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La forza della psicoterapia

Posto questo video/documentario perché trasmette speranza.
Non focalizzatevi sulla schizofrenia, o sulla eziologia vi prego...
Io credo che questo video valga per ogni tipo di disturbo mentale.
Racconta di quando il terapeuta fa la differenza....
Sono 8 anni che sono in psicoterapia io e la mia famiglia. Riconosco, seppur all'acqua di rose rispetto agli episodi qui raccontati, che sto facendo gli stessi passi, ho trovato lo stesso rispetto dal quale ho potuto ricostruirmi
Riconosco la stessa alleanza terapeutica tra la mia terapeuta e la piccola parte sana di me.

Guarda ""Ali spezzate", Documentario sulla schizofrenia, Guarigione senza farmaci (Italian subtitles)" su YouTube
Linna

Commenti

  • luckyduckluckyduck Membro Pro
    modificato 3 October Pubblicazioni: 486
    Al momento mi fermo al minuto 17. Si è arrivati ad un punto importante: la teoria del complotto.

    1. Una paziente afferma di aver vissuto in un lager anti-semita per tre anni e, a quanto pare, è stata curata come schizofrenica.
    2. Un giornalista afferma che la psichiatria sia una frode e nessuno (forse) gli consiglia uno psichiatra.

    Le teorie scientifiche sono organizzate dalla teorie ingenue. Dalle interviste emergono almeno tre tipi di consapevolezza (a mio giudizio ovviamente).

    1. La schizofrenia è follia, pazzia... ovvero un qualcosa che trascende l'ordinaria comprensione e rientra tra le manifestazioni del sacro. Se ne può sorridere perché sono tutti americani alle prese con l'horror. Nessuno manifesta timore con un piglio serio. Penso che in Italia siamo diventati un po' così. Se si ottiene questa risposta con serietà si è dinanzi ad un filosofo o ad un religioso.

    2. La schizofrenia è qualcosa che ha che fare con la medicina, la psichiatria in particolare. E' faccenda di sofferenza. Tipicamente il timore del sacro espresso con serietà si riferisce proprio alla condizione di malattia.

    3. La schizofrenia è una faccenda spirituale. Ha a che fare con spiriti che possiamo anche conoscere con le arti magiche o la divinazione. Squilibri chimici in cui gli spiriti entrano in conflitto o stabiliscono la loro presenza o lasciano delle lacune da riempire. Corruzione cerebrale in cui si manifestano il peccato e la morte nella carne. Entità divine e molteplici che mutano la loro predisposizione benefica e fondativa in una attività malevola e degenerativa....

    Sul punto 3 sto scherzando ovviamente. Vorrei soltanto far notare che le interviste non possono non riportare il sentito dire e che tutte le spiegazioni biologiche, che il giornalista poi contesta, hanno tutte il sapore di leggende medioevali. Per lo meno nel contesto dell'intervista.

    In questo senso non c'è alcun complotto. La popolazione non è sedotta né truffata. Semplicemente le opinioni correnti organizzano il lavoro teorico e questi finisce per essere semplicemente la bella forma di un concetto popolare che poi retroaziona sulla società stessa e avanti così.

    E dunque è evidente che esiste OGGI un ordine misterico oscurantista come ce lo siamo invece sognati per le epoche passate. L'aspetto religioso tradizionale è svalutato. Quello medico ha prevalso su di esso stabilendo una nuova classe di specialisti che fungono da clero. SI tratta però di un clero conoscitivo e "ufficialmente non ci è dato da pensare" che ci siano dinamiche basate sulle credenze. Infine il biologismo è il mero tecnicismo che lo accompagna con tutte le sue implicazioni produttive ed economiche.

    Su quest'ultimo punto segnalo due personaggi interessanti:

    1. Il "saggio psichiatra" che spiega che quando lui interpreta la parte di Dio (Watzlawick) riesce a vedere dinanzi a sé gli uomini completamente indifesi ritornare alla loro puerizia. Sinceramente non lo voglio far passare per sciocco o incompetente o dannoso. Però mi fa pensare allo psichiatra del film "La covata malefica" di David Cronemberg. Quello dinanzi al quale il paziente sudava sangue.

    In effetti non parla di sé quando lavora. Ma il concetto è che NOI siamo così. NOI possiamo essere indifesi. Le persone che NOI definiamo psicotiche sono sconnesse da NOI. Se lo diciamo degli "esseri umani" va bene, ma è un po' come avere le ali o, molto più probabilmente, avere esagerato con la RedBull.
    Al Concilio di Trento scrissero per la liturgia "il Signore perdoni i vostri peccati". Ci sono voluti 500 anni perché quel "vostri" diventasse "nostri".

    2. L' "l'americano della strada" che afferma semplicemente: "Se senti le voci in testa di continuo è ovvio che poi ti da di volta il cervello".
    E poi si mette la cicca in bocca come il vecchio Clint.

    Mi sembra la cosa più logica. Le voci non sono sintomi di una malattia, ma esperienze che se sono esagerate poi ti trascinano in una condizione sconveniente. Ti dà di volta il cervello, proprio come lo stomaco che deve rigettare l'impossibile.

    Si tratta dell'elemento realmente soteriologico. Le pazienti devono parlare del Male. Gli intervistati sono le voci del coro polifonico insediato nella mente. Gli angeli combattono fra di loro distinguendosi in base alla loro virtù. Ma ecco compare un uomo con una cicca in bocca che ti dice "ehi amico sei davvero nella merda, con te stanno esagerando sul serio".

    Letto così sembra un film dei fratelli Coen...
    Post edited by luckyduck on
  • vera68vera68 Pilastro
    Pubblicazioni: 2,378
    Per me il messaggio centrale del documentario è che esistono psicoterapeuti che partono dal principio che il paziente ha vissuto "il terrore", quello che per lui, paziente, è il terrore, IL dramma... Non importa dare un valore alla gravità dell'accaduto, quell'accaduto, fosse anche solo un'unghia spezzata, è ciò che ha mandato in pezzi il paziente, non giudicano, accolgono e sono convinti che dal punto di vista del paziente ciò che il paziente sta dicendo ha un filo logico, anche se dal di fuori sembra non ne abbia... Ma loro che sanno che hanno davanti una persona che ha vissuto l'orrore, il suo orrore, sanno anche che quelle parole sconnesse hanno invece un senso, vanno dietro al paziente, al loro discorso, traducono le loro metafore balzano con il paziente sui binari di un treno superveloce di pensieri.... sperando che prima o poi il paziente si accorga di non essere solo. Se riescono a raggiungere quella piccola parte di persona sana... Forse il viaggio verso l'uscita può cominciare...e forse comincia un dialogo.
    Ma I primi a credere che al fondo, al fondo dell'anima del paziente schizofrenico, psicotico c'è una creatura sana, bella ma, spaventata a morte che ha tutto il diritto di poter fiorire, sono loro, quel tipo di psicoterapeuti.
    Quelli che credono nella parte sana del paziente, si fidano di quella parte sana e preferiscono fondarsi giù nell'abisso del paziente con una mano e con l'altra tenerlo ancorato alla realtà, piuttosto che partire dal presupposto che non si può fare molto.

    A chiunque viva una patologia psichiatrica, non necessariamente la schizofrenia, dico: cercate terapeuti così!
    Ludo
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