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Come essere adulti autonomi nonostante l'AS?

Da giorni sto pensando a come essere un adulto autonomo, visto che ho 33 anni, nonostante campi di pensione di invalidità+accompagno (come ho già detto parecchie volte su questo forum) , ho provato a cercare risposte su WikiHow su "come essere/diventare adulti", ma non mi hanno sciolto i dubbi (e in più penso che le risposte rispecchino molto la mentalità "americana" del sito in questione).
Ultimamente mi sto facendo "pippe mentali" sull' "apparire adulto", "consono alla mia età", se appaio "adulto", eccetera.

Comunque a sciogliermi qualche dubbio (e sottolineo "qualche") è stata un'intervista a una psicologa, che diceva come "essere adulti" nonostante la disabilità (nel mio caso rappresentata da "comportamenti autistici e sindrome di asperger" -così hanno detto i medici-).


Cosa ne pensate?
BlunotteTachipirina89
«1

Commenti

  • Sissolina92Sissolina92 Membro
    Pubblicazioni: 83
    Essere adulti è prendersi le proprie responsabilità e avere il buon senso da tutto ciò che ne deriva, e fra queste cose rientrano comportamenti sociali che si acquisiscono confrontandosi e lavorando su se stessi
    marco3882DanielBlunotteMinolloriot
  • ClaraDiLunaClaraDiLuna Membro
    Pubblicazioni: 78
    Ma il tuo è più un quesito teorico, cioè in che modo si potrebbe descrivere l'essere adulti con disabilità, o pratico, cioè come riuscire a diventarlo?
  • FloramarSSFloramarSS Membro
    Pubblicazioni: 16
    Ciao Minollo,

    io ho appena scoperto di appartenere allo spettro autistico, e sono quasi tua coetanea ( 32 anni) , quindi mi hanno in linea generale sempre considerato un'adulta, nel senso sociale del termine, quindi come dice Sissolina92, sono sempre stata considerata responsabile delle mie azioni.
    Se invece cerchi la definizione sul dizionario, trovi: Cresciuto, di persona che ha raggiunto il completo sviluppo fisico e psichico (Treccani). In questo senso, a 30 anni si è raggiunto il completo sviluppo fisico e psichico, nel senso che biologicamente non puoi più sviluppare, quindi siamo entrambi adulti. Sebbene alcune persone intendo con sviluppo psichico anche quello psicologico, ovvero il raggiungimento di un equilibrio della psiche (cosa molto più complessa da determinare).
    Nell'articolo da te citato, sembra invece che l'adulto sia essenzialmente un individuo che è capace di autodeterminarsi, che sa chi è e si relaziona al mondo (molto bella come definizione).
    Come vedi la definizione di adulto non è univoca e universale, quindi credo che i tuoi dubbi siano legittimi e non "pippe mentali".
    Ma cosa voglio dire con questo tedioso commento? Credo che se tu ti senti adulto e pensi di poter essere responsabile delle tue azioni, sapendo chi sei e conoscendo i tuoi limiti, allora sei un adulto, indipendentemente da quello che gli altri dicono!
    PS: la tua situazione mi ricorda un po' la situazione di una ragazza autistica che ho visto in un telefilm, si intola Bright Minds (o Astrid e Raphaelle), se ti piacciono i polizieschi credo che dovresti vederlo, rappresenta un bel percorso di accrescimento umano per entrambe le protagoniste.

    BlunotteMinolloMononokeHimeriot
  • MinolloMinollo Veterano Pro
    Pubblicazioni: 460
    Ciao Minollo,

    io ho appena scoperto di appartenere allo spettro autistico, e sono quasi tua coetanea ( 32 anni) , quindi mi hanno in linea generale sempre considerato un'adulta, nel senso sociale del termine, quindi come dice Sissolina92, sono sempre stata considerata responsabile delle mie azioni.
    Se invece cerchi la definizione sul dizionario, trovi: Cresciuto, di persona che ha raggiunto il completo sviluppo fisico e psichico (Treccani). In questo senso, a 30 anni si è raggiunto il completo sviluppo fisico e psichico, nel senso che biologicamente non puoi più sviluppare, quindi siamo entrambi adulti. Sebbene alcune persone intendo con sviluppo psichico anche quello psicologico, ovvero il raggiungimento di un equilibrio della psiche (cosa molto più complessa da determinare).
    Nell'articolo da te citato, sembra invece che l'adulto sia essenzialmente un individuo che è capace di autodeterminarsi, che sa chi è e si relaziona al mondo (molto bella come definizione).
    Come vedi la definizione di adulto non è univoca e universale, quindi credo che i tuoi dubbi siano legittimi e non "pippe mentali".
    Ma cosa voglio dire con questo tedioso commento? Credo che se tu ti senti adulto e pensi di poter essere responsabile delle tue azioni, sapendo chi sei e conoscendo i tuoi limiti, allora sei un adulto, indipendentemente da quello che gli altri dicono!
    PS: la tua situazione mi ricorda un po' la situazione di una ragazza autistica che ho visto in un telefilm, si intola Bright Minds (o Astrid e Raphaelle), se ti piacciono i polizieschi credo che dovresti vederlo, rappresenta un bel percorso di accrescimento umano per entrambe le protagoniste.

    Ti quoto totalmente.
    Comunque i "dubbi" (o "pippe mentali", come dico io) mi sono venuti sia dal fatto che sono "inabile al lavoro" (e non so più cosa rispondere a quelli che mi chiedono "che lavoro fai?", "quando ti cerchi un lavoro?" e cose simili), che da alcuni articoli che ho letto su WikiHow:

  • DanielDaniel Membro
    Pubblicazioni: 47
    Però infatti leggendo alla fine di questo articolo di wikinow che hai linkato, dice anche che non è necessario copiare come si comportano gli altri perché ognuno di noi acquisisce consapevolezza e maturità in modo diverso e anche in base alle proprie esperienze di vita e al carattere, c'è chi l'ha raggiunge prima chi più tardi.
    Io credo di appartenere più alla seconda situazione anche perché in alcune cose da più giovane non mi rendevo conto che sbagliavo in alcuni comportamenti e poi anche in famiglia chi doveva essere di esempio faceva più il bambino di me soprattutto mio padre, però per alcune cose ho cercato di recuperare e cambiare mentalità dove ho potuto in altre non sono riuscito pure sforzandomi, perché forse ci sono cose che non dipendono dalla nostra volontà probabilmente.
    riot
  • FloramarSSFloramarSS Membro
    Pubblicazioni: 16
    Minollo ha detto:

    Ciao Minollo,

    io ho appena scoperto di appartenere allo spettro autistico, e sono quasi tua coetanea ( 32 anni) , quindi mi hanno in linea generale sempre considerato un'adulta, nel senso sociale del termine, quindi come dice Sissolina92, sono sempre stata considerata responsabile delle mie azioni.
    Se invece cerchi la definizione sul dizionario, trovi: Cresciuto, di persona che ha raggiunto il completo sviluppo fisico e psichico (Treccani). In questo senso, a 30 anni si è raggiunto il completo sviluppo fisico e psichico, nel senso che biologicamente non puoi più sviluppare, quindi siamo entrambi adulti. Sebbene alcune persone intendo con sviluppo psichico anche quello psicologico, ovvero il raggiungimento di un equilibrio della psiche (cosa molto più complessa da determinare).
    Nell'articolo da te citato, sembra invece che l'adulto sia essenzialmente un individuo che è capace di autodeterminarsi, che sa chi è e si relaziona al mondo (molto bella come definizione).
    Come vedi la definizione di adulto non è univoca e universale, quindi credo che i tuoi dubbi siano legittimi e non "pippe mentali".
    Ma cosa voglio dire con questo tedioso commento? Credo che se tu ti senti adulto e pensi di poter essere responsabile delle tue azioni, sapendo chi sei e conoscendo i tuoi limiti, allora sei un adulto, indipendentemente da quello che gli altri dicono!
    PS: la tua situazione mi ricorda un po' la situazione di una ragazza autistica che ho visto in un telefilm, si intola Bright Minds (o Astrid e Raphaelle), se ti piacciono i polizieschi credo che dovresti vederlo, rappresenta un bel percorso di accrescimento umano per entrambe le protagoniste.

    Ti quoto totalmente.
    Comunque i "dubbi" (o "pippe mentali", come dico io) mi sono venuti sia dal fatto che sono "inabile al lavoro" (e non so più cosa rispondere a quelli che mi chiedono "che lavoro fai?", "quando ti cerchi un lavoro?" e cose simili), che da alcuni articoli che ho letto su WikiHow:



    L'inabilità al lavoro è una brutta bestia... Mia madre a causa di una disabilità fisica acquisita, è stata definita inabile a lavoro e questo fu un duro colpo per lei, soprattutto per il fatto che culturalmente il lavoro "nobilita l'uomo", quindi in questa società chi non lavora è considerato "deficiente" (nel senso di una persona che manca di qualcosa). Posso solo immaginare l'impatto socio-psicologico che questa condizione possa dare a qualcuno che lo è da sempre (immagino sia la tua situazione, se così non fosse, perdona le mie illazioni).
    Per quanto riguarda gli "articoli" di wikihow, posso dirti che neanche le persone più adulte che conosco, possono rispecchiarsi al 100% in queste definizioni, che credo siano la visione utopica e non contemporanea di come dovrebbe essere un adulto. (Per intenderci credo che gli ultimi adulti che rispondessero a quei criteri fossero le persone della generazione dei miei nonni)
    A prescindere da tutto, credo che potrebbe aiutarti capire quali siano le ragioni per cui tu non ti senti adulto e come puoi sopperire a esse, magari parlandone anche con uno psicologo.

    Nel frattempo ti lascio il link a un paio di articoli che riportano degli importanti spunti di riflessione sull'argomento e qualche notizia relativa alla legge italiana, sperando che possano aiutarti in questo tuo nuovo percorso :
  • Fabio78Fabio78 Membro
    Pubblicazioni: 28
    Ciao Minollo.
    Prima di tutto ti consiglio di lasciar perdere quello che scrivono su WhikiHow: chiunque ci può scrivere e sono per lo più consigli scontati che non valgono per tutti.

    Per esperienza personale posso dirti che mi è stato utile imparare la "burocrazia" italiana (certificati, notai, uffici pubblici, ecc... ).  Erano la mia più grande paura e, adesso che mi ci "sguazzo", mi sento più autonomo. Era una bella seccatura mandare i genitori a fare incombenze che avrei dovuto fare io: aiuta anche nell'aumentare l'autostima.

    Ricorda che ognuno di noi ha dei tempi personali. Non è vero che tutti devono sposarsi entro 30 anni o andare a vivere da soli a 20, perciò non abbatterti facendo dei confronti con gli altri.

    Ciao

    Blunotteaang91Valenta
  • Pubblicazioni: 5
    Ehm è la Sindrome di Asperger mica la Sindrome di Down...
    MononokeHime
  • mariadimagdamariadimagda Membro Pro
    Pubblicazioni: 88
    @Pdor_figlio_di_Kmer , frase infelice. Non ci si può consolare, guardando chi, forse, sta peggio di noi. (E non è detto) . E soprattutto non in forum che fa della diversità, dell'inclusione, campagne di sensibilizzazione e informazione. Ci sono bimbi down straordinari e bimbi autistici impossibili e viceversa. Si lavora perché tutti possano trovare futuro, lavoro, famiglia e .... amore.
    MononokeHimeValentaBlunotteNemoSniper_Opschiocciolinariot
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