Vota Spazio Asperger ONLUS per supportare i nostri progetti
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

Difficoltà a mantenere amicizie durature, bisogno di attenzione e momenti di solitudine

KamenKamen Membro
Ciao a tutti, vorrei parlarvi di quello che mi succede quando instauro un'amicizia profonda con qualcuno. Mi farebbe piacere sapere se qualcuno si riconosce un po'. E se avete domande o considerazioni, scrivete pure.

Sono molto esigente in fatto di amicizia, quindi le persone con cui ho scambi di conversazioni si contano sulle dita di una mano.
Una volta percepita sintonia con una persona inizio a sentire un legame molto profondo che si forma. La parte iniziale di questo processo mi dà emozioni bellissime.
Con il passare del tempo, tuttavia, inizio a percepire dei cambiamenti che non riesco ad accettare, perché li sento tutt'altro che positivi. Mancanza di attenzione da parte dell'altro, come se la mente fosse da un'altra parte; le conversazioni diventano abitudinarie "oggi ho fatto questo, ho fatto quello" e non più argomenti interessanti. Inizio a sentirmi irritata e ad avere l'impressione che l'amicizia vada avanti per abitudine che per reale affetto. Io non riesco a fare qualcosa se non sento un forte interesse per qualcosa/qualcuno e vivo male una relazione che sembra andare avanti così, senza reale interesse e con la mente da un'altra parte. Se poi ne parlo, dall'altra parte trovo solo giustificazioni che mi fanno arrabbiare e mi viene da rispondere male e mandare tutto al diavolo. Sento di voler staccare almeno per un po' di giorni. Ma se all'allontanamento avviene bruscamente, dopo una litigata che sembra generata da un mio capriccio, non è per niente piacevole. Non mi sento compresa.

Quando sviluppo un'amicizia profonda con qualcuno questa è simile a una relazione queerplatonica (una relazione che non è d'amore, ma che ha un rapporto emotivo più profondo di un'amicizia).
Alle superiori avevo un'amica del cuore. Mi sentivo molto legata a lei. All'inizio non c'erano problemi, ma mi infastidiva sapere che lei usciva anche con altre. Io vivo l'amicizia profonda come qualcosa di esclusivo. Stavo abbastanza male, quasi mi sentivo tradita e sono sbottata un po' di volte. In altre occasioni la sentivo troppo appiccicosa, avevo bisogno dei miei spazi ma lei continuava a tartassarmi e anche lì capitava che sbottavo. Il mio carattere deve averle fatto perdere la pazienza e un giorno mi ha tolto l'amicizia e non l'ho più sentita.
Nella mia vita ho rovinato due grandi amicizie per i miei scatti raccontati sopra. Ora sto vivendo un'altra amicizia profonda con una persona molto paziente e sto cercando di capirmi per evitare di dare in escandescenze.

Ho letto che un asperger che vive una relazione deve prendere consapevolezza e organizzarsi con il proprio partner per trovare i propri spazi fisici e mentali, altrimenti capita di sentire il bisogno di un allontanamento forzato generato da un'atmosfera conflittuale che non fa vivere bene la relazione.
Post edited by Kamen on

Commenti

  • KamenKamen Membro
    Pubblicazioni: 51
    È successo di nuovo. In risposta a un messaggio di questa persona, ho scritto alcune cose, tra cui anche alcune informazioni su di me che ritenevo importanti. Mi è stato risposto a tutto fuorché alle cose che mi riguardavano e mi sono sentita messa da parte, come se tutto il resto fosse più importante.
  • LupaLupa Veterano Pro
    Pubblicazioni: 521
    Per me la parte più difficile nei legami profondi è riuscire a guardare l'altra persona oltre le mie aspettative e anche guardare me stessa in relazione a quella persona. Paradossalmente è una cosa che mi riesce molto meglio con le conoscenze superficiali perché che ci siano o no, che si comportino in un modo o nell'altro poco mi cambia, li osservo e basta. Non voglio dire che le aspettative debbano sempre essere messe da parte, ma che talvolta avere un occhio più obiettivo ci permette di cogliere ciò che ci viene dato oltre ciò che vorremmo ricevere.
    KamenTat
  • KamenKamen Membro
    Pubblicazioni: 51
    Se potessi scegliere probabilmente terrei tutte le conoscenze su un piano superficiale. In questo modo non avrei quasi nessuna aspettativa e anche in caso di comportamento deludente dell'altro, non ne soffrirei mai troppo. 
    Capita che, sentendo sintonia, l'amicizia si approfondisca senza che io possa deciderlo. Immagino sia un po' come l'amore, ci si innamora e basta, non si può decidere di non innamorarsi per evitare eventuali delusioni. Allo stesso modo alcune mie amicizie diventano così intense in modo naturale e l'aspettativa viene da sé. Poi la delusione arriva quando la persona, che si è sempre comportata in un modo, cambia. Questo cambiamento, che sembra un rilassamento del rapporto, non è per niente piacevole. La sensazione è che questa persona abbia fatto delle cose belle per "accalappiarmi" e poi, abboccato l'amo, abbia rivolto parte dell'attenzione altrove lasciandomi con una sensazione di mancanza e cambiamento in peggio. Mi sento quasi presa in giro.
    Mi vengono in mente certe persone che prima di spostarsi si curano fisicamente e una volta sposati sentono che ormai sono sistemati e non serve più che si prendano cura per apparire desiderabili. Ecco, la mia situazione la sento simile, ma a livello di attenzione e di tempo dedicato all'altro.
    Sto provando a non crearmi aspettative. Quando ricevo una risposta che mi delude lascio correre, ma mi sembra che il rapporto si deteriori ancora di più. Anche se non sbotto più, comunque mi vengono dei pensieri cattivi su quella persona che non vorrei avere.
  • vera68vera68 Pilastro
    modificato 8 July Pubblicazioni: 2,146
    A me sembra di avvertire un grande bisogno di attenzione. Nel senso che non sei mai satura.
    All'inizio tutto ok, poi finisce la novità (come è normale che sia) e tu richiedi più attenzioni. Dici che l'amicizia va avanti per abitudine e non per reale affetto...
    È come se dovessi sempre essere rassicurata che tu sia al centro dei pensieri dell'altro, sicuramente perché l'altro è al centro dei tuoi.
    Questo è molto faticoso per l'altro, rischi di diventare un'ossessione anziché un piacere che abita il pensiero dell'altro.

    Tu ti senti come un trofeo conquistato e poi lasciato sullo scaffale a prendere polvere, e ti arrabbi, il poveretto magari fatica a stare dietro alle tue aspettative. È frustrante per entrambi.
    Io ho avuto una persona a cui ho voluto molto bene che faceva così. Io accondiscendevo sempre, poi dentro di me stavo molto male, perché stavo facendo qualcosa che per me era finto, non era naturale, spontaneo.

    Prova a fidarti
    MareKamen
    Post edited by vera68 on
  • KamenKamen Membro
    Pubblicazioni: 51
    Ti ringrazio molto @vera68 
    Credo tu abbia centrato la questione. Leggendoti sono riuscita a capire un po' di più me stessa e la situazione. Diciamo, quindi, che quello che percepisco potrebbe essere il normale evolversi di un'amicizia. Ma questo non vuol dire che io sia un trofeo o che l'altro prosegua per mera abitudine. L'affetto c'è ancora.
  • vera68vera68 Pilastro
    Pubblicazioni: 2,146
    Sì certo!
    Permettimi questo paragone anche se non è propriamente calzante
    Quando un bimbo impara a camminare vuole "sentire" la mano del genitore che lo tiene, non perché non sappia camminare da solo, ma perché vuole avere la certezza che c'è, se ha bisogno... Il genitore c'è. Ha bisogno di questa sicurezza
    Il genitore c'è comunque, è lì attento anche se non tocca fisicamente il bimbo.

    Ecco io credo che tu abbia bisogno di questa rassicurazione continua.
    Ma sono cose che si possono superare


    mammarosannaBlunotte
  • DarkSoul988DarkSoul988 Membro Pro
    Pubblicazioni: 73
    Io non so se sono Asperger, ma potrei esserlo (ho anche la mutazione MTHFR, che è molto collegata alla sindrome), e probabilmente ho tratti di qualche disturbo della personalità, ma la mia vita è sempre stata e tuttora è caratterizzata dall'impossibilità di mantenere legami affettivi.
    Non so più che fare, ogni volta si ripete lo stesso copione. Difficilmente mi piace qualcuno, ma quando succede, sempre su internet, inizialmente idealizzo, voglio passare tutto il tempo a parlare con quella persona, ma subito dopo mi passa la voglia, perché vedo che non ricevo abbastanza attenzioni, voglio l'esclusiva, e mi allontano ogni volta che scopro che parlano con altri amici. Allo stesso tempo, a volte mi sento soffocare e torno a rintanarmi nella mia solitudine. Come se ne esce? 
  • Phil90Phil90 Membro
    Pubblicazioni: 41
    Ciao a tutti!
    Sono un ragazzo, trentenne, sospetto asperger (lieve forma mi dice la relazione clinica).
    Da un po' leggo i commenti senza scrivere nulla ma mi capita sempre più spesso di affezionarmi a chi scrive. Non sempre di rivedermi, ma affezionarmi sì. Storie complesse, ma persone belle, oneste e vere :-)
    Venendo al punto della discussione, per dire la mia, io ho un desiderio pazzesco di riconoscimento e di accettazione. Pensando per anni di essere inadeguato e mettendo in secondo piano il mio modo d'essere mi sono sentito male.. Non sono mai andato da una persona con il desiderio di aggrapparmi a lei e ho sempre visto ogni rapporto come libero e bilaterale, sia di amicizia che di coppia... Inevitabilmente peró ho bisogno di conferme, cioè la distanza mi uccide, io vivo tutto in presenza e intensamente. Ho un rapporto con il tempo che mi fa concentrare ogni volta su quello che in quel momento sto facendo (lavoro o altro) e a volte é dura iniziarlo. In questi momenti per essere sereno vorrei presenza. So peró che non posso pretenderla dagli altri o almeno.. Non sempre e come voglio io. Ci tengo peró e qui credo che nessuno sbagli o sia sbagliato che le persone che amo comunichino e si comunichino con me. È importante manifestare la vicinanza, a me serve vederlo o che mi sia detto spesso, se no percepisco il vuoto. Per cui prediligo e scelgo chi so che con me ha questo rapporto. Se vedo che manca questo aspetto provo a pensare che posso farmi avanti io a dare attenzione. Non per ottenerne ma perché il mio modo per riempire il vuoto é trovare un'occasione per sentire la persona e farmi a lei vicino. Il problema é chi mal tollera questo.. Spesso sono le persone a non voler essere sentite.. Se così fosse le metto in stand by dicendomi che prima o poi cambierà e che come a me puó servire distanza e silenzio, magari anche a loro.
    Insomma lotto con le mie aspettative, cercando di essere più razionale e oggettivo e meno emotivo.
    Più che altro mi puó ferire, come mi capita con le donne (eccetto una ex nello spettro anche lei), se la comunicazione si sposta sul "non detto" e non capire cosa prova l'altra. Per cui ora io, con cortesia, mi sento stra-legittimato rispetto a prima (che cercano di conformarmi e dirmi: io sta cosa la devo accettare anche se non la capisco perché devo essere come tutti gli altri la fuori) a chiedere. Me lo dice l'istinto :-)
    Da quel che vedo qui sul forum c'é gente straordinaria capace di raccontarsi e di comunicare quello che vive meglio della maggioranza che stà la fuori. Perché ci sono regole sociali che ti impongono di essere duro, di viverti nel gruppo in un certo modo..ma quando si riducono ad apparenza e ridicolo, in questa società moderna dei social e dell'affermarsi, anche i cd. neurotipici ne soffrono non poco. Forse ci credono e ci cascano più delle persone nello spettro nei giochetti sociali..
    Bello sarebbe portersi aiutare tutti con i propri punti di forza :)
    Scusate la mia deriva ottimistica e magari pesante e un abbraccio a tutti!
    Phil
    MareKamen
  • MinolloMinollo Veterano Pro
    Pubblicazioni: 365
    Beh, devo dire che leggendo i vostri commenti anch'io mi riconosco nella persona che ha difficoltà nel mantenere rapporti profondi e duraturi (soprattutto per la mia timidezza) e un gran desiderio di "sentirsi accettato" (un po' come il protagonista del film "Zelig").
Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Un pizzico di autismo? Ma quale? Aiutaci a scoprirlo con la ricerca online