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Come superare il disagio di un cambio programma?

Quando mi vengono sconvolti i programmi già fatti mi sento persa, non riesco a pensare, a concentrarmi..... è come se qualcuno mi avesse resettata e poi provo anche un grande nervosismo. Non riesco a capire per quale motivo, se si decide di fare una cosa in un determinato momento, poi si debba cambiare idea e decidere di farla un'altra volta. Io programmo tutto. Programmare mi dà grande soddisfazione ...invece le persone improvvisano, decidono all'ultimo cosa vogliono fare e quando e io non riesco ad adattarmi. Voi come vi sentite quando qualcuno vi sconvolge i piani?
OrsoX2Nemo
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Commenti

  • OrsoX2OrsoX2 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 885

    Il disagio di un cambio di programma si può superare, almeno in parte, con l'esperienza. 

    Anch'io ho sempre programmato tutto.

    Quando ho capito che non potevo farlo in tutte le situazioni, perché in qualche modo l'imprevisto andava affrontato, ho fatto ricorso a tutti gli innumerevoli piani B che avevo accumulato con gli anni, e sono riuscito, mantenendo la calma, a "mettere insieme i pezzi" dei diversi problemi complessi che avevo scomposto in moltissimi problemi semplici, risolvibili, e che avevo accumulato nella mia esperienza.

    Seguire un gruppo di supporto cognitivo comportamentale mi ha molto aiutato a conoscere me stesso e a trovare la sicurezza necessaria a gestire l'imprevisto; prima rischiavo di restare immobilizzato dal panico.

    HoneyNemomammarosannariotSniper_Ops
    ("Caducità delle umane cose!" - considerazione indifferentemente attribuibile a Umani e Non)
  • NemoNemo Moderatore
    Pubblicazioni: 3,212
    Mi associo a @OrsoX2 : cerco di pianificare anche gli imprevisti (specie sul lavoro, che comunque è il maggior tempo).

    Ho sempre un piano B del piano B, per intenderci.

    E quando capita l'imprevisto... imprevisto, cerco di mantenere la calma o l'ansia rischierebbe di mandarmi nel panico.

    Spesso una soluzione si trova, mantenendo calma e lucidità.
    OrsoX2marco3882vera68Sniper_Ops
    Memento Mori
  • HoneyHoney Membro Pro
    Pubblicazioni: 216
    Avete ragione..... razionalmente so che la soluzione si trova quasi sempre....ma questo non mi impedisce di provare un forte disagio. Quello che mi chiedo è, al di là degli imprevisti dovuti ad altri fattori, cosa spinge i NT a cambiare idea sui programmi fatti?
  • OrsoX2OrsoX2 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 885
    @Honey a me sembra che molti NT cambino spesso idea sui programmi fatti perché tendono a fare alcune scelte (che hanno un peso oggettivo generalmente trascurabile) in modo irrazionale, tipo "adesso ho cambiato idea: mi va di provare quel ristorante". :) 
    NemoHoneyLupa
    ("Caducità delle umane cose!" - considerazione indifferentemente attribuibile a Umani e Non)
  • riotriot Moderatore
    modificato 22 January Pubblicazioni: 5,739
    oggi hanno sconvolto i miei piani "sociali".
    come mi sento? questa volta incacchiato perché era una programmazione fatta una settimana fa con tutti gli incastri necessari (orari, luoghi, prenotazione, ecc.)

    ma il piano B c'è sempre: faccio quello che a me piace fare anche da solo, perché vista la fatica dell'interazione sociale, poi mi serve tempo (alcuni giorni) per sentirmi di nuovo pronto a programmare con altri un qualsiasi futuro incontro.

    quindi il piano B è: faccio quello che mi pare e piace! ;)

    LupaHoneyBlunotteNemoOrsoX2
    Post edited by riot on

  • LupaLupa Veterano Pro
    Pubblicazioni: 409
    Per chi di solito programma le proprie attività la programmazione oltre a essere una necessità fisica e dare senso di sicurezza è piacevole: con la programmazione pregustiamo, nel caso si tratti di eventi attesi, ciò che accadrà. Per chi invece cambia programmi in base all'aria che tira credo prevalga la piacevolezza data dal senso di libertà: poter scegliere questo o quello a seconda dell'umore e delle opportunità.
    Anch'io punto sul maggior numero possibile di piani B per far fronte al fastidio, ma col tempo ho imparato anche a fare mie alcune ragioni altrui per i cambi di programma. Per esempio non mi dà più fastidio se trovo valide le motivazioni per il cambio di programma (per esempio una urgenza lavorativa, richieste da parte di familiari o altri che hanno bisogno di aiuto...). Non che anni fa non capissi le motivazioni, ma non riuscivo a immedesimarmi e quindi capivo razionalmente ma non accettavo emotivamente.

    Honey
  • mariadimagdamariadimagda Membro
    Pubblicazioni: 13
    Honey ha detto:

    Avete ragione..... razionalmente so che la soluzione si trova quasi sempre....ma questo non mi impedisce di provare un forte disagio. Quello che mi chiedo è, al di là degli imprevisti dovuti ad altri fattori, cosa spinge i NT a cambiare idea sui programmi fatti?

    dovrei essere NT, con un figlio appena diagnosticato.... e ti rispondo volentieri, perchè adesso, come te, cerco risposte da voi, per capire questo nuovo modo di vedere e affrontare la vita. per me cambiare programma, o semplicemente la possibilità di poterlo fare è linfa vitale. se tutta la mia vita dovesse essere programmata e preordinata credo ne morirei. l'ordine, il dover rispettare regole, orari mi provoca fastidio, infelicità. sono costretta a rispettare le scadenze del mio lavoro, ma tutto il resto è assoluta improvvisazione. se alle 11 potessi dire, ora vado a vedere il mare, o andare a fare un pupazzo di neve, cambiando tutti i programmi, questa per me è felicità. l'idea di poter dipingere alle tre di notte, o leggere un libro in un momento qualsiasi, o fermarmi in una chiesa a guardare bellezza, mi riempie l'anima. e mi angoscio quando gli amici mi danno gli orari, che poi rispetto, per uscire. correre per stare con gli amici mi infastidisce. gli spagnoli in questo possono prender premi loro dicono : 'ci vediamo più tardi'. e' e rimarrà un'ora indefinita.più tardi è un intervallo di tempo lunghissimo, da una ora a 6 ore. mi piace non programmare le vacanze, i locali dove mangiare, tutto deve essere una scoperta, il piacere della scoperta, dell'avventura. comunque non tutti i NT sono così, molti sono precisi, ben programmati e disciplinati. tu vuoi sapere cosa mangerai a pranzo? ebbene se io lo dovessi sapere con largo anticipo cosa mangerò  inizierei a provare una sorta di nausea per quel cibo....  per me invertire l'ordine, per trovarne un altro, è un'aspirazione, una tensione verso la felicità.
    HoneyNemoMarkovLupa
  • NemoNemo Moderatore
    Pubblicazioni: 3,212
    @mariadimagda: hai appena descritto la mia interpretazione di "inferno".

    Credo che una delle più forti spinte all'organizzazione sia l'ansia. Leggendo il tuo commento avevo l'ansia che saliva, saliva saliva...

    marco3882LupaLisaLaufeyson
    Memento Mori
  • MarkovMarkov Pilastro
    modificato 24 January Pubblicazioni: 9,589
    mariadimagda ha detto:

    Honey ha detto:

    Avete ragione..... razionalmente so che la soluzione si trova quasi sempre....ma questo non mi impedisce di provare un forte disagio. Quello che mi chiedo è, al di là degli imprevisti dovuti ad altri fattori, cosa spinge i NT a cambiare idea sui programmi fatti?

    dovrei essere NT, con un figlio appena diagnosticato.... e ti rispondo volentieri, perchè adesso, come te, cerco risposte da voi, per capire questo nuovo modo di vedere e affrontare la vita. per me cambiare programma, o semplicemente la possibilità di poterlo fare è linfa vitale. se tutta la mia vita dovesse essere programmata e preordinata credo ne morirei. l'ordine, il dover rispettare regole, orari mi provoca fastidio, infelicità. sono costretta a rispettare le scadenze del mio lavoro, ma tutto il resto è assoluta improvvisazione. se alle 11 potessi dire, ora vado a vedere il mare, o andare a fare un pupazzo di neve, cambiando tutti i programmi, questa per me è felicità. l'idea di poter dipingere alle tre di notte, o leggere un libro in un momento qualsiasi, o fermarmi in una chiesa a guardare bellezza, mi riempie l'anima. e mi angoscio quando gli amici mi danno gli orari, che poi rispetto, per uscire. correre per stare con gli amici mi infastidisce. gli spagnoli in questo possono prender premi loro dicono : 'ci vediamo più tardi'. e' e rimarrà un'ora indefinita.più tardi è un intervallo di tempo lunghissimo, da una ora a 6 ore. mi piace non programmare le vacanze, i locali dove mangiare, tutto deve essere una scoperta, il piacere della scoperta, dell'avventura. comunque non tutti i NT sono così, molti sono precisi, ben programmati e disciplinati. tu vuoi sapere cosa mangerai a pranzo? ebbene se io lo dovessi sapere con largo anticipo cosa mangerò  inizierei a provare una sorta di nausea per quel cibo....  per me invertire l'ordine, per trovarne un altro, è un'aspirazione, una tensione verso la felicità.
    Concordo. Io tendo a pianificare solo le cose importanti e sono pure stato molto ansioso per cose inutili da piccolo. Ma sono molto insensibile al disordine (nella mia camera è tutto disposto a casaccio e riesco sempre a trovare quello che cerco), prendo treni last-minute facendo le corse. E pur studiando una disciplina molto rigorosa il mio approccio è meno schematico della media, più intuitivo che logico.
    Nel mio caso penso che ciò che da piccolo mi portava ad avere ossessioni di pianificazione o calcoli sul futuro sia stata esclusivamente l'ansia. Non una sensibilità all'ordine.
    NemoMononokeHimeBlunotte
    Post edited by Markov on
  • HoneyHoney Membro Pro
    Pubblicazioni: 216
    Markov ha detto:

    mariadimagda ha detto:

    Honey ha detto:

    Avete ragione..... razionalmente so che la soluzione si trova quasi sempre....ma questo non mi impedisce di provare un forte disagio. Quello che mi chiedo è, al di là degli imprevisti dovuti ad altri fattori, cosa spinge i NT a cambiare idea sui programmi fatti?

    dovrei essere NT, con un figlio appena diagnosticato.... e ti rispondo volentieri, perchè adesso, come te, cerco risposte da voi, per capire questo nuovo modo di vedere e affrontare la vita. per me cambiare programma, o semplicemente la possibilità di poterlo fare è linfa vitale. se tutta la mia vita dovesse essere programmata e preordinata credo ne morirei. l'ordine, il dover rispettare regole, orari mi provoca fastidio, infelicità. sono costretta a rispettare le scadenze del mio lavoro, ma tutto il resto è assoluta improvvisazione. se alle 11 potessi dire, ora vado a vedere il mare, o andare a fare un pupazzo di neve, cambiando tutti i programmi, questa per me è felicità. l'idea di poter dipingere alle tre di notte, o leggere un libro in un momento qualsiasi, o fermarmi in una chiesa a guardare bellezza, mi riempie l'anima. e mi angoscio quando gli amici mi danno gli orari, che poi rispetto, per uscire. correre per stare con gli amici mi infastidisce. gli spagnoli in questo possono prender premi loro dicono : 'ci vediamo più tardi'. e' e rimarrà un'ora indefinita.più tardi è un intervallo di tempo lunghissimo, da una ora a 6 ore. mi piace non programmare le vacanze, i locali dove mangiare, tutto deve essere una scoperta, il piacere della scoperta, dell'avventura. comunque non tutti i NT sono così, molti sono precisi, ben programmati e disciplinati. tu vuoi sapere cosa mangerai a pranzo? ebbene se io lo dovessi sapere con largo anticipo cosa mangerò  inizierei a provare una sorta di nausea per quel cibo....  per me invertire l'ordine, per trovarne un altro, è un'aspirazione, una tensione verso la felicità.
    Concordo. Io tendo a pianificare solo le cose importanti e sono pure stato molto ansioso per cose inutili da piccolo. Ma sono molto insensibile al disordine (nella mia camera è tutto disposto a casaccio e riesco sempre a trovare quello che cerco), prendo treni last-minute facendo le corse. E pur studiando una disciplina molto rigorosa il mio approccio è meno schematico della media, più intuitivo che logico.
    Nel mio caso penso che ciò che da piccolo mi portava ad avere ossessioni di pianificazione o calcoli sul futuro sia stata esclusivamente l'ansia. Non una sensibilità all'ordine.
    Penso anch'io che l'ansia sia una componente importante.... però, almeno nel mio caso, il disordine organizzativo crea uno stato di confusione ....mi sento persa
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