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Affetto

Ma in tutta sincerità, riuscite davvero a provare affetto per le persone? Vi capita di legarvi sinceramente a qualcuno? 
rondinella61tierre

Commenti

  • tierretierre Membro Pro
    modificato 23 September Pubblicazioni: 75
    Fin troppo.

    A volte però la mia necessità di stare da solo viene travisata, vengo considerato snob, freddo, egoista... non sempre, molti mi comprendono.

    Ho notato che in quasi ogni rapporto che ho stretto con le persone ci sono state tre fasi principali.

    All’inizio se piaccio, piaccio tanto e sono circondato da affetto e attenzioni e, finché me lo permettono le energie, cerco di fare altrettanto.

    Poi, dopo un po’, quando io non riesco a rispondere di tutto l’affetto che ricevo e divento freddo e distante (mi coglie puntualmente una sorta di paralisi emotiva: ho dato più di quel che potevo ora mi blocco del tutto!!), soffrendone io in primo luogo, vi è un allontanamento da parte dell’altro.

    Questa la chiamo la fase tutto o niente.

    Se l’altro riesce ad accettare le mie limitazioni, meno flessibili di quel che spesso pensano coloro che non conoscono la neurodiversità, e io riesco ad accettare i limiti dell’altro, meno flessibili di quel che spesso pensano coloro che non conoscono la neurotipicità, allora può nascere un legame.
    La terza fase è la storia di questo legame.
    Un legame per me insostituibile.

    Altrimenti, ci allontaniamo.

    Ovviamente questo schema tripartito può andare incontro a varianti circostanziali.
    MartianBlunotteKamen
    Post edited by tierre on
  • Alex1919Alex1919 Membro
    Pubblicazioni: 218
    Si, ma la necessità di ritirarmi è troppo forte. Dentro soffro, ma non ci posso fare niente.
  • MartianMartian Membro
    Pubblicazioni: 51
    Tantissimo,con le persone che amo, gli animali.
    I miei cani mi hanno insegnato lo scambio silente, il rispetto degli spazi, compagni perfetti.
    I miei figli mi hanno forzata ad esprimere, se devi prenderti cura di due cuccioli devi "accogliere", saper dare e ricevere.
    E li ringrazio per questo, mi hanno donato tantissime cose con la loro vulnerabilità.

    Ho però un bisogno vitale dei miei spazi, miei e solo miei, è una cosa che rispetto, che insegno.
    I nt in genere poco capiscono e accettano, sei asociale, sei depressa...hai voglia a spiegare che dopo un po' ti annoi, che ti stanchi, che vuoi, brami il silenzio e la solitudine.
    Come @tierre vengo considerata fredda, snob, egoista poi quando mi conoscono si ricredono ma nasce da parte degli altri una dipendenza che io non tollero, diventano asfissianti e creo distanze.
    Pochi chi mi hanno accettata, pochi, ma ci sono.
    I miei figli in primis
    Comunque mi lego con chi in qualche modo mi è affine.
    tierrerondinella61BlunotteLupa
  • GecoGeco Colonna
    Pubblicazioni: 1,519
    Assolutamente si.
    Aggiungo il fattore durata: l'affetto e il legame tendono poi inesorabilmente a scomparire se non si rispettano i miei tempi e modi.
    Preciso che i "miei tempi e modi" sono già molto, molto, molto smussati per venire incontro al resto del mondo, quindi oltre non posso andare. Il risultato è che in pratica ora, famigliari stretti esclusi, provo affetto per due persone, sono sinceramente legata ad una persona.
    Gli altri sono persone delle quali posso avere più o meno stima oltre al rispetto dovuto in quanto "esseri umani".
    Ciao.
    Blunotterondinella61MartianKamen
  • giusegiuse Membro
    Pubblicazioni: 52
    Molto poco. Quasi nulla. Solo per pochissimi.
  • DreamLoopDreamLoop Membro
    Pubblicazioni: 32
    Se mi trovo bene con una persona mi affeziono subito anche se spesso l'intensità del legame è vissuta soprattutto dentro la mia testa e avendo difficoltà ad esternarlo capita che l'altra persona non se ne renda conto. Magari passo un'intera giornata pensando a quella persona senza farmi sentire o dire una parola a riguardo.

    Spesso sono stato frainteso e considerato nello stesso modo di Tierre e dopo l'esplosione di energie iniziale anch'io tendo ad allontanarmi perché non riesco a gestire un carico emotivo che risulta molto intenso e non ho più le energie per sostenerlo. Ho bisogno di stare solo per rigenerarmi ma anche questo aspetto spesso è fonte di fraintendimenti e viene visto come un aspetto negativo.
    Quando le ragazze si sentivano rifiutate e non erano in grado di comprendere le ragioni dei miei isolamento (perché io ero perso nei miei mondi e non in grado di creare un rapporto con loro) diventavano cattive e mi ferivano in ogni modo possibile.

    Il mio migliore amico, persona che conosco da una vita, ha instaurato con me un legame duraturo perché ha sempre accettato il mio modo di essere senza volerlo cambiare e senza pretendere nulla, e io ho fatto altrettanto con lui. È avvenuto tutto in maniera spontanea e la spontaneità per me è un fattore fondamentale in un rapporto interpersonale.

    In linea generale posso dire che mi sono sempre trovato meglio con gli animali, ho sempre sentito nei loro confronti un legame istintivo che non ho mai provato verso le persone. Probabilmente è anche dovuto al fatto che non occorre parlare né rientrare in tanti schemi e sovrastrutture e ruoli che spesso sono presenti nei rapporti umani.
    BlunottetierreMartian
  • Luna1919Luna1919 Neofita
    modificato 24 September Pubblicazioni: 14
    Grazie a tutti per queste esaustive risposte. 
    Sentite magari di non riuscire a reggere il carico emotivo quando la persona per la quale provate affetto è diventata importante per voi? 
    E avete mai provato a comunicare all'altra persona questo vostro disagio? 


    ---

    E se doveste ritrovarvi ad avere un rapporto quotidiano con una persona e questa dovesse sparire di punto in bianco senza avervi dato spiegazioni, come la prendereste?
    Post edited by Sniper_Ops on
  • tierretierre Membro Pro
    modificato 24 September Pubblicazioni: 75
    Innanzitutto mi chiederei se qualcosa nel rapporto che avevamo non andava. Che cosa lo ha spinto a sparire? Se sono tra le cause della sua fuga o semplicemente non sono tra le soluzioni dei suoi ipotetici problemi.

    Poi, a seconda di che tipo di rapporto era cambia anche il tipo di spiegazioni che mi deve...
    Ovvero, se fosse mia moglie e ci vivessi insieme da anni e sparisse di punto in bianco mi lascerebbe un po’ interdetto. Mentre se un amico smette di farsi sentire con la solita assiduità o per un periodo svanisce non me ne faccio un problema: è successo spesso, a volte è tornato, altre volte no, a volte l’ho ricercato, altre volte no.

    Poi, tanto per capire, sparire fino a che punto?? Non risponde proprio più neanche al cell? Vero e proprio ghosting? Oppure non ti cerca lui come prima?
    Post edited by tierre on
  • tierretierre Membro Pro
    modificato 24 September Pubblicazioni: 75
    Per la questione del carico emotivo non saprei. Il carico che ultimamente fatico a reggere è più che altro sensoriale: voci, luci, caldo...alla lunga mi uccide. E mi rincaso per ricaricarmi.
    Il carico emotivo mi uccideva soprattutto tempo fa: l’ansia, la depressione, sparii dai miei amici, ma non totalmente, abbassai al minimo il livello di contatto. Per salvaguardare la mia salute mentale. Il carico emotivo non è mai diventato troppo gravoso solo a causa della troppa importanza assunta dall’altra persona.
    Di solito mi esaurisco non quando una persona che amo diventa troppo importante, ma quando una persona che amo si comporta in maniera contraddittoria: dice che mi vuol bene, però mi fa sentire diverso, stupido, inadeguato, come faceva mio padre (senza cognizione di causa).
    Se una persona dice che ti vuol bene e si comporta in un modo freddo o aggressivo o offensivo o duplice/triplice, questo ti porta all’esaurimento: si chiama “doppio vincolo” questa disfunzione comunicativa ed è considerata come una delle cause della schizofrenia infantile quando ne è veicolo la mamma.

    Scusa se mi son fatto trasportare...
    Martian
    Post edited by tierre on
  • MartianMartian Membro
    Pubblicazioni: 51
    Oggi reggo bene il carico emotivo, fonte di sorpresa e....come dire...nutrimento?
    E' qualcosa che non ho conosciuto da piccola, una madre incapace di capire i miei bisogni (beh lei quelli di chiunque) ero senza "radici", senza senso di appartenenza e questo fa parte di me sempre. I miei sentimenti erano tristezza, senso di non appartenenza e poi rabbia (a iosa per anni) quindi ogni nuova emozione era fonte di studio, ma arrivava con il lavoro interiore, la ricerca la comprensione quindi la risoluzione di un trauma.
    Riconoscendo le emozioni e quindi dando spazio all'esistenza delle altre emozioni.
    Fino a che loro esistevano (i traumi) l'amore era legato alla paura di perdere, di non essere accettata, riconosciuta (soprattutto).
    Poi anche io subisco più che altro i carichi sensoriali e quando ero ragazza era legato alle emozioni ma non ero in grado di discernere ero sopraffatta dal senso di non appartenenza che era legato a doppio nodo ai carichi sensoriali.

    Per la seconda domanda, sparire all'improvviso senza preavviso...in passato ero "programmata" ad aspettarmelo, a perdere tutto e tutti perché niente mi apparteneva ed io ero estranea al mondo (immagina che nel mondo c'è un posto per tutti quelli di quel mondo poi arrivi tu ma sei nel mondo sbagliato, quindi per te non è stato previsto spazio, posto).
    Alcuni anni fa pensavo poi di aver trovato qualcuno come me e  ha fatto esattamente questo ed io ero "impreparata".
    Mi ha dimostrato che avevo sempre avuto ragione. 
    Come si deve reagire poi davanti ad una persona che si comporta in questo modo?
    C'è un segreto: AMARSI.



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