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Difficoltà in quarantena

Ciao ragazzi!
È stato un periodo strano, la quarantena è stata difficile per me. Ho ricominciato a lavorare e buttarmi improvvisamente nella socialità e in ritmi così diversi mi ha provocato forte ansia. Non che lo stare a casa fosse meglio, si trattava di una situazione provvisoria e non riuscivo ad abituarmi neanche a quella, soprattutto non vedendone una fine stabilita. Quanti in difficoltà come me? La mia regione è tornata in zona rossa, gli eventi sociali si limitano praticamente solo all’ambito lavorativo, e la mancanza di “esercizio” e di abitudine mi sta facendo chiudere molto in me stessa, se potessi li eviterei tutti. Sono tornati i disturbi del sonno, l’irritabilità, la mia soglia di tollerabilità si abbassa sempre di più, trovare la concentrazione per fare qualunque cosa mi sembra impossibile. Voi come fate? Non so come spiegarmi con chi mi sta attorno, tranne forse con mia mamma e con il mio ragazzo, che provano a capire ma non riescono davvero ad accettare certe cose (e mi domando se sia meglio così). Da questa settimana inizierò un percorso con una psicoterapeuta, vedremo come andrà.

Scusate lo sfogo, non so quanto c’entri tutto ciò con l’Asperger (non ho una diagnosi), ma vedo alcune affinità con me e mi sembra di poter trovare un po’ più di comprensione qui :)
BlunotteClaraDiLunaTachipirina89

Commenti

  • ARIAL12ARIAL12 Neofita
    Pubblicazioni: 90
    BEH CARISSIMA, CONSIGLIO DI COSTRUIRE UNA FORTE RETE DI AMICI PARENTI E GENTE CONOSCIUTA
  • FiloFilo Neofita
    Pubblicazioni: 10
    ARIAL12 ha detto:

    BEH CARISSIMA, CONSIGLIO DI COSTRUIRE UNA FORTE RETE DI AMICI PARENTI E GENTE CONOSCIUTA

    Eh sono proprio d’accordo, quello sarebbe già un punto d’arrivo per me, il mio problema è il come farlo. Soprattutto perché non stando così bene in questo periodo, diventa ancora più difficile costruire qualcosa con gli altri, essendo già di mio molto solitaria. Però concordo, tra l’altro a me piacerebbe avere una rete di amicizie e conoscenze, perché di persone che mi interessano ce ne sono (non tante ma quel che basta), ma mi resta difficile soprattutto creare sintonia tra quelli che sono i miei ritmi e i loro. Devo ancora trovare un mio modo probabilmente!
  • ClaraDiLunaClaraDiLuna Membro
    Pubblicazioni: 78
    I primi periodi di quarantena stavo benissimo, mi sentivo protetta e sospesa nel tempo, poi è arrivata la paura, poi l'abitudine, poi la noia, e ora la claustrofobia.
    Questa situazione ha ridotto le possibilità e acuito la mia solitudine...
    Come faccio? Non lo so, infatti bene non sto
    :D
    Blunotte
  • FiloFilo Neofita
    Pubblicazioni: 10
    ClaraDiLuna ha detto:

    I primi periodi di quarantena stavo benissimo, mi sentivo protetta e sospesa nel tempo, poi è arrivata la paura, poi l'abitudine, poi la noia, e ora la claustrofobia.
    Questa situazione ha ridotto le possibilità e acuito la mia solitudine...
    Come faccio? Non lo so, infatti bene non sto
    :D

    Come ti capisco! Almeno io ora sono tornata a lavorare di persona.. tu sei in quarantena stretta o hai modo di uscire un po'?
    All'inizio anche per me è stato quasi un sollievo, mi sono sentita sollevata al pensiero di potermi/dovermi prendere del tempo per me, senza star dietro ai ritmi degli altri. Poi come dici tu è arrivata la paura, che nel mio caso non se n'è mai del tutto andata, perché alla fine non è mi subentrata la noia: ho iniziato a lavorare da casa, ma il mio lavoro si è trasformato per me in un incubo, perché mi sono trovata a dover fare tutte quelle cose che in realtà quando lavoro dal vivo mi creano disagio, ma che di solito sono marginali. E anche io come te sento di più la solitudine, perché mi sento ancora più distante dagli altri. 
    Blunotte
  • ClaraDiLunaClaraDiLuna Membro
    Pubblicazioni: 78
    Filo ha detto:

    ClaraDiLuna ha detto:

    I primi periodi di quarantena stavo benissimo, mi sentivo protetta e sospesa nel tempo, poi è arrivata la paura, poi l'abitudine, poi la noia, e ora la claustrofobia.
    Questa situazione ha ridotto le possibilità e acuito la mia solitudine...
    Come faccio? Non lo so, infatti bene non sto
    :D

    Come ti capisco! Almeno io ora sono tornata a lavorare di persona.. tu sei in quarantena stretta o hai modo di uscire un po'?
    All'inizio anche per me è stato quasi un sollievo, mi sono sentita sollevata al pensiero di potermi/dovermi prendere del tempo per me, senza star dietro ai ritmi degli altri. Poi come dici tu è arrivata la paura, che nel mio caso non se n'è mai del tutto andata, perché alla fine non è mi subentrata la noia: ho iniziato a lavorare da casa, ma il mio lavoro si è trasformato per me in un incubo, perché mi sono trovata a dover fare tutte quelle cose che in realtà quando lavoro dal vivo mi creano disagio, ma che di solito sono marginali. E anche io come te sento di più la solitudine, perché mi sento ancora più distante dagli altri. 
    Fortunatamente posso uscire di casa e girare anche se ovviamente con dei limiti, però... dove si va? A fare che? :|
    Poi i miei amici sono lontani da me e adesso è ovviamente ancora più complicato farsene di nuovi...
  • Fabio78Fabio78 Membro
    Pubblicazioni: 28
    Filo ha detto:

     [...]Quanti in difficoltà come me? La mia regione è tornata in zona rossa, gli eventi sociali si limitano praticamente solo all’ambito lavorativo, e la mancanza di “esercizio” e di abitudine mi sta facendo chiudere molto in me stessa[...]

    Volevo aprire un post proprio a riguardo gli aspetti che la quarantena ha comportato in noi autistici.
    A Marzo è stata dura, ma più che altro per la paura del virus e del dramma delle decine di migliaia di morti, ma per il resto la pandemia mi ha aiutato. 
    Sembra strano, ma è proprio così: finalmente sono riuscito, a 42 anni, ad andare a vivere per conto mio.
    In pratica durante la pandemia sono state le persone normali (NT) che si sono dovute comportare come gli autistici.
    Il distanziamento sociale? Lo adoro! Ho sempre odiato le strette di mano, le pacche sulla spalla e finalmente, con la scusa del COVID19 posso evitare senza problemi gli eventi sociali che ho sempre odiato.
    La mascherina mi ha pure aiutato a fare cose che non credevo di essere stato capace di fare; incombenze semplice per chiunque, ma non per me. Ho contatto un'agenzia immobiliare, la firma dal notaio, le operazioni in banca, acquisto di mobili, ecc...
    Quando parlo con gli altri mi accorgo di quanto siano a disagio con la mascherina e percepisco il loro disagio nel non poter stringere la mano. Per me, invece, è la normalità. Ad agosto mi sono convinto che avrei dovuto approfittare di questa occasione per dare finalmente una svolta alla mia vita, e ce l'ho fatta.
    Blunottemariadimagda
  • Fabio78Fabio78 Membro
    Pubblicazioni: 28
    Dimenticavo...
    Io ho la fortuna di avere un "posto fisso" e durante la quarantena non abbiamo mai smesso di lavorare. Inoltre è un lavoro sia in ufficio, sia all'aperto e questo mi ha aiutato tanto.
    A casa cercavo di passare il tempo al PC, leggendo libri, guardando la TV. Mi ha molto rilassato usare Google Street View, con il quale andavo a giro virtualmente per le città.
    Adesso va molto meglio perché nella mia casa ho i miei spazi. Vivere con i genitori era diventato troppo... come dire... faticoso.
    mariadimagda
  • FiloFilo Neofita
    Pubblicazioni: 10
    Fabio78 ha detto:


    In pratica durante la pandemia sono state le persone normali (NT) che si sono dovute comportare come gli autistici.
    Il distanziamento sociale? Lo adoro! Ho sempre odiato le strette di mano, le pacche sulla spalla e finalmente, con la scusa del COVID19 posso evitare senza problemi gli eventi sociali che ho sempre odiato.

    Su questo sono perfettamente d’accordo, e mi ci sono abituata subito, anzi vi dirò: guardare programmi televisivi vecchi in cui la gente si tocca e sta vicina mi fa subito strano. D’altra parte è sempre stata questa la normalità per me.
    Fabio78 ha detto:

    ...durante la quarantena non abbiamo mai smesso di lavorare.

    Ecco, il problema per me è subentrato qui: il mio lavoro si è ridotto unicamente alle interazioni sociali, al costruire relazioni con i colleghi, fare teamwork, organizzare conferenze, essere proattivi e proporre attività da condividere con gli altri... il tutto in videochiamata, insomma per me un incubo. Mi ha fatta davvero vacillare, mi sono sentita totalmente incapace, come non mi capitava da tempo. Ho pensato anche di licenziarmi, credendo di non avere più molto da offrire.
    Fabio78 ha detto:

    Vivere con i genitori era diventato troppo... come dire... faticoso.

    Ecco, complice anche il fatto di aver perso la casa che stavo acquistando, ed essermi ritrovata chiusa con i miei per mesi.
  • FiloFilo Neofita
    modificato 23 January Pubblicazioni: 10
    ClaraDiLuna ha detto:


    Fortunatamente posso uscire di casa e girare anche se ovviamente con dei limiti, però... dove si va? A fare che? :|
    Poi i miei amici sono lontani da me e adesso è ovviamente ancora più complicato farsene di nuovi...

    Eh, esatto.. sto allontanando anche i pochi amici che avevo, è una fatica mantenere i rapporti, odio le videochiamate.. e anche le attività che amavo fare da sola ora sono tutte impossibili. Restano le cose cose che mal sopporto. Speriamo passi presto! In realtà però è solo così che ho trovato questo forum, e che ho iniziato un percorso con una nuova psicologa... quindi magari qualcosa di buono ne uscirà! Certo però che di questa quarantena, con questi ritmi che continuano a cambiare, non ne posso proprio più!

    BlunotteClaraDiLunaTachipirina89
    Post edited by Filo on
  • Tachipirina89Tachipirina89 Membro
    Pubblicazioni: 53
    All'inizio la quarantena non mi ha proprio sfiorato. Non trovavo la differenza fra la vita che facevo e il nuovo periodo.
    Quindi va bene così.
    Poi i mesi sono passati e verso Settembre 2020 ho iniziato a sentire i primi segnali di stanchezza mentale. Ho iniziato a somatizzare tutto e sono diventata iper sensibile con il mio corpo (facevo attenzione al mio respiro, al battito del mio cuore, a quando mi addormento, ai pensieri specialmente!). Da qui sono iniziati anche qualche attacco di panico...
    Da qualche mese mi sono riadattata con una nuova routine tutta casalinga. Anche se mi sento spesso "stranita" in vari momenti della giornata. Quando esco di casa mi sembra tutto "enorme"... non so come spiegare...
    L'unica amica che ho la sento qualche volta ma mai una videochiamata (solo con i miei genitori).
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