in modo un pochino più epico oppure mentiva?
    ---- Per vari motivi, preferisco usare poco/per nulla la funzione messaggi privati. ----
  • Aspie85Aspie85 Neofita
    Pubblicazioni: 14
    Ho conosciuto qualcuno che amava molto raccontatarsi, tra bugie e spunti, presi da film e chissà da cos'altro. Ma che ci vuoi fare, la mente umana è così complessa. A volte, probabilmente, è solo un modo per evadere da una vita monotona, a volte è una cosa patologica...
    lucy84
  • lucy84lucy84 Veterano
    Pubblicazioni: 254
    Blunotte ha detto:

    Non ho capito: ma di fatto raccontava le cose in modo un pochino più epico oppure mentiva?

    Esattamente come dice @Aspie85 più sotto, is racconta, usando citazioni, eventi, abbellendo e romanzando...

    Ciò che mi ha stupita è il modo in cui gli ascoltatori pendessero dalle se labbra (e ancora adesso è così), mentre per me era evidente questa patina di finto, di ricamato... non che uno debba essere onesto sempre al cento per cento (beato chi ci riesce), ma nemmeno appropriarsi di pensieri altrui... in questo caso, ho letto dei libri, e ho trovato delle frasi che questa persona usa come se fossero proprie... delle storie che somigliano in tutto e per tutto alle sue
    Non so nemmeno quanto sappia cosa è vero o cosa no, cosa è racconto e cosa realtá, dove nasce la parte sana e dove la patologia

    Blunotte
  • BlunotteBlunotte Veterano Pro
    Pubblicazioni: 634
    Riguardo il pendere dalle labbra, perdona il cinismo e la cattiveria, ma non escluderei che certe persone abituate a questi "romanzi" fingano di dare corda, se va bene consapevoli di dover poi filtrare quanto sentito... e al limite come modo per prendere in giro la persona in questione a sua insaputa (le fanno credere che é credibile).
    lucy84
    ---- Per vari motivi, preferisco usare poco/per nulla la funzione messaggi privati. ----
  • DreamLoopDreamLoop Veterano
    Pubblicazioni: 143
    Pensieri sparsi che sono affiorati dopo averti letto.

    E se dico che tutto il nostro passato è narrazione che scaturisce da una rappresentazione?

    Noi ricordiamo in maniera del tutto arbitraria e ciò che ci ricordiamo del passato è appunto ciò che ricordiamo (e più l'evento è distante più la situazione si complica) filtrato attraverso la nostra sensibilità/personalità/emotività del presente, non ciò che è accaduto in maniera oggettiva e priva di qualsiasi edulcorazione o successiva rappresentazione.

    E se aggiungessi che noi ci serviamo continuamente di ciò che altri hanno detto/fatto? 
    Tutta la cultura che l'essere umano ha tramandato si basa su questo principio.
    La cultura diffusa a livello di massa non fa altro che ripetere modelli interiorizzati tanto nell'immaginario collettivo quanto nell'abito mentale del singolo, e istituzioni come la scuola o quelle religiose o i mezzi di conunicazione di massa, giusto per citare i primi che mi sono venuti in mente, non fanno che rinforzare tale modello.

    "io ho avuto l’impressione di frequentare una persona che amasse raccontarsi, attingendo fattti e aneddoti da “altrove” piuttosto che vivere"

    Non è quello che fanno gli scrittori? Pensiamo a un Kafka o un Pessoa che sono esattamente il prototipo di chi "attinge da altrove piustosto che vivere", poi cosa sia questo altrove e in che modo si attinge ad esso (ispirandosi alle parole di uno scrittore famoso piuttosto che pescando nella propria immaginazione che comunque è stata influenzata dalla cultura di riferimento) be' ci potrebbero scrivere migliaia di pagine.

    A me darebbe fastidio se una persona inventasse storie/dicesse bugie sulla propria vita per approfittarsi di qualcuno e ottenere un beneficio a discapito di quella persona, ma fuori da questa eventualità trovo l'argomento piuttosto fecondo e interessante, e di base preferisco uno che mi racconta storie rispetto a uno che mi fa l'elenco delle sue giornate lavorative o delle ultime notizie lette sopra qualche quotidiano.
  • BlunotteBlunotte Veterano Pro
    modificato 20 February Pubblicazioni: 634
    Sono d'accordo sulla questione del "filtro" (della cultura, della memoria, del punto di vista nostro e degli altri...), ma a mio avviso un conto è l'arte (vedi alla voce sospensione dell'incredulità&co.), un altro conto la vita reale.
    Mi sta bene che uno decida di fare della propria vita un'opera d'arte, ma ciò deve essere chiaro (esempio: uno che interpreta vari personaggi, cambiando abbigliamento, usando parrucche...) .
    Mi va bene che uno mi racconti storie, ma deve dirmi che mi sta raccontando delle storie.
    Va bene ogni tanto appropriarsi di frasi e dettagli delle vite altrui, più o meno inconsapevolmente.
    Ma vedo in modo diverso chi ingigantisce o falsifica reiteratamente, sapendo di farlo e per il gusto di farlo (cioè senza un motivo, come nel caso delle "bugie bianche"... certo un altro conto sarebbe approfittarsi di qualcuno, commettere reati ecc). Mi rendo conto che dietro può esserci qualche difficoltà personale, ma per quanto mi riguarda scoprire una cosa simile può incrinare il rapporto in modo irrimediabile.

    Sarei contenta, @DreamLoop, se potessi spiegare meglio in che senso intendi la tua preferenza per "chi racconta storie".

    Mi rendo conto di essere stata dura ma questi argomenti toccano sia alcuni dei principi alla base dell'educazione che ho ricevuto sia alcuni spiacevoli episodi della mia infanzia.


    Post edited by Blunotte on
    ---- Per vari motivi, preferisco usare poco/per nulla la funzione messaggi privati. ----
  • LupaLupa Veterano Pro
    Pubblicazioni: 617
    Capisco che possa suonare molto fastidioso, di solito apprezziamo le cose raccontate con parole proprie perché ci danno elementi in più per capire la persona. Però forse cercherei di distinguere tra un racconto vero espresso con parole altrui (magari la persona ha difficoltà di esposizione? Ama utilizzare espressioni lette o sentite che l'hanno particolarmente colpita?) e un appropriarsi di narrazioni che però non ci appartengono.
    lucy84Blunotte
  • lucy84lucy84 Veterano
    Pubblicazioni: 254
    Blunotte ha detto:

    Riguardo il pendere dalle labbra, perdona il cinismo e la cattiveria, ma non escluderei che certe persone abituate a questi "romanzi" fingano di dare corda, se va bene consapevoli di dover poi filtrare quanto sentito... e al limite come modo per prendere in giro la persona in questione a sua insaputa (le fanno credere che é credibile).
    No, in questo caso è riuscita a creare un mondo altro, in cui splende, illuminato dalle sue frottole...

    Non so come spiegarlo senza entrare troppo nei dettagli, ma è capitato che pubblicasse dei video in cui si vedono delle persone e le loro azioni.

    Le persone fanno A, lui racconta B, una versione che gli è più favorevole. Plauso e giubilo. E a catena diffusione della versione B.
    È come un mondo parallelo
    Blunotte
  • lucy84lucy84 Veterano
    modificato 21 February Pubblicazioni: 254
    @DreamLoop quello che dici tu è comprensibile ed è qualcosa che facciamo tutti, chi più o chi meno, con consapevolezza o meno.

    Qua si tratta di qualcosa che va oltre, la costruzione di una vita, fondandola su concetti ed eventi non vissuti realmente.

    Cioè un conto è romanzare, un conto è falsificare.
    A un certo punto la realtà dei fatti c’è.
    Se io ho 36 anni, ne ho 36, non venti...

    Post edited by lucy84 on
  • DreamLoopDreamLoop Veterano
    modificato 24 February Pubblicazioni: 143
    Sinceramente  continuo a non capire il problema.

    Se hai 36 anni ne hai 36 e non venti, ok, quindi?

    Io credo che sia molto importante saper distinguere tra chi mente per ottenere un vantaggio a discapito di qualcuno, e chi invece non lo fa per approfittarsi degli altri, esempio:

    racconto un mucchio di balle su me stesso perché voglio approfittarmi della tua buona fede, in sostanza ti inganno per ottenere un ritorno economico o sessuale, o un qualsiasi altro vantaggio.

    Un altro conto è raccontare balle sulla propria vita non perché vuoi approfittarti di quella persona ma per qualsiasi altro motivo che ora nemmeno trovo necessario indagare.

    @Blunotte la mia preferenza per chi "racconta storie" è dovuto al fatto che mi annoio immensamente, da tutta la vita, nel seguire i soliti discorsi che le persone portano avanti, quindi se qualcuno modifica la propria vita per darle una visione più "avventurosa" o "divertente" o "interessante" (questo sempre secondo il punto di vista di chi mette in atto tale comportamento) non ci vedo assolutamente nulla di male. Il problema è di chi non accetta un tale modo di fare, non di chi si sente a proprio agio "inventando storie"


    Blunotte
    Post edited by DreamLoop on
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