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Un nuovo mondo?

Buongiorno gruppo,
perdonate l'intromissione, in realtà io non ho alcuna diagnosi alla mano. Sono sempre stata una persona "complicata" sia da bambino che da adulto. Spesso sono considerato come asociale o più simpaticamente un nerd, timido, chiuso, introverso.
Da piccolo passavo gran parte del tempo sempre da solo. Avevo la fissa per la storia, in particolare per l'Antico Egitto. Passavo le ore a leggere riviste e libricini sull'argomento trovati in edicola, poi su un'agenda ricopiavo tutto accuratamente per nome. Con gli anni ho preso la "fissa" per il pc, ho passato intere giornate e nottate lì vicino e grazie a questo ho trovato anche lavoro. Sono riuscito con gran fatica a farmi degli amici o forse dovrei chiamarli santi visto la pazienza che hanno e hanno avuto con me.
Ho sempre avuto problemi con i vestiti, alcuni tessuti mi danno un fastidio sulla pelle allucinante (da bambino è stato un vero dramma, i miei genitori pensavano che fossero dei semplici capricci). Le etichette le taglio ma per alcune non basta e sono costretto a scucirle. Non ne parliamo del contatto fisico. Ricordo che da bambino le amiche di mia sorella mi baciavano sulla guancia e io inizio a piangere perché non mi dava fastidio, non mi dovevano toccare.
Sono sempre stato una persona passiva nel dialogo, non lo cerco mai e tendo a rispondere solo se mi fanno le domande anche se per stare in mezzo alle persone spesso mi sforzo di intraprendere una conversazione ma mi accorgo sempre di non esserne in grado.
Spesso posso sembrare maleducato perché non mi interessa quello di cui mi parlano e avrei voglia di andarmene e di lasciarli a parlare lì. Odio tantissimo i giri di parole, ma perché non si può parlare chiaramente in modo sintetico :)?
Se mi ritrovo in mezzo alle persone dopo ho la necessità di rifugiarmi a casa, come se fossi una pila scarica. Ho bisogno del silenzio e della solitudine per ricaricarmi. Per non parlare dei suoni forti come le moto o i taglia erba, lì impazzisco proprio.
Ho delle fissazioni per argomenti che io chiamo i miei periodi, nel senso che ci sono momenti in cui mi "appassiono" a un determinato argomento e devo passare ore e giorni ad approfondire e a creare liste e a catalogare il tutto (fortuna che siamo nell'era dell'informatica e basta un file per una lista altrimenti avrei stanze piene zeppe di carta :D)
In realtà so benissimo che percepisco le emozioni e il mondo in maniera differente. Mi ha aiutato molto la psicoterapia in questo, ho imparato a chiedere cosa che per me era impossibile da fare, a esprimere quello che provo e ad assumere comportamenti che le persone reputano "normali". Nonostante ciò però lo faccio come se fossi un attore. Prendiamo ad esempio gli auguri di Natale. Io non lo capisco perché si debbano dare gli auguri, non l'ho mai fatto né preteso che mi si facessero però ho capito che alle persone piace sia farli che ricevere quindi mi sono adeguato, però ripeto, è come se fosse una sorta di finzione perché è un qualcosa che non mi appartiene.
Ho sofferto anche di depressione e tutt'ora soffro di ansia, specialmente quella sociale. Ogni volta che lo ripetevo al terapeuta mi diceva che l'importante è che se anche ho l'ansia nel fare qualcosa l'importante è farla. Ecco, è proprio questo il punto che mi ha interessato ad intraprendere una ricerca sul mondo Asperger. Non è normale che se faccio una cosa 1000 volte provi comunque l'ansia, per me ci doveva essere qualcosa sotto e questo qualcosa me lo sono chiesto da una vita. Leggendo qui sul forum e su Internet mi ritrovo totalmente con le vostre stesse esperienze (ovviamente varia da soggetto a soggetto). Ripeto, non so se sono un aspie ma in questo caso potrei dare un nome a tutto questo "disagio" che provo.
Se volessi chiedere una diagnosi con chi bisogna parlare? E soprattutto se fosse confermata come mi dovrei comportare? Nel senso, ciò che mi crea disagio devo continuarlo a fare soffrendo oppure trovare delle alternative? Per esempio se devo fare la spesa in un luogo affollato sto male, arrivo a tremare e sudare, quindi devo scegliere luoghi o orari con poche persone o continuare a sforzarmi a stare in mezzo alle persone?

Vi chiedo umilmente scusa se sono stato poco chiaro ma volevo evitare di fare un post chilometrico per comportamenti che conoscete meglio di me :)
Martianwhatsername84rondinella61

Commenti

  • vera68vera68 Pilastro
    Pubblicazioni: 2,378
    Ciao @AssurdoUniverso
    Benvenuto.
    Hai fatto una presentazione molto interessante
    Blunotte
  • AssurdoUniversoAssurdoUniverso Neofita
    Pubblicazioni: 3
    Grazie mille Vera :)
    Spero che qualcuno possa darmi delucidazioni su come fare per ottenere una diagonisi, purtroppo girando per la rete la cosa ancora non mi è chiara. Sicuramente ne parlerò con il mio medico di base
  • MartianMartian Membro
    Pubblicazioni: 51
    Ciao, che bella presentazione!
    Molti dei passaggi descritti somigliano al mio vissuto.
    Tutte le convenzioni, le "ritualità sociali" per me sono primitive (riassumendo parecchio il mio pensiero).
    E le passioni "a periodo"...
    Poi anche io ho sofferto d'ansia per situazioni sociali che per me erano eccessive, pensavo di essere asociale, ma ho capito negli anni che non lo ero, ma che alcune situazioni erano "troppo" dal punto di vista dei miei sensi, cosa incomprensibile per gli altri ed ecco perché subentrano ansia e depressione, i tuoi sensi sono diversi, assorbono diversamente ma questo per parte della vita nemmeno riesci a spiegarlo, ti dici sempre "è troppo, è troppo"...
    Troppi rumori, luci, noioso caos, ti sembra di essere david dunn (unbreakable) alla stazione...senti tutto, vedi tutto, senti le emozioni delle persone, le intenzioni (da uscire di testa).
    Ho imparato a rispettarmi prima ancora di capire di essere aspie e di gestire la mia vita secondo i miei ritmi ed i miei termometri (una lotta inimmaggggginabile per chi non lo vive)...ad esempio fare la spesa come citi tu, esco in orari a me confacenti-punto.
    Oppure  in altre situazioni mi chiedo quanto reggo...un'ora? due? Ok, aggiudicato.
    Ho capito che l'ansia derivava dall'eccessiva "esposizione" dei miei sensi a il caos del mondo nt.
    Io non ho una "diagnosi ufficiale" quindi da questo punto di vista non posso aiutarti, ma ho imparato a conoscermi molto bene e questo mi permette di gestire le situazioni "scomode", questo posso suggerirti, conosci bene te stesso e amati, sarà un'ovvietà ma è il centro (a parer mio) da cui partire per poter vivere in questo mondo diverso da noi.
    Spero di leggerti ancora!
    Blunotte
  • AssurdoUniversoAssurdoUniverso Neofita
    Pubblicazioni: 3
    Grazie mille Martian e grazie per le parole, sono molto confortanti per me :)
    Martian
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