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Farsi regalare l'umanità da un gatto

Sono un “aspie”.

Ho cinquant’anni e ho la sindrome di Asperger.

Da bambino e da adolescente ne ho sofferto molto. Ero
strano, ero diverso, ma non sapevo il perché, la diagnosi non esisteva a quei
tempi.

Poi, col passare degli anni ho preso la mia diversità sempre
più come un qualcosa in più, non come una mancanza. Avevo superpoteri!

E mi sono trovato bene nel mondo.

Non ho più provato ad essere come gli altri, ho adattato gli
altri al mio modo di essere.

Ed ho vissuto bene, credevo.

 

Ma la storia che voglio raccontare è un’altra.

Di come mi sono scoperto “umano”, di come, alla veneranda
età di 50 anni, ho capito cose che fino ad ora mi erano state precluse.

 

Non ho mai capito le emozioni degli altri, le scenate di
rabbia, i pianti di sconforto, le gioie per qualcosa di scontato, le lacrime
per una mancanza.

La settimana scorsa la mia gatta è stata investita,
schiacciata da una macchina.

Aveva due anni.

In questi due anni mi ci ero affezionato in una maniera che
mi è chiara solo ora che non c’è più.

Mi sembra quasi ridicolo dire di stare male per la perdita
di un gatto.

Eppure….

 

Eppure, per la prima volta capisco le lacrime della gente
che ho visto piangere, disperarsi, intristirsi, deprimersi per un lutto.

Quando è morto mio padre, vent’anni fa ormai, all’improvviso,
stroncato da un infarto durante il sonno, ho espletato le pratiche
burocratiche, ho tentato di consolare (spesso nel modo sbagliato) mia madre e
mio fratello minore, ho organizzato il funerale, ma non ho versato una lacrima.

Non sono stato male, non mi mancava. Per me, per la mia
logica, era una cosa naturale: la gente nasce, la gente muore. Nulla di più.

Per me è sempre stato così: quando è morto il fratello della
mia ex, quando è morta la moglie di un caro amico, quando è morto il mio
miglior amico.

La gente nasce, la gente muore.

È illogico stare male per qualcosa di ineluttabile, di
irrimediabile.

 

Eppure, ora, ad una settimana di distanza dalla morte della
mia gatta, continuano a venirmi le lacrime agli occhi mentre scrivo queste
righe.

A me, che non ho mai pianto, nemmeno da bambino, non quando
in prima elementare mi picchiavano ogni giorno, non quando in terza elementare
mi son dovuto ricoverare in ospedale, in un’altra città (anzi, ero, se non
contento, interessato, era un’esperienza nuova, ho fatto la valigia da solo ed
ero impaziente), non quando mi hanno venduto il mio primo animale domestico (un
cane, un pastore tedesco col quale esploravo i boschi), non quando mi sono morti
altri gatti, ai quali ero anche affezionato. La mia fredda logica mi dava una
spiegazione, sapevo che era così (so anche in questo momento che è inutile
stare male, non cambia niente).

 

Ad una settimana dalla morte della mia gattina le lacrime
continuano a scendere.

 

Non so se maledirla per aver rotto la mia corazza che era
rimasta intatta per ben cinquant’anni o se ringraziarla per avermi reso diverso,
più umano, più empatico, per avermi dato qualcosa che ignoravo.

Di colpo riesco a capire anche il dolore delle altre
persone, perché sono immerso nel mio.

Non so se sia un bene o un male.

Una parte di me vorrebbe tanto essere quello dei vecchi
tempi, insensibile, calcolatore, che usa gli altri, persone o animali che siano,
solo se portano un vantaggio.

 

L’altra parte è grata a quella gattina per avermi fatto
capire cose che per mezzo secolo mi erano state precluse. Anche se fanno male.

 

Insomma, una piccola gattina cicciottella è riuscita in
quello che il resto del mondo (me compreso) non era riuscito a fare: mi ha reso
più umano.

 

Grazie Giacometta, mi manchi.

LupaPimpirinaLinnaNewtonMononokeHimeValentanoryLisaLaufeysonvera68rondinella61

Commenti

  • norynory Membro
    Pubblicazioni: 56
    Forse è stato anche il modo per cui è morta, magari te ne fai anche una sorta di colpa. Se per esempio moriva di vecchiaia forse non ci saresti rimasto così male.

    Stessa cosa anche io, ho avuto tanti gatti, molti morti per malattia, vecchiaia ecc ma la penultima gatta, se ancora ci penso, mi fa veramente stare male, soprattutto per il modo in cui è morta, per una malattia per la quale forse avrei potuto fare qualcosa di più o almeno non lasciarla stare così male..
  • vera68vera68 Colonna
    Pubblicazioni: 1,708
    Sono lacrime benedette @Caligola.
    Sono le lacrime di tanti lutti che hai raccontato.
    Ringrazia la tua gattina, prendi questo dono che ti ha fatto con la sua morte, come qualcosa di prezioso. Può aiutarti a dare un senso e una spinta alla vita
  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 5,739
    Benvenuto!


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