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Quanto è importante per voi piacere agli altri?

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Commenti

  • LupaLupa Veterano Pro
    Pubblicazioni: 545
    Ho scelto non molto importante perché il più delle volte del giudizio degli sconosciuti e dei conoscenti mi è indifferente ma vorrei comunque essere adeguata alle varie situazioni sociali e non finire invischiata in quelle sciocchissime scaramucce che nascono da antipatie e simpatie.
    Charade
  • BlindBlind Colonna
    Pubblicazioni: 2,545
    Irrilevante.

    Perché il primo ed il più intransigente "giudice" di me stesso sono proprio io.
    Che poi il mio rigore mi porta ad agire o a comportarmi in un modo che - spesso ma non sempre - piace anche agli altri, secondo me è un discorso a parte.
    CharadeJAA005
  • OssitocinaOssitocina Pilastro
    Pubblicazioni: 2,725
    È importante.

    Non ho scelto “fondamentale” unicamente perché più che piacere a prescindere per me è fondamentale che gli altri abbiano un’opinione su di me... Brutta o buona che sia, quello che decisamente mi ammazza è il non essere valutata, in generale.
    Sono un’attention whore consapevole, e me ne vergogno molto, ma ho bisogno di considerazione e riscontro dagli altri per sentirmi qualcuno, altrimenti mi sembra di non esistere, di non contare niente. Ho lo stupido, infantile desiderio di essere speciale.
    Blindrondinella61Charade
  • ValentaValenta SymbolPilastro
    Pubblicazioni: 10,158
    Importante. Ancora piuttosto importante.
    JAA005Charade
  • PulpetzPulpetz Veterano Pro
    Pubblicazioni: 791
    Charade ha detto:

    Quanto vi importa di piacere agli altri, che gli altri vi trovino simpatici, che abbiano una buona idea di voi?

    Commentate anche se vi va

    Ho votato "abbastanza importante", perché ho voluto dare una risposta onesta, anche se mi scoccia. Prima lo era di più, ma ora mi sto obbligando a smetterla di interessarmi di cosa pensano gli altri di me. Prima mi sforzavo all'inverosimile per farmi capire, quasi da farmene una malattia, perché soffrivo dell'essere fraintesa. Ora sto imparando che è inevitabile essere fraintesi, pure se a te sembra di essere stato chiaro come il sole; perché, inevitabilmente, gli altri proiettano il proprio modo di sentire e percepire il mondo, oppure non gliene importa una cippa di capirti.
    Charade
    "Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà. Non c'è altra via. Questa non è Filosofia, questa è Fisica".
    Albert Einstein

    "Il cavaliere coraggioso è quello senza armatura"
    Pulpetz

    "Solo il viandante, che ha peregrinato nel suo infinito mondo interiore, potrà accostarsi all’Anima, scoprendo che per anni altro non ha fatto che cercare Lei, poiché Lei è dietro e dentro ogni cosa. I viaggi, si fanno per cercare Anima e le persone si amano in quanto simboli di Anima."
    Carl Gustav Jung
  • CorocottasCorocottas Pilastro
    Pubblicazioni: 1,322
    Ho votato "abbastanza importante", piu' che altro perche' non riesco a dare una risposta univoca a questa domanda, non avendo neppure un'idea univoca degli altri (intendendo con questo termine non gli amici e partners sentimentali ma la "massa" dei semplici conoscenti superficiali).

    E non ho neppure un concetto univoco dell'idea di piacere.

    "Piacere" in senso stretto, ovvero suscitare impressioni per forza positive in tutti, per me e' abbastanza irrilevante, anzi lo considero quasi controproucente perche' mi farebbe sentire banale e scontato. Mi piace molto di piu' suscitare indignazione e dissenso, mi piace l'idea di "far pensare" e di risvegliare interrogativi che di solito gli altri non si pongono, anche a costo di risultare antipatico.

    Piacere in senso lato, ovvero "suscitare interesse" non per forza positivo o legato all'apprezzamento e' invece fondamentale. Non c'e' niente che mi faccia stare peggio dell'essere totalmente ignorato, del "non ricevere un parere" su cio' che faccio o che dico.

    Ma anche in questo secondo caso non m'importa dell'opinione di tutti, solo di quella di coloro che sento per qualche motivo affini a me. Dell'opinione di quelli che sento distanti non m'importa nulla.

    Per qualche motivo, pero', in ogni ambiente che frequento mi ritrovo quasi sempre a "piacere" a coloro che sento estremamente distanti da me e ad essere, al contrario, totalmente ignorato da coloro che sento affini. Anzi da parte di questi ultimi, quando provo ad avvicinarmi, mi sento spesso deliberatamente escluso e ignorato di proposito, come a rimarcare una differenza che io non vedo affatto ma loro si'.

    E' un fenomeno trasversale all'eta' (mi capitava da ragazzino e continua a capitarmi in eta' adulta), al contesto geografico (mi e' capitato, in qualche misura, piu' o meno dappertutto) e al tipo di ambiente (scolastico, artistico, musicale o puramente ricreativo, reale e virtuale).

    Percio' ne deduco che non si tratti di "frequentare l'ambiente sbagliato", altrimenti non succederebbe dappertutto, ma abbia a che fare in qualche modo con la mia comunicazione e con il fatto che, evidentemente, la personalita' che trasmetto all'esterno e' diversa da quella che sento di avere. Pero' non saprei descriverne la causa in maniera piu' precisa, ne' ho idea di come intervenire per cambiare questo trend.
    unicornrondinella61Charade
  • unicornunicorn Andato
    Pubblicazioni: 323
    @Corocottas e se invece che dipendere da te, dipendesse da loro?
    Se invece fossero loro a non capirti? A non vederti realmente?
    E se invece quelli che ritieni meno affini ci riuscissero?
    Magari non dipende da te.
  • HoneyHoney Veterano
    Pubblicazioni: 264
    Io ho messo importante anche se vorrei essere più sicura di me stessa tanto da fregarmene. Mi accorgo che molte volte ci si comporta in modo da compiacere gli altri mentre gli altri se ne fregano. Io mi sento anche molto sfruttata perché in genere la gente si sfoga con me e non si rendono conto che per me è un peso insopportabile
    Charade
  • CorocottasCorocottas Pilastro
    Pubblicazioni: 1,322
    @unicorn mi sembra abbastanza improbabile, per diversi motivi.

    Il primo e' che non e' proprio sempre stato cosi'. Da bambino non sentivo nessuna discrepanza tra la personalita' che sentivo di avere (istrionica e amante dell'attenzione altrui) e il modo in cui gli altri - adulti e coetanei - mi percepivano.

    La situazione e' cambiata soltanto dai 12 anni circa in poi, in maniera piuttosto brusca, in corrispondenza di un evento familiare che ho vissuto come traumatico ma i cui effetti, evidentemente, non hanno piu' cessato di ripercuotersi sul modo in cui mi manifestavo agli altri.

    Il secondo e' che i motivi per cui questi "altri" che sento poco affini a me mi apprezzano spesso non sono i motivi per i quali mi sento piu' apprezzabile, quantomeno non gli unici. Nel senso che percepisco come se della mia personalita' uscisse soltanto una piccola parte, come se fosse "monca".

    Il terzo e' che le poche persone che mi frequentano quotidianamente, che conoscono il mio vissuto e il mio vero modo di essere colgono questa discrepanza tra la mia personalita' reale e quella apparentemente percepita da chi mi conosce superficialmente, esattamente come la colgo io.
  • RobKRobK Colonna
    Pubblicazioni: 1,263
    Ho selezionato abbastanza importante.
    Non cerco l'approvazione degli altri per sentirmi valida, ma credo che cercare di andare d'accordo con gli altri sia importante per vivere in un clima sereno.
    Charade
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