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e sono ancora al punto di partenza....

Mi ritrovo a scrivere qui dopo un po' di tempo passato fra il dubbio di essere neurodiverso o nello spettro autistico,oppure di essere si neurotipico ma pur sempre una persona con dei problemi importanti psicologici.
Nel frattempo ho cambiato la psicologa dove andavo prima, che mi aveva ipotizzato la possibilità di essere asperger, perché al di là di questo, durante le sedute non vedevo molti progressi nella mia situazione generale di malessere, più che altro credo sia stato io a darmi da fare per migliorare le cose.
È poi avvertivo il bisogno di sentire un altro parere è così cercando su internet, nella mia provincia, trovo un altra dottoressa esperta in molti disturbi psicologici tra cui anche quelli dello spettro autistico.
Ora sono più di tre mesi che vado da questa nuova, che però senza dirle nulla della precedente diagnosi, mi dice che il mio è un disturbo di ansia generalizzata, magari più a livello sociale,che in altri ambiti sicuramente ma non fa nessun riferimento all' asperger ne ad altro.
Però adesso mi trovo sempre più disorientato e confuso, perché mi sembra di vagare senza meta, il non sapere dare un nome, un significato al mio disagio, perché questa ansia da dove si origina, cosa è che l'ha innescata?
Possibile che i miei fallimenti e le mie paure siano solo racchiusi soltanto in questo che crede la nuova psicoterapeuta?
Ho l'impressione che non può o non vuole sbilanciarsi veramente, quale è la diagnosi giusta questa o quella della precedente psicologa?
Poi ci sono dei comportamenti che mi stanno infastidendo parecchio, la lunga attesa prima di entrare, lei che sta incollata allo smartphone quasi per tutta la durata delle sedute(dice che lo usa per appuntare quello che dico durante il colloquio)la fretta con cui non vede l'ora di cacciarmi dal suo studio, non riesco a capire i motivi di questo atteggiamento, che parlasse chiaramente, non sono in grado di aiutarti, oppure sei un caso disperato e vattene da un altro più paziente e competente di me.
Scusate il papiro, ma ho bisogno di un parere da parte vostra, perché non so come regolarmi, qualcuno si è trovato in una situazione simile è come né è venuto a capo, mi interesserebbe saperlo per capire come riuscirci anche io.
Einsteinrondinella61

Commenti

  • vera68vera68 Pilastro
    Pubblicazioni: 2,489
    Chiedile di prendere appunti su un notes anziché sullo smartphone. Spiegale che questo ti agita perché ti sembra che lei non ascolti.

    Tieni conto che asperger o no, spesso ci sono problemi di confini. Quindi lo "sbolognarti" dopo la seduta fa parte del tenere fermi i confini, che però anche lei deve rispettare. Quindi se la seduta è alle 9 è alle 9 e non alle 9,15.

    Chiaro che ci può sempre stare l'emergenza, ma non può essere la regola
    Alex1919DanielEinstein
  • Alex1919Alex1919 Membro
    Pubblicazioni: 267
    Se cambi psicologo devi ricominciare tutto da capo a meno che non li metti a contatto tra di loro o gli dici dell'altro. Se questa non sa neanche che sei quasi stato diagnosticato asp ovviamente va per le vie lunghe. Devi trovare uno psichiatra bravo e sopportare almeno sei mesi o un anno. Se continui a cambiarli non troverai mai niente di buono.
    vera68Daniel
  • DanielDaniel Membro
    modificato 20 October Pubblicazioni: 42
    vera68 ha detto:

    Chiedile di prendere appunti su un notes anziché sullo smartphone. Spiegale che questo ti agita perché ti sembra che lei non ascolti.

    Tieni conto che asperger o no, spesso ci sono problemi di confini. Quindi lo "sbolognarti" dopo la seduta fa parte del tenere fermi i confini, che però anche lei deve rispettare. Quindi se la seduta è alle 9 è alle 9 e non alle 9,15.

    Chiaro che ci può sempre stare l'emergenza, ma non può essere la regola


    Infatti ogni tanto si ma sembra invece che è la regola comportarsi in questo modo poco professionale.
    Come se non vedesse l'ora che finisce il nostro incontro, e prima di entrare pure cerca di rimandare il più possibile, e perde tempo, non ho capito che gioco fa, ma mi sono proprio stancato e ho perso la pazienza completamente, anche perché ogni volta si becca pure 70 euro.
    Mi prendo una pausa di riflessione, e poi vedo più in là cosa devo fare, ma a breve non credo che andrò da nessuno perché sono rimasto troppo deluso da questa esperienza.
    Einstein
    Post edited by Daniel on
  • MartianMartian Membro
    modificato 20 October Pubblicazioni: 52
    Daniel ha detto:

    Poi ci sono dei comportamenti che mi stanno infastidendo parecchio, la lunga attesa prima di entrare, lei che sta incollata allo smartphone quasi per tutta la durata delle sedute(dice che lo usa per appuntare quello che dico durante il colloquio)la fretta con cui non vede l'ora di cacciarmi dal suo studio, non riesco a capire i motivi di questo atteggiamento, che parlasse chiaramente, non sono in grado di aiutarti, oppure sei un caso disperato e vattene da un altro più paziente e competente di me.
    Scusate il papiro, ma ho bisogno di un parere da parte vostra, perché non so come regolarmi, qualcuno si è trovato in una situazione simile è come né è venuto a capo, mi interesserebbe saperlo per capire come riuscirci anche io.


    Ciao, mi sembra di sentire la tua frustrazione, rispetto a tutto quello che hai espresso, ma mi soffermo su questa ultima parte.
    I tuoi fastidi sono da rispettare.
    Sono percezioni di una persona che non si è "messa in contatto" con te.
    Io parlerei con lei, fossi in te, è vero che prende appunti?
    Se è vero, ma tu hai necessità di un'attenzione più diretta diglielo.
    Accoglierti di malavoglia o liquidarti in fretta non vanno bene, lei è lì per te.
    E' a tua disposizione, non viceversa, non ti sta facendo un favore.
    E se non ti senti soddisfatto o compreso appieno, fidati del tuo istinto.
    Detto questo credo sostanzialmente che questa persona non sia adatta a te e questo lo hai percepito anche tu.
    Le persone le dobbiamo sentire, a prescindere dalla professionalità e dal ruolo che hanno o devono avere nella nostra vita.
    Se senti di avere bisogno di aiuto non mollare la ricerca, però.

    vera68Daniel
    Post edited by Martian on
  • DanielDaniel Membro
    Pubblicazioni: 42
    Martian ha detto:

    Daniel ha detto:

    Poi ci sono dei comportamenti che mi stanno infastidendo parecchio, la lunga attesa prima di entrare, lei che sta incollata allo smartphone quasi per tutta la durata delle sedute(dice che lo usa per appuntare quello che dico durante il colloquio)la fretta con cui non vede l'ora di cacciarmi dal suo studio, non riesco a capire i motivi di questo atteggiamento, che parlasse chiaramente, non sono in grado di aiutarti, oppure sei un caso disperato e vattene da un altro più paziente e competente di me.
    Scusate il papiro, ma ho bisogno di un parere da parte vostra, perché non so come regolarmi, qualcuno si è trovato in una situazione simile è come né è venuto a capo, mi interesserebbe saperlo per capire come riuscirci anche io.


    Ciao, mi sembra di sentire la tua frustrazione, rispetto a tutto quello che hai espresso, ma mi soffermo su questa ultima parte.
    I tuoi fastidi sono da rispettare.
    Sono percezioni di una persona che non si è "messa in contatto" con te.
    Io parlerei con lei, fossi in te, è vero che prende appunti?
    Se è vero, ma tu hai necessità di un'attenzione più diretta diglielo.
    Accoglierti di malavoglia o liquidarti in fretta non vanno bene, lei è lì per te.
    E' a tua disposizione, non viceversa, non ti sta facendo un favore.
    E se non ti senti soddisfatto o compreso appieno, fidati del tuo istinto.
    Detto questo credo sostanzialmente che questa persona non sia adatta a te e questo lo hai percepito anche tu.
    Le persone le dobbiamo sentire, a prescindere dalla professionalità e dal ruolo che hanno o devono avere nella nostra vita.
    Se senti di avere bisogno di aiuto non mollare la ricerca, però.


    Infatti le ho detto quasi tutto quello che pensavo proprio ieri che ci sono stato per l' ultima volta, mi ha spiegato che usa lo smartphone e nelle note si segna quello che di importante avviene in seduta, ma questo gliel'ho avevo chiesto già dopo il primo incontro perché mi sembrava strano già allora, ma questo potrebbe anche passare.
    Quello che proprio danno fastidio è non hanno scuse sono gli altri atteggiamenti, ma su cui o perché per via dello stato ansioso in cui mi trovo sempre più dentro fino al collo, o per dimenticanza, il discorso poi ha preso altre vie ma sempre nel tono da parte mia di educazione e calma, non sono riuscito a parlarle di altro che mi ha dato fastidio di lei .
    Ma abbiamo valutato insieme che dopo questi quattro mesi circa, non si sono visti i risultati sperati di qualche miglioramento, vuoi anche perché il mio problema è cresciuto nel tempo,e non l'ho mai affrontato seriamente tranne rare occasioni sporadiche di psicoterapia in passato prima di questi ultimi due anni, ho anche a detta sua, mi aveva consigliato di valutare l' ipotesi di prendere farmaci, o altri motivi, il percorso con lei è da considerarsi chiuso.
    Posso dire che però non ho trovato che la cosa le dispiacesse, di essersi liberata del paziente pesante e noioso.
    Martian
  • MartianMartian Membro
    Pubblicazioni: 52
    Francamente puzza tanto di pretesto, ma meglio così.
    E' palese che non si siano raggiunti risultati, forse avrebbe dovuto chiedersi perché, ma è chiaro anche che non fosse la persona adatta (mettiamola così).
    Credo che più che prescrivere o prendere farmaci serva sbrogliare la matassa che ha creato o crea gli stati di ansia (eventualmente poi associare ad un percorso i farmaci) e capire se davvero sei Aspie.
    Un paziente non è noioso, il terapeuta deve trovare la chiave.

    vera68Daniel
  • vera68vera68 Pilastro
    modificato 21 October Pubblicazioni: 2,489
    Io ho iniziato 4 psicoterapie prima di trovare quella giusta per me.
    Oggi se mi guardo indietro penso anche che io non ero molto "disponibile".
    Cioè sapevo di avere un problema, ero ben conscia che probabilmente era anche molto grosso... Ma avevo paura di affrontarlo.
    Lei mi chiedeva della famiglia e io rispondevo che erano persone fantastiche meravigliose con cui non avevo alcun problema. Focalizzavo sul "fato". La situazione contingente in cui mi trovavo mi aveva stressato troppo e io non reggevo più. In realtà sapevo che sotto quella situazione reale contingente ce ne erano tante altre che avevano radici in un malessere familiare. Eppure allora non lo vedevo... Negavo anche a me stessa tanto da crederci io .... io, che anni prima vedevo l'origine dei miei malesseri in una situazione di costante e forte tensione familiare. In quel momento non la vedevo più. Eppure dalla psicologa ci sono andata di mia volontà
    Meccanismo difensivo.
    La psicologa che allora mi seguiva dopo un certo tot (credo 7/8) di sedute mi liquidó dicendomi che tutto sommato le sembrava che io stessi abbastanza bene e che lei aveva pazienti che stavano molto peggio, quindi non voleva più vedermi.
    Oggi so che allora stavo proprio male, io non ho certo le competenze per dirmi cosa avessi, ma credo che potrei ipotizzare che ero in piena crisi dissociativa.
    Chissà se questa psicologa lo ha capito e ha ritenuto che non fossi io disponibile a lasciarmi aiutare e che quindi dovesse lasciarmi ancora cuocere nel mio brodo... Oppure se è stata proprio ingannata dal mio recitare la parte di una donna che può reggere (quasi) tutto e recita il proprio sé idealizzato e rifiuta quello reale? Non si è accorta della mia recita?
    Una volta avrei proteso per la seconda ipotesi e quindi decretato che era una incompetente. Oggi, dopo aver visto come lavora questa terapeuta che ho attualmente con i membri della mia famiglia, non sono più così certa: inutile fare terapia se il paziente non è disposto a scoperchiare il vaso di pandora.

    Ho raccontato questo non certo perché penso che sia il tuo caso, Daniel.
    Era solo una testimonianza di come a volte boicottiamo noi stessi
    riotrondinella61Daniel
    Post edited by vera68 on
  • Alfio_LadisaAlfio_Ladisa Neofita
    Pubblicazioni: 14
    Da quando sono maggiorenne non vengo più seguito da psicologi, ma capisco come ci si sente. L'ultimo psicologo che ho avuto faceva anche 2 ore di ritardo agli appuntamenti e andarci era veramente un'esperienza. Arrivavo in ASL a mezzogiorno e tornavo a casa alle 4, due volte a settimana. Un incubo che per fortuna tra covid e maggiore età è finito. Non avendo mai avuto una terapia vera alla fine sono stato io da solo, crescendo, a migliorare la mia situazione dedicando moltissimo tempo a me stesso facendo ordine nella mia vita
    giuseppeDaniel
    " Vincere le sfide quotidiane, guardando sempre oltre "
  • DanielDaniel Membro
    Pubblicazioni: 42
    Leggendo questo che hai scritto Vera sembra di vedere delle somiglianze sulla mia storia.
    Soprattutto sul ambiente familiare che è sempre stato anche nel mio caso, malsano e carico di tensioni negative che con il tempo hanno sicuramente accresciuto il mio malessere interiore, tanto che più passa il tempo non riesco più a contenere, sto sempre più male dentro casa, perché sia i miei genitori che ultimamente anche mio fratello sfogano la loro rabbia e la frustrazione in modo più pesante e prepotente,non è più possibile trovare un po' di spazio e tranquillità per dedicarmi a qualche passatempo, o anche soltanto a stare nella mia stanza in silenzio.
    Non è da escludere che anche io non volutamente ovviamente, ho eretto un muro fra me e le persone fuori sempre più invalicabile, anche durante le sedute di psicoterapia, oppure sia anche colpa del tempo che ha incasinato tutto e sbrogliare la matassa è diventato troppo complicato.
    È poi non tutti gli psicologi hanno la voglia e la pazienza di scavare dentro di te, è si spazientiscono se non riesci a seguire i loro suggerimenti, non capendo che magari non ci si riesce proprio per questo blocco interiore accumulato negli anni.
    Sta di fatto che adesso pure non volendo arrendermi, vorrei provare a fare qualcosa per stare meglio è capirci di più sul mio malessere, ma non so come fare e che strada prendere, mi resta solo quella dello psichiatra ormai, che ho lasciato come ultima spiaggia, ma altre non ne vedo almeno per il momento.
    vera68giuseppe
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