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Lego Therapy - come ‘insegnare’ a giocare con le costruzioni

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Commenti

  • gufomatto79gufomatto79 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 720
    Smeagol ha detto:

    Io Non riesco a capire ancora se davvero gli piacciono o meno, perché quando sono nella busta ed a sua portata li cerca, li prende e vuole aprirli, ma poi ci gioca così come vi ho detto. Però può stare tranquillamente senza (lo fa con tutto).

    A terapia fa uguale, ecco giusto venerdì che è stato particolarmente oppositivo, li tirava, scalciava, ha avuto una crisi difficile da calmare (ma in realtà anche qui con tutto, anche semplicemente rivolgendogli la parola :( ).

    Per tanto tempo non gli ho fatto vedere nulla del genere, ma poi ho pensato che se non glieli facevo vedere, come superava la situazione, iniziava ad accettarli o usarli in modo diverso se non lo facevamo? Ed eccomi qui a scrivere ed indagare più a fondo...

    È che non riesco ad entrare davvero nei suoi giochi, ed allora a rotazione li riprovo tutti... forse è davvero troppo presto per lui.

    Ma a questo punto non so come proseguire per fare altro ti faccio esempio: gli incastri comuni con le forme sagomate, li sa fare, ma ora ha poco interesse giustamente per quello è poi se li vede li leva e basta, mica posso proporglieli all’infinito.

    Le forme più piatte che dici @gufomatto79 (ma non proprio quelle), le ho simili proprio per fare piccole forme tipo, i semicerchi per fare i sorrisi, i cerchi per gli occhi, triangoli per i tetti ecc, e lui come percepisce che li stai unendo o avvicinando per fare una forma, la rompe...

    Quindi alla fine non sono i lego o costruzioni in quanto tali, ma proprio tutto quello che si assembla o si avvicina. Ma sta un po’ alla base di tutto..

    E allora mi chiedo: giochini più strutturati, non li tollera più, giochi sociali sono davvero ai minimi termini e poi solamente con noi genitori (purtroppo non trovo altri bambini per provare a farlo socializzare di più), giochi di finzione idem...
    Gli piace molto colorare e lo facciamo davvero in tutti i modi, ma rimane una attività individuale ancora e seppur tollera la mia presenza o che inserisco materiali nuovi... poi finisce la!

    Devo ammettere che sono un po’ abbattuta, per via dei momenti no della scorsa settimana, e del fatto che non riesco davvero a farmi coinvolgere o il contrario da lui, sono a corto di idee...


    Capisco ciò che scrivi perché l'ho vissuto anche io. Mia figlia faceva esattamente come il tuo a 2 anni. Ti comprendo anche nelle preoccupazioni. A che io sono sempre andata per tentavivi e mi logoravo. Non voglio dire male delle terapie però spesso portano i bimbi al loro limite e non è sempre giusto. So che può sembrare una provocazione ma io sono arrivata a questa conclusione : io non riesco a giocare con un giocattolo e mi obbligano a farlo e rifarlo quando non ci provo alcun gusto. Allora se ho 2 anni uso i modi che conosco per evitarlo. Lo getto via. Ho capito poi che il fatto che non voglia fare qualcosa non vuol dire sempre che non sia in grado di farlo in assoluto. Obbligare porta all'effetto contrario. Io ho tolto puzzle e costruzioni. La plastilina stesso discorso. Se imponevo a mia figlia di fare le formine comprese nella scatola non c'era verso. Se la lasciavo fare ottenevo che provasse, sperimentasse e così mi ritrovavo con lei che creava qualcosa. Devo sempre partire da lei, dalla regolazione e poi aspettare e non imporre niente. È dura ma è l'unico modo per ottenere ciò che desideriamo e cioè che giochino con noi.
    Smeagol
  • saskiasaskia Membro Pro
    Pubblicazioni: 125
    Dipende dal bambino ma mia figlia prima dei tre anni odiava tutto quello che erano incastri e costruzioni..li faceva giusto a terapia per sentirsi dire "brava!".Da quando è emerso di più il gioco simbolico ha capito che con lego e mattoncini poteva creare i set per le sue storie e non erano un gioco"fine a se stesso"
    Le ho fatto vedere dei video dove con i lego si costruiscono cose tipo la casa di Topolino e lei ha iniziato a chiedermi di farle e ora costruisce da sola tutto(3 anni e 9 mesi).
    Io sono contraria ai video ma devo dire che quando li vede poi imita tutto per poi esplorare con la sua fantasia...quindi il cosiglio di Mare@è ottimo.
    Ho iniziato con i lego normali e ora le sto comprando i duplo perché hanno dei personaggi e accessori per lei interessanti.
    Smeagol
  • MammatrisMammatris Neofita
    Pubblicazioni: 21
    Io ho 3 figli, coi primi due non sono mai stata da specialisti (anche se col senno di poi, col primo quand’era vittima di bullismo alle medie, avrei dovuto), col terzo invece sono stata sia quando aveva tre anni per un ritardo nel linguaggio (ritardo che dai test non si palesava) e adesso perché inviata dai maestri, e probabilmente è un bambino Asperger... venendo ai lego, a due anni e mezzo, nessuno dei tre combinava molto con questi; verso i sei-sette anni invece i primi due erano abili costruttori. L’ultimo, di sette anni, non ne vuole sapere, ed ha proprio difficoltà nel realizzare costruzioni, si limita a pochi pezzi uniti dove lui vede cose che gli altri non vedono!
    Smeagol
  • SmeagolSmeagol Membro Pro
    Pubblicazioni: 178
    Ciao @sara79 no mio figlio ora ha 2 e mezzo.
    Naturalmente non mi riferisco ai lego complessi da istruzioni, parlo di quelle morbide che si usano già ad 1anno.. quelle grandi, ma vale anche per i bicchieri da impilare che partono dai 9 mesi...
    non del criterio evoluto della costruzione, ma semplicemente l’istinto di mettere una cosa sopra l’altra o dentro/fuori.

    anzi prima cercava di impilarli anche se non ci riusciva bene, ma poi con l’aiuto ne era soddisfatto. Ma almeno le tirava su, o se le vedeva su non doveva a tutti i costi deassemblarli.

    Con la prima terapista in assoluto aveva 22/23 mesi e naturalmente era partita dai giochini che già faceva ed era a conoscenza, come appunto i bicchierini, le costruzioni, le macchinine, le bolle, gli incastri.
    sempre lei poi ha iniziato a fargliele buttare giù... e da allora è l’unica cosa che mi sembra faccia!
    Questa stessa terapista non c’è più tornata su questa cosa e rimandava Sempre (non sapeva bene secondo me, come gestirlo e non per strategia terapeutica), poi è arrivato il lockdown e fino a sparire poi completamente alla riapertura.

    In quei mesi a casa ogni tanto ci provavo a ritirar su muri, torri, anche semplicemente di 2 pezzi, ma niente li butta e li divide, anche forme più piatte con un ‘senso’. Ma che sia anche se mi metto a fare io un puzzle.

    questa nuova terapista (e a 8 mesi di distanza dalla prima), mette a disposizioni delle scatole con i giochi che lui liberamente sceglie, fra cui costruzioni, strumenti, pulcini, cerchi, colori, palle, animaletti, cibi da cucinare ecc ecc

    Il racconto di venerdì scorso era perché lui è stato completamente oppositivo, bastava anche che gli parlassi io, qualsiasi gioco, qualsiasi azione lo faceva scattare.
    Non è stato messo in condizione di frustrarsi con un gioco che Non voleva.
    E sopratutto non è la prima terapista che ha iniziato a fare questa cosa per poi non affrontarla più. Ma col senno del poi sto capendo tante cose che forse sta terapista non sapeva, e temporeggiava limitandosi a fare il ‘suo’ in quei 45 minuti.

    La nuova, Assolutamente non lo forza a fare nulla, lo asseconda molto e così facendo è entrata praticamente subito in contatto con lui.
    Ma il bimbo tuttavia va in frustrazione facilmente, perché basta che non gli lasci quello che cerca di strapparti dalle mani... e sbotta, arrivando anche a farsi male.
    Per esempio qualsiasi cosa lui scelga fa difficoltà a condividere e solitamente si allontana se tu cerchi di giocarci; con le costruzioni invece ‘sbrocca’ se mi passate il termine e l’unica cosa che ci vuole fare è dividerle.

    Per la cosa dei prerequisiti che dicevi, appunto cercavo di capire se c’era un modo per favorirne l’acquisizione Perché ho l’impressione che non sia legato solo ai lego come appunto dicevo, ma a qualsiasi cosa strutturata.

    Forse è presto come mi dite un po’ tutti, sopratutto perché non è chiaro per me se non gli piacciono oppure si Ricorda, si frustra perché non riesce.
    Sicuramente è anche disprattico, potrebbe influire.

    Della Lego Therapy invece molto ingenuamente avevo immaginato che potesse partire proprio dalle basi..
  • SmeagolSmeagol Membro Pro
    Pubblicazioni: 178
    @gufomatto79 si è proprio così come dici tu.!
    Io avevo l’idea che questa terapista non sapesse bene ciò che faceva, ma avevo anche più dubbio che magari era una semplice paranoia mia non sapendo nemmeno come fosse strutturata una terapia...

    Capisco che intendi con le forzature dei giochi nelle terapie, ed io forse lo sto ancora un po’ ‘subendo’ questo pensiero a differenza tua, perché è come se fosse ancora quello che mi hanno detto in principio ossia: attraverso il gioco acquisisce competenze utili per tutto il resto - quindi, nella mia testa, se non gioca con quello non avrà quelle date competenze!

    Devo dire che da quando ha iniziato ad avere quei brutti episodi autolesionistici, ho più smania di vedere questi giochi funzionali, altrimenti tutto quello che è sperimentazione sensoriale, colori, disegno pittura e tutto quello di ‘artistico’, riesco ad entrare in contatto con lui e lo vivo con più serenità.

    In ogni caso voglio provare a cercare qualche video come dice @Mare e @saskia, a riguardo hai qualche link da passarmi anche se sono più da grande, ma vorrei capire cosa ha funzionato con voi?

    Poi passerò al piano B e per un po’ li farò sparire
    ;)
  • gufomatto79gufomatto79 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 720
    Tra i tentativi che ho fatto c'è stato anche questo. Ho messo le costruzioni vicino a noi. E ho atteso che tentasse da sola. A volte invece mi sono messa a giocare io da sola. La maggior parte delle volte non mi permetteva neanche di giocare da sola. Mi buttava giù tutto e lo toglieva
    Smeagol
  • MareMare Andato
    Pubblicazioni: 364
    Non ho link, certi video saltano fuori quando fai vedere un cartone s u you tube o simili. Metti qualche parola chiave sulla ricerca video di google. Sono spesso amatoriali con una musichetta di sottofondo. Sono decisamente brutti ma avevo osservato che catturano tantissimo l'attenzione dei bambini, forse persino di più degli stessi cartoni. Per questo potresti fare qualche tentativo. Comunque la fase.distruttiva è molto comune nei bambini, dura facilmente a lungo ed è molto snervante per i genitori, soprattutto se gli si da, anche inconsciamente, un significato negativo. Tieni anche conto che i.due anni sono i terrible two, la mini adolescenza, un periodo in cui anche i bambini nt diventano oppositivi, l'età dei no, in cui i bambini iniziano a prendere coscienza di se come entità separata, con propri gusti, desideri e intenzioni. E quindi si ribellano.
    sara79Smeagol
  • sara79sara79 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 439
    Ma infatti mi pareva strano @Smeagol, lo scopo delle terapie e’ quello di dare al bambino gli strumenti per giocare con i pari (purtroppo quest’anno è andata così)abilità che possono dare al bimbo un input per la condivisione e permettergli anche un minimo confronto con gli altri. Si gli operatori hanno tutti gli strumenti per individuare l’inghippo, però un terapista sa benissimo che esistono bambini con diversi gradi di sviluppo c’è chi fa prima e chi fa dopo, assolutamente non è strano all’età del tuo bambino, questo vale sia per NT che ND.
    MareSmeagol
  • saskiasaskia Membro Pro
    Pubblicazioni: 125
    Io ho cercato semplicemente su youtube "lego Topolino "ecc.Sono video bruttini per promuovere l'acquisto dei lego ma sono serviti ad appassionare mia figlia alle costruzioni...quindi ho chiuso gli occhi e via.
    Magari ne trovi di migliori
    gufomatto79Smeagol
  • gufomatto79gufomatto79 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 720
    Anche per me i video sono comodi. Mia figlia vede quelli in cui colorano i disegni e l'hanno aiutata nel colorare. Anche per me sono insopportabili però sono utili.
    Smeagol
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