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Commenti

  • PimpirinaPimpirina Membro Pro
    Pubblicazioni: 179
    Io penso che spettacolarizzare la propria sofferenza sia sempre sbagliato, per questioni di dignità e riservatezza. Mi sembra che in altri Paesi, come ad es. gli Stati Uniti, la visione sia opposta alla mia, quindi forse sono un po' influenzata anche dal contesto culturale e di valori in cui mi trovo immersa, da questo punto di vista (ma sono comunque convinta della mia idea). Credo, comunque, che, qualora si decida di parlare della sindrome, sia assolutamente necessario farlo in maniera corretta e, soprattutto, dovrebbe farlo solo chi sia "interessato" (questo termine mi piace di più rispetto ad "affetto") da essa e chi veramente l'abbia studiata ed approfondita ed abbia esperienza in materia. Potrà sembrare una precisazione inutile ma troppe volte leggo e sento cose (anche alla Rai, in prima serata) che contraddicono totalmente tutto quello che ho letto finora in ordine a questo. Aggiungo, infine, che trovo fastidioso che certi personaggi famosi lascino intendere di essere Asperger pur non essendolo, solo perché va di moda. Ricordo la foto pubblicata su Facebook da un cantante famoso che ritraeva la sua stanza da letto, con il suo commento "Voi dite che è da Asperger, io dico che è monastica". Questo mi colpì perché, pur non avendo io la certezza di essere autistica, quell'immagine la trovai molto fastidiosa e mi chiesi come potrebbe mai un Asperger dormire lì dentro o anche solo stare lì dentro per più di 10 minuti. Era completamente bianca (colore che trovo fastidioso), con il letto bassissimo (non riuscirei a dormirci perché avrei paura di eventuali insetti: il piumone toccava il pavimento), troppo luminosa e con tutte le tende aperte, con una sedia che non aveva un tavolo davanti (mancava la simmetria!) e con il cuscino sistemato in modo tale che lui -da sdraiato- non potesse vedere la porta-finestra che dava sul giardino (quindi rinunciando ad avere la situazione sotto controllo). Dulcis in fundo, il letto era nel bel mezzo della stanza, anziché in un angolo (cosa che non mi farebbe sentire protetta).
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