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Ascoltare gli Altri

Cosa significa per voi rispettare un'altra persona? Come ascoltare e riconoscere le esigenze nostre e altrui, come rispettarle, come aiutare gli Altri, prendersene cura, senza perdere di vista noi stessi?

Mi sto chiedendo tutte queste cose in questi giorni, ma trovo difficile rispondere...
vera68rondinella61

Commenti

  • DreamLoopDreamLoop Membro Pro
    Pubblicazioni: 65
    Cavolo, che tema difficile.
    La risposta secca che darei è: rispettare un'altra persona significa non fargli consapevolmente del male.
    Questa risposta però va bene a livello generale, generico.

    Se scendiamo nel dettaglio...
    Non so cosa rispondere sinceramente, forse per rispettare veramente un'altra persona occorre conoscerla in qualche modo, altrimenti come fai a sapere quali sono le sue esigenze? Saper ascoltare penso sia fondamentale.
    Allora ci si potrebbe chiedere: e la persona sconosciuta che incroci per la strada come fai a rispettarla?

    Inizierei con il dividere tra coloro che mi sono intimi e il resto delle persone come l'estraneo in fila al supermercato o il parente che vedi una volta l'anno per esempio.
    Verso gli "estranei" il rispetto mi sembra coincida con una equilibrata neutralità, una formalità che rispetta un codice esteriore: non faccio nulla che possa far loro del male o comunque che crei disagio e nello stesso tempo non mi preoccupo se stanno bene né mi fermo a pensarci troppo. Insomma cerco di non fare nulla di negativo e non mi impegno nemmeno a fare qualcosa di positivo, salvo casi particolari.

    Nei confronti di una persona intima come un/a amico/a o un/a compagno/a? 
    Immagino ci si preoccupi per il suo benessere/malessere cercando di agire nel suo interesse, però credo anche sia più difficile essere equilibrati in questo caso, essendo il rapporto più complesso rispetto a quello di una persona che si conosce in maniera superficiale. Penso che mantenere in equilibrio le proprie esigenze e quelle dell'altra persona non sia semplice, perché se una cosa fa bene a te e male a me, come decido a chi dare la priorità? In questo caso mi rimane ancora più difficile rispondere, probabilmente anche perché non ho accumulato molta esperienza nei rapporti interpersonali con persone intime.

    Sicuramente l'immaginazione e l'empatia aiutano a mettersi nei panni altrui, aiutano a diminuire il distacco, anche quando l'altra persona è sconosciuta o comunque scarsamente conosciuta.
    tierre
  • BlunotteBlunotte Veterano Pro
    Pubblicazioni: 502
    Mi sto accorgendo in questo periodo che per essere non dico una buona ascoltatrice, ma un'ascoltatrice decente, devo in primo luogo stare bene io. Allora mi apro all'altro.

    Se si sta male in prima persona, se non si crede in se stessi e in ciò che si può essere in grado di dare, è difficile pensare ai bisogni e ai problemi altrui.

    Altra cosa che purtroppo "aiuta a essere d'aiuto agli altri", secondo me, è l'aver sperimentato una situazione simile a quella che l'altro sta vivendo (in modo diretto, per esserci passato, o in modo indiretto, grazie a racconti di amici, film, letture). Così si riesce a capire meglio ciò di cui l'altro avrebbe bisogno.

    Dopodiché, forse, il segreto è lo stesso di tutte le cose: studiare la teoria (leggere di psicologia, di storie vere...) e fare esperienza, inevitabilmente sbagliando.
    rondinella61tierre
    ---- Per vari motivi, preferisco usare poco/per nulla la funzione messaggi privati. ----
  • tierretierre Membro Pro
    modificato 21 October Pubblicazioni: 78
    Mmm, grazie per le risposte.

    Mi trovo d'accordo con le cose da voi scritte. Ciò che trovo particolarmente complesso, però, è la comprensione di ciò che all'altro fa veramente bene: per esempio si può aver a che fare con una persona totalmente insicura che necessità di continue rassicurazioni (sul suo aspetto, sul suo comportamento...) e richiede un quantitativo di cura e attenzione eccessivo (l'eccesso lo valuto rapportando il tempo e le energie che spendi per tale persona e il reale contributo che senti di apportare alla sua salute e/o felicità); queste sue richieste potrebbero essere superficiali e atte a compensare un vuoto interiore incolmabile, dunque agendo come lui/lei vorrebbe non faremmo altro che gettare viveri nella bocca di un vulcano, che immediatamente li brucia, senza che essa ne sia veramente gratificata e, di conseguenza, senza che sia veramente grata.
    In casi così bisogna restare distaccati ed essere lucidi, spesso la vera esigenza dell'altro non è mai quella reclamata a viva voce... Spesso ci sono persone labirintiche, forse anche io sono così, e credo che serva una pazienza infinita per osservare e ascoltare un individuo di tal fatta. Spesso bisogna voltare le spalle, tirare uno schiaffo, esporre una critica che rischia di ferire, per permettere a qualcuno di avere il coraggio di migliorarsi.
    Sono grato a coloro che mi hanno fatto crescere coi loro schiaffi morali, poiché loro hanno saputo guardare oltre il velo di false esigenze che esibivo.

    Blunotterondinella61
    Post edited by tierre on
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