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Eccomi qua, mi è stato chiesto di fare una presentazione. Inizialmente ero restio perché non sono mai stato tipo da presentazioni, e la mia vita l'ho raccontata solo ad uno psicologo, poi ho riflettuto meglio e mi sono detto: raccontare di te in un contesto pubblico, scegliendo con cura le parole, potrebbe essere un buon esercizio.
Sono stato diagnosticato che ero maggiorenne e avevo già concluso l'università, dato che la famiglia (ma non è certo l'unica causa) nella quale sono cresciuto non è stata in grado di comprendere i miei problemi, questo anche perché mia madre è rimasta sola in una città dove non conosceva anima viva quando io avevo 10 anni, il parente più vicino viveva a oltre 300 km di distanza è lei lavorava molto, dalla mattina fino al tardo pomeriggio, per evitare che finissimo in mezzo alla strada (eravamo anche stati sfrattati ma io ero minorenne e mettendo in mezzo l'avvocato non ci hanno cacciato) e quindi passavo molto tempo da solo, cosa che non mi pesava affatto, anzi. Spesso e volentieri mi sentivo solo in mezzo alle persone. Di solito venivo visto come quello strano, diverso, eccentrico, pazzo, originale, incomprensibile a seconda del contesto e delle persone che mi osservavano. Io non ho mai sentito il bisogno di definirmi, ero semplicemente me stesso, ma ho imparato da solo (e ne vado fiero) ad apprezzare tutto ciò che mi rendeva diverso dalle altre persone, e questo prima di ricevere la diagnosi. A dire il vero spesso ciò che mi rendeva fiero di me stesso mi faceva anche soffrire, quindi il bene e il male sono sempre state due facce della stessa moneta, indissolubilmente legati, e imparare ad accettarlo è stato un grande traguardo.
A scuola nemmeno sono stati in grado di capirci nulla anche perché oltre ad essere ovviamente molto introverso e quindi restio ad offrire qualsiasi motivazione, e in grado di conseguire risultati accademici senza sforzo, riuscivo a mimetizzarmi nascondendo o camuffando i miei problemi che sono diventati sempre più pesanti e me li sono trascinati dietro per molto tempo almeno fino a quando la mia mente e la mia vita hanno rischiato di finire in pezzi, per l'ennesima volta, e così spinto dalla disperazione ho cercato aiuto, cosa che mi ero sempre rifiutato di fare, e sono giunto alla diagnosi. Prima di giungere alla diagnosi ufficiale ero già giunto ad un grado di consapevolezza abbastanza buono ed è stato grazie ad esso che sono riuscito a chiarire meglio il mio passato e la mia condizione, non solo davanti a me stesso, ma davanti al professionista che mi ha riconosciuto come Asperger.
Non mi dilungo oltre e vi risparmio le liste e i dettagli riguardanti le problematiche che può incontrare una persona che rientra nello spettro autistico ad alto funzionamento.

Trovo che la consapevolezza che si ha di se stessi sia fondamentale, per qualsiasi persona, e conoscere se stessi è un processo lungo e difficoltoso e non privo di sofferenza ma senza di esso viene a mancare una base fondamentale non solo per comprendere, tra le altre cose, le nostre problematiche ma anche i nostri punti di forza, insomma il nostro essere a 360 gradi. Penso che la maggior parte dei problemi di un individuo derivino proprio dalla mancanza di consapevolezza riguardo il proprio essere e ai relativi fraintendimenti ed erronee convinzioni che si trascina dietro.
Non penso sia un caso che nell'antica Grecia all'ingresso del tempio dove risiedeva l'Oracolo di Delfi, uno dei luoghi più importanti del mondo antico, sul frontone tempio inscrissero: Gnothi Seauton, ovvero Conosci Te Stesso.
In linea generale ritengo che andare da uno psicologo, se si ha una scarsa consapevolezza di se stessi, serva a ben poco e in quel caso il lavoro fondamentale è accrescere tale consapevolezza e uno psicologo prima ancora di offrire al paziente definizioni cliniche precise deve in qualche modo prenderlo per mano aiutandolo a conoscere meglio se stesso in quanto persona e poi passare alle diagnosi ufficiali e, qualora necessario, ai relativi interventi mirati secondo i protocolli vigenti.

Spesso mi sono chiesto: e se fossi stato diagnosticato da bambino? A parte tutte le ipotesi più o meno fantasiose, credo che una simile consapevolezza avrebbe aiutato di sicuro mia madre e le persone che mi stavano intorno, e di riflesso magari avrei ottenuto un'attenzione e un aiuto che non ho ricevuto. Avrei preso consapevolezza prima? Magari non avrei avuto tutte le occasioni che ho avuto per mettermi alla prova e farcela da solo pur con difficoltà e dolore? Mi avrebbero piazzato sotto una campana di vetro? Sarei stato meno esposto alle dinamiche della vita e avrei avuto meno occasioni per sviluppare strategie di adattamento per garantire la mia sopravvivenza? Avrei vissuto meglio, peggio?
Chi lo sa.

Sono già soddisfatto di essere ancora vivo e in possesso delle mie facoltà mentali : D
rondinella61riotMartiantierredavid

Commenti

  • BlunotteBlunotte Veterano Pro
    Pubblicazioni: 458
    Benvenuto/ben presentato
    DreamLoop
    ---- Per vari motivi, preferisco usare poco/per nulla la funzione messaggi privati. ----
  • MartianMartian Membro
    Pubblicazioni: 51
    DreamLoop ha detto:

    Trovo che la consapevolezza che si ha di se stessi sia fondamentale, per qualsiasi persona, e conoscere se stessi è un processo lungo e difficoltoso e non privo di sofferenza ma senza di esso viene a mancare una base fondamentale non solo per comprendere, tra le altre cose, le nostre problematiche ma anche i nostri punti di forza, insomma il nostro essere a 360 gradi. Penso che la maggior parte dei problemi di un individuo derivino proprio dalla mancanza di consapevolezza riguardo il proprio essere e ai relativi fraintendimenti ed erronee convinzioni che si trascina dietro.
    Non penso sia un caso che nell'antica Grecia all'ingresso del tempio dove risiedeva l'Oracolo di Delfi, uno dei luoghi più importanti del mondo antico, sul frontone tempio inscrissero: Gnothi Seauton, ovvero Conosci Te Stesso.

    Ciao, molto bello e concordo.
    Il tesoro più grande ed il potere più grande che abbiamo è conoscere noi stessi.
    Benvenuto.
    DreamLoop
  • giusegiuse Membro
    Pubblicazioni: 52
    Ben arrivato. Mi è piaciuta la tua presentazione, sono d'accordo: conoscere se stessi è assolutamente importante. Ti fa vedere le varie vicende della vita in modo diverso, più vicino alla realtà della tua interiorità.
    DreamLoop
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