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Cosa pensate del femminicidio?

Ormai si parla spesso del femminicidio, hanno riportato 133 donne uccise nell'anno 2020 a fronte di 212 uomini uccisi. Dati ISTAT.

Secondo me è il solito gossip dei giornali.

Il termine è omicidio ed è quando si uccide un essere umano, che prevede il massimo della pena, ovvero ergastolo.

Su si uccide una femmina, cosa fanno, ti danno 10 anni di più all'ergastolo? O 10 anni di meno?

Poi bisogna introdurre il maschicidio, in questo caso ti danno 10 anni di più o 10 anni di meno?

Il femminicio in pratica dovrebbe essere quando si uccide una femmina in quanto femmina. Quindi per le donne l'omicidio non esiste più? Quale sarebbe la pena per il femminicidio quando l'omicidio prevede l'ergastolo?

Secondo me la cosa è insensata.
rondinella61
«134

Commenti

  • vera68vera68 Pilastro
    modificato November 2020 Pubblicazioni: 2,662
    Bisogna vedere l'aggravante dei futili motivi.
    Questo vale in caso di omicidio, sempre.

    Poi è soprattutto una questione che fa riferimento a una situazione culturale. Tieni conto che fino a non molti anni fa il femminicidio per questioni d'onore non era proprio equiparato ad un omicidio.
    Per cui se facevi fuori la moglie appellandoti al "delitto d'onore" (anche se la moglie non aveva tradito e non c'erano prove concrete) non era equiparato ad un delitto.
    Quindi si parla di femminicidio come se valesse di più di un omicidio di un altro essere umano per scalzare culturalmente questa visione.

    C'è un vecchio film in bianco e nero che parla proprio di questo, credo sia con una giovanissima Claudia Cardinale.

    Edit: si tratta di Stefania Sandrelli. Il film è "divorzio all'italiana" del 1961.

    Il delitto d'onore è stato abrogato nel 1981
    Valentarondinella61
    Post edited by vera68 on
  • DreamLoopDreamLoop Membro Pro
    Pubblicazioni: 83

    Dal punto di vista logico non ha alcun senso, come hai tu stesso notato, quando esiste il termine di omicidio.

    È una questione culturale, come ti ha spiegato Vera, un percorso utile per scardinare il maschilismo che in passato era ancora più aggressivo e culturalmente/legalmente accettato.

    Il solo fatto che venga ritenuta necessaria, o comunque se ne senta il bisogno, una simile distinzione dimostra come il rapporto uomo-donna non abbia ancora raggiunto la tanta agognata parità.
    rondinella61amigdala
  • Alex1919Alex1919 Membro
    Pubblicazioni: 318
    C'è un incorrettezza però. L'omicidio d'onore riguardava l'uccisione dell'amante del partner piuttosto che il partner stesso, che a volte succedeva.

    "A ben vedere, il delitto d’onore poteva essere commesso
    indifferentemente da un uomo o da una donna: la norma, infatti, non
    attribuisce esplicitamente l’esclusiva di tale reato al sesso forte."

    Ovvero era anche la moglie che uccideva l'amante del marito.


    A prescindere dal fatto culturale, se l'omicidio da il massimo della pena, quello premeditato, il femminicidio o il maschicidio deve per forza diminuire la pena, quindi quello che si vuol far passare magari per un qualcosa di grave, in verità diventa una sgravante, quindi quell'omicidio d'onore abolito, in pratica sta tornando.

    Ovvero se l'omicidio da il massimo della pena, il femminicidio o il maschicidio deve diminuire la pena per forza. Quello che mi preoccupa è che si parla di femminicidio, quindi vuol dire che culturalmente la vita di una donna viene valutata più di quella di un uomo, creando una gravissima discriminazione.
    rondinella61
  • GecoGeco Colonna
    modificato November 2020 Pubblicazioni: 1,539
    È questione culturale e serve a far maturare e rendere consapevoli del problema.
    Vent'anni fa una persona a me molto vicina è stata vittima di quello che ora si chiama stalking* e solo per pura fortuna non è stata uccisa dal suo ex, che "l'ama tanto, poverino".
    Essendoci passata da vicino, vi assicuro che vent'anni fa era normale che:
    - (Giudice) ritiri denuncia per lesioni, (dito rotto in aggressione fatta passare da lui per lite amorosa, dopo due lesionate) ora ha capito, non vorrà rovinarlo a vita? .... Dopo una settimana di nuovo all'ospedale...
    - medici/polizia che nel giro di un mese si vedono arrivare la stessa persona per le dita di cui sopra e trovano normale "ah ma vuol far denuncia?"
    -medici che danno un giorno in meno di prognosi per evitare la denuncia d'ufficio.
    - eh ma se la segue cosa ci possiamo fare, lo abbiamo convocato e parlato, non si rassegna poverino (???), ne avete riparlato? ( !!! Dopo dieci mesi???)

    E potrei andarci avanti ancora, non sono inventate, sono risposte reali, ma almeno non avete mai sentito il tono e l'espressione con le quali venivano a volte dette, da desiderare il freddo distacco burocratico.
    Non avete (spero per voi) idea dell'indifferenza da parte delle istituzioni, perché le lesioni non venivano prese in considerazione e tutto veniva derubricato a forte struggimento d'amore spezzato....anche dopo mesi!
    Non eravamo sfigati ad aver trovato il singolo insensibile, ma era "normale", al limite era fortuna trovare uno attento a non sminuire troppo.

    E sopratutto all'inizio non c'era piena consapevolezza che no, sono sbagliati loro, non noi! poi si, lo capisci e provi rabbia ed impotenza.
    Non era come oggi che se arrivi con una lesione sospetta ti ritrovi praticamente la polizia in borghese in stanza e la devi pure convincere che è stato un incidente (successo ad una collega, caduta, realmente, dalle scale, all'inizio non capiva tutte le domande, poi ha realizzato e ringraziato per l'attenzione).
    Quanti "poverino è ancora innamorato" hanno detto e abbiamo sentito, ma mai (mai, giuro, mai) un "poverina, ma sta qui a trent'anni e passa, deve far venire suo padre a prenderla/portarla in palestra e al lavoro, se non è con amiche, perché altrimenti sto qui la segue e strattona di brutto".
    Solo il caso ha voluto che quando stava per andare oltre sia passata una coppia che l'ha fermato e al pronto soccorso c'era in servizio il fratello di lei, poliziotto, che ha iniziato a capire e a persuadere colleghi e superiori che c'era un problema grave, fino ad arrivare ad un pezzo grosso, che poi è intervenuto e seguito la situazione direttamente (ma che fatica arrivare in alto! ...parole sue...).
    Per altro la restrizione ottenuta all'epoca era praticamente nulla (breve allontanamento, una settimana), appena è rientrato è ritornato alla carica più carico di prima, per fortuna un parente di lui ha realmente e finalmente capito la situazione ed è intervenuto di brutto.

    Tutto sto pistolotto per dire che si, il termine serve per inquadrare un problema ed evitare che succeda quanto successo vent'anni fa.
    Perché se il reato di lesione ha l'attenuante nell' "amore", bisogna inventarsi qualcosa perché l' "amore" diventi un' aggravante in una lesione, violenza, omicidio.

    A scanso di equivoci, pur non essendo giurista mi ero un po' letta la legge e da quel che ho visto la legge tutela tutte le vittime a prescindere dal sesso, infatti più che legge sul femminicidio io preferisco (e penso sia corretto) usare legge sulla violenza di genere (ma è lungo da scrivere...).

    Si parla di femminicidio e relativa legge, perché è nata sulla scia del riconoscimento di un problema esistente, ma se un uomo denuncia, la legge è uguale.
    Quando gli uomini potranno iniziare a denunciare "serenamente" le violenze subite ? Secondo me quando cambierà un po' la mentalità del cavolo alla base del problema femminicidio: finché la società avalla ed ha avallato con i vari "poverino" la prevaricazione, difficilmente un uomo che viene visto in questa mentalità distorta come parte forte, avrà la "serenità" di denunciare di essere vittima.

    Un bravo a chi è arrivato a leggere fin qui.
    Ciao.

    *all'epoca il termine non esisteva, quando è comparso e mia nonna ha chiesto che fosse lo "stochin" è bastato dirle che era quello successo a X, risposta "potevano pensarci prima".
    rondinella61vera68RobKDomitillaCuore_sanguinante
    Post edited by Geco on
  • LupaLupa Veterano Pro
    Pubblicazioni: 582
    Credo, ma non è mia materia quindi prendetela come una ipotesi, che anche al massimo della pena vengano applicate attenuanti ed aggravanti. Il femminicidio funzionerebbe da aggravante e andrebbe a contrastare eventuali attenuanti.
    Una aggravante che nasce da motivazioni culturali non porta come logica conseguenza una scala di valori dei soggetti coinvolti ed esclusi: è circostanza aggravante il delitto su minore, ma in questo caso esempio non è il valore delle vite ad essere messo sul piatto della bilancia, è lo squilibrio di potere e di possibilità di reazione.
    rondinella61
  • Alex1919Alex1919 Membro
    Pubblicazioni: 318
    @Lupa, ci sono molte donne che si divertono a maltrattare i maschi psicologicamente, facendoli ingelosire e manipolare. Questo spesso fa scaturire nel maschio comportamenti a volte al limite della violenza. Forse queste donne dovrebbero imparare che l'uomo non esiste per far contente loro, e che non ci sono solo i loro bisogni.

    Una coppia deve venirsi incontro l'uno con l'altra, ma culturalmente siamo a livelli in cui il maschio è il carnefice e la femmina la vittima di default. Poi quando si leggono le statistiche le cose cambiano. Sapevi che il 70% delle violenze su bambini e anziani è perpetuato dalle donne? Che nei tribunali molte accuse di violenze domestiche vengono attenuate o ritirate perché non sono mai avvenute ed un qualsiasi avvocato in pratiche di divorzi ti dice che tali accuse vengono sempre portate anche senza prove? Addirittura ci sono video su internet dove si vedono donne che si procurano ferite da sole per poi accusare i mariti di violenze domestiche.

    Il femminicidio non può essere considerato un aggravante, perché allora deve esserlo anche il maschicidio.

    Quindi torniamo al caso di prima, ovvero omicidio con massimo della pena.
  • vera68vera68 Pilastro
    Pubblicazioni: 2,662
    Alex erano previsti sia l'uccisione dell'adultero/a che dell'amante. Ma anche la figlia/figlio poteva essere oggetto di delitto d'onore. Purché fosse compromessa la reputazione dell'assassino/a
    Tuttavia era di solito il maschio ad agire. "La donna... Puttana è!"
    L'uomo invece.. Cacciatore! Come dire che non può fare a meno di essere sedotto...poverino non è colpa sua. Va scusato... Tollerato

    Oggi questo tipo di visione non c'è più, ci suona arcaica, ma si è modificata centrandosi sul "possesso" dell'altro. Che è sempre un problema, anzi credo che rientri in una patologia, e si manifesta nelle relazioni indipendentemente dal sesso... Anche tra genitori e figli.
    Ma nel caso dell'uomo che detiene il possesso della donna le radici di questo affondano molto indietro nei secoli, quindi si lega in qualche modo all'onore ferito.

  • riotriot Moderatore
    modificato November 2020 Pubblicazioni: 6,162
    di base, per me, c'è un errato modo d'intendere l'amore.
    l'amore non può essere "malato", non può e non deve arrivare al punto di vessare e perfino ferire e uccidere il/la partner.
    l'amore è reciproca comprensione, protezione e rispetto. Se non ci sono questi tre requisiti fondamentali, non è amore, è qualcos'altro.

    per questo il femminicidio lo interpreto alla stregua dell'omicidio, con le possibili aggravante per il plagio, la manipolazione, la dipendenza psicologica e la dipendenza economica, elementi che non permettono di distaccarsi dal partner violento.
    lo stesso per il caso inverso in cui è la donna a commettere il crimine.

    vera68Tima_Androidrondinella61
    Post edited by riot on

  • vera68vera68 Pilastro
    modificato November 2020 Pubblicazioni: 2,662
    Il femminismo nato con presupposti giusti di rivendicazione di pari diritti ha poi sconfinato, talvolta totalmente all'opposto
    Questo succede sempre quando vi sono persone (il genere sessuale non c'entra) soggiogate che poi hanno l'occasione di rivalersi su un altro che in quel momento non può ribellarsi. È il nucleo del bullo e ben conoscevano questa dinamica i nazisti che sceglievano i kapo con occhio clinico.

    È questa altalena di rivendicazioni di "valore" che va spezzata.

    Mia madre, per aver tanto patito soverchierie maschili, ha abbracciato un femminismo sfegatato non perdendo mai occasione di dimostrare quanto le donne fossero migliori, più in gamba, meglio organizzate, più indipendenti... Ecc.. Ecc. Mio padre ovviamente ne partiva e cominciava un'altalena distruttiva per tutti.

    Le ferite narcisistiche quando sono troppo profonde poi sfociano in retorica dell'identità, anche identità del genere sessuale
    rondinella61Valenta
    Post edited by vera68 on
  • GecoGeco Colonna
    modificato November 2020 Pubblicazioni: 1,539
    Alex1919 ha detto:

    Lupa, ci sono molte donne che si divertono a maltrattare i maschi psicologicamente, facendoli ingelosire e manipolare. Questo spesso fa scaturire nel maschio comportamenti a volte al limite della violenza. Forse queste donne dovrebbero imparare che l'uomo non esiste per far contente loro, e che non ci sono solo i loro bisogni.



    @Alex1919, l’essere vittima non autorizza a diventare carnefice.

    Per questo è bene parlare delle violenze domestiche e delle loro dinamiche che siano fisiche o psicologiche per riconoscere il problema e denunciare nei casi di legge o allontanarsi da queste persone in quanto “tossiche”.


    Non è che perché io sono gelosa e il mio compagno ci marcia per soddisfare il suo ego o per mera superficialità, allora posso farlo fuori/pestare perché gli
    voglio così bene che non posso tollerare che veda delle amiche: se io sono gelosa e lui ci marcia per il suo ego o superficialità, non è un rapporto sano, quindi ci si allontana da questo rapporto, non si alimenta con altra violenza.
    Ciao.
    vera68
    Post edited by Geco on
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