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Iscriversi alle categorie protette?

Ciao a tutti. Sono stata diagnosticata da poco come ASD, non so ancora niente di più preciso in quanto la diagnosi ufficiale tarda ad arrivare, causa COVID-19. Sto finendo un dottorato di ricerca in neuroscienze e sono pronta a inserirmi nel mondo del lavoro, attualmente sto valutando di entrare come scientist in azienda oppure di cambiare totalmente strada e buttarmi nell'IT. In ogni caso non so cosa fare : iscrivermi alle categorie protette o no? Soprattutto, quanto tempo ci vuole per entrare in queste categorie? e infine, se dovessi iscrivermi alle categorie protette, potrei non dichiararlo al mio datore di lavoro? 
Scusate per il mare di domande, ma sono molto confusa e incerta sul mio futuro. 

Commenti

  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 6,247
    FloramarSS ha detto:

    Ciao a tutti. Sono stata diagnosticata da poco come ASD, non so ancora niente di più preciso in quanto la diagnosi ufficiale tarda ad arrivare, causa COVID-19. Sto finendo un dottorato di ricerca in neuroscienze e sono pronta a inserirmi nel mondo del lavoro, attualmente sto valutando di entrare come scientist in azienda oppure di cambiare totalmente strada e buttarmi nell'IT. In ogni caso non so cosa fare : iscrivermi alle categorie protette o no? Soprattutto, quanto tempo ci vuole per entrare in queste categorie? e infine, se dovessi iscrivermi alle categorie protette, potrei non dichiararlo al mio datore di lavoro? 

    Scusate per il mare di domande, ma sono molto confusa e incerta sul mio futuro. 
    Benvenuta!

    - per il tempo per entrare intendi dall'iscrizione alla chiamata? dipende dalle necessità di assumere che hanno le aziende e dal numero di persone disabili che hanno già in azienda, per cui è impossibile prevederlo

    - se sei iscritta e ti chiamano, il datore di lavoro ovviamente lo saprà. se, invece, hai già un lavoto e ti iscivi, non sei tenuta a dirglielo ma solo, per correttezza, dargli il preavviso qualora sarai assunta altrove (categorie protette o meno)

    - sull'opportunità o meno è solo una questione di possibilità in più di trovare lavoro

    ValentaLinna

  • FloramarSSFloramarSS Membro
    Pubblicazioni: 20
    riot ha detto:

    FloramarSS ha detto:

    Ciao a tutti. Sono stata diagnosticata da poco come ASD, non so ancora niente di più preciso in quanto la diagnosi ufficiale tarda ad arrivare, causa COVID-19. Sto finendo un dottorato di ricerca in neuroscienze e sono pronta a inserirmi nel mondo del lavoro, attualmente sto valutando di entrare come scientist in azienda oppure di cambiare totalmente strada e buttarmi nell'IT. In ogni caso non so cosa fare : iscrivermi alle categorie protette o no? Soprattutto, quanto tempo ci vuole per entrare in queste categorie? e infine, se dovessi iscrivermi alle categorie protette, potrei non dichiararlo al mio datore di lavoro? 

    Scusate per il mare di domande, ma sono molto confusa e incerta sul mio futuro. 
    Benvenuta!

    - per il tempo per entrare intendi dall'iscrizione alla chiamata? dipende dalle necessità di assumere che hanno le aziende e dal numero di persone disabili che hanno già in azienda, per cui è impossibile prevederlo

    - se sei iscritta e ti chiamano, il datore di lavoro ovviamente lo saprà. se, invece, hai già un lavoto e ti iscivi, non sei tenuta a dirglielo ma solo, per correttezza, dargli il preavviso qualora sarai assunta altrove (categorie protette o meno)

    - sull'opportunità o meno è solo una questione di possibilità in più di trovare lavoro

    Grazie mille per la risposta .  Sì, credo di intendere l'iscrizione a chiamata, è un mondo ancora nuovo e non ho ancora acquisito bene la terminologia.

    riot
  • vera68vera68 Pilastro
    modificato December 2020 Pubblicazioni: 2,733
    Considerato il fatto che stai finendo un dottorato io aspetterei e lo lascerei come possibilità ulteriore. Io terrei la diagnosi in un cassetto ben chiusa, anche se capisco invece il il desiderio neofita di appenderla al collo.
    Credo, così avevo letto in una discussione, che la disabilità in assenza di comorbietà e senza disabilità cognitiva non arriva al 50%. A livello monetario non da diritto a nessuna agevolazione

    La mia esperienza, non diretta ma relativamente a una conoscente, non è stata delle migliori in quanto non sempre viene data la sufficiente attenzione all'ambiente.
    So piuttosto che ci sono progetti che mirano ad inserire nel mondo del lavoro persone con diverse disabilità che costruiscono proprio un percorso riabilitativo.

    Se invece di serve solo come scorciatoia...non so dirti.
    Pimpirina
    Post edited by vera68 on
  • ARIAL12ARIAL12 Neofita
    Pubblicazioni: 90
    paradossalmente se nascondi tutto puoi fare carriera diciamo da 20 a 55 anni fino a quando l'autismo peggiora, come dice la scrittrice Tamaro,  solamente che a carte coperte hai una patente non per disabili, magari usi farmaci, se fai un incidente devi pagare tu e l'assicurazione non paga, inoltre ovviamente se la patologia mascosta salta fuori si perde il lavoro.... , l'alternativa e' quella dei miei compagni di CPS che frequento ora che sono pensionato: nessuno di loro lavora e vivono senza soldi. Andare in un ufficio del personale e dire di vere una patologia resta controverso nell'attuale societa'. 

    La categoria protetta difficilmente fa carriere fulminanti,difficilmente riceve l'audi A4 aziendale e difficilmente accumula risparmi.

    Non saprei cosa dire, sei solo autistica o hai comorbidita'? Io vengo da una famiglia agiata e penso che il mio ideale sarebbe di fatto stato quello di venire mantenuto e curato ben bene e non quello di lavorare. Ma ho una patologia grave
  • FloramarSSFloramarSS Membro
    Pubblicazioni: 20
    ARIAL12 ha detto:

    paradossalmente se nascondi tutto puoi fare carriera diciamo da 20 a 55 anni fino a quando l'autismo peggiora, come dice la scrittrice Tamaro,  solamente che a carte coperte hai una patente non per disabili, magari usi farmaci, se fai un incidente devi pagare tu e l'assicurazione non paga, inoltre ovviamente se la patologia mascosta salta fuori si perde il lavoro.... , l'alternativa e' quella dei miei compagni di CPS che frequento ora che sono pensionato: nessuno di loro lavora e vivono senza soldi. Andare in un ufficio del personale e dire di vere una patologia resta controverso nell'attuale societa'. 


    La categoria protetta difficilmente fa carriere fulminanti,difficilmente riceve l'audi A4 aziendale e difficilmente accumula risparmi.

    Non saprei cosa dire, sei solo autistica o hai comorbidita'? Io vengo da una famiglia agiata e penso che il mio ideale sarebbe di fatto stato quello di venire mantenuto e curato ben bene e non quello di lavorare. Ma ho una patologia grave
    Ciao, scusa sono stata molto impegnata in questo periodo e sono riuscita a tornare sul forum solo adesso. Ho solo autismo e non inficia molto la mia vita di tutti i giorni.
    Il mio dubbio nasce soprattutto dal fatto che sono donna nei miei 30 anni, una categoria non molto appealing per le aziende e magari le categorie protette possono darmi una marcia in più... (visto che le aziende hanno degli oggettivi benefit ad assumere)
    Non so, sono ancora nuova dell'argomento e continuo a sentire pareri contrastanti. 

    Grazie per la tua risposta, comunque.
    Valenta
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