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Lavoro ed Asperger

Salve.

Mi ero iscritto a questo forum già nel 2012 ma lo avevo dimenticato e solo leggendo alcuni miei post dell'epoca me lo sono ricordato.

In questi anni sono riuscito a cominciare a lavorare anche se nel resto della mia vita le cose non sono cambiate per niente. Avevo già all'epoca l’abilitazione all’insegnamento però non avevo mai insegnato.

Da diversi anni invece ho cominciato ad insegnare ma in tutti questi anni ho avuto difficoltà più o meno significative, a seconda dei contesti scolastici nei quali mi sono venuto a trovare. Però, in qualche modo, sono riuscito a portare a termine l'anno scolastico fino a giugno mentre quest'anno ho dovuto interrompere il contratto ed andarmene via per difficoltà ambientali non più sostenibili per me.

Comunque in questi anni ho incontrato difficoltà anche dove sono riuscito a portare a termine l'anno.

Secondo me le difficoltà sono quelle che si possono ricondurre ad alcune caratteristiche tipiche della sindrome di Asperger; principalmente:

• la difficoltà a sostenere la relazione con gli alunni in tutte queste classi per troppe ore continuative con l'insorgenza del bisogno forte di staccare per un po' di tempo dall’impegno della spiegazione

• lo stile della spiegazione che è poco intuitivo e con un linguaggio molto chiaro ed esplicito che stimola poco l’intuito e, quindi, risulta pesante da seguire, col risultato di alienazione dal contesto di molti alunni, che si dedicano ad altre attività o addirittura studiano altre materie

• cattivi rapporti con alcuni colleghi che, vedendomi in difficoltà, non mi considerano più di tanto o, addirittura, tendono a prevaricarmi

• ossessività per il lavoro della scuola da fare a casa (correzione dei compiti scritti, stesura di relazioni, programmazioni ed altri documenti richiesti) che deve essere fatto secondo certi metodi e percorsi da me concepiti ma che non necessariamente sono quelli più giusti (servono solo a me come rassicurazione della correttezza all’interno di un mio sistema mentale individuale di gestione del lavoro).

• Difficoltà a tenere rapporti ordinari con i colleghi nella sala professori o in altri momenti, ad esempio commissioni di esami di maturità, che io ho fatto una volta e che è stato un disastro, dal momento che io non ho molti argomenti di cui parlare, data la limitatezza della mia vita e dei miei interessi ed essendo io lontano dal loro modo di vedere il mondo e dal modo di rapportarsi che loro hanno con gli altri. Per questo motivo riesco ad inserirmi poco nelle loro discussioni.

D’altra parte, qualcuno, anche tra i colleghi che ho avuto in questi anni trascorsi nelle scuole, che ha intuito psicologico e possiede anche conoscenze superficiali nell’ambito della psicologia e che, dunque, è anche a conoscenza di alcune malattie o sindromi particolari non molto note, me lo aveva accennato, parlando con me o avendo a che fare con me per questioni di lavoro che lo avevano portato a confrontarsi con la mia maniera di gestire le questioni lavorative.

Per tutti questi motivi ho deciso di indagare anch'io la situazione ed ho fatto diversi test per asperger ed effettivamente sono risultato mediamente affetto da tale neurodiversitá.

Naturalmente la diagnosi va integrata con una o più visite psichiatriche accompagnate da una valutazione personale dello specialista che conduce le visite ma già lo psichiatra che mi ha avuto in cura per alcuni anni mi disse che se mi avesse conosciuto da bambino mi avrebbe fatto la diagnosi di autismo…

Sinceramente mi sembra azzardato e non mi sento proprio un autistico. Non accetterei mai una diagnosi del genere, nemmeno se la facesse Dio sceso sulla Terra, anche perché da bambino mi rapportavo normalmente con gli altri miei coetanei dell'epoca ed avevo anche diversi amici con cui giocavo, anche se non c'era nessun genere di confidenzialità o confronto su temi della vita con loro, ma solo liti, contrasti, prepotenze, prevaricazioni, divertimenti condivisi, spensieratezza ed altre cose simili.

Ad indurmi a pensare all'Asperger è stato anche questo articolo di un noto psichiatra che si occupa di questi temi…

Linko qui:

https://www.aspergerway.com/blog/spettro-autistico/una-persona-asperger-puo-essere-indipendente-e-avere-un-lavoro

Attenzione al punto in cui parla di difficoltà a stare troppo a lungo con gli altri in un ambiente di lavoro e della necessità di staccare la spina dal contesto per ritagliarsi dei momenti propri…

Questo è proprio quello che mi succede ed il motivo per cui non riesco a fare 18 ore settimanali affrontando le giornate in cui ce ne sono addirittura 5 in una mattina. Alcune volte ho lasciato libere le classi senza fare lezione perché non avevo la forza di mettermi alla cattedra a spiegare e me ne sarei voluto andare a casa. Infatti ho scelto spesso spezzoni di cattedra per non avere le 18 ore complete che non riuscivo a sostenere ed anche per qquesto sono riuscito a tirare avanti così per tutti questi anni.

D’altra parte ho visto che oggi molte aziende considerano la possibilità di assumere persone con sindrome di Asperger perché ritenute valide per fare determinati lavori come ad esempio questa in Svizzera:

http://www.swissinfo.ch/ita/la-forza- della-diversità/18432952

Però cerca persone con competenze informatiche avanzate.

Però ho letto che gli aspie possono essere utili anche nel settore del controllo di qualità per via della loro estrema analiticità e tenacia nella analisi delle situazioni. Io infatti sono proprio così anche nelle cose di scuola, sui documenti da produrre, e i miei colleghi se ne occupano superficialmente , io mi danno per essere dettagliato, sono estremamente prolisso e faccio documenti molto dettagliati (ad esempio le programmazioni disciplinari sono molto dettagliate). Una mia collega mi fece i complimenti per come era scritto il registro, molto dettagliato negli argomenti. Ma poi all'esame di maturità lei fece una gran figura mentre io stando zitto tutto il tempo la figura di in handicappato vero e proprio.
Sto intere settimane a fare programmazioni, sto male se non lo faccio, ed il mio lavoro raggiunge una notevole qualità ma è una qualità che non serve alla scuola che cerca invece qualità umane nelle persone e nella gestione e dei rapporti che io non ho, non possiedo e non ho mai posseduto e non possiederò mai. Io mi ammazzo di lavoro su cose specifiche, che risultano fatte ottimamente, e non so avere uno sguardo d'insieme sulla realtà delle classi. A scuola mi sento molto svalutato per questi motivi. Loro fanno la figura di bravi professori e per giunta lavorano poco a casa.
Vorrei un lavoro che valorizzasse questa mia neurodiversitá invece di farmela vivere come un limite pesante. Non solo mi stanco molto più dei miei colleghi ma sono pure svalutato da loro e dalle varie dirigenze scolastiche che via via incontro. Alcuni anni mi hanno pure tolto alcune classi per via di condotte ritenute non idonee, facendomi fare sostituzioni di colleghi, insomma il tappabuchi, per intenderci…

Insomma sono molto stanco…
A questo punto, alla luce di qquanto detto, volevo chiedervi:
secondo voi è meglio continuare la professione di insegnante, facendosi supportare da una terapia che attenui i disturbi tipici di cui vi ho parlato, in modo da uniformarsi agli standard richiesti dai neurotipici oppure provare un diverso tipo di inserimento lavorativo, come, ad esempio, nel ramo del controllo di qualità e cose simili, dove una mente analitica e tenace nell'analisi delle situazioni potrebbe risultare molto più idonea alle richieste avanzate?
Tenete in considerazione che sono laureato in matematica ed ho fatto l'insegnante di matematica e fisica nelle scuole per tutti questi anni, anche se non ho alcuna competenza di programmazione e non sono assolutamente portato per il lavoro di programmatore…
Infarti in passato ho provato a studiare programmazione per conto mio ma non ho notato che è la logica dei linguaggi odierni è troppo difficile ed ostica e pure scrivere un programma per calcolare la somma aritmetica di due numeri naturali diventa un problema…

Grazie a chiunque voglia rispondermi ed essere di aiuto

P. S. Scusate la lunghezza del messaggio

Ciao


BlunotteValentaLuparondinella61MononokeHime
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Commenti

  • Aspie78Aspie78 Neofita
    Pubblicazioni: 57
    Anche io ho avuto difficoltà sul lavoro come insegnante e infatti ho insegnato solo per un anno e la difficoltà maggiore erano i rapporti con i colleghi.
    Che materia insegni?
  • Cuore_sanguinanteCuore_sanguinante Veterano Pro
    Pubblicazioni: 745
    Ciao alb.
    Molti qui hanno incontrato o vivono ad oggi problematiche in campo lavorativo. Me compresa.
    Tutti gli ho specialisti che ho frequentato solo su una cosa concordavano tra loro e cioé che il mio lavoro non fosse adatto a me. Ma per ora persevero e sai perché? Per tanti motivi:
    - non ho trovato alternative valide in quanto a remunerazione o soddisfazione personale
    - non credo di avere altre competenze
    - cambiare a 33 anni non é semplice
    - sono ostinata, scelsi questo mestiere quando avevo 9 anni e pur di raggiungere la meta ho superato prove difficili e fatto innumerevoli sacrifici, diciamo pure a discapito di divertimento, spensieratezza, socievolezza, vacanze e cambiare rotta adesso mi farebbe pensare di aver sbagliato TUTTO nella vita.
    Questi i motivi principali che mi vengono in mente adesso. Certo poi il mio lavoro mi causa sofferenze quotidiane, fastidi, disagi, stress, che vanno oltre la normalitá, a volte vorrei essere un giardiniere ed accudire piante anziché persone.
    Quello che vorrei dirti é che prima di gettare alle ortiche il tuo percorso, il tuo mestiere (che in fondo se hai scelto é perché in qualche modo ti piaceva) pensaci bene e trova un piano B che non ti faccia provare fallimento, ma riscatto personale, rivincita, miglioramento soggettivo, soddisfazione.
    Io sto ancora cercando di capire cosa fare, nel mentre ti mando un grosso in bocca al lupo.
    Cuore
    BlunottedavidBlindMononokeHimemarco3882Tat
  • BlunotteBlunotte Veterano Pro
    Pubblicazioni: 360
    Un utente rimasto poco tempo nel forum, andato via di recente, raccontava di essersi trovato bene nel passare dall'insegnamento "classico" nelle scuole pubbliche all'insegnamento nel settore privato, a mo' di tutor. Se non erro, diceva che l'ambiente e il rapporto con i colleghi era diverso (lui era docente di lettere, non di matematica).

    Non so se possa interessarti.

    Comunque complimenti per il percorso che hai fatto in questi anni.

    Mini-nota comica: "Mi ero iscritto a questo forum già nel 2012 ma lo avevo dimenticato e solo leggendo alcuni miei post dell'epoca me lo sono ricordato"... episodi simili capitano anche a me! :))
    Valenta
    ---- In pausa dal forum ----
  • ValentaValenta SymbolPilastro
    Pubblicazioni: 9,948
    Io ho conosciuto invece persone che provenienti dall insegnamento in medie e scuole superiori, decidono di prendersi un secondo titolo per insegnare alla scuola primaria e dell infanzia.

    Magari per certi versi fare il maestro di bambini potrebbe esserti più calzante per le problematiche che racconti?
    Blunotte
  • LupaLupa Veterano Pro
    Pubblicazioni: 488
    Ciao, prima di tutto benvenuto!
    Anche questo tuo post ha le caratteristiche di una analisi razionale, dettagliata e ordinata e per questo, nonostante la lungezza del messaggio, è una lettura scorrevole e piacevole. Ma questo ho capito che non ha bisogno di ulteriori conferme, è una caratteristica che non solo ti è propria ma ti dà anche molta soddisfazione. Ciò che invece non riesco a capire dal tuo post è se al di là delle difficoltà che incontri ti piace insegnare.

    Rispondere alla tua domanda non è facile, la scelta tra proseguire il percorso lavorativo intrapreso ed esplorare altre strade deve tener conto di tanti fattori pratici quali la necessità/disponibilità economica, le possibilità lavorative della tua zona se ti è necessario restare in loco, la possibilità di dedicare il tuo tempo a eventuali percorsi di formazione in vista di un nuovo lavoro, ecc. Anche quando il motore principale che spinge verso una o l'altra professione è la passione per la materia occorre fare i conti con la realizzazione pratica. Dal mio lavoro non mi aspettavo una relazione con il pubblico così invasiva come poi si è rivelata, ma amo talmente il mio lavoro da fare ogni sforzo possibile per superare lo scoglio socializzazione.
    Non mi sono mai rivolta a psicoterapie (se è questo che intendi), ma credo che qualora se ne senta la necessità l'intervento dovrebbe avere una finalità di benessere globale più che specifico della sfera lavorativa.
    BlunotteMononokeHime
  • PimpirinaPimpirina Membro Pro
    Pubblicazioni: 168
    Secondo me, se il lavoro che svolgi attualmente ti fa spesso provare la sensazione di sentirti fuori luogo e di stare sprecando le tue migliori qualità, dovresti cercare un altro lavoro che sia compatibile con il tuo percorso di studi... E cioè o fare l'insegnante in una scuola privata, come suggerito sopra, o inserirti nell'ambito della ricerca universitaria o nel settore dell'informatica. Per quest'ultima ti suggerirei di seguire dei corsi, sarà più facile se potrai avere un punto di riferimento. Non so se nel tuo ambito specifico ci siano anche altre opzioni. Sicuramente se fossi al tuo posto punterei sull'informatica, perché oggi come oggi offre molte opportunità professionali.
    ValentaBlunotte
  • albalb Neofita
    modificato 20 February Pubblicazioni: 9
    Aspie78 ha detto:

    Anche io ho avuto difficoltà sul lavoro come insegnante e infatti ho insegnato solo per un anno e la difficoltà maggiore erano i rapporti con i colleghi.

    Che materia insegni?
    Aspie78, mi deludi...

    Sei un asperger e non leggi tutto nei dettagli...ahahah

    A parte gli scherzi, lo dico alla fine del messaggio; ho insegnato matematica e fisica alle superiori e sono abilitato in questa classe di concorso...

    Ed adesso, scusa se sono invadente, che lavoro fai?
    Post edited by alb on
  • TonyzTonyz Neofita
    Pubblicazioni: 10
    Perchè non contatti Auticon Milano? Le tue competenze verrebbero valorizzate tenendo conto dei tuoi limiti.

    Ciao
    Tonyz
  • albalb Neofita
    Pubblicazioni: 9
    Ok Tonyz. Grazie. Quindi si tratterebbe di trasferirsi e vivere in pianta stabile a Milano...
  • Aspie78Aspie78 Neofita
    Pubblicazioni: 57
    alb ha detto:

    Aspie78 ha detto:

    Anche io ho avuto difficoltà sul lavoro come insegnante e infatti ho insegnato solo per un anno e la difficoltà maggiore erano i rapporti con i colleghi.

    Che materia insegni?
    Aspie78, mi deludi...

    Sei un asperger e non leggi tutto nei dettagli...ahahah

    A parte gli scherzi, lo dico alla fine del messaggio; ho insegnato matematica e fisica alle superiori e sono abilitato in questa classe di concorso...

    Ed adesso, scusa se sono invadente, che lavoro fai?
    Ciao @alb ! E' vero, non leggo fino in fondo perchè forse ho un problema di concentrazione, così come spesso non ascolto.
    Dovrei insegnare materie artistiche: arte e immagine nella scuola media, tecnologia nella scuola media, disegno e storia dell'arte nei licei.
    Purtroppo mi chiamano solo sul sostegno e ti lascio immaginare.
    Con l'insegnante titolare di materia in classe per me non è affatto facile.
    Forse insegnare sulla propria materia sarebbe già diverso, ma quello che proprio mi snerva sono le relazioni con i colleghi, doversi fermare a chiacchierare dopo l'orario di lavoro, fare tutti quei discorsi che io reputo inutili, tutte quelle chiacchiere, i pomeriggi di ore obbligatorie per la formazione, ecc ecc, dire buongiorno, arrivederci, ecc ecc...
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