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Interpretazione e consigli per la mia storia con uomo AS

Buonasera a tutti,
innanzitutto grazie per i molti spunti che mi avete involontariamente dato facendomi leggere le vostre discussioni.
Mi sono iscritta al forum perché il mio compagno ha la sindrome di Asperger e vorrei chiedervi, se vi va, di aiutarmi nell'interpretazione di alcuni atteggiamenti. In realtà vorrei capire cosa può essere ricondotto alla sindrome e cosa no. Provo a raccontare brevemente la storia e poi passo alle domande.
Troverete giù un elenco di cose negative, potreste domandarvi "perché ci stai?". Perché per quelle positive, che non sono poche, non ho bisogno di capire come comportarmi. E perché lo amo.
Abbiamo 35 anni (io) e 45 (lui), stiamo insieme da circa 6 mesi. Dopo un suo corteggiamento lampo di pochi giorni, ha da subito manifestato il desiderio di fare le cose sul serio. 
Dopo un paio di settimane di comportamenti da principe azzurro, ha cominciato a mettere dei paletti sui suoi bisogni ("o così o niente") e ha ritrattato su molte cose che mi aveva detto. Non certo la volontà di stare con me, ma tante buone intenzioni si sono infrante con la realtà. 
Pian piano mi sono innamorata di lui, nonostante dei comportamenti di distacco che mi facevano male e che generavano malumori. Non abbiamo mai litigato, nel senso che ho sempre litigato da sola, perché lui si chiude in un mutismo e proferisce poche parole concilianti solo alla fine delle mie rimostranze. Dopo qualche mese così, mi ha detto che da adulto gli è stata diagnosticata la sindrome di Asperger e che lo stava dicendo a me perché aveva intuito il mio amore per lui e la mia capacità di approfondimento (effettivamente ho subito acquistato dei testi da leggere e sono sbarcata qui su questo forum).
Ora io sono più comprensiva, gli ripeto spesso quanto tenga a lui e sto cercando di leggere alcuni suoi comportamenti alla luce della sindrome.
Preciso che, a parte una certa rigidità di pensiero e la confusione che a volte fa nei racconti, non ha nessuno dei segni "esteriori" che ho letto tra i sintomi della sindrome. Forse la sua è a un livello lieve, non saprei.
Vorrei chiedervi se i comportamenti che seguono (non sono in ordine di importanza) possono essere ricondotti alla sindrome e come mi consigliereste di reagire a questi comportamenti, che spesso mi provocano frustrazione e irritazione. E se agli occhi di un Asperger possono essere coerenti con un rapporto amoroso. 
Tenete conto che viviamo vicino, ma non insieme e ci vediamo di solito per finesettimana lunghi.
1) Su richiesta o quando mi vede giù, mi dice che mi vuole bene. A volte mi dice che mi ama a modo suo, altre volte che non prova emozioni, che mi dice parole carine solo per farmi contenta, che prova tenerezza ma non amore.
2) è legato a livello morboso alla sua mamma, alla quale racconta tutto al telefono nei minimi dettagli, anche il superfluo, e dalla quale si fa condizionare oltremodo (esempio: programmiamo di organizzare qualcosa, poi la madre gli dice che non va bene e noi non la facciamo se no si sente in colpa).
3) il sesso è quasi del tutto assente e quando c'è è solo per assecondare mie (frustranti) richieste. Dopo una serie di scuse (stress, depressione, stanchezza, età), mi ha detto che non gli è mai interessato più di tanto, se non per via virtuale (il sesso virtuale lo attraeva molto prima di conoscermi).
4) per farlo uscire con amici (suoi o miei) devo trascinarlo, anche se poi gli piace.
5) è stanco per tutto, tranne che per le sue passioni.
6) è inaffidabile, nel senso che ci accordiamo su qualcosa, poi cambia idea senza pensare che magari ho organizzato il mio lavoro o altro della mia vita in virtù di quell'impegno preso con lui.
7) è particolarmente parsimonioso, pur avendo amplissime disponibilità economiche e un ottimo lavoro (esempio: non mi ha fatto il regalo di Natale, pur avendo scelto e accettato il suo, piuttosto costoso, e mi ha detto che non vuole farmelo quando io, per vedere la reazione, gliel'ho chiesto). 
8) mi dice sempre che quando finisce una storia non soffre, perché il suo pensiero è solo quello di riprogrammarsi la vita senza fare affidamento su quella persona. Sembra spersonalizzare tutto.
9) mi dice cose carine solo quando mi vede giù (lo nota da solo) o esplicitamente mi lamento di qualcosa. 
10) le sue passioni e le sue priorità sono intoccabili, mentre devo rinunciare alle mie che lui non condivide. 
11) non mi dà il ruolo "unico" di compagna. Non nel senso che ha altre donne, ma nel senso che non ci sono delle espressioni, dei gesti, dei comportamenti che riserva solo a me.
12) ha dei periodi in cui è giù e si chiude in sé stesso, a volte mi vuole con lui, altre mi esclude, pur facendosi sentire tutti i giorni. Ho l'impressione che di fondo sia sempre un po' depresso.
Vi ringrazio in anticipo se vorrete darmi una mano a capire. Al momento mi sento come uno studente di arabo al primo giorno di corso!
Buona serata e scusate se mi sono dilungata troppo.
Federica
«13

Commenti

  • OrsoX2OrsoX2 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 885

    In generale, a parte il punto 6, gli altri aspetti possono essere abbastanza comuni negli Aspie.

    Se fossi nei suoi panni e ricevessi, più o meno regolarmente, qualche aiuto psicologico, potrei provare, per migliorare la situazione, ad avere un colloquio di supporto anche insieme a te.

    ("Caducità delle umane cose!" - considerazione indifferentemente attribuibile a Umani e Non)
  • FabrizioVaderFabrizioVader Veterano Pro
    modificato 24 January Pubblicazioni: 372
    Ogni persona nello spettro è diversa,la variabilità individuale incide esattamente come tra i neurotipici. Pertanto risponderò per me:

    1) Non sempre mi viene spontaneo dare conferme dei miei sentimenti alla frequenza che le mie partners si aspettano. Su richiesta però lo faccio e questo è indice di attenzione agli altrui bisogni ma non posso sentirmi in colpa se a me certe cose non vengono spontanee nello stesso modo. Siamo responsabili dei nostri comportamenti,non dei nostri istinti ed è sui primi,non sui secondi,che dobbiamo render conto a noi stessi e agli altri. Quando qualcuno mi fa pesare la mia semplice natura istintiva per il fatto che essa non si accordi ad aspettative soggettive dell'altra persona,mi sento piuttosto infastidito.
    2) Non è il mio caso
    3) Io sono asessuale eteroromantico pertanto neanche a me il sesso interessa più di tanto anche se posso farlo per compiacere le mie partners e questo può appagarmi. Non altrettanto però mi appaga che mi si faccia pesare l'assenza di un certo slancio istintivo,per le stesse ragioni di cui al punto 1 https://www.carrodibuoi.it/2017/07/31/faq-asessualita-aven/
    4) Rispetto alle persone tipiche esco con meno frequenza,con una rosa di persone meno ampia e preferibilmente uno a uno,anche se talora se il contesto sociale è favorevole,va bene anche un numero di persone maggiore
    5) Le mie passioni principali sono la neurodiversità e il mondo animale benchè sia aperto a ogni interesse culturale. Esse mi danno slancio ed energia,mentre molto spesso la socializzazione risulta sfiancante,soprattutto per contesti non strutturati e che esulano da suddetti interessi.
    6)Non mi ritrovo
    7) Anche  qui,non sono ricco :) 
    8) Le storie per me a livello di sentimento non finiscono a meno di torti irreparabili. Semplicemente tutto si evolve e il sentimento si modella secondo le nuove contingenze. Mi riconosco nella relatività relazionale più che nei modelli tradizionali https://medium.com/@Valter_Psico/relativita-relazionale-ec921bae6a77
    9) Se non gli viene spontaneo non se ne può fare una colpa. Bisogna accettarlo ed eventualmente chiedere senza giudizio facendo intendere chiaramente che fa piacere a te e che non sarebbe il "modo giusto" di amare in contrapposizione al suo modo "sbagliato". Il suo istinto vale quanto il tuo.
    10) In che senso devi rinunciare alle tue? Io non ho mai chiesto alle mie partners di rinunciare alle loro passioni. Anzi,sono libere di cercarsi fuori dalla coppia tutto ciò che desiderano e magari io non posso offrire loro. L'importante è la trasparenza,nonchè il consenso di tutte le parti coinvolte
    11) Mi ritrovo nella maggior parte delle cose. Offro lealtà,stima,fiducia e rispetto. Anche qui rimando alla relatività relazionale. Tieni conto che essendo io asessuale,la componente erotica condivisa non mi viene spontanea nella partnership così come fuori.
    12) Ti esclude nel senso che non ti cerca oppure ti respinge se cercato?

    Post edited by FabrizioVader on
  • piccolinapiccolina Neofita
    modificato 27 January Pubblicazioni: 10
    Grazie Orsox2!
    Purtroppo non ha alcun supporto psicologico, in quanto lo considera inutile.
    OrsoX2 ha detto:

    In generale, a parte il punto 6, gli altri aspetti possono essere abbastanza comuni negli Aspie.

    Se fossi nei suoi panni e ricevessi, più o meno regolarmente, qualche aiuto psicologico, potrei provare, per migliorare la situazione, ad avere un colloquio di supporto anche insieme a te.


    FabrizioVader ha detto:

    Ogni persona nello spettro è diversa,la variabilità individuale incide esattamente come tra i neurotipici. Pertanto risponderò per me:


    1) Non sempre mi viene spontaneo dare conferme dei miei sentimenti alla frequenza che le mie partners si aspettano. Su richiesta però lo faccio e questo è indice di attenzione agli altrui bisogni ma non posso sentirmi in colpa se a me certe cose non vengono spontanee nello stesso modo. Siamo responsabili dei nostri comportamenti,non dei nostri istinti ed è sui primi,non sui secondi,che dobbiamo render conto a noi stessi e agli altri. Quando qualcuno mi fa pesare la mia semplice natura istintiva per il fatto che essa non si accordi ad aspettative soggettive dell'altra persona,mi sento piuttosto infastidito.
    2) Non è il mio caso
    3) Io sono asessuale eteroromantico pertanto neanche a me il sesso interessa più di tanto anche se posso farlo per compiacere le mie partners e questo può appagarmi. Non altrettanto però mi appaga che mi si faccia pesare l'assenza di un certo slancio istintivo,per le stesse ragioni di cui al punto 1 https://www.carrodibuoi.it/2017/07/31/faq-asessualita-aven/
    4) Rispetto alle persone tipiche esco con meno frequenza,con una rosa di persone meno ampia e preferibilmente uno a uno,anche se talora se il contesto sociale è favorevole,va bene anche un numero di persone maggiore
    5) Le mie passioni principali sono la neurodiversità e il mondo animale benchè sia aperto a ogni interesse culturale. Esse mi danno slancio ed energia,mentre molto spesso la socializzazione risulta sfiancante,soprattutto per contesti non strutturati e che esulano da suddetti interessi.
    6)Non mi ritrovo
    7) Anche  qui,non sono ricco :) 
    8) Le storie per me a livello di sentimento non finiscono a meno di torti irreparabili. Semplicemente tutto si evolve e il sentimento si modella secondo le nuove contingenze. Mi riconosco nella relatività relazionale più che nei modelli tradizionali https://medium.com/@Valter_Psico/relativita-relazionale-ec921bae6a77
    9) Se non gli viene spontaneo non se ne può fare una colpa. Bisogna accettarlo ed eventualmente chiedere senza giudizio facendo intendere chiaramente che fa piacere a te e che non sarebbe il "modo giusto" di amare in contrapposizione al suo modo "sbagliato". Il suo istinto vale quanto il tuo.
    10) In che senso devi rinunciare alle tue? Io non ho mai chiesto alle mie partners di rinunciare alle loro passioni. Anzi,sono libere di cercarsi fuori dalla coppia tutto ciò che desiderano e magari io non posso offrire loro. L'importante è la trasparenza,nonchè il consenso di tutte le parti coinvolte
    11) Mi ritrovo nella maggior parte delle cose. Offro lealtà,stima,fiducia e rispetto. Anche qui rimando alla relatività relazionale. Tieni conto che essendo io asessuale,la componente erotica condivisa non mi viene spontanea nella partnership così come fuori.
    12) Ti esclude nel senso che non ti cerca oppure ti respinge se cercato?

    Grazie FabrizioVader!
    Riguardo al punto 9, certo che il suo istinto vale quanto il mio. Solo mi domando: se mi dice cose carine solo se mi vede giù, saranno sentite o lo fa per tirarmi su?
    La domanda del punto 10: devo rinunciare nel senso che mi dice che non vuole che le faccia. Per esempio: a me piace andare a teatro, a lui no. Gli dico che posso andarci quando lui ha altri impegni, ma mi dice apertamente che non gli fa piacere e che non vuole che lo faccia.
    Quanto alla domanda del 12: mi esclude nel senso che non mi vuole fisicamente a casa sua, se lo contatto è scocciato e triste, ma se non lo contatto mi chiama (triste ma non scocciato), sicché ho optato per il secondo comportamento. Quando invece ha periodi giù, ma mi vuole con lui, ci sto ma mi dedico alle mie cose.
    Post edited by Sniper_Ops on
  • FabrizioVaderFabrizioVader Veterano Pro
    modificato 24 January Pubblicazioni: 372
    Punto 10: questo non è accettabile nè tantomeno riconducibile all'Asperger. La libertà personale,tanto più nei casi in cui lui abbia altri impegni e quindi non impatti sulle attività di coppia,non deve essere negoziabile.

    Tima_AndroidLisaLaufeyson_Lilith_MononokeHimeMeinLovewithanAspie
    Post edited by FabrizioVader on
  • RobKRobK Colonna
    Pubblicazioni: 1,219
    Sinceramente di Asperger ci vedo ben poco,gli tratti che mi fanno pensare alla sindrome sono quelli del punto 4 e 12.
    A me sembra opportunista, capisco il non voler esternare i propri sentimenti, ma non esiste che un giorno ti dica che ti ama (anche se a modo suo) ed un altro che non prova amore ma tenerezza!
    Ci sta che non abbia piacere a condividere le tue passioni, anche se credo che il compromesso in una coppia sia necessario, ma non può assolutamente impedirti di seguire i tuoi interessi.
    Un altro aspetto è il suo essere mammone: a 45 anni non è possibile che la mammina possa vietargli di fare alcune cose, ed ormai a quest'etá questo tipo di rapporto non cambierá mai.
    Io ti consiglio di pensarci bene sul continuare questa relazione, anche perchè non mi sembra che abbia volontá nel migliorarsi.
    _Lilith_rondinella61
  • MarkovMarkov Pilastro
    Pubblicazioni: 9,589
    Stupendo che la donna sia più vogliosa di un uomo. Capitasse a me una così.
  • FabrizioVaderFabrizioVader Veterano Pro
    Pubblicazioni: 372
    @Markov a me è successo più volte
    Markov
  • MononokeHimeMononokeHime Moderatore
    Pubblicazioni: 2,095
    Benvenuta! :)

    Cosa intendi con “come mi consigliereste di reagire a questi comportamenti”?

    Una persona di quarantacinque anni difficilmente cambierà, e nel suo caso mi sembra proprio intenzionato a non voler cambiare niente, del tipo “sono così e basta”.
    Quel che mi dà da pensare è che all’inizio avesse un comportamento e degli atteggiamenti diversi, “da principe azzurro”, di cui è quindi capace e consapevole, finalizzato, che poi una volta “accertata” la relazione e la tua volontà di stare con lui, ha poi cambiato.
    Come questo ci sono altri elementi che mi saltano all’occhio, come ad esempio ti è già stato fatto notare, il fatto che ti vieti di fare qualcosa (che ti chieda di non farlo perché a lui non piace, quando nemmeno è coinvolto), o il rapporto morboso con la madre, che ha l’ultima parola anche su cose tra voi (se gli dice che non va bene, lui non la fa, anche se è un uomo adulto ed è qualcosa che riguarda la coppia).
    Il punto per me è: queste cose che hai elencato, sei disposta ad accettarle nel lungo periodo? Perché come ci sono adesso, ci saranno anche in futuro. A te va bene? Ci puoi convivere? Pensi che potrai sentirti soddisfatta in una relazione in cui ci sono questi elementi?
    Una relazione è fatta da due persone, che si vengono incontro, a seconda delle proprie capacità, bisogni, limiti, risorse, che cambiano nel tempo.
    Può anche essere fatta da due persone in cui è solo una che va incontro all’altra e basta, ma a te va bene così?
    Secondo me devi capire quali sono i tuoi bisogni, e quali sono quelli su cui non puoi transigere (ad esempio il sesso, se per te è importante e hai una libido alta, dovrai essere consapevole che dovrai convivere con una certa frustrazione, dato il suo basso interesse).
    FabrizioVaderMeinLovewithanAspieLisaLaufeysonNemoFelipe
    Che io abbia il corraggio di accettare le cose che non posso cambiare, la forza di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per poterle distinguere. (versione personale)
  • Pubblicazioni: 15
    Ciao @piccolina
    Ti dirò che io mi trovo in una situazione analoga. Ho scritto un post mio difatti su questo forum che si chiama “Amore Asperger: strategie per farlo funzionare”
    Come ti è stato già detto, le uniche strategie sono l’adattamento e un amore incondizionato, che significa che da parte dei nostri uomini asperger non avremo mai una vita emotiva come quella conosciuta tra neurotipici, ma un’affettivita’ molto più pragmatica, analitica, che agli occhi di qualsiasi neurotipico viene interpretato come mancanza di amore e di interesse, a volte erroneamente confuso col narcisismo, mentre per degli AS significa gestire con grande sforzo e difficoltà anche un “ti amo, mi manchi, voglio vederti”
    Il mio partner con cui stavamo progettando una vita insieme, in Germania, quindi trasferimento mio ecc ecc, ha, dal nulla, deciso che non voleva più. Mi ha fatto crollare tutto, progetti, decisioni, tutto. Ci siamo allontanati per 5 giorni nei quali lui ha perso parecchi kg, perché vomita per attacchi di panico e ansia, ha chiuso I contatti visivi con me e altri suoi amici, e passa le sere, dopo il lavoro, al buio. Io gli ho lasciato un po’ di tempo per poi ricontattarlo con calma, chiedendogli come stesse. Abbiamo ripreso le conversazioni, addirittura le Audio chiamate, perché dice che le video chiamate sono troppo per lui, e quando parliamo, dopo un po’ mi dice “basta, è troppo ora”
    Perché fa così?
    Me lo sono chiesta. Ho quindi deciso di documentarmi, come stai facendo tu. E il loro disagio non ha nulla a che vedere con te. Quando capisci questo, saprai anche usare un vocabolario più adeguato per raggiungerlo. Ci vuole tanta pazienza, delicatezza, mai giudicare i suoi bisogni come sbagliati, e se qualcosa ti ferisce dirlo senza rigiri di parole emotive che a lui non arrivano proprio, e non perché non gli interessi di te, ma perché non le razionalizza.
    La vita di coppia con un AS è piena di difficoltà che però possono essere capite e gestite grazie all’aiuto di una terapia di coppia, dove il terapeuta deve essere specializzato in dinamiche Asperger. Se leggi l’inglese, vai sulla guida di Attwood “The complete guide of Asperger’s Syndrome” ti darà importanti spunti.
    La pazienza è una grande maestra. Io mi sto mettendo tanto in discussione, dentro questa relazione, poiché sto cercando anche io di capire se veramente la vorrò per il mio futuro, se mi sta cambiando in termini di approccio con gli esseri umani, siano essi neurotipici o diversi, e se io stessa ho qualcosa da imparare a gestire. Spesso le persone che ci arrivano dicono tanto di noi più che di loro stessi e magari una relazione con un asperger è una strada maestra per captare segnali che forse prima non concepivamo e che servono in tutti i nostri contatti sociali.
    Non è facile, io spesso piango quando mi sento dire “per me quello che dici non ha senso, non provo emozioni, non ce la faccio a guardarti negli occhi” e piango non davanti a lui perché sennò poi si sente un mostro. Non giudico mai malamente le sue intenzioni, ma dico cosa mi ferisce. Non gli dico mai che è sbagliato quando si vuole chiudere in se stesso, gli dico che lo rispetto, che posso immaginare il suo stato mentale di confusione, e che non ho comunque intenzione di abbandonarlo. Che aspetto. Che rimango virtualmente accanto a lui (siamo distanti) e lo aspetto. Che quando vuole sa dove trovarmi. Rispetto le sue pause, anche i suoi respiri, i suoi interessi, le sue dinamiche, anche le sue paure.
    Ciò però significa annullarsi un po’, frustrarsi un po’ di più. Io sono seguita comunque da un mio psicoterapeuta, e ho modo di razionalizzare tutto questo “vuoto emotivo”. Ma per quanto ancora?
    Gli AS non cambiano, non si devono guarire, loro sono così, possono migliorare le interazioni ma sono così. Chiediamoci se vogliamo questo. E poi se la nostra risposta è positiva allora rimbocchiamoci le maniche e impariamo un altro livello di comunicazione mai avuto prima. Ci si può aprire un mondo completamente nuovo, senza però chiudere il nostro.
  • piccolinapiccolina Neofita
    modificato 27 January Pubblicazioni: 10
    Markov ha detto:

    Stupendo che la donna sia più vogliosa di un uomo. Capitasse a me una così.

    Qui non si tratta di essere più vogliosi. Si tratta di voglia zero verso voglia "ordinaria".
    MononokeHime ha detto:

    Benvenuta! :)

    Cosa intendi con “come mi consigliereste di reagire a questi comportamenti”?

    Una persona di quarantacinque anni difficilmente cambierà, e nel suo caso mi sembra proprio intenzionato a non voler cambiare niente, del tipo “sono così e basta”.
    Quel che mi dà da pensare è che all’inizio avesse un comportamento e degli atteggiamenti diversi, “da principe azzurro”, di cui è quindi capace e consapevole, finalizzato, che poi una volta “accertata” la relazione e la tua volontà di stare con lui, ha poi cambiato.
    Come questo ci sono altri elementi che mi saltano all’occhio, come ad esempio ti è già stato fatto notare, il fatto che ti vieti di fare qualcosa (che ti chieda di non farlo perché a lui non piace, quando nemmeno è coinvolto), o il rapporto morboso con la madre, che ha l’ultima parola anche su cose tra voi (se gli dice che non va bene, lui non la fa, anche se è un uomo adulto ed è qualcosa che riguarda la coppia).
    Il punto per me è: queste cose che hai elencato, sei disposta ad accettarle nel lungo periodo? Perché come ci sono adesso, ci saranno anche in futuro. A te va bene? Ci puoi convivere? Pensi che potrai sentirti soddisfatta in una relazione in cui ci sono questi elementi?
    Una relazione è fatta da due persone, che si vengono incontro, a seconda delle proprie capacità, bisogni, limiti, risorse, che cambiano nel tempo.
    Può anche essere fatta da due persone in cui è solo una che va incontro all’altra e basta, ma a te va bene così?
    Secondo me devi capire quali sono i tuoi bisogni, e quali sono quelli su cui non puoi transigere (ad esempio il sesso, se per te è importante e hai una libido alta, dovrai essere consapevole che dovrai convivere con una certa frustrazione, dato il suo basso interesse).

    Grazie per i consigli!
    Per "come mi consigliereste di reagire" intendo che atteggiamento dovrei avere per non ferirlo o farlo chiudete in sé stesso. Far finta di nulla, ma spesso mi sento ferita? Parlare chiaramente, ma poi mi sento in colpa?
    Il punto è che lui qualche piccolo passo a modo suo per cambiare lo fa, solo che considera tutto come fonte di stress, a volte anche una piccola battuta di disappunto.
    Buona domenica sera.

    Ciao @piccolina
    Ti dirò che io mi trovo in una situazione analoga. Ho scritto un post mio difatti su questo forum che si chiama “Amore Asperger: strategie per farlo funzionare”
    Come ti è stato già detto, le uniche strategie sono l’adattamento e un amore incondizionato, che significa che da parte dei nostri uomini asperger non avremo mai una vita emotiva come quella conosciuta tra neurotipici, ma un’affettivita’ molto più pragmatica, analitica, che agli occhi di qualsiasi neurotipico viene interpretato come mancanza di amore e di interesse, a volte erroneamente confuso col narcisismo, mentre per degli AS significa gestire con grande sforzo e difficoltà anche un “ti amo, mi manchi, voglio vederti”
    Il mio partner con cui stavamo progettando una vita insieme, in Germania, quindi trasferimento mio ecc ecc, ha, dal nulla, deciso che non voleva più. Mi ha fatto crollare tutto, progetti, decisioni, tutto. Ci siamo allontanati per 5 giorni nei quali lui ha perso parecchi kg, perché vomita per attacchi di panico e ansia, ha chiuso I contatti visivi con me e altri suoi amici, e passa le sere, dopo il lavoro, al buio. Io gli ho lasciato un po’ di tempo per poi ricontattarlo con calma, chiedendogli come stesse. Abbiamo ripreso le conversazioni, addirittura le Audio chiamate, perché dice che le video chiamate sono troppo per lui, e quando parliamo, dopo un po’ mi dice “basta, è troppo ora”
    Perché fa così?
    Me lo sono chiesta. Ho quindi deciso di documentarmi, come stai facendo tu. E il loro disagio non ha nulla a che vedere con te. Quando capisci questo, saprai anche usare un vocabolario più adeguato per raggiungerlo. Ci vuole tanta pazienza, delicatezza, mai giudicare i suoi bisogni come sbagliati, e se qualcosa ti ferisce dirlo senza rigiri di parole emotive che a lui non arrivano proprio, e non perché non gli interessi di te, ma perché non le razionalizza.
    La vita di coppia con un AS è piena di difficoltà che però possono essere capite e gestite grazie all’aiuto di una terapia di coppia, dove il terapeuta deve essere specializzato in dinamiche Asperger. Se leggi l’inglese, vai sulla guida di Attwood “The complete guide of Asperger’s Syndrome” ti darà importanti spunti.
    La pazienza è una grande maestra. Io mi sto mettendo tanto in discussione, dentro questa relazione, poiché sto cercando anche io di capire se veramente la vorrò per il mio futuro, se mi sta cambiando in termini di approccio con gli esseri umani, siano essi neurotipici o diversi, e se io stessa ho qualcosa da imparare a gestire. Spesso le persone che ci arrivano dicono tanto di noi più che di loro stessi e magari una relazione con un asperger è una strada maestra per captare segnali che forse prima non concepivamo e che servono in tutti i nostri contatti sociali.
    Non è facile, io spesso piango quando mi sento dire “per me quello che dici non ha senso, non provo emozioni, non ce la faccio a guardarti negli occhi” e piango non davanti a lui perché sennò poi si sente un mostro. Non giudico mai malamente le sue intenzioni, ma dico cosa mi ferisce. Non gli dico mai che è sbagliato quando si vuole chiudere in se stesso, gli dico che lo rispetto, che posso immaginare il suo stato mentale di confusione, e che non ho comunque intenzione di abbandonarlo. Che aspetto. Che rimango virtualmente accanto a lui (siamo distanti) e lo aspetto. Che quando vuole sa dove trovarmi. Rispetto le sue pause, anche i suoi respiri, i suoi interessi, le sue dinamiche, anche le sue paure.
    Ciò però significa annullarsi un po’, frustrarsi un po’ di più. Io sono seguita comunque da un mio psicoterapeuta, e ho modo di razionalizzare tutto questo “vuoto emotivo”. Ma per quanto ancora?
    Gli AS non cambiano, non si devono guarire, loro sono così, possono migliorare le interazioni ma sono così. Chiediamoci se vogliamo questo. E poi se la nostra risposta è positiva allora rimbocchiamoci le maniche e impariamo un altro livello di comunicazione mai avuto prima. Ci si può aprire un mondo completamente nuovo, senza però chiudere il nostro.

    Grazie per i consigli e per aver condiviso la tua storia.
    Post edited by Sniper_Ops on
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